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	<title>Movielicious &#187; Kelly Reilly</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Calvario</title>
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		<pubDate>Tue, 12 May 2015 10:14:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Brendan Gleeson]]></category>
		<category><![CDATA[Calvario]]></category>
		<category><![CDATA[Chris O’Dowd]]></category>
		<category><![CDATA[John Michael McDonagh]]></category>
		<category><![CDATA[Kelly Reilly]]></category>

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		<description><![CDATA[Un validissimo Breandan Gleeson nel dramma religioso a tinte noir diretto da John Michael McDonagh.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Calvary Irlanda &#8211; GB 2013)<br />
Uscita: 14 maggio 2015<br />
Regia: John Michael McDonagh<br />
Con: Brendan Gleeson, Chris O&#8217;Dowd, Kelly Reilly<br />
Durata: 1 ora e 44 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/calvario_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42608" title="calvario_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/calvario_1.jpg" alt="" width="500" height="319" /></a></p>
<p>Irlanda del Nord, Contea di Sligo.<br />
Padre James Lavelle (<strong>Brendan Gleeson</strong>) è un buon uomo, un po&#8217; burbero ma dedito esclusivamente alla propria missione.<br />
Peccato però che tutte le sue buone intenzioni vengano puntualmente frustrate dal cinismo e dalla volgarità degli abitanti del piccolo villaggio di campagna in cui vive.<br />
Durante una confessione, una domenica mattina, un uomo gli confida di essere stato ripetutamente violentato da un sacerdote quando era ragazzo e ora, per vendicare l’ingiustizia subita, ha deciso di uccidere lui, un prete buono e innocente.<br />
Padre James, evidentemente turbato dalla notizia, decide comunque di restare in paese e passare quella che potrebbe essere la sua ultima settimana di vita come in un conto alla rovescia, riflettendo sul suo ruolo e cercando di capire cosa si accinga a lasciare nei suoi fedeli e in una figlia (<strong>Kelly Reilly</strong>) avuta diversi anni prima di diventare sacerdote e persa di vista ormai da troppi anni.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/calvario_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42609" title="calvario_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/calvario_2.jpg" alt="" width="499" height="312" /></a><br />
Comincia così <em><strong>Calvario</strong></em>, quasi come un giallo.<br />
Un giallo il cui risolutore (Padre James) conosce il nome del suo carnefice fin dall&#8217;inizio, prima ancora che questo compia il suo delitto. Lo spettatore invece no, ma è ben presto chiaro a chiunque come il senso del film sia sì una ricerca, ma non quella dell&#8217;assassino.<br />
Ciò che il protagonista cerca davvero è una traccia di grazia o di bellezza tra le macerie di un microcosmo umano allo sbando che ben presto diventa metafora di un quadro molto più ampio e complesso.<br />
Il surreale bestiario umano della Contea di Sligo, composto da una serie di personaggi rozzi e arroganti in maniera volutamente caricata, è inframezzato dai magnifici scorci di un&#8217;Irlanda ancora rurale, quasi del tutto priva di qualsiasi richiamo alla modernità.Il risultato è che Padre James, circondato da un ambiente così desolato, ci appare ancora più irrimediabilmente solo.</p>
<p><em>Calvario</em> è un&#8217;opera contraddistinta da un impianto etico rigorosissimo e che, ben lungi dall&#8217;arroccarsi su una posizione di accusa unidirezionale (e quindi sterile) verso una Chiesa, quella irlandese, ormai da anni sotto accusa per aver coperto numerosi episodi di molestie, si limita a prendere semplicemente atto di certe sue sempre più evidenti derive.<br />
L&#8217;agnello sacrificale è questo prete dal passato oscuro chiamato a portare il peso di colpe altrui in una sorta di intima Via Crucis priva di qualsivoglia velleità evangelizzanti.<br />
Brendan Gleeson (qui alla sua seconda collaborazione con John Michael McDonagh dopo <em>Un poliziotto da Happy Hour</em>) è immenso in una performance che riesce ad ingabbiare la sua imponente fisicità per dare maggiore spazio ai mezzi toni espressivi e a un volto in cui riesce a far convivere rabbia e dignità in egual misura, come se fosse la cosa più facile del mondo.<br />
L&#8217;interpretazione di Gleeson è però soltanto il primo dei diversi meriti di questo pregevole film.<br />
Incorniciato infatti dalla magnifica e gelida fotografia di Larry Smith (direttore della fotografia di <em>Eyes Wide Shut</em> e di quasi tutti i film di Nicolas Winding Refn) e diretto da un regista che costruisce le inquadrature quasi come fossero tele di un pittore, <em>Calvario</em> è il film che andrebbe visto da chiunque esiga dal cinema non tanto una serie di risposte univoche, quanto dei ragionevoli dubbi sui quali continuare a riflettere anche a fine visione, una volta tornato a casa.</p>
<p><strong>Voto </strong>7</p>
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		<title>Rompicapo a New York</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/06/10/rompicapo-a-new-york/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jun 2014 06:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Audrey Tautou]]></category>
		<category><![CDATA[Casse-tête Chinois]]></category>
		<category><![CDATA[Kelly Reilly]]></category>
		<category><![CDATA[Romain Duris]]></category>
		<category><![CDATA[Rompicapo a New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Romain Duris e Audrey Tautou tornano protagonisti nell'ultimo atto della trilogia iniziata nel 2002 con]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Casse-tête Chinois, Francia, USA, Belgio 2013)<br />
Uscita: 12 giugno 2014<br />
Regia: Cédric Klapisch<br />
Con: Romain Duris, Audrey Tautou, Kelly Reilly<br />
Durata: 1 ora e 58 minuti<br />
Distribuito da: Academy2</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/rompicapo_a_new_york_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-37180" title="rompicapo_a_new_york_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/rompicapo_a_new_york_1.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>La vita di Xavier Russeau (<strong>Romain Duris</strong>) al momento attraversa una fase piuttosto complicata.<br />
Scrittore in crisi, Xavier vive la fine della sua storia con Wendy (<strong>Kelly Reilly</strong>) proprio in concomitanza col delicato passaggio anagrafico tra i trenta e i quarant&#8217;anni, che un tempo connotava un&#8217;altra importante crisi, quella di mezza età.<br />
Oggi però i quarant&#8217;anni sono tutta un&#8217;altra storia e, a quell&#8217;età, si fa ancora in tempo a resettare tutto e a reinventarsi una vita altrove, magari trasferendosi da Parigi a New York per stare insieme ai propri figli e cercare l&#8217;ispirazione per un romanzo che, un po&#8217; come la vita, è soltanto una pagina bianca sullo schermo di un portatile.<br />
Questo se non altro in teoria, perché il più delle volte, allo spostamento fisico, non sempre corrisponde un miglioramento generale. Almeno non da subito.<br />
E per Xavier l&#8217;inizio della sua avventura a New York, tra un lavoro precario e le difficoltà burocratiche per ottenere il visto di soggiorno, non ha nulla a che vedere con l&#8217;american dream.<br />
Come se tutto ciò non fosse già abbastanza, ci si mette di mezzo anche un ritorno di fiamma col primo amore Martine (<strong>Audrey Tautou</strong>) e il ritrovato rapporto con la sua migliore amica Isabelle, anche lei di stanza a New York.</p>
<p>Terzo e, presumibilmente, ultimo atto della trilogia iniziata da <strong>Cédric Klapisch</strong> nel 2002 con <strong>L&#8217;appartamento spagnolo</strong> e proseguita tre anni dopo con <strong>Bambole russe</strong>, <em><strong>Rompicapo a New York </strong></em>riesce nell&#8217;intento di infondere la stessa leggerezza che accompagnava i suoi protagonisti nella transizione tra la spensieratezza della &#8220;generazione Erasmus&#8221; e la vita adulta dei primi due film, anche ad uno stadio esistenziale foriero di maggiori amarezze.<br />
Si parla infatti di fallimenti e sogni infranti e, più in generale, della mesta presa di coscienza di chi realizza che, forse, non tutto è andato esattamente per il verso giusto.<br />
Laddove però, in qualsiasi altra opera dalle pretese generazionali, ci si concentrerebbe maggiormente sulle riflessioni a posteriori riguardo ai possibili errori del passato (il &#8220;where did it all go wrong?&#8221; tipico di molte commedie americane) qui lo sguardo è proiettato su un futuro prossimo e su un&#8217;idea di &#8220;altrove&#8221;, sia geografico che esistenziale, da smontare dall&#8217;interno per mostrare come anche le distanze spaziali contino in realtà ben poco di fronte al calore degli affetti.<br />
Xavier infatti ritrova a New York le tre &#8220;ragazze&#8221; con cui aveva condiviso l&#8217;incoscienza dei suoi vent&#8217;anni e, una volta preso atto di come queste siano diventate donne, anche se ognuna a suo modo, si ritrova a fare i conti con la propria irrisolutezza.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/rompicapo_a_new_york_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-37182" title="rompicapo_a_new_york_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/rompicapo_a_new_york_2.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Fiaccato solo in parte da una durata eccessiva e &#8211; ahinoi &#8211; da un doppiaggio ridicolo che non tiene in minima considerazione quanto le differenze (e le conseguenti difficoltà) linguistiche mostrate nel film siano parte integrante dello spaesamento rappresentato, <em>Rompicapo a New York </em>risulta alla fine una solida quadratura del cerchio.<br />
Piace, in particolare, la capacità di Klapisch di mantenersi sempre in bilico tra i diversi generi toccati &#8211; che sia dramma, commedia o romance &#8211; senza mai sceglierne uno in particolare, con il risultato di avvicinarsi quanto più possibile a qualcosa che assomigli alla vita reale, in maniera non dissimile da quanto fatto da Richard Linkater con la sua saga composta da <em>Prima dell&#8217;alba</em>, <em>Prima del tramonto </em>e <em>Before Midnight </em>e, almeno in teoria, dal Muccino del dittico L&#8217;ultimo bacio/Baciami ancora.<br />
Convince inoltre questa New York, di fatto coprotagonista del film, che, filtrata attraverso l&#8217;occhio &#8220;estraneo&#8221; dell&#8217;autore, appare sì multiculturale e ricca di possibilità, ma anche profondamente divisa in due, con Manhattan e i suoi grandi loft dai prezzi proibitivi da un lato e l&#8217;appartamento infinitesimale nel bel mezzo di Chinatown, in cui Xavier consuma il primo atto della propria rinascita, dall&#8217;altro.<br />
Un film innocuo e leggerino solo all&#8217;apparenza quindi, capace di bisbigliare qualcosa di utile (o in ogni caso di dolce) a chiunque sia alla ricerca di una collocazione.<br />
Sia geografica che esistenziale.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Flight</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 14:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Denzel Washington]]></category>
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		<category><![CDATA[John Goodman]]></category>
		<category><![CDATA[Kelly Reilly]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Zemeckis]]></category>

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		<description><![CDATA[Zemeckis accantona il fantacinema per una storia di caduta e redenzione meravigliosamente interpretata]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2012)<br />
Uscita: 24 gennaio 2013<br />
Regia: Robert Zemeckis<br />
Con: Denzel Washington, Kelly Reilly, John Goodman<br />
Durata: 2 ore e 18 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/flight.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30353" title="flight" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/flight.jpg" alt="" width="500" height="263" /></a></p>
<p>Dopo dodici anni di animazione in performance capture (<em>Polar Express</em>, <em>La leggenda di Beowulf,</em> <a href="http://www.movielicious.it/2009/12/01/a-christmas-carol/" target="_blank"><em>A Christmas Carol</em></a>) <strong>Robert Zemeckis</strong> torna nella terra dei vivi per regalarci un altro spicchio del suo cinema migliore. Un&#8217;apertura da collasso, mezz&#8217;ora trascorsa con gli occhi incollati allo schermo per assistere a una delle scene in quota più immedesimative e verosimili mai girate, in cui succede davvero di tutto. Poi lo schianto. <strong>Denzel Washington</strong> (la cui performance in <em><strong>Flight</strong></em> gli è giustamente valsa una candidatura all&#8217;Oscar come Miglior Attore) interpreta il pilota di linea Whip Whitaker, un professionista del volo dedito all&#8217;alcol e alle droghe che, in seguito a un guasto tecnico verificatosi ad alta quota, riesce miracolosamente a far atterrare il suo aereo, salvando così le vite di quasi tutti i passeggeri a bordo. Subito dopo l&#8217;atterraggio Whip viene considerato un eroe, ma dopo un iniziale momento di gloria, l&#8217;uomo si troverà nel bel mezzo di un&#8217;inchiesta giudiziaria che lo metterà con le spalle al muro.</p>
<p>Ancora una volta una storia che inizia con un disastro aereo, proprio come in <em>Cast Away</em>, anche se nel film con Tom Hanks l&#8217;incidente era un pretesto narrativo, mentre in <strong><em>Flight </em></strong>la tragedia che sfiora e stravolge l&#8217;esistenza di Whip è più uno scossone dal quale il personaggio dovrà dimostrare di sapersi riprendere. Ancora una volta, poi, Zemeckis mette il film nelle mani del protagonista di turno, potendo contare sulle larghe spalle di Hanks, come su quelle di Washington. Il suo Whip è un arrogante, un pilota irresponsabile, insomma un antieroe in tutto e per tutto che però riesce tuttavia a catturare le simpatie del pubblico sin dalla prima scena. Con una recitazione oltremodo misurata e controllata, Denzel Washington porta sullo schermo un essere vittima di se stesso e delle proprie dipendenze, un personaggio antinomico e dalle mille sfaccettature rese perfettamente attraverso uno stile recitativo che incede per sottrazione, puntando tutto sullo sguardo e sul minimo sforzo fisico.</p>
<p>Il resto del cast (dalla brava Kelly Reilly nei panni della tossicamane Nicole fino al piccolo ma chiassoso ruolo affidato a <strong>John Goodman</strong>) funge da contorno e da sostegno a tutto quello che ruota attorno a Whip. Nel confezionare una pellicola priva di ogni rimando ad elementi fantastici, cosa rara all&#8217;interno della sua filmografia, Zemeckis punta tutto sulla drammatica (im)moralità del suo protagonista, un virtuoso dei cieli ma un disastro a terra. E ci porta dentro a una storia raccontata alla luce delle circostanze che pian piano avvinghiano Whip, al contempo reo e salvatore, in un viaggio di caduta e redenzione dalla confezione impeccabile.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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