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	<title>Movielicious &#187; Ken Watanabe</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La foresta dei sogni</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Apr 2016 14:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Sea of Trees, USA 2015)<br />
Uscita: 28 aprile 2016<br />
Regia: Gus Van Sant<br />
Con: Matthew McConaughey, Naomi Watts, Ken Watanabe<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/La_Foresta_Dei_Suicidi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52845" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/La_Foresta_Dei_Suicidi.jpg" alt="La_Foresta_Dei_Suicidi" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Il coro di urla e fischi che ha accompagnato la proiezione de La foresta dei sogni all’ultimo Festival di Cannes non deve aver certo contribuito ad affrettarne le pratiche di distribuzione in Italia. Forse chissà, si sperava che l’eco di una tale unanimità di giudizi negativi nel frattempo si smorzasse ma, sta di fatto, che dell’ultimo film di <strong>Gus Van Sant</strong> &#8211; oltre che primo ruolo post-consacrazione alla notte degli Oscar per Matthew McConaughey &#8211; sembravano ormai essersi perse le tracce.<br />
E invece, alla fine, eccolo qui. E, per la cronaca, non è affatto l’orrore che ci si aspettava.<br />
La storia, davvero minimale, è quella di Arthur Brennan (<strong>Matthew McConaughey</strong>) che, sconvolto dal dolore, compra un biglietto aereo di sola andata per il Giappone deciso a perdersi nella fitta e misteriosa foresta di Aokigahara, situata alle pendici del Monte Fuji e nota anche come “la<strong> foresta dei suicidi</strong>”. Lì incontra Takumi Nakamura (<strong>Ken Watanabe</strong>), un giapponese che, proprio come lui, sembra aver perso la strada.<br />
Incapace di abbandonare l’uomo al suo destino, Arthur mette da parte i suoi istinti suicidi e usa tutte le energie che gli restano per salvarlo.<br />
I due intraprenderanno un cammino di riflessione e di sopravvivenza che farà riscoprire a entrambi la voglia di vivere e, ad Arthur, l’amore per la moglie Joan (<strong>Naomi Watts</strong>).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/La_Foresta_Dei_Suicidi_2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-52846" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/La_Foresta_Dei_Suicidi_2.jpeg" alt="La_Foresta_Dei_Suicidi_2" width="680" height="478" /></a></p>
<p>La filmografia di Gus Van Sant è sostanzialmente divisa in due, tra opere dalle più spiccate finalità narrative &#8211; che alcuni, non senza malizia, riconducono a scopi squisitamente alimentari &#8211; come <em>Scoprendo Forrester</em>, <em>Milk</em> e il sottovalutato <em>Promised Land</em>, e progetti invece più personali che, privi dell’ansia di chi deve far cassa, dilatano i tempi e acquistano senso anche attraverso l’allontanamento dalla linearità del racconto.<br />
Rientrano in quest’ultimo schema film come <em>Paranoid Park</em>, <em>Last Days</em> e <em>Gerry</em>, ossia quelli che hanno contribuito in misura maggiore a definire l’estetica dell’autore e a garantirgli una base equamente divisa di fan e detrattori.<br />
<em><strong>La foresta dei sogni</strong></em>, pur ricordando <em>Gerry</em> nel suo seguire la progressiva perdita di due persone in uno spazio fisico che finisce per diventare ben presto anche luogo dell’anima, è opera tutt’altro che sperimentale, che vive perfettamente in bilico tra i due diversi modi di fare cinema di Van Sant.<br />
Proprio come due sono i film che si intrecciano durante la visione, in un montaggio che alterna le immagini di una coppia emotivamente alla deriva, persa nelle pastoie di un matrimonio che semplicemente non funziona più, a quelle, suggestive e spettrali, di due estranei che lottano per uscire vivi da un fitto intrico di alberi costellato dei corpi di chi vi si è perso prima di loro.</p>
<p>Amore e morte quindi &#8211; o morte dell’amore &#8211; proprio come nel bellissimo L’amore che resta di cui La foresta dei sogni non raggiunge mai, pur sforzandosi, l’intensità.<br />
Perché se questo film ha un difetto, è proprio nell’infarcire ogni immagine di una carica eccessiva di sentimento, senza badare troppo alla misura.<br />
In tal senso la regia di Van Sant, lavorando in maniera perfettamente armonica con lo script di <strong>Chris Sparling</strong> (autore, qualche anno fa, del piccolo cult Buried – Sepolto), finisce per perdersi e perdere la direzione insieme ai suoi personaggi, dinanzi alla grandezza di un paesaggio che, allo stesso tempo, incanta e inquieta. Ma è una perdita quasi voluta, inseguita con la tenacia di chi sa che, da certe imprese, non se ne può uscire illesi. L’autore di <em>Belli e dannati</em> mostra quindi il fianco alle (numerosissime) critiche con inusitato coraggio, fino a un epilogo che, quello sì, esagera davvero con un mix di metafisica e melassa che è oggettivamente difficile da digerire.<br />
Ma è comunque difficile capire il dileggio anche violento della critica di fronte a un film che, sebbene imperfetto, si rivela appassionato in ogni sua parte e privo della furbizia che lo stesso autore conosce benissimo. In sintesi <em><strong>La foresta dei sogni</strong></em> è un bel film sbagliato. Un’opera imperfetta che, anche a montaggio ultimato, continua a cercare il suo equilibrio.<br />
E per chiunque ne abbia lamentato l’eccessiva lentezza, il consiglio è di andarsi a rivedere gli incensati <em>Elephant</em> e <em>Last Days</em>.<br />
Poi ne riparliamo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>The Sea of Trees: il trailer del nuovo film di Gus Van Sant</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 08:02:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Protagonisti Matthew McConaughey e Ken Watanabe. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/sea-of-trees.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52132" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/sea-of-trees.jpg" alt="sea-of-trees" width="550" height="340" /></a></p>
<p>È stato rilasciato in rete il primo trailer internazionale di <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2014/10/01/matthew-mcconaughey-nella-prima-immagine-di-the-sea-of-trees/" target="_blank">The Sea of Trees</a></strong></em>, il nuovo film diretto da<strong> Gus Van Sant</strong> con <strong>Matthew McConaughey</strong>, <strong>Ken Watanabe</strong> e<strong> Naomi Watts</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Q7rl3SOwDtw" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La pellicola, presentata nel maggio scorso al Festival di Cannes arriverà nelle nostre sale il 14 aprile con il titolo <em><strong>La Foresta dei Sogni</strong></em>.</p>
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		<title>Matthew McConaughey nella prima immagine di The sea of trees</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 07:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'attore è protagonista insieme a Ken Watanabe della nuova pellicola di Gus Van Sant.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_39046" style="width: 413px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/the_sea_of_trees.jpg"><img class="size-full wp-image-39046" title="the_sea_of_trees" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/the_sea_of_trees.jpg" alt="" width="403" height="370" /></a><p class="wp-caption-text">Matthew McConaughey e Gus Van Sant</p></div>
<p>Inarrestabile <strong>Matthew McConaughey</strong>, che dopo l&#8217;Oscar per <em>Dallas Buyers Club </em>cavalca giustamente il suo momento magico passando da un set all&#8217;altro senza sosta. Appena terminate le riprese del nuovo film di Christopher Nolan,<em> Interstellar</em>, si è subito rimesso al lavoro, questa volta per <strong>Gus Van Sant</strong> e il suo <strong><em>The Sea of Trees</em></strong>, finito di girare da poche settimane e di cui è stata rilasciata la prima immagine ufficiale (qui sotto).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/the-sea-of-trees-matthew-mcconaughey-ken-watanabe.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39047" title="THE SEA OF TREES" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/the-sea-of-trees-matthew-mcconaughey-ken-watanabe.jpg" alt="" width="500" height="312" /></a></p>
<p>Anche questa volta il ruolo di McConaughey non sarà all&#8217;acqua di rose: interpreterà infatti un cittadino americano in viaggio nella famosa &#8220;foresta dei suicidi&#8221; ai piedi del Monte Fuji, in Giappone, con l&#8217;intezione di togliersi la vita. In quel luogo intriso di spiritualità, incontra un giapponese (<strong>Ken Watanabe</strong>), anch&#8217;egli intenzionato a togliersi la vita in quello stesso giorno. I due intraprenderanno insieme un percorso di profonde riflessioni sul senso della vita. Nel cast, anche <strong>Naomi Watts</strong>.</p>
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		<title>Lo storyboard del Peplum che un Martin Scorsese undicenne sognava di dirigere</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2014 13:07:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco alcuni bozzetti, minuziosi e dettagliati, di questo ambizioso progetto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_38216" style="width: 442px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/scorsese-as-child.png"><img class="size-full wp-image-38216" title="scorsese-as-child" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/scorsese-as-child.png" alt="" width="432" height="336" /></a><p class="wp-caption-text">Martin Scorsese da bambino</p></div>
<p>Evidentemente lo aveva già deciso in tenera età, <strong>Martin Scorsese</strong>, che da grande avrebbe fatto il regista. A testimoniarlo è saltato fuori questo storyboard, disegnato di suo pugno quando aveva appena undici anni. Lo Scorsese bambino sognava già in grande, tanto da aver immaginato di realizzare un film epico sull&#8217;antica Roma dal titolo <strong><em>The Eternal City</em></strong> ispirato al <em>Giulio Cesare </em>di Joseph L. Mankiewicz, con Marlon Brando protagonista e uscito nel 1953, che tanto lo aveva impressionato.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_eternal_city_scorsese_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38217" title="the_eternal_city_scorsese_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_eternal_city_scorsese_1.jpg" alt="" width="500" height="171" /></a></p>
<p>Mentre aspettiamo l&#8217;arrivo di <em><strong>Silence</strong></em>, il dramma storico che il regista newyorkese ha appena finito di girare con <strong>Liam Neeson</strong>, <strong>Andrew Garfield</strong>, <strong>Ken Watanabe </strong>e <strong>Adam Driver</strong> nel ruolo del protagonista, adattamento dell&#8217;omonimo romanzo di Shusaku Endo sul martirio di due missionari portoghesi del &#8216;700 che ritornano in Giappone per amministrare i sacramenti ai cristiani dichiarati fuorilegge e in arrivo nelle sale il <strong>25 novembre 2015</strong>, godiamoci questo colorato e minuzioso storyboard disegnato da un giovanissimo e precoce Martin.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_eternal_city_scorsese_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38218" title="the_eternal_city_scorsese_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_eternal_city_scorsese_2.jpg" alt="" width="500" height="176" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_eternal_city_scorsese_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38219" title="the_eternal_city_scorsese_3" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_eternal_city_scorsese_3.jpg" alt="" width="500" height="180" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_eternal_city_scorsese_4.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38220" title="the_eternal_city_scorsese_4" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_eternal_city_scorsese_4.jpg" alt="" width="500" height="171" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_eternal_city_scorsese_5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38221" title="the_eternal_city_scorsese_5" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_eternal_city_scorsese_5.jpg" alt="" width="500" height="173" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_eternal_city_scorsese_6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38222" title="the_eternal_city_scorsese_6" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_eternal_city_scorsese_6.jpg" alt="" width="500" height="172" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_eternal_city_scorsese_7.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38223" title="the_eternal_city_scorsese_7" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_eternal_city_scorsese_7.jpg" alt="" width="500" height="175" /></a></p>
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		<title>Godzilla</title>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2014 09:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[Il reboot firmato da Gareth Edwards omaggia e rispetta l'originale di Ishir? Honda, riportando il re]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong></p>
<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA, 2014)<br />
Uscita: 15 maggio 2014<br />
Regia: Gareth Edwards<br />
Con: Aaron Taylor-Johnson, Bryan Cranston, Elizabeth Olsen<br />
Durata: 2 ore e 3 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros. Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/05/bryan-cranston-and-aaron-johnson-in-godzilla-2014-movie.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36816" title="bryan-cranston-and-aaron-johnson-in-godzilla-2014-movie" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/05/bryan-cranston-and-aaron-johnson-in-godzilla-2014-movie.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Protagonista di una trentina di pellicole, compreso il capitolo apocrifo realizzato da Roland Emmerich nel 1998, quella di <em><strong>Godzilla</strong></em> è una delle saghe più longeve della storia del cinema. Dal quando comparve per la prima volta nei cinema giapponesi, nel 1954, nella pellicola diretta da Ishir? Honda (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=d1Rm3bnFxKs"><strong><em>Gojira</em></strong></a> il titolo originale, vocabolo nato dall’unione delle parole &#8220;gorilla&#8221;, gorilla e &#8220;kujira&#8221;, balena, ben presto occidentalizzato in Godzilla, trasposizione fonetica americana di come i giapponesi pronunciano gojira), al povero lucertolone ne hanno fatte passare di cotte e di crude. I combattimenti contro King Kong , quelli contro gli alieni, l&#8217;evoluzione del suo personaggio da mostro sanguinario a difensore del Giappone contro altre creature ben più minacciose, per non parlare dei frequenti cambi di dimensioni, forma e aspetto. E poi le apparizioni in fumetti, videogiochi, serie TV e chi più ne ha più ne metta, fino ad arrivare alla consacrazione definitiva anche da parte di Hollywood che, dopo cinquant&#8217;anni di onorata carriera, gli ha dedicato una la <a href="http://www.washingtonpost.com/rf/image_606w/2010-2019/Wires/Online/2014-05-12/AP/Images/ProtectingGodzilla-0d93f.jpg">stella sulla Walk of Fame</a>. Ora che di anni ne sono trascorsi sessanta, da quel primo, mitico film, il lucertolone mutante torna al cinema nel reboot firmato da <em>Gareth Edwards</em>, giovane autore dalla sensibilità non scontata, che è stato in grado di far sì che il suo Godzilla incarnasse perfettamente l&#8217;eredità spirituale del personaggio primigenio che col tempo era andata perduta.</p>
<p>Girato tra il Canada e le Hawaii e costato ben 160 milioni di dollari, il film ci porta in Giappone nel 1999. In una centrale energetica scoppia una fusione nucleare che obbliga lo staff a prendere misure contenitive e, durante le operazioni di emergenza per il blocco e la quarantena della zona, il dottor Joe Brody (<strong>Bryan Cranston</strong>) è costretto a prendere la decisione più difficile della sua vita: sigillare l’ultima porta e lasciare la moglie (<strong>Juliette Binoche</strong>) nel blocco di quarantena. Passano quindici anni, lo scienziato continua a studiare le dinamiche che hanno causato il disastro e scopre che c’è qualcosa di nascosto; nel frattempo, suo figlio Ford (un <strong>Aaron Taylor-Johnson</strong> tanto pompato quanto monoespressivo), cresciuto senza madre e con un padre ossessionato dal senso di colpa per la scomparsa della moglie, è diventato un ufficiale della Marina specializzato nel disarmare bombe. Ben presto, nello stesso luogo che fu teatro della tragedia anni prima, verranno a galla segreti taciuti per troppo tempo che, nemmeno a dirlo, coinvolgeranno direttamente Joe, Ford e i loro cari.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/05/godzilla_2014.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-36817" title="godzilla_2014" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/05/godzilla_2014.jpg" alt="" width="499" height="333" /></a></p>
<p><strong>Gareth Edwards</strong> (inglese, classe 1975, qui alla sua prima prova hollywoodiana, ma al suo secondo lungometraggio dopo l&#8217;interessante esordio avvenuto nel 2010 con<em> Monsters</em>, sintetizzabile come un film sui mostri senza i mostri, più o meno) mette in scena un vero e proprio kaij? eiga in cui Godzilla non è il l&#8217;unico mostro (mini spoiler!). Il regista britannico, che ha anche progettato e creato da solo tutti gli effetti visivi sul suo computer portatile, ha plasmato la figura del lucertolone basandosi su orsi e draghi di Komodo, presentandoci finalmente un Godzilla molto simile a quello delle vecchie pellicole della Toho e lontano da quella sorta di velociraptor che campeggiava nel film di Emmerich. E arriviamo alla tematica ecologista, che poi è l&#8217;elemento che fa la differenza tra un qualunque film di mostri e Godzilla. La metafora della creatura che incarna la denuncia dei rischi del nucleare, riflette e amplifica quella diffusa dal film del &#8217;54: lì erano trascorsi una manciata di anni dall&#8217;incubo di Hiroshima e Nagasaki, ma qui le influenze arrivano da fatti di cronaca più recente, come lo tsunami del 2004 e la tragedia di Fukushima del 2011. Immagini che abbiamo già visto e vissuto direttamente e, proprio per questo, ancora più spaventose ed evocative. Bravo Edwards, che è riuscito ad attualizzare <em>Godzilla</em> pur mantenendolo fedele all&#8217; iconografia classica giapponese e non disattendendo le aspettative. Unico neo (oltre a un 3D che non fa la differenza),  lo script, che trova nei dialoghi piuttosto inconsistenti il peggior difetto di questo riuscito reboot. Poi arriva il grido di <em>Godzilla</em>, da pelle d&#8217;oca, a ristabilire gli equilibri e a ricordarci che in fondo sì, è proprio lui il re dei mostri.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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