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	<title>Movielicious &#187; King Kong</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Un trailer spettacolare per Kong: Skull Island</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2016 07:44:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Il signore delle scimmie tornerà in sala a marzo 2017. Un assaggio di quel che ci aspetta.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Kong_skull_island.jpg"><img class="alignnone wp-image-54553" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/Kong_skull_island-1024x418.jpg" alt="Kong_skull_island" width="650" height="265" /></a></p>
<p>È stato appena rilasciato in rete il nuovo trailer di <a href="http://www.movielicious.it/2016/07/24/il-trailer-di-kong-skull-island/" target="_blank"><em><strong>Kong: Skull Island</strong></em></a>, il reboot di <strong>King Kong</strong> il cui destino è già legato all&#8217;incontro con il franchise di Godzilla in un futuro <em><strong>Godzilla vs. Kong</strong></em> (previsto per il 2020).</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/h9y6oPka3us" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><em><strong>Kong: Skull Island</strong>, </em>la cui uscita nelle sale in IMAX e in 3D è prevista per il 10 marzo 2017, è diretto da<strong> Jordan Vogt-Roberts</strong> (<em>The Kings of Summer</em>) e vede nel cast <strong>Tom Hiddleston</strong>, <strong>Brie Larson, Samuel L. Jackson, John Goodman </strong>e <strong>John C. Reilly</strong>.</p>
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		<title>La casa di King Kong contro il dottor K, ma appassionatamente!</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Oct 2012 15:25:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Beppe Fenzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[slideshow]]></category>
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		<category><![CDATA[Leo Ortolani]]></category>

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		<description><![CDATA[The Italian Job: come ti stravolgo il titolo di un film.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ davvero annosa la questione dei titoli italiani dei film… Roba che bisognerebbe scriverci almeno una tesi di laurea (chissà se ci ha mai pensato qualcuno?)!</p>
<p>Partiamo da un titolo recentissimo, il primo che mi viene in mente: esce <em>Taken</em> e lo intitolano Io vi troverò. Esce <em>Taken 2</em>, dopo un paio d’anni, e diventa <em>Taken la vendetta</em>…</p>
<p>Perché prima <em>Taken </em>non andava bene e ora invece sì?!</p>
<p>Che poi, per lo spettatore medio italiano, che va al cinema a vedere “quello là che poi a lui gli rapiscono la figlia, sì, dài, quello là che ha fatto <em>Star Trek</em>, quello delle spade laser, e anche quello di<em> Superman</em> dove però lì faceva il cattivo…”, ecco, per lo spettatore medio non riesco a immaginare il livello di caos che questo titolo potrebbe generare!</p>
<div id="attachment_29007" style="width: 358px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/taken1.jpg"><img class="size-full wp-image-29007" title="taken1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/taken1.jpg" alt="" width="348" height="479" /></a><p class="wp-caption-text">Un esempio di caos generato da quello di Taken</p></div>
<p>E <em>Rise of the Planet of the Apes</em> (L’ascesa del pianeta delle scimmie), che è diventato L’alba del pianeta delle scimmie? Cosa accadrà all’uscita del prossimo film, che si intitola proprio Dawn of the Planet of the Apes? Si son portati avanti col lavoro: lo chiameranno Il pomeriggio del pianeta delle scimmie?</p>
<p><em>Il caso Thomas Crawford </em>(<em>Fracture</em>, negli USA) ha per protagonista Anthony Hopkins, che nel film interpreta Ted Crawford: nella trama nessuno tra i personaggi principali si chiama Thomas!</p>
<p>Ma questo problema, tutto italiano, c’è da sempre, eh! Cioè, basti pensare, tra i tanti classici di un tempo, a<em> The Sound of Music</em>, che qui diventa <em>Tutti insieme appassionatamente</em>! Ma de che?! Cos’è, un’orgia?!</p>
<p>Il massimo, però lo si è dato nella fantascienza, fin dagli anni Cinquanta: <em>The Incredible Shrinking Man</em> (L’incredibile uomo che rimpicciolisce) in Italia è trasformato in <em>Radiazioni BX: Distruzione uomo</em>; non parliamo poi di <em>The Fly</em> (<em>La mosca</em>), che è intitolato L’esperimento del dottor K., laddove lo scienziato protagonista del film si chiama Andre Delambre, senza K di sorta nel nome… E son solo due esempi, tra i più eclatanti!</p>
<p>Le pellicole di Godzilla &amp; Co., poi, sono un capitolo tutto a parte! Approdate sugli schermi italiani con una cronologia completamente stravolta, solo con certosina pazienza da nerd, si riesce a ricostruirne il corretto ordine. Il terzo lungometraggio della serie, <em>Kingu Kongu tai Gojira</em> (<em>King Kong contro Gojira</em>), diventa <em>Il trionfo di King Kong</em> per i nostri distributori, che evidentemente preferiscono le scimmie alle lucertole.</p>
<p><em>A Mosura tai Gojira</em> (<em>Mosura contro Gojira</em>) viene affibbiato il ridicolo titolo <em>Watang! Nel favoloso impero dei mostri</em>, ma non è dato sapere se “Watang” sia un nome proprio di persona, una località esotica, una deflagrante onomatopea, o un insulto cinese…</p>
<p>Con <em>Il figlio di Godzilla</em>, invece, essendosi accorti d’aver dato al film un titolo corretto, i furbacchioni del Bel Paese lo ripropongono in riedizione come Il ritorno di Gorgo, furbo riferimento a un’analoga pellicola inglese del 1961.</p>
<p><em>Kaiju Soshingeki</em> (<em>L’attacco di tutti i mostri</em>) viene titolato, senza alcun ritegno, <em>Gli eredi di King Kong</em>: nel film non c’è l’ombra di una scimmia, piccola o grande che sia!</p>
<p>Ma se pensavamo di avere toccato il fondo, <em>Gojira tai Megaro</em> (<em>Gojira contro Megaro</em>) viene trasformato in <em>Ai confini della realtà</em>, manco si trattasse di un episodio della serie TV di Rod Serling!</p>
<p><em>Mekagojira no Gyakushu</em> (<em>Il contrattacco di Mekagojira</em>) arriva nel nostro paese con il risibile titolo di <em>Distruggete Kong, la Terra è in pericolo</em>, abile mossa pubblicitaria che (grazie anche a una subdola locandina) cerca di attrarre nelle sale poveri, ignari spettatori che attendono invece di vedere il remake di King Kong prodotto da Dino De Laurentiis. Uno dei nemici che Godzilla affronta nel film, Titanousaurus, viene infatti ribattezzatoTitano Kong, unicamente per giustificare l’altrimenti implausibile titolo maccheronico.</p>
<p>Con Furankenshutain no kaiju-Sanda tai Gaira (I mostri di Frankenstein-Sanda contro Gaira) si verifica un evento piuttosto peculiare: sull’italico suolo il film, dapprima intitolato Katango (e non è ambientato in Africa!), viene rieditato anni dopo con un rinnovato doppiaggio e un diverso titolo, apparendo nelle sale nostrane come Kong, uragano sulla Metropoli. Vi stupite se vi dico che nel film non c’è alcun Kong, e che i due mostri protagonisti diventano dapprima Katango e Gorinka e, in seguito, Kong Verde e Kong Rosso?</p>
<p>Seconda quanto a popolarità al celeberrimo Godzilla, è Gamera, la tartaruga volante protagonista di svariate pellicole realizzate a partire dagli anni Sessanta.</p>
<p>Se il primo film delle sue avventure resta a tutt’oggi inedito da noi, il seguente episodio, Gamera tai Daikaiju Giron (Gamera Contro il Mostro Gigante Giron), offre la possibilità agli scaltri distributori nostrani di intitolare la pellicola King Kong contro Godzilla, complice un doppiaggio bislacco, che attribuisce a Gamera il nome di “Grande King”, e al suo avversario di turno, Guiron, il nome di “Godzilla”. Molti sono gli sprovveduti che cadono nella rete, e io sono tra costoro…</p>
<p>Gli italiani ci riprovano con il successivo capitolo del ciclo, Gamera tai Daikaiju Jeiga (Gamera Contro il Mostro Gigante Jeiga), che da noi infatti si intitola King Kong, l’impero dei draghi: è ovvio che nella trama non appaiono né il gorillone, né tantomeno draghi di qualsivoglia forma.</p>
<p>E vogliamo parlare degli horror?</p>
<p>Nel 1982 esce <em>The Evil Dead</em>, titolo italiano <em>La casa</em>. Nel manifesto viene mostrata una villa vittoriana à la <em>Psycho</em>… Ce ne fosse ombra nel film! E ci fosse anche solo una cosa che possa assomigliare a una villa! No, la vicenda è ambientata in un capanno, uno scalcagnato chalet nei boschi.</p>
<p>Mesi fa è arrivato il bellissimo The Cabin in the Woods (cabin = capanno), e da noi è diventato Quella casa nel bosco… Da notarsi però che a suo tempo <em>Cabin Fever</em> venne lasciato in originale…</p>
<p>L’anno prossimo uscirà il remake di <em>The Evil Dead</em>, che negli USA si intitolerà Evil Dead, senza il The. Da noi? Se volessero essere coerenti, a ‘sto punto dovrebbero intitolarlo soltanto Casa!</p>
<p>Ma tornando indietro nel tempo è divertente constatare come all’epoca ci siano stati dapprima LA CASA e LA CASA 2 e, in seguito, sull’onda del successo dei film di Raimi, <em>La casa 3</em>, <em>La casa 4</em>, <em>La casa 5</em> e <em>La casa 7</em> (che in DVD è diventato <em>La casa</em>!!!). Questi ultimi sono, nell’ordine, tre film italiani e uno statunitense, che ovviamente non c’entrano un beato ciufolo con quelli del dittico originale. Dite che mi sono dimenticato il 6? No, quello, tra un pasticcio e l’altro, se lo sono dimenticati i distributori nostrani, a suo tempo!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando poi è uscito <em>House</em> lo hanno intitolato Chi è sepolto in quella casa; ; il sequel, <em>House II</em>, è diventato <em>La casa di Helen</em>. <em>House III</em> non è pervenuto, e <em>House IV</em> è rimasto invariato, tanto, a quel punto, chi ci capiva più nulla? Quest’ultimo, peraltro, pare scomparso nel limbo, eppure giuro d’averlo visto al cinema!</p>
<p>C’è anche il vezzo di anglofonizzare i titoli di film stranieri non necessariamente americani. Alcuni esempi? L’horror slasher francese Promenons-Nous dans le Bois diventa Deep in the Woods; l’iberico Mientras Duermes, invece, è tradotto in Bed Time.</p>
<p>Non dimentichiamo poi paradossi televisivi degli anni Settanta: la serie animata <em>Ufo Robot Grendizer</em> da noi si è trasformata in <em>Atlas Ufo Robot</em>. Chi si è sempre chiesto chi diamine sia ‘sto Atlas, deve sapere che agli adattatori italiani venne spedito all’epoca dalla Francia (Oltralpe la serie era già stata mandata in onda) un tomo che spiegava le caratteristiche dell’anime e ne introduceva i personaggi: in copertina campeggiava il vocabolo Atlas (L’ “atlas” è in francese il termine corrispettivo di “bibbia” di una serie televisiva, un volume contenente titoli, sinossi, immagini, eccetera…) seguito dal titolo della serie in terra di Gallia, <em>Ufo Robot</em>…</p>
<p>Quelli elencati qui sono solo alcuni tra gli esempi più emblematici: si potrebbe realmente scrivere un’enciclopedia con tutti gli strafalcioni dei titoli e degli adattamenti dialoghi italiani!</p>
<p>(Grazie a Leo Ortolani e al suo <a href="http://leortola.wordpress.com/">ComeNonDetto</a>)</p>
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		<title>Addio a Carlo Rambaldi, l&#8217;uomo del futuro</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Aug 2012 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'artigiano del cinema e pioniere della meccatronica che odiava i computer.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/rambaldi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27713" title="rambaldi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/rambaldi.jpg" alt="" width="500" height="447" /></a></p>
<p>Fantasia, genialità e manualità. In altre parole meccatronica. Era questa l&#8217;arte in cui Carlo Rambaldi non temeva rivali. Nato come pittore e scultore, si era affacciato nel cinema italiano a metà degli anni Sessanta, lavorando a pellicole come<em> Terrore nello spazio</em> di Mario Bava e <em>Profondo rosso</em> di Dario Argento. Poi John Guillermin lo volle al suo fianco per realizzare il suo <em>King Kong</em>, che gli valse il suo primo Oscar, e da lì la sua carriera decollò. Ne vinse altri due dando corpo e vita all&#8217;extraterrestre<em> E.T.</em> e alle creature xenomorfe di <em>Alien</em>.</p>
<p>Si è spento ieri, Carlo Rambaldi, nella sua casa di Lamezia Terme dove viveva da dieci anni. Proverbiale il suo odio per il digitale, lui che i suoi personaggi li creava con gomma e carta pesta non si era mai rassegnato all&#8217;avvento degli effetti in CGI: &#8220;Il digitale costa circa otto volte più della meccatronica&#8221;, sosteneva. &#8220;E.T. è costato un milione di dollari, l&#8217;abbiamo realizzato in tre mesi. Nel film ci sono circa centoventi inquadrature. Se ora volessimo realizzare la stessa cosa con il computer ci vorrebbero almeno 200 persone per un minimo di cinque mesi&#8221;.</p>
<p><strong>Rambaldi e i suoi Monsters &amp; Co.</strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/king-kongs-arm.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27714" title="king-kongs-arm" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/king-kongs-arm.jpg" alt="" width="434" height="254" /></a></p>
<p>Per realizzare <em>King Kong</em>, Rambaldi aveva trascorso diversi giorni nel giardino zoologico di San Diego. L&#8217;animazione doveva infatti riprodurre la mimica facciale degli animali ed avere una mobilità quasi umana, per sembrare reale e contemporaneamente commuovere il pubblico. King Kong, alto quindici metri, aveva uno scheletro meccanico e il rivestimento esterno in crine di cavallo (4 quintali): per animarlo sono state necessarie dodici persone, una delle quali posta all&#8217;interno.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/rambaldi-alien.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27715" title="rambaldi-alien" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/rambaldi-alien.jpg" alt="" width="341" height="450" /></a></p>
<p>La testa di <em>Alien</em>, l&#8217;alieno del film di Ridley Scott (1979), è stata realizzato da Carlo Rambaldi con una struttura in poliuretano soffice e lana di vetro, capace di dare libertà di movimento alla particolare anatomia del volto. Ne sono state realizzate tre versioni : due meccaniche per i primi piani e una leggera per i campi lunghi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/et.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-27716" title="et" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/08/et.jpg" alt="" width="500" height="309" /></a></p>
<p>Per realizzare il primo modellino in creta di E.T., Carlo Rambaldi si era ispirato al collo lungo e sottile di una figura femminile, che aveva dipinto nel 1952 (Donne del Delta). Le altre caratteristiche del volto sono nate invece dall&#8217;osservazione dei gatti himalaiani. Dalla creta sono nati gli stampi  per creare i tessuti muscolari esterni al personaggio. L&#8217;animazione finale, con ottantacinque punti di movimento controllati da dieci operatori esterni, è stata realizzata in quattro versioni: per i primi piani, i mezzi primi piani, le inquadrature medie e i campi lunghi.</p>
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