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	<title>Movielicious &#187; Kirill Razlogov</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>36° Festival cinematografico internazionale di Mosca: il programma</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 12:02:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[36° Festival Cinematografico Internazionale di Mosca]]></category>
		<category><![CDATA[A Most Wanted Man]]></category>
		<category><![CDATA[Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie]]></category>
		<category><![CDATA[Isabelle Huppert]]></category>
		<category><![CDATA[Kirill Razlogov]]></category>
		<category><![CDATA[Red Army]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie a La ritournelle con Isabelle Huppert: ecco che cosa ci]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/conferenza_festival_mosca_2014.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-37257" title="conferenza_festival_mosca_2014" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/conferenza_festival_mosca_2014.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Accolto da un nutrito stuolo di corrispondenti locali ed esteri nella sala conferenze dell&#8217;agenzia di stampa ITAR-TASS e alla presenza del direttore artistico Kirill Razlogov, il programma del <strong>36° Festival Cinematografico Internazionale di Mosca</strong> (in programma dal <strong>19 al 28 giugno</strong>) viene descritto come il più potente e onnicomprensivo dall&#8217;inizio del secolo: l&#8217;apertura è affidata, decisamente a sorpresa e con una certa dose di ironia, al documentario USA <em><strong>Red Army</strong></em>, dedicato alla stella dell&#8217;hockey sovietico Slava Fetisov e firmato nientemeno che da quel Gabe Polsky che, in coppia con il fratello Alan, assestò un notevole colpo di coda al 7° Festival Internazionale del Film di Roma con il beniamino del pubblico <em>The Motel Life</em>; la chiusura, un autentico colpaccio per la rassegna patrocinata da Nikita Mikhalkov e l&#8217;ambizioso tentativo di bissare il successo della presentazione in pompa magna del (pessimo) blockbuster <em>World War Z</em>, è l&#8217;anteprima mondiale di <em><strong>Apes Revolution &#8211; Il pianeta delle scimmie</strong></em><em>, </em>secondo, annunciatissimo capitolo del reboot della saga inaugurata nel 1968 da Franklin J. Schaffner.</p>
<div id="attachment_37258" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/apes_revolution.jpg"><img class="size-full wp-image-37258 " title="apes_revolution" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/apes_revolution.jpg" alt="" width="500" height="261" /></a><p class="wp-caption-text">Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie</p></div>
<p>Alla giuria capitanata dal veterano Gleb Panfilov, punto di riferimento dell&#8217;industria filmica URSS che con l&#8217;indimenticabile <em>Tema</em> sbancò il Festival di Berlino, e composta, fra gli altri, da Abderrahmmane Sissako, fra gli autori più celebrati di Cannes 2014 grazie al suo <em>Timbuktu</em>, e dalla tedesca Franziska Petri, protagonista di quell&#8217;<em>Izmena</em> presentato in competizione a Venezia69, spetterà il compito di valutare una nutritissima selezione di concorrenti provenienti, a dispetto della scarsa pooolarità di cui oggi gode la Russia, dai quattro angoli del globo, dalla curiosa fantascienza etiope in salsa coloniale di <em><strong>Beti and Amare</strong> </em>al claustrofobico kammerspiel israeliano <em><strong>Ir mikalat</strong> (Rifugio)</em><em>, </em>dal noir nipponico <em><strong>Watashi no Otoko</strong></em> <em>(Il mio uomo) </em>al crime-movie greco <em><strong>Oi aisthimaties</strong> (I sentimentalisti)</em>, senza dimenticare la Germania di Doris Dörrie (in concorso al Lido nel 2002) e del suo corale <em><strong>Alles Inklusive</strong> </em>e la Corea del Sud di <em><strong>Joryu Ingan</strong></em> <em>(La razza aviaria</em><em>), </em>pellicola data per favorita.</p>
<p>La Turchia, campionessa uscente con l&#8217;ottimo <em>Zerre (Particella)</em>, confida nel bis con lo sperimentale, autobiografico diario di convalescenza <em><strong>Eye Am</strong></em>, mentre i padroni di casa schierano Vladimir Tumayev il titolare di cattedra del corso di regia del VGIK &#8211; il più importante ente di istruzione cinematografica russo &#8211; con la sua fiaba folkloristica <em><strong>Belyj Yagel&#8217;</strong> </em><em>(Lichene bianco)</em> e puntano nuovamente sull&#8217;effetto polemica, come fu per l&#8217;edizione scorsa con il bellissimo <em>Iuda, </em>con <em><strong>Da i da </strong>(Sì e ancora sì)</em>, storia d&#8217;amore bohemien diretta dalla scandalosa monella del nuovo cinema moscovita Valeriya Gay Germanika, che già si aggiudicò giovanissima una menzione per la Caméra d&#8217;Or a Cannes 2008 con la sua opera prima <em>Vse umrut, a ya ostanus&#8217; </em> <em>(Tutti muoiono, io resto)</em>; c&#8217;è spazio, nonostante l&#8217;alta tensione diplomatica, anche per un partecipante ucraino, la parabola parabiblica <em><strong>Braty: Ostannya spovid </strong>(Fratelli: Confessione finale</em>), debutto nel lungometraggio per la cortista Victoria Trofimenko.</p>
<div id="attachment_37259" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/la_ritournelle.jpg"><img class="size-full wp-image-37259" title="la_ritournelle" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/06/la_ritournelle.jpg" alt="La Ritournelle" width="500" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">La Ritournelle</p></div>
<p>Se purtroppo non ci sarà posto nella sezione principale per un&#8217;opera del Belpaese, i nostri cugini d&#8217;Oltralpe saranno rappresentati dalla commedia <em><strong>La ritournelle</strong> (Il ritornello)</em>, che &#8211; si spera &#8211; regalerà alla manifestazione un red carpet sopra la media grazie alla diva <strong>Isabelle Huppert</strong>, mentre la Svizzera, dopo la calorosa accoglienza riservata al dolcissimo <em>Rosie</em>, tornerà con l&#8217;<em>ensemble-movie </em><em>Traumland </em><em>(La terra dei sogni)</em>, che annovera nel cast (e, incrociando le dita, nella delegazione) l&#8217;almodovariana Marisa Paredes.</p>
<p>Sarà lecito aspettarsi molto dalla tragedia suburbana polacca <em>Hardkor Disko</em>, dal dramma neorealista iraniano <em><strong>Aran haye naras </strong>(Melograni acerbi) </em>e dal thriller olandese <em>Reporter</em>, ma a catalizzare l&#8217;attenzione di tutti sarà il componente americano della compagine, <strong><em>A Most Wanted Man</em> </strong>di Anton Corbijn, il ritorno sulle scene del principe del videoclip rivelatosi regista di vaglia con il suo esordio <em>Control</em> e, escluso il postumo <em>Hunger Games: Il canto della rivolta</em>, l&#8217;ultima, attesissima interpretazione di Philip Seymour Hoffman.</p>
<p>E se, dritti dritti da Cannes, sono già dati per certi fra gli ospiti <em>Adieu au langage</em> di Jean-Luc Godard, <em>Deux jours, une nuit</em> dei Dardenne e, prevedibilmente, <em>Timbuktu</em> del giurato Abderrahmmane Sissako &#8211; ma non la Palma d&#8217;Oro <em>Winter Sleep, </em>almeno per ora &#8211; il quadro che ne esce è quello di un evento ancora una volta assolutamente competitivo e affacciato su tutte le multisfaccettate realtà del cinema contemporaneo.</p>
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