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	<title>Movielicious &#187; La buca</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>La buca</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Sep 2014 06:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Daniele Ciprì]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2014)<br />
Uscita: 25 settembre 2014<br />
Regia: Daniele Ciprì<br />
Con: Sergio Castellitto, Rocco Papaleo, Valeria Bruni Tedeschi<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/la_buca_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38951" title="la_buca_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/la_buca_slide.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Oscar (<strong>Sergio Castellitto</strong>) e Armando (<strong>Rocco Papaleo</strong>) sono facce diverse della stessa solitudine.<br />
Il primo è un avvocato truffaldino sempre pronto a intentare cause basate sul nulla pur di sbarcare il lunario, mentre il secondo è null&#8217;altro che un povero disgraziato appena uscito di galera dopo aver scontato una lunga pena per un reato mai commesso.<br />
Tanto Oscar è misantropo e refrattario a qualunque tipo di contatto umano quanto Armando, nonostante gli anni di carcere, nutre ancora un sentimento di fiducia verso il prossimo ai limiti del naif.<br />
Quando i loro mondi entrano in collisione, sulle prime, Oscar pensa di raggirare Armando ma poi, una volta venuto a conoscenza dell&#8217;ingiustizia subita da quest&#8217;ultimo, tenta di convincerlo a farsi rappresentare per un processo di riapertura del caso che dimostri la sua innocenza e garantisca a entrambi un cospicuo risarcimento.<br />
Da qui ha inizio un&#8217;improbabile e comica convivenza tra i due che li porta a indagare sugli eventi che trent&#8217;anni prima hanno condotto alla condanna di Armando.<br />
A rendere le cose ancora più complicate c&#8217;è Carmen (<strong>Valeria Bruni Tedeschi</strong>), una bellissima barista che riesce, in qualche modo, a far breccia nel cuore di entrambi.</p>
<p>Dopo i buoni riscontri di <em>E&#8217; stato il figlio</em>, <strong>Daniele Ciprì</strong> si cimenta per la seconda volta nella regia in solitaria e, per l&#8217;occasione, abbandona del tutto il cinismo che lo ha accompagnato sin dai tempi del sodalizio con l&#8217;ex socio Franco Maresco, giocando  la carta di un singolare ripescaggio di umori e situazioni tipiche della commedia all&#8217;italiana ibridandola però, nello stile, con suggestioni mutuate da oltreoceano, tipiche della migliore tradizione screwball.<br />
L&#8217;intuizione, per molti versi già geniale di suo, viene radicalizzata con coraggio dall&#8217;autore attraverso due step: l&#8217;allontanamento dalla Sicilia &#8211; unico baricentro del suo cinema fino a ieri &#8211; e l&#8217;annullamento di qualsiasi riferimento reale di spazio e tempo.<br />
Il film, interamente girato negli studi di Cinecittà, è ambientato infatti in un contesto urbano palesemente irreale e stilizzato, un &#8220;non luogo&#8221; che, alla stregua della Parigi di Jean-Pierre Jeunet o della suburbia onirica di <em>Edward mani di forbice</em>, non ha alcun elemento che lo connoti in termini temporali.<br />
I vestiti, gli ambienti e le automobili potrebbero appartenere agli anni quaranta ma, da un certo punto della pellicola in poi, appare chiaro come la ricerca di qualsiasi appiglio con la realtà risulti in realtà pleonastico.<br />
I luoghi abitati da Oscar e Armando sono quelli dell&#8217;immaginario, di un cinema che, almeno nella sua forma più pura, non esiste più da tempo e che Ciprì omaggia a più riprese.<br />
Difficile infatti non cogliere i numerosi rimandi a Billy Wilder nelle dinamiche della strana coppia Castellitto/Papaleo o il curioso omaggio a Mel Brooks e al suo <em>Frankenstein Junior</em> posto a suggello di una delle scene più divertenti del film.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/la_buca_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38952" title="La Buca - Film" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/la_buca_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>E&#8217; talmente estremo il tentativo di Ciprì di produrre un film fuori dall&#8217;ordinario, da portarlo a coinvolgere un attore come Castellitto, l&#8217;interprete forse più istituzionale (e, per questo, più rassicurante) che ci sia in Italia, per regalargli il suo ruolo più grottesco dai tempi de <em>La Carne </em>di Marco Ferreri.<br />
Ora, al netto delle dissertazioni cinefile, qualcuno adesso potrebbe anche chiedersi semplicemente &#8220;Ok, ma il film com&#8217;è?&#8221;.<br />
E&#8217; strano.<br />
Strano per i suoi personaggi così bislacchi e scollati dalla realtà e strano nel suo essere un lavoro che risulta sperimentale pur parlando il più classico dei linguaggi cinematografici, ossia quello della commedia.<br />
Strano perché flirta con generi poco battuti come il grottesco, la fiaba e il cartoon di cui si serve per aprire l&#8217;opera.<br />
Strano perché mai divertente in senso ridanciano (non è, per intenderci, un film di battute) ma informato di una leggerezza sognante e contagiosa davvero inusuale per gli standard nostrani.<br />
Ma, oltre ad essere uno strano oggetto, La buca è anche un film generosissimo di trovate che, proprio in virtù di questa generosità, non è esente da una serie di difetti, sia nella scrittura che negli eccessi caricaturali in cui a tratti cade la recitazione.<br />
Ma sono pur sempre i difetti di un film d&#8217;autore che osa senza mai essere ostico e che si assume il rischio di poter piacere a tutti senza mai ricorrere a facili trucchi.<br />
Difetti molto più che perdonabili quindi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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