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	<title>Movielicious &#187; Lambert Wilson</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Vinodentro</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Sep 2014 06:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Nico Pisanelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ferdinando Vicentini Orgnani]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[Lambert Wilson]]></category>
		<category><![CDATA[Pietro Sermonti]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Amato]]></category>
		<category><![CDATA[Vinodentro]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo quasi due anni di decantazione arriva nelle sale questo noir piuttosto atipico tratto dal libro]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2013)<br />
Uscita: 11 settembre 2014<br />
Regia: Ferdinando Vicentini Orgnani<br />
Con: Vincenzo Amato, Giovanna Mezzogiorno, Pietro Sermonti<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Nomad Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/vinodentro_vincenzo_amato.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38840" title="vinodentro_vincenzo_amato" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/vinodentro_vincenzo_amato.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Parlare di vino è un&#8217;arma di seduzione: ormai l&#8217;hanno capito tutti.<br />
Il primo appuntamento, il ristorante giusto, la carta dei vini sfogliata con sicurezza, improvvisare giudizi sulle annate campati in aria &#8211; &#8220;Ah, la mitica vendemmia di Sassicaia del 1947, bottiglie ormai introvabili&#8221; &#8211; e infine scegliere un vino a caso. Ma soprattutto, al momento dell&#8217;assaggio, ripescare dal repertorio faticosamente imparato a memoria quei tre o quattro termini che fanno sempre scena, tipo &#8220;coerenza gusto-olfattiva&#8221;, &#8220;spalla acida&#8221; o &#8220;trama tannica&#8221;.<br />
Certo, se la vostra fiamma è una sommelier &#8211; ce ne sono tante e molto in gamba &#8211; siete spacciati, ma perché non correre il rischio?</p>
<p>Rischio che invece non azzarda il protagonista di <strong><em>Vinodentro</em></strong>, un timido impiegatuccio di banca, per giunta astemio, che scopre improvvisamente la magia del nettare di Bacco sorseggiando per la prima volta un Marzemino. A tempo di record Giovanni Cuttin (<strong>Vincenzo Amato</strong>) brucia tutte le tappe: diventa sommelier, vince campionati di degustazione, si rivela un tombeur des femmes e diventa il direttore della filiale in cui lavora.<br />
Ma non si tratta di una commedia brillante, anche se il tocco del regista è leggero e non mancano situazioni comiche. E&#8217; piuttosto un noir, o meglio un&#8217;opera che non si può incasellare in un genere preciso. Vaghezza che è parte del suo fascino.<br />
Non vogliamo svelare i dettagli di una trama avvincente, che si dipana tra strepitosi scenari montani e raffinati interni, fotografati con eleganza da <strong>Dante Spinotti</strong>.<br />
Se proprio vogliamo trovare un limite a quest&#8217;opera, è il pagare inesorabilmente pegno ai tanti sponsor che ne hanno consentito la realizzazione, con un product placement che a volte risulta davvero troppo invasivo. La provincia di Trento ha fornito i panorami dolomitici mozzafiato e i tanti vini citati e degustati dai personaggi. Tra questi spicca il principe delle bollicine italiane &#8211; l&#8217;unico in grado di competere con i francesi &#8211; il celebre Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, ma anche altri meno blasonati, tra cui un anonimo Muller-Thurgau che stona un pochino sulla tavola di un uomo che può permettersi ogni meraviglia enologica.<br />
I cinefili &#8211; e gli amanti dell&#8217;arte in genere &#8211; riconosceranno i tanti omaggi e le citazioni che il regista <strong>Ferdinando Vicentini Orgnani</strong> (anche sceneggiatore insieme a Heidrun Schleef) ha voluto disseminare qua e là. L&#8217;elenco sarebbe lungo e va dal <em>Don Giovanni</em> di Mozart a <em>Barry Lindon</em>, passando per <em>Sideways</em> (la grande annata bevuta nel bicchiere di plastica) e soprattutto il <em>Faust</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/vinodentro.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38841" title="vinodentro" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/vinodentro.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Un&#8217;algida <strong>Daniela Virgilio</strong>, femme fatale della serie TV <em>Romanzo Criminale</em>, interpreta una misteriosa seduttrice, mentre è davvero notevole la prova offerta da Vincenzo Amato nel ruolo del protagonista. Amato si divide attualmente tra l&#8217;Italia e New York, dove è anche scultore, e meriterebbe senza dubbio di essere maggiormente valorizzato dal nostro cinema.<br />
Comprimari di lusso: un sulfureo <strong>Lambert Wilson</strong>, un commissario dai ritmi rilassati alla Maigret interpretato da <strong>Pietro Sermonti</strong> e ancora <strong>Giovanna Mezzogiorno</strong> e <strong>Gioele Dix</strong>, nei panni del direttore di una patinata rivista sul vino, realmente esistente, che si chiama <em>Bibenda</em>.<br />
<em>Vinodentro</em>, frutto di una gestazione travagliata, pur non essendo perfettamente riuscito (con un&#8217;abbondanza di simboli e citazioni che rischiano di apparire stucchevoli) è nel complesso un film intrigante e avvincente.<br />
Per gli amanti del vino finalmente un&#8217;opera raffinata, nella quale poter riconoscere le proprie passioni e le proprie manie. E per tutti gli altri, astemi compresi, una storia affascinante con un protagonista che sarà difficile dimenticare.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Molière in bicicletta</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Dec 2013 13:10:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrice Luchini]]></category>
		<category><![CDATA[Lambert Wilson]]></category>
		<category><![CDATA[Maya Sansa]]></category>
		<category><![CDATA[Molière in bicicletta]]></category>

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		<description><![CDATA[Philippe LeGuay e la sua rilettura moderna (e un po' troppo leggera) de Il Misantropo molieriano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Alceste à bicyclette, Francia 2013)<br />
Uscita: 12 dicembre 2013<br />
Regia: Philippe Le Guay<br />
Con: Fabrice Luchini, Lambert Wilson, Maya Sansa<br />
Durata: 1 ora e 44 minuti<br />
Distribuito da: Teodora Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/moliere-in-bicicletta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33817" title="moliere-in-bicicletta" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/moliere-in-bicicletta.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Gauthier Valence (Lambert Wilson) e Serge Tanneur (Fabrice Luchini) sono due vecchi amici. Entrambi attori, nel corso degli anni, hanno intrapreso strade professionali e umane diametralmente opposte. Se Gauthier infatti ha trovato fama e successo interpretando il ruolo di un chirurgo in un medical drama televisivo, Serge ha abbandonato le scene al culmine della sua carriera, ritirandosi in una sorta di esilio dorato su un&#8217;isoletta francese.<br />
Quando Gauthier decide di tentare la svolta del teatro impegnato, parte alla volta di Île de Ré per tentare di convincere Serge a rompere il suo isolamento e a tornare sulle scene per recitare insieme in un adattamento del <em>Misantropo</em> di Molière.<br />
Quest&#8217;ultimo, dopo un&#8217;iniziale ritrosia, chiederà all&#8217;amico una settimana di tempo per decidere.<br />
Tra prove infinite, passeggiate in bicicletta e l&#8217;incontro con Francesca (Maya Sansa), un&#8217;affascinante ragazza italiana, la convivenza tra i due attori si rivelerà più complessa di quanto Gauthier non avesse previsto.</p>
<p>Complice il passaggio all&#8217;ultimo Torino Film Festival, questa raffinata commedia, campione d&#8217;incassi in patria, trova la strada della distribuzione italiana. Ed è una curiosa coincidenza quella che porta nelle sale, a poche settimane di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro, due film francesi che del rapporto tra teatro e vita reale: Mòliere in bicicletta, per l&#8217;appunto, e <em>Venere in pelliccia</em> di Roman Polanski.</p>
<p>Il paragone non sembri azzardato. Entrambi i film vedono infatti una coppia di protagonisti in qualche modo costretti a coabitare in uno spazio fisico &#8220;chiuso&#8221; &#8211; il piccolo teatro nel caso di Polanski e l&#8217;isola nel film di Philippe Le Guay (<em>Le donne del sesto piano</em>) &#8211; e in tutti e due i casi il teatro diventa ben presto la scusa per riflettere sui ruoli che si recitano nella vita e su come questi, sovente, ci blocchino in posizioni precostituite e non ci permettano di evolvere.</p>
<p>Solo che laddove Polanski parte quasi subito per la tangente &#8211; per lui usuale &#8211; del gioco al massacro onde confezionare un raffinatissimo meccanismo a orologeria, Le Guay si accontenta di firmare una garbata commedia in cui si gioca con le classiche dicotomie &#8220;cultura alta VS cultura bassa&#8221; (la scena in cui i due riesumano un apparecchio TV per guardare una puntata della fiction in cui recita Gauthier è indicativa di questo approccio) e &#8220;grande città VS isola&#8221; per costruire una cornice leggera alle dissertazioni dei due protagonisti sulla figura di Alceste &#8211; protagonista del <em>Misantropo</em> &#8211; e sulla giusta enunciazione dei versi alessandrini.</p>
<p>Anche se contraddistinto da due belle prove attoriali (so che non c&#8217;entra nulla ma la somiglianza fisica tra Lambert Wilson e Rupert Everett è straordinaria) il risultato è lieve e non riesce mai a pungere neanche dove potrebbe osare di più, decidendo invece di restare sempre all&#8217;interno dei lidi inoffensivi di una commedia colta (ma non troppo) che piace agli intellettuali perché &#8220;si ride ma c&#8217;è pur sempre di mezzo Mòliere&#8221; e non scontenta neanche il pubblico meno colto che ha l&#8217;impressione di divertirsi in maniera &#8220;intelligente&#8221;.</p>
<p>In definitiva un film anche piacevole, ma un po&#8217; cerchiobottista.</p>
<p><strong>Voto </strong>5</p>
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