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	<title>Movielicious &#187; Leonardo Pieraccioni</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il professor Cenerentolo</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/12/07/il-professor-cenerentolo-recensione/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2015 09:34:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Marotta]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Insinna]]></category>
		<category><![CDATA[Il professor cenerentolo]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Chiatti]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Pieraccioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Leonardo Pieraccioni corteggiato da Laura Chiatti nella nuova commedia del regista toscano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2015)<br />
Uscita: 7 dicembre 2015<br />
Regia: Leonardo Pieraccioni<br />
Con: Leonardo Pieraccioni, Laura Chiatti, Davide Marotta, Flavio Insinna<br />
Durata: 1 ora e 32 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Il_Professor_Cenerentolo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51189" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Il_Professor_Cenerentolo.jpg" alt="Cinema: Pieraccioni, a 50 anni viro su commedia cattiva" width="700" height="467" /></a></p>
<p>Umberto (<strong>Leonardo Pieraccioni</strong>) è un ingegnere che pensa be ne di combattere la crisi economica improvvisandosi rapinatore di banche, anzi di banca.Perché, al primo tentativo, viene immediatamente arrestato e spedito per tre anni nel carcere di Ventotene.<br />
La vita in galera è tutt&#8217;altro che dura per Umberto che, in cambio di una serie di lezioni private alla figlia del direttore, ha la possibilità di frequentare la biblioteca locale e girare film educativi insieme ai compagni di cella.<br />
Proprio durante la proiezione del suo ultimo film, l&#8217;uomo fa la conoscenza di Morgana (<strong>Laura Chiatti</strong>), insegnante di ballo un po&#8217; svampita che lo scambia per un operatore culturale. Da lì nasce un gioco degli equivoci alimentato dai continui sotterfugi di Umberto per riuscire a frequentare la ragazza nonostante l&#8217;obbligo di rientrare in carcere, ogni sera, a mezzanotte.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Il_Professor_Cenerentolo_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51190" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Il_Professor_Cenerentolo_2.jpg" alt="Il_Professor_Cenerentolo_2" width="644" height="383" /></a></p>
<p>Persa ormai da anni quella leggerezza intrisa di goliardia un po&#8217; facilona che aveva reso i suoi primi film (diciamo fino a Fuochi d&#8217;artificio compreso) delle piccole zone franche dalla sciatteria allora imperante dei cinepanettoni, Pieraccioni si ostina a perpetrare con cadenza biennale un&#8217;idea di cinema che, evidentemente  incapace di rinnovarsi, si limita a girare in tondo.<br />
E pure quando ci ha provato a fare qualcosa di diverso &#8211; due anni fa con i giovani fuorisede del pessimo Un fantastico via vai &#8211; ne è uscito con le ossa rotte e una delle rappresentazioni meno centrate dell&#8217;universo giovanile dai tempi di <em>Ragazzi della notte</em> di Jerry Calà.<br />
A quel punto qualcuno deve avergli consigliato di tornare a fare ciò che una volta gli riusciva benino, cioè telefonare a Giovanni Veronesi e imbastire il solito canovaccio finto romantico in cui una ragazza molto bella, in maniera del tutto inspiegabile, si innamora di lui.<br />
Solo che a questo giro Pieraccioni non si prende neanche più la briga di corteggiare la bella di turno con la simpatia ed è direttamente la Chiatti a provarci con lui in modo plateale e assai poco verosimile fin dal primo incontro.<br />
Intorno a loro la solita schiera di figurine di contorno, una più incolore dell&#8217;altra, apparentemente sulla scena con l&#8217;unico scopo di farsi prendere in giro dal regista toscano, un po&#8217; come quelle ragazze che si scelgono solo amiche bruttine per sembrare più belle alle feste.</p>
<p>Qui ad esempio, oltre al solito Ceccherini in un ruolo risicatissimo, abbiamo una milf napoletana, un direttore di carcere eccessivamente ingenuo (<strong>Flavio Insinna</strong>) e un nano (<strong>Davide Marotta</strong>, l&#8217;alieno Ciribiribì dei vecchi spot della Kodak) chiamato a farsi insultare con battutacce da quinta elementare (nulla che vedere con l&#8217;adorabile scorrettezza dei Farrelly insomma) e a sciorinare volgarità in un dialetto napoletano che si suppone debba far simpatia a prescindere.<br />
Poi, sempre quel qualcuno di cui sopra, deve aver ricordato a Pieraccioni la sua sopraggiunta maturità anagrafica (il regista ha ormai superato la soglia dei cinquanta) e come questa dovesse, in qualche modo, emergere dallo script. Ecco allora che il suo personaggio ha un rapporto conflittuale con la figlia adolescente che si vergogna di avere un padre in galera.<br />
Peccato solo che lo spazio dedicato a questa sottotrama occupi non più di una decina dei novanta minuti spesi dall&#8217;autore a fare facce buffe e a vessare il nano.<br />
Ma è tutto il film in realtà a rifiutare ostinatamente qualsiasi cosa che assomigli anche alla lontana a una struttura narrativa (lo stesso equivoco che porta Umberto a nascondere a Morgana il proprio status di carcerato e che dà il titolo al film viene perso per strada quasi subito) preferendo assecondare invece certe derive più farsesche che &#8211; ahinoi &#8211; non fanno nemmeno più ridere.<br />
Semmai intristiscono.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Un fantastico viavai</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2013/12/11/un-fantastico-viavai/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Dec 2013 13:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[I laureati]]></category>
		<category><![CDATA[Il ciclone]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Pieraccioni]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Battista]]></category>
		<category><![CDATA[Serena Autieri]]></category>
		<category><![CDATA[Un fantastico viavai]]></category>

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		<description><![CDATA[C'è davvero poco di fantastico nell'ultimo film diretto e interpretato da Leonardo Pieraccioni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2013)<br />
Uscita: 12 dicembre 2013<br />
Regia: Leonardo Pieraccioni<br />
Con: Leonardo Pieraccioni, Serena Autieri, Maurizio Battista<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/un-fantastico-via-vai.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-33832" title="un-fantastico-via-vai" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/12/un-fantastico-via-vai.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Credo che, in linea di massima, la recensione di un nuovo film di Leonardo Pieraccioni rappresenti un discreto banco di prova per chiunque si occupi, a vario titolo, di critica cinematografica. Perché si suppone che, in qualche modo, tu debba cercare di andare oltre i luoghi comuni e i facili cliché di chi, appena gira voce che sta per uscire un suo film, è subito pronto a dire che sarà la solita favoletta inconsistente, che i tempi de <em>Il Ciclone</em> sono belli che andati e che Francesco Nuti era tutta un&#8217;altra cosa.</p>
<p>Ora, a parte il fatto che paragonare Nuti a Pieraccioni è un po&#8217; come accostare Troisi ad Alessandro Siani (oddio, c&#8217;è davvero chi lo ha fatto?), ma siamo proprio sicuri che <em>Il Ciclone</em> sia da considerarsi come lo zenith della creatività di Pieraccioni e che tutto ciò che è venuto dopo rappresenti una fase discendente del suo ciclo artistico?<br />
Non erano forse in nuce, già in quello stesso Ciclone, tutti i segni distintivi di un modo di fare cinema &#8211; e soprattutto di pensare il cinema &#8211; che abbassava drasticamente l&#8217;asticella di qualsiasi velleità artistica ai minimi termini?<br />
Lo schema &#8220;trentenne sfigato e fancazzista incontra modella sudamericana promessa in sposa a un altro e riesce a farla innamorare con la semplicità e la simpatia&#8221;, in fondo, nasce proprio in occasione di quel film e viene reiterato in maniera pedissequa per tutte le &#8220;opere&#8221; a seguire.</p>
<p>Ecco quindi che, ogni due anni, poco prima di Natale Pieraccioni campeggiava sulla locandina del suo nuovo film con la stessa identica espressione sul viso &#8211; un mix poco convinto di imbarazzo e cialtroneria &#8211; e, alle sue spalle, la modella sudamericana del film precedente veniva semplicemente rimpiazzata da un&#8217;altra. Se vogliamo essere buoni (che in fondo è Natale) e trovare, nell&#8217;intera filmografia di Pieraccioni, una flebile eccezione a questo schema, non possiamo fare altro che procedere a ritroso, ancora prima del Ciclone, e rivalutare il suo film d&#8217;esordio <em>I Laureati</em>.<br />
Ecco, ne<em> I Laureati </em>c&#8217;era una freschezza, seppure declinata in una maniera un po&#8217; facilona, che nessun altro film di Leonardo Pieraccioni ha mai più avuto.</p>
<p>Lui evidentemente questa cosa deve averla capita &#8211; ma sono più propenso a credere che gliela abbia suggerita Paolo Genovese, co-sceneggiatore chiamato qui a sostituire Giovanni Veronesi &#8211; e la via più semplice per recuperare un po&#8217; di quella freschezza deve essergli sembrata quella di fare un reboot de I Laureati o comunque un film che parlasse di giovani un po&#8217; in crisi.</p>
<p>Ma ormai Pieraccioni è sulla soglia dei cinquanta e come si fa? Semplice, si fa recitare a Pieraccioni il ruolo di un cinquantenne, stanco della routine matrimoniale e lavorativa, e lo si fa andare a vivere per pochi giorni in un appartamento di studenti fuorisede. Fin qui tutto ok. La paura che da un momento all&#8217;altro salti fuori una modella sudamericana c&#8217;è ancora, ma decidiamo di fidarci.</p>
<p>Poi succede che questi quattro studenti fuorisede siano uno più bello dell&#8217;altro, che l&#8217;appartamento in questione sembri prelevato di peso da una qualsiasi rivista di design e che &#8211; errore madornale &#8211; qualsiasi scontro generazionale tra Arnaldo Nardi (il cinquantenne in questione) e i ragazzi venga risolto nell&#8217;arco di un paio di battute. Se ci mettiamo pure che ognuno di questi ragazzi è afflitto da un problema piuttosto idealtipico (c&#8217;è la ragazza incinta ma i genitori non lo sanno, quella a cui piacciono i toyboy, il ragazzo di colore non accettato dal suocero e uno studente di medicina che non regge la vista del sangue) e che tutti e quattro questi problemi vengono risolti da Arnaldo nell&#8217;arco di una sola settimana il quadro è completo.</p>
<p>Non c&#8217;è nulla che assomigli alla vita in questo film e l&#8217;idea che Pieraccioni ha dei giovani è vicina in maniera preoccupante a quella di un qualsiasi Moccia. Non c&#8217;è cattiveria, neanche laddove poteva &#8211; e doveva &#8211; esserci. C&#8217;è da dire che non c&#8217;è neanche una modella sudamericana.<br />
Ma il problema reale di questo film, al netto di una rappresentazione favolistica dell&#8217;Italia di oggi in cui un uomo può smettere di essere razzista dall&#8217;oggi al domani e non c&#8217;è un cenno che sia uno alla crisi del lavoro, è che non fa ridere.<br />
Mai.<br />
Nemmeno in quella corsa per non pagare al ristorante che cita in maniera manifesta quei Laureati di cui si parlava poc&#8217;anzi. E se un film di Pieraccioni non riesce a strappare neanche una risata in 95 minuti viene davvero da chiedersi quale possa essere la sua utilità.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
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		<title>Finalmente la felicità</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 10:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ariadna Romero]]></category>
		<category><![CDATA[Finalmente la felicità]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Pieraccioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rocco Papaleo]]></category>
		<category><![CDATA[Thyago Alves]]></category>

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		<description><![CDATA[O' Pieraccioni, te tu ci rifili sempre la solita solfa. O' la smetti con codeste bischerate? Ovvia, 'un]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2011)<br />
Uscita: 16 dicembre 2011<br />
Regia: Leonardo Pieraccioni<br />
Con: Leonardo Pieraccioni, Ariadna Romero, Rocco Papaleo<br />
Durata: 1 ora e 33 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/113.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-24120" title="113" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/12/113.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>L&#8217;attesa non era trepidante, decisamente no. Ma dal non aspettarsi un gran che a ritrovarsi a guardare un film scontato, inutile e assolutamente vuoto, un po&#8217; di fastidio lo crea. Più che fastidio fa salire la rabbia perché questa pellicola dal 16 dicembre sarà distribuita in seicento copie, a scapito di altre, nettamente migliori, a cui verrà tolta la possibilità di arrivare a una più ampia fetta di pubblico. La nuova commedia che non fa ridere del regista toscano racconta la storia di un professore di musica di Lucca che durante una lezione viene chiamato dalla trasmissione di Maria De Filippi <em>C&#8217;è posta per te</em>. Benedetto, questo il nome dell&#8217;ennesimo personaggio sempre uguale a se stesso interpretato da Leonardo Pieraccioni, scopre che sua madre, scomparsa da poco, aveva adottato a distanza una bambina brasiliana. Quella bambina adesso è una splendida modella (pensate un po&#8217;&#8230;) che vuole conoscere il suo fratellastro italiano</p>
<p>Ogni due anni circa, Leonardo Pieraccioni sbarca nei cinema a Natale con una nuova commedia e ora, in tempo di crisi, ci vuole un certo coraggio a far uscire un film che ha nello stesso titolo le parole &#8220;finalmente&#8221; e &#8220;felicità&#8221;. La serenità, oltretutto, non sembra far bene al regista toscano (ora ha una compagna, Laura Torrisi, protagonista di <em>Una moglie bellissima</em>, da cui ha avuto una bimba che non poteva non essere nel film). I bei tempi de <em>Il ciclone</em> o de <em>I laureati</em> sembrano appartenere ad un&#8217;altra era, o meglio, a un altro regista. Tutto già visto, dalla scelta della protagonista femminile al personaggio che si è cucito addosso Pieraccioni stesso: bruttino e sfigato ma buono e simpatico (?). Per non parlare della scelta di farcire il cast con personaggi provenienti dalla TV (dalla De Filippi all&#8217;ex naufrago Thyago Alves), proprio come nei cinepanettoni, che fino ad oggi si erano sempre mantenuti una spanna più in basso rispetto al cinema di Pieraccioni.<br />
Così al grido di &#8220;non c&#8217;è bisogno di essere bellissimi per essere felici&#8221; (aspettavamo che fosse lui a dircelo), neanche la presenza di Rocco Papaleo, qui alle prese con un personaggio troppo urlato, riuscirà a evitare che un altro ciclone di qualunquismo, anche questo Natale, ci seppellirà.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
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