<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Movielicious &#187; Liao Fan</title>
	<atom:link href="http://www.movielicious.it/tag/liao-fan/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.movielicious.it</link>
	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Jan 2025 18:56:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.39</generator>
	<item>
		<title>Fuochi d&#8217;artificio in pieno giorno</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/07/23/fuochi-dartificio-in-pieno-giorno/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2015/07/23/fuochi-dartificio-in-pieno-giorno/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2015 14:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Bai Ri Yan Huo]]></category>
		<category><![CDATA[Fuochi d'artificio in pieno giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Liao Fan]]></category>
		<category><![CDATA[Lun Mei GWEI]]></category>
		<category><![CDATA[Xuebing Wang]]></category>
		<category><![CDATA[Yinan Diao]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=43720</guid>
		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(<em>Bai Ri Yan Huo,</em> Cina 2014)<br />
Uscita: 23 luglio 2015<br />
Regia: <span class="_Xbe kno-fv"><span class="fl">Yinan Diao</span></span><br />
Con:  Liao Fan, Lun Mei GWEI, Xuebing Wang<br />
Durata: 1 ora e 49 minuti<br />
Distribuzione:  Movies Inspired</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/fuochi-d-artificio-in-pieno-giorno-5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43743" title="fuochi-d-artificio-in-pieno-giorno-5" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/fuochi-d-artificio-in-pieno-giorno-5.jpg" alt="" width="500" height="263" /></a></p>
<p>Dopo aver inanellato una triade di vincitori esemplari in indiscussa predominanza sul resto del Concorso come <em>Una separazione</em>, <em>Cesare deve morire</em> e <em>Il caso Kerenes</em>, nel corso delle ultime due edizioni la Berlinale pare essersi assestata su scelte dettate meno dallo spirito di ricerca e più dall&#8217;ambizione di catturare il momento geopolitico del cinema di oggi, da un senso di responsabilità orientato verso un discorso più civile e diplomatico che effettivamente artistico. Se ne è avuta prova con il prevedibile trionfo di <em>Taxi Teheran</em> di Jafar Panahi, che, pur nella sua compiutezza e nella sua onestà, poco aggiunge ai destabilizzanti corto circuiti meta- di <em>Pardé </em>o del capolavoro <em>This is not a film</em> e a cui avremmo preferito un vincitore del calibro di <em>El club</em> di Pablo Larraín o, ancor meglio, di <em>El botón de nácar </em>di Patricio Guzmán.</p>
<p>È anche il caso del suo predecessore, l&#8217;orientale <em><strong>Fuochi d&#8217;artificio in pieno giorno</strong></em>, sparso qua e là per il Belpaese in una manciata di sale da questo pomeriggio con colpevole ritardo ma comunque un passo avanti rispetto a opere bellamente ignorate dalla distribuzione nostrana come <em>Aimer, boire et chanter</em>, epitaffio di Alain Resnais, l&#8217;esponente di turno della florida new wave greca <em>Stratos</em> e lo straordinario, rigorosissimo <em>Kreuzweg </em>di Dietrich Brüggemann, tutti titoli, specie l&#8217;ultimo, ben più degni del maggior riconoscimento del Filmpalast ma meno eclatanti e vistosi sotto il profilo internazionale.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/fuochi-dartificio-in-pieno-giorno-659x425.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43744" title="fuochi-dartificio-in-pieno-giorno-659x425" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/07/fuochi-dartificio-in-pieno-giorno-659x425.jpg" alt="" width="500" height="322" /></a></p>
<p>A un anno di distanza dall&#8217;eccellente <em>Il tocco del peccato</em> di Jia Zhangke (Prix du scénario a Cannes66), l&#8217;avvincente e cupissimo poliziesco metropolitano di <strong>Diao Yinan</strong> rispecchia alla perfezione il clima di cambiamento e di &#8220;irrobustimento&#8221; della produzione cinese di genere: non serve aver letto Chandler o conoscere a menadito la storia del noir per intuire gli sviluppi non proprio originalissimi di un thriller investigativo a base di omicidi e occultamenti di cadavere, e quasi sorge il sospetto che, girata in Occidente o anche solo nella vicina Hong Kong, un&#8217;operazione simile non avrebbe sollevato il medesimo entusiasmo.</p>
<p>Determinante e assolutamente inconsueto è invece l&#8217;approccio adottato da Yinan, soprattutto nella sezione centrale, colma di ellissi e di silenzi, nella quale si avverte il timbro meditativo ed essenziale della produttrice Vivian Qu (avendo in mente soprattutto il suo esordio alla regia, <em>Trap Street</em>, passato a Venezia70), un metodo che, sullo sfondo dell&#8217;indagine, lascia percepire tutte le contraddizioni e i patimenti di un Paese allo sbando che ha perso le proprie certezze e che ha visto il Male propagarsi sin nei suoi basici elementi (il <em>carbone </em>e il<em> ghiaccio </em>del titolo internazionale), con un&#8217;efferatezza e un&#8217;irriverenza, fra smembramenti e violenze sessuali, ormai ordinarie per i parametri odierni ma ancora impensabili per il tabù imposto dalle autorità di Pechino, concedendosi il lusso di aprirsi ad accelerazioni spiazzanti (la sparatoria nel salone da parrucchiere, dritta dal catalogo di assurdità dei Coen) e a finezze contemplative, con un&#8217;attenzione maniacale alle luci e agli ambienti della periferia manciuriana, resi con un palpabile squallore che adatta all&#8217;intoccabile mitologia hard boiled le schiette asperità del realismo sociale.</p>
<p>Così, fra una lavandaia femme fatale emaciata e taciturna, un night-club surrealmente desolato a fare da sfondo, un antieroe di fronte al quale pure Marlowe diventa un campione di principi (il protagonista <strong>Liao Fan</strong>, anch&#8217;egli premiato a Berlino), <em>Fuochi d&#8217;artificio in pieno giorno</em> si appropria polemicamente di un canone finzionale ormai consolidatosi per trasfigurarlo alla luce delle storture del reale e si traduce in un invidiabile compromesso fra autorialità e commercialità, un esperimento accattivante che dovrebbe fungere da esempio su come unire la semantica dell&#8217;industria filmica di consumo con la grammatica del cinema d&#8217;essai.</p>
<p>Voto <strong>7</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2015/07/23/fuochi-dartificio-in-pieno-giorno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Berlino 64: i vincitori</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/02/15/berlino-64-i-vincitori/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2014/02/15/berlino-64-i-vincitori/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2014 20:24:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino 2014]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino 64]]></category>
		<category><![CDATA[Black Coal]]></category>
		<category><![CDATA[Boyhood]]></category>
		<category><![CDATA[Diao Yinan]]></category>
		<category><![CDATA[Liao Fan]]></category>
		<category><![CDATA[Orso d''oro]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Linklater]]></category>
		<category><![CDATA[The Grand Budapest Hotel]]></category>
		<category><![CDATA[Thin Ice]]></category>
		<category><![CDATA[Wes Anderson]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=34942</guid>
		<description><![CDATA[Orso d'oro al thriller cinese Black Coal, Thin Ice. Linklater premiato per la regia mentre la giuria]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/black-coal-thin-ice.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34943" title="black-coal-thin-ice" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/black-coal-thin-ice.jpg" alt="" width="500" height="320" /></a></p>
<p>Ha chiuso i battenti questa sera la <strong>64esima edizione del Festival di Berlino</strong>. Ad aggiudicarsi il riconoscimento più ambito, l&#8217;<strong>Orso d&#8217;oro</strong> è stato il film <strong><em>Bai rin Yan Huo</em></strong> (<strong><em>Black Coal, Thin Ice</em></strong>) del regista cinese <strong>Diao Yinan</strong>.  Un premio doppio, in realtà, dato che al protagonista <strong>Liao Fan</strong> è stato assegnato anche l&#8217;Orso d&#8217;argento per il Miglior Attore. La storia raccontata da Yinan inizia nel 1999 quando in un piccola cittadina della Cina del nord, vengono scoperti una serie  di cadaveri. Un terribile incidente occorso durante un tentativo di  cattura del killer lascia due poliziotti a terra morti e un terzo  gravemente ferito. L&#8217;agente sopravvissuto, Zhang Zili, viene sospeso  dall&#8217;incarico ed è costretto ad andare a lavorare in una fabbrica come  guardia di sicurezza. Cinque anni dopo, una nuova serie di omicidi.  Aiutato da un ex collega, Zhang decide di investigare sul caso e scopre  che le <span class="details" style="display: inline;">vittime sono  collegate a Wu Zhizhen, una giovane donna che lavota in una lavanderia.  Fingendosi cliente, Zhang comincia a osservarla e ben presto se ne  innamora.</span></p>
<p>A <strong>Wes Anderson</strong> è andato invece il <strong>Gran Premio della Giuria</strong>, per <a href="http://www.movielicious.it/2014/01/22/the-grand-budapest-hotel-il-trailer-italiano/"><em><strong>The Grand Budapest Hotel</strong></em></a>, film di apertura della kermesse.</p>
<p>Premiato per la regia, <strong>Richard Linklater</strong> con <strong><em>Boyhood</em></strong>, pellicola molto apprezzata da pubblico e critica e data come favorita nella corsa all&#8217;Orso d&#8217;oro. Il film che racconta la vita di un tipico  ragazzo americano, dall&#8217;infanzia fino all&#8217;ingresso al college è stato realizzato nell&#8217;arco di dodici anni. Le riprese erano infatti iniziate nel 2002 e da quel momento, ogni anno per alcune settimane, Linklater  ha radunato lo stesso cast sia artistico che tecnico, per proseguire la lavorazione di un  lungometraggio sui generis in cui la crescita dei personaggi e quella degli attori corrispondono.<br />
Ecco l&#8217;elenco dei premiati, tra cui spiccano diversi titoli asiatici.</p>
<p><strong>Orso d&#8217;oro per il miglior film:</strong><br />
Black Coal, Thin Ice di Diao Yinan<br />
<strong><br />
Orso d&#8217;argento Gran Premio della Giuria:</strong><br />
The Grand Budapest Hotel, di Wes Anderson</p>
<p><strong>Premio Alfred Bauer per l&#8217;innovazione:</strong><br />
Aimer, boire, et chanter di Alain Resnais<br />
<strong><br />
Orso d&#8217;argento per la miglior regia:</strong><br />
Richard Linklater per Boyhood</p>
<p><strong>Orso d&#8217;argento per la migliore attrice:</strong><br />
Takako Matsu per The Little House</p>
<p><strong>Orso d&#8217;argento per il miglior attore:</strong><br />
Liao Fan per Black Coal, Thin Ice</p>
<p><strong>Orso d&#8217;argento per la miglior sceneggiatura:</strong><br />
Dietrich Brüggemann e Anna Brüggemann per Kreuzweg</p>
<p><strong>Orso d&#8217;argento per il miglior contributo tecnico:</strong><br />
Zeng Jian per la fotografia di Blind Massage</p>
<p><strong>Premio per la migliore opera prima:</strong><br />
Güeros di Alonso Ruizpalacios<br />
<strong><br />
Panorama &#8211; Premio del Pubblico, fiction:</strong></p>
<p>1° Difret di Zeresenay Berhane Mehari, Etiopia<br />
2° The Way He Looks di Daniel Ribeiro, Brasile<br />
3° Brides di Tinatin Kajrishvili, Georgia</p>
<p><strong>Panorama &#8211; Premio del Pubblico, documentari:</strong></p>
<p>1° Der Kreis di Stefan Haupt, Svizzera<br />
2° Finding Vivian Maier, di John Maloof &amp; Charlie Siskel, USA<br />
3° Meine Mutter, ein Krieg und ich di Tamara Trampe &amp; Johann Feindt</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2014/02/15/berlino-64-i-vincitori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
