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	<title>Movielicious &#187; Lino Banfi</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Quo vado?</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 16:17:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Checco Zalone]]></category>
		<category><![CDATA[Gennaro Nunziante]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Banfi]]></category>
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		<category><![CDATA[Pietro Valsecchi]]></category>
		<category><![CDATA[Quo vado?]]></category>
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		<description><![CDATA[Zalone racconta l'ossessione per il posto fisso, il nuovo che avanza e i retaggi della Prima Repubblica]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2015)<br />
Uscita: 1° gennaio 2016<br />
Regia: Gennaro Nunziante<br />
Con: Luca Medici, Lino Banfi, Sonia Bergamasco, Maurizio Micheli<br />
Durata: 1 ora e 26 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Quo_Vado_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51401" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Quo_Vado_1.jpg" alt="Quo_Vado?_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>16 settimane di riprese, un budget a sei zeri e più location di quante se ne vedano in un film di James Bond. E non ci sono cinepanettoni o blockbuster che tengano perché, almeno nel nostro paese, è proprio Luca Pasquale Medici da Bari, in arte <strong>Checco Zalone</strong> il <a href="http://www.movielicious.it/2013/11/24/la-classifica-dei-10-film-italiani-piu-visti-di-sempre/" target="_blank">re del box-office</a> in carica. Così, dopo che il suo terzo film, <em>Sole a catinelle</em>, è riuscito a doppiare la boa del più alto incasso italiano, con oltre 52 milioni di euro nel 2013, perché non tentare di nuovo il colpaccio, risollevando ancora una volta le sorti della nostra cinematografia? Ma il comico nato sul palco di <em>Zelig</em> e che si è affermato in TV soprattutto per le riuscite parodie neomelodiche di certa musica partenopea, rendendole uniche grazie a testi storpiati e riadattati all&#8217;attualità politica e sociale più pecoreccia, nel passaggio di medium si è un po&#8217; ripulito (lo ha fatto sin dal primo film, <em>Cado dalle nubi</em>, uscito nel 2009), puntando su un&#8217;ironia meno volgare e più composta, elemento mantenuto anche in <em><strong>Quo vado?</strong> </em></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Quo_Vado_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-51402" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Quo_Vado_2-1024x721.jpg" alt="Quo_Vado?_2" width="1024" height="721" /></a></p>
<p>Diretto da <strong>Gennaro Nunziante</strong> e prodotto dalla TaoDue di <strong>Pietro Valsecchi</strong>, con mamma Mediaset che lo distribuisce, <em>Quo Vado?</em> racconta la storia di un impiegato provinciale (Checco Zalone) che è vissuto e ha prosperato grazie al posto fisso e che vede il mondo crollargli addosso quando una riforma della pubblica amministrazione lo mette di fronte al ricatto di un&#8217;ambiziosa dirigente ministeriale romana (<strong>Sonia Bergamasco</strong>): firmare le dimissioni e accettare una buona uscita, o essere trasferito in luoghi sperduti, lontani dalla sua Puglia. Dopo la titubanza iniziale, e grazie al consiglio di un senatore della Prima Repubblica che gli fece ottenere il posto (<strong>Lino Banfi</strong>), Checco si troverà a  rifiuterà strenuamente le proposte fatte dalla donna, affrontando con incredibile resilienza ogni trasferimento: dalla Val di Susa all&#8217;Irpinia, passando per le Isole Svalbard, dove troverà l&#8217;amore in una ricercatrice italiana e la possibilità di diventare un uomo migliore grazie a lei e all&#8217;inappuntabile società norvegese.</p>
<p>Sul caso Zalone è stato scritto di tutto e i detrattori, come per ogni fenomeno degno di tale nome, non sono  certo mancati: è colpa del pubblico, che ormai ha ben poche pretese, ma anche di un certo cinema, accusato di adeguarsi sempre più agli standard televisivi. Di fatto quello che distingue Checco Zalone dagli altri comici di estrazione simile, va ricercato probabilmente nella sensibilità di un abile battutista con tempi comici perfetti che non si prefigge alcun intento etico-morale, ma che punta solo ed esclusivamente alla risata. L&#8217;umorismo di <em>Quo Vado?</em> è prettamente verbale, esattamente come quello dei tre film precedenti, e punta solo sulle battute del suo protagonista (e un po&#8217; su quelle di suo padre, un impeccabile <strong>Maurizio Micheli</strong>: ma per quale motivo lo si vede così poco al cinema?) cinico, basso, mammone, retrogrado ed egoista.</p>
<p>Mantenendosi su un livello di comicità che si pone a metà tra quella cinepanettoniana di bassissima leva e quella solo un tantino più sofisticata (le commedie di Brizzi o quelle di Volfango De Biasi prima maniera, per intenderci), Zalone cavalca il genere che ha concepito, pieno zeppo di luoghi comuni sull&#8217;italiano medio e intriso di una buona dose di &#8220;baresità&#8221; che, se non spicca per originalità, attraverso una semplicità quasi disarmante, riesce a cogliere l&#8217;aspetto più goliardico e vanesio del cinema, lasciando ad altri quello più pedante, sollevando lo spettatore dal porsi domande e liberandolo dal peso di non dover cogliere alcuna morale. Scusate se è poco.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;allenatore nel pallone 3. Banfi-Canà con Robert De Niro e Antonio Razzi?</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Aug 2014 14:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Razzi]]></category>
		<category><![CDATA[L'allenatore nel pallone]]></category>
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		<category><![CDATA[Oronzo Canà]]></category>
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		<category><![CDATA[Sergio Martino]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel cast del terzo episodio della "saga", l'onorevole di Forza Italia e la star americana.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/oronzo_cana.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38298" title="oronzo_cana" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/oronzo_cana.jpg" alt="" width="500" height="268" /></a></p>
<p>Secondo indiscrezioni, sarebbe in arrivo un nuovo episodio della saga iniziata nel 1984 con la commedia diretta da <strong>Sergio Martino</strong> (<strong><em>L&#8217;allenatore nel pallone</em></strong>, pellicola divenuta cult), con <strong>Lino Banfi </strong>nei panni del mitico<strong> Oronzo Canà</strong>. Dopo il sequel del 2008, diretto sempre da Martino, ora lo storico regista vorrebbe chiudere la saga con un terzo episodio in cui Banfi tornerà a vestire i panni dell&#8217;allenatore<strong> </strong>della Longobarda<strong> </strong>mentre, tra i papabili che andranno a formare il cast, è saltato fuori il nome di <strong>Antonio Razzi</strong>, l&#8217;onorevole abruzzese di Forza Italia. Ad annunciarlo è stato lo stesso Razzi, durante un&#8217;intervista ad Abruzzo web: &#8220;Siamo all&#8217;inizio e ne stiamo parlando. Nella vita non si finisce mai di imparare e allora se son rose fioriranno, facciamo pure &#8216;sto film&#8221;.</p>
<p>Ma le sorprese non finiscono qui, perché secondo quanto riferito dall&#8217;onorevole, il film sarebbe già in fase di produzione; la scorsa settimana inoltre ci sarebbe stato un incontro per pianificare le riprese de <em>L&#8217;allenatore nel pallone 3</em> che dovrebbe avere nel cast nientemeno che <strong><em>Robert De Niro</em></strong>. Mai come in questa occasione, rimaniamo in attesa di conferme ufficiali!</p>
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		<title>Buona giornata</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2012/03/23/buona-giornata/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 16:55:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Binario Loco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Buona Giornata]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Vanzina]]></category>
		<category><![CDATA[Christian De Sica]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Banfi]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Salemme]]></category>

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		<description><![CDATA[I Vanzina e la giornata tipo di un'Italietta che ormai vive di espedienti, con un cast che si arrabatta]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2012)<br />
Uscita: 30 marzo 2012<br />
Regia: Carlo Vanzina<br />
Con: : Christian De Sica, Diego Abatantuono, Lino Banfi<br />
Durata: 2 ore e 11 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26125" title="5" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/04/5.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>Un tempo felice per il cinema e la commedia italiana ed all’italiana, questo si sarebbe definito un cast di stelle per un classico film ad episodi. Anche se, in questo caso, i suddetti non riescono a legarsi ed intrecciarsi, pur mantenendo ognuno la propria autonomia, in un film che, per lo spirito che lo anima, sembra essere un unicum, uno sgangherato pamphlet sui tanti vizi e le pochissime virtù di un’Italia in pieno declino.</p>
<p>Lo stato delle cose di un paese allo sbando, meschino, dominato ormai dalla permanente vocazione all’arte della sopravvivenza, alla furberia, all’accattonaggio, obnubilato spesso da un’incapacità ed un’ottusità a saper guardare. Anima nera del paese, perfettamente rappresentato anche dallo sguardo velato, oscurato che hanno anche i fratelli Vanzina, in fondo i nostri Cohen, in quest’ultima opera. I Vanzina, forse anche per l’aria che hanno respirato in famiglia, figli dell’ottimo artigiano Steno (iniziamo a limitare i termini “grande” usati a sproposito per qualsiasi buon regista che paia un gigante nel desolato panorama attuale), sono sempre stati un gradino più in alto, per creatività e fattura, rispetto alla pletora di registi commerciali alla Parenti, alla Oldoini ed ai tanti emuli in minore.<br />
Le Vacanze di Natale, gli <em>Yuppies</em>, i <em>Sapori di Mare</em>, prima di diventare generi e filoni seriali, sono stati dei prototipi dei Vanzina, seppur a loro volta ispirati da precedenti della commedia e della farsa all’italiana. Ma la cifra antropologica degli anni Ottanta era un’esclusiva originalità dei due fratelli. Ogni film, scritto e diretto da Carlo ed Enrico, ha cercato comunque una via vanziniana alla satira, alla risata, alla critica umoristica del costume. Pensiamo al geniale <em>2061 – </em><em>un anno eccezziunale</em> , che ha anticipato di poco le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità, raccontando le avventure di post-patrioti, condotti da Diego Abatantuono, in un’Italia nuovamente divisa, in una sorta di visionaria fantascienza risorgimentale.</p>
<p>Buona giornata è un capitolo meno memorabile, del percorso vanziniano. Macchiette stantie a raccontare l’Italia di oggi, attori più che validi, imprigionati in vecchie riproposizioni che risalgono realmente alla prima commedia all’italiana degli anni Cinquanta. Pensiamo al principe squattrinato e presenzialista interpretato da Christian De Sica, ammuffito riciclaggio di similari ritrattini già disegnati dal padre Vittorio e da Alberto Sordi che, nelle movenze e nei tic, Christian imita in modo persino irritante. Tra manager siculo-milanesi e tifosi fiorentini cornificati, il film si trascina attraverso vecchie maschere del cinema all’italiana.<br />
Si discostano tre episodi che per le storie raccontate e per la valenza degli attori, riescono a raggiungere la sufficienza. Il senatore interpretato da Lino Banfi, che recupera il banfiota in un personaggio però decisamente cinico e spregiudicato. Un politico condannato salvato in extremis con l’immunità parlamentare, dall’unico voto di scarto di un collega morto in un rapporto con  un trans e trascinato in parlamento a braccio, fatto letteralmente votare, con effetti sgradevolmente comici. Oppure Maurizio Mattioli, ricco evasore, finto povero che nell’epoca rigorosa dei “tecnici”, le prova tutte pur di evitare i controlli fiscali e, ancora, Diego Abatantuono, venditore di domotica in un remoto paesino pugliese, nel surreale contrasto tra due italie, una già in un futuro digitalizzato e l’altra ancora legata alla tangibile matericità dei dialetti e dei cibi. Un digital divide raccontato con intelligente umorismo.<br />
A parte questi momenti gradevoli, il film è un passo indietro nella creatività vanziniana, un momento di riflessione, una pausa di rilettura antropologica della Nazione.</p>
<p>Recensione a cura di Raffaele Rivieccio<br />
(<a href="http://www.binarioloco.it/">www.binarioloco.it</a>)</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
<p><strong></strong></p>
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		<title>Focaccia Blues</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2009/04/16/focaccia-blues/</link>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 19:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lino Banfi]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Placido]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Arbore]]></category>

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		<description><![CDATA[I 550 metri quadri del McDonald's di Altamura divorati in un sol boccone da una piccola bottega di pane]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2009)<br />
Uscita: 17 aprile 2009<br />
Regia: Nico Cirasola<br />
Cast: Dante Marmone, Luca Cirasola, Tiziana Schiavarelli<br />
Durata: 1 ora e 18 minuti<br />
Distribuito da: Pablo Bunker Lab</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/focaccia-blues.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-3904" title="focaccia-blues" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/focaccia-blues.jpg" alt="" width="499" height="375" /></a></p>
<p>Certe cose non accadono solo sullo schermo. E&#8217; il caso della storia della focacceria che ha messo in crisi McDonald&#8217;s. Proprio così, è tutto vero, e tanto incredibile che la vicenda è divenuta film.<br />
La scelta di realizzare una docu-fiction che alterna reale e immaginario appare vincente sin dall&#8217;inizio.</p>
<p>Accanto alla vicenda della chiusura del McDonald&#8217;s di Altamura, raccontata dagli abitanti del paese, si inserisce una storia d&#8217;amore tenera e genuina come una focaccia appena sfornata. Quella tra il fruttivendolo Dante (Dante Marmone) e la sua cliente Rosa (Tiziana Schiavarelli), che però ha un debole per il direttore del fast food, Manuel (Luca Cirasola). A questi si aggiunge un terzo intreccio caratterizzato dalle incursioni di due pugliesi DOC, Renzo Arbore e Lino Banfi. Altri due camei di tutto prestigio ce li regalano Michele Placido, nei panni di un proiezionista à la <em>Nuovo cinema Paradiso</em> e Nichi Vendola, in quelli di un esercente di una piccola monosala.</p>
<p><em>Focaccia Blues</em> è una pellicola tutta made in Puglia (dal regista al produttore, passando per gli sceneggiatori e il cast), che ha però il pregio di portare avanti una battaglia che va ben oltre i confini della regione. Contro tutto ciò che è standardizzato, finto e insapore. La focaccia rappresenta l&#8217;ultimo baluardo della diversità, della possibilità di scelta e di mancata omologazione che pian piano sembra risucchiare tutto e tutti. I cittadini di Altamura hanno vinto la loro battaglia, ora rimane da vincere la guerra, a colpi di gusto e fantasia. Una cosa è certa, uscirete dal cinema affamati!</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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