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	<title>Movielicious &#187; Lisa Allen</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Louisiana (The Other Side)</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2015 07:04:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[James Lee Miller]]></category>
		<category><![CDATA[Lisa Allen]]></category>
		<category><![CDATA[Louisiana]]></category>
		<category><![CDATA[Mark Kelley]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Minervini]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il passaggio a Cannes, arriva anche in sala sale il toccante documentario di Roberto Minervini sull'altra]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> Scheda</strong><br />
(Italia, Francia, 2015)<br />
Uscita: 28 maggio 2015<br />
Regia: Roberto Minervini<br />
Con: Mark Kelley, Lisa Allen, James Lee Miller<br />
Durata: 1 ora e 32 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/louisiana_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42860" title="louisiana_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/louisiana_slide.jpg" alt="" width="500" height="337" /></a></p>
<p>Nella Louisiana del nord, in un territorio invisibile posto ai margini della società, c&#8217;è un&#8217;intera comunità che vive sul sottile confine che separa l&#8217;illegalità dall&#8217;anarchia.<br />
Ci sono Mark e Lisa, fidanzati uniti più dalla comune passione per la roba che non dall&#8217;amore reciproco.<br />
Ci sono donne incinte che si esibiscono in squallidi strip club pur di rimediare i pochi spiccioli necessari per un buco e adolescenti cresciuti a (poco) pane e (troppa) metanfetamina.<br />
Ci sono poi i vecchi, memoria storica di un passato così cupo da non permettere loro nemmeno il ricorso ad una qualsiasi forma di nostalgia per i &#8220;bei vecchi tempi&#8221;.<br />
E c&#8217;è un&#8217;organizzazione paramilitare impegnata a indottrinare i cittadini sull&#8217;uso delle armi in difesa di un ipotetico attacco orientale agli Stati Uniti.<br />
Tra le pieghe di questa umanità nascosta si aprono gli abissi dell&#8217;America di oggi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/louisiana-documentario-2015.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42861" title="louisiana-documentario-2015" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/louisiana-documentario-2015.jpg" alt="" width="500" height="309" /></a></p>
<p>Dopo gli applausi a scena aperta tributatigli a Cannes, dove era presente nella sezione <em>Un Certain Regard</em>, arriva nelle nostre sale il nuovo documentario di <strong>Roberto Minervini</strong>. L&#8217;autore, conclusa la trilogia texana (<em>The Passage</em>, <em>Low Tide</em> e<em> Stop the Pounding Heart</em>), prosegue il suo viaggio dentro il cuore più nero dell&#8217;America, quello che solo di rado trova spazio al cinema e che, paradossalmente, risulta essere il più utile per ragionare sullo stato delle cose oltreoceano.<br />
Minervini conosce benissimo la realtà statunitense, avendoci vissuto a lungo e sa che il nucleo più forte dell&#8217;elettorato americano non è a Washington né tantomeno nella ben più cinematografica New York, bensì in quelle sconfinate zone grigie in cui degrado, paura e disinformazione dettano legge.<br />
Proprio come in questa <strong><em>Louisiana</em></strong>, incredibilmente distante sia da Baton Rouge che da New Orleans, in cui ristagnano tutto l&#8217;odio e la rabbia verso una classe dirigente che sembra ostinarsi ad ignorarne l&#8217;esistenza.<br />
Seppure pieno di scene assai crude, la maggior parte delle quali mostrano i protagonisti del film mentre si distruggono letteralmente abusando di qualsiasi droga su cui riescano a mettere le mani, il momento più forte di <em>Louisiana</em> è, a conti fatti, una scena apparentemente ordinaria, che li mostra durante una cena, mentre parlano di Obama definendolo senza troppe perifrasi un &#8220;negro&#8221; e si augurano che Hillary Clinton possa diventare il prossimo Presidente degli Stati Uniti perché una donna, forse, potrebbe occuparsi anche di loro.<br />
E&#8217; qui, più o meno a metà film, che Minervini palesa la natura fortemente politica di un&#8217;opera che, fino a quel momento, era sembrata incentrata più sulla sfera intima dei diseredati che ne popolano i fotogrammi.</p>
<p>E&#8217; un film pieno di demoni<em> Louisiana</em>, che ha il coraggio di limitare al minimo sia l&#8217;intervento autoriale esterno che il ricorso a qualunque tipo di filtro morale. Sono i demoni privati di chi vive senza elettricità perché i soldi delle bollette preferisce spenderli in droga. Ma, per quanto questi diseredati possano indulgere in comportamenti borderline, proprio non ce la si fa a volergli male.<br />
Innanzitutto per la profonda lucidità che ognuno di loro mostra nell&#8217;autodefinirsi attraverso la messa in mostra di sé. E poi perché Mark, Lisa, Jim e ogni volto inquadrato dalla macchina da presa di Minervini sono la cartina al tornasole di un sistema sociale costruito attorno a promesse impossibili da mantenere e, se è giusto che ogni storia abbia il suo eroe, gli eroi di questa storia sono proprio loro.<br />
Lo sono già per il semplice fatto di esistere e resistere e, seppure ai margini, di non avere alcuna intenzione di arrendersi.<br />
Il nemico, inutile a dirsi, è il &#8216;diverso&#8217; inteso in ogni sua possibile declinazione, che sia uno straniero, un ricco o anche solo l&#8217;abitante di un altro quartiere. In questo senso il loro resistere, allo stesso tempo urlo di rabbia e richiesta di aiuto, è un atto pienamente politico.<br />
C&#8217;è un&#8217;infinita dolcezza anche nelle immagini più crude e disturbanti di questo magnifico documentario che ricorda certe canzoni di Springsteen (quelle di <em>Nebraska</em> e <em>The Ghost of Tom Joad</em> soprattutto) e che rappresenta davvero l&#8217;altro lato (quello più oscuro) dell&#8217;America per come siamo abituati a percepirla qui, alla periferia dell&#8217;Impero.<br />
Interessante inoltre che a mostrarlo, in maniera così lucida e poco accomodante, sia proprio uno straniero.<br />
Ecco, questo è un elemento sul quale sarebbe il caso di riflettere.</p>
<p><strong>Voto </strong>7,5</p>
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