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	<title>Movielicious &#187; Lisa Cholodenko</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 7 &#8211; Video</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 15:10:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Frances McDormand splendida in Olive Kitteridge. Poi Villa Touma, Near Death Experience e il giapponese]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_38640" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/olive-kitteridge.jpg"><img class="size-full wp-image-38640" title="olive-kitteridge" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/olive-kitteridge.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Richard Jenkins,Lisa Cholodenko e Frances McDormand </p></div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/IWec8YI2AqI?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/IWec8YI2AqI?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Nell&#8217;entusiasmo generale per il capolavoro di Martone, ci eravamo dimenticati di includere nel computo di ieri un altro dei grandi protagonisti della Mostra, la miniserie HBO <strong><em>Olive Kitteridge</em></strong>, che porta pure un pizzico di glamour a una giornata sempre interessante, ma decentrata rispetto alla Mecca del cinema e ai suoi succedanei.</p>
<div id="attachment_38641" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/francesmcdormand.jpg"><img class="size-full wp-image-38641" title="francesmcdormand" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/francesmcdormand.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Frances McDormand con il marito Joel Coen</p></div>
<p>Fluviale, fedelissimo adattamento dell&#8217;omonima raccolta di racconti di Elizabeth Strout premio Pulitzer per la narrativa nel 2009 e capitolo fra i più rappresentativi del romanzo americano di inizio secolo, è un&#8217;opera di ampissimo respiro e di insostenibile coinvolgimento trainata fondamentalmente da due registri, quello sarcastico e maniacale della sua protagonista, una <strong>Frances McDormand</strong> superba e capace di restituirci un personaggio uno dei più meschini e ripugnanti della pagina scritta contemporanea, e quello tenero e amorevole del marito Henry (lo straordinario <strong>Richard Jenkins</strong>, al culmine del suo registro patetico e una volta tanto personaggio di primo piano). Le quattro ore abbondanti di durata non conoscono cedimento, riarrangiano il materiale di partenza con un sapiente gioco di rimandi, ellissi e salti all&#8217;indietro e confermano il talento puro di <strong>Lisa Cholodenko</strong> &#8211; rivelatasi anche da noi con il bel <em>I ragazzi stanno bene</em> &#8211; come misurata e provetta direttrice d&#8217;attori (nell&#8217;ultimo episodio c&#8217;è spazio anche per un breve contributo di <strong>Bill Murray</strong>, lunare e stranito come non mai).</p>
<div id="attachment_38642" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/villa_touma.jpg"><img class="size-full wp-image-38642" title="villa_touma" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/villa_touma.jpg" alt="Villa Touma" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">Villa Touma</p></div>
<p>Continua, nel frattempo, lo stato di grazia della Settimana della Critica &#8211; che si sta lentamente imponendo come la sezione migliore della manifestazione &#8211; con l&#8217;intrigante <em>Villa Touma</em>, esordio nella fiction della documentarista quarantacinquenne <strong>Suha Arraf</strong>. La sua è una graziosissima, affascinante e imprevedibilmente crudele &#8220;cenerentolata&#8221; israelo-palestinese in gran parte chiusa nell&#8217;edificio che dà il titolo al film in cui il tempo è rimasto, fra ridicole formalità a base di matrimoni combinati e anacronistica etichetta, forzatamente fermo al 1967 grazie alla ferrea gestione di tre sorelle zitelle (<strong>Nisreen Faour</strong>, <strong>Ula Tabari</strong> e la splendida <strong>Cherien Debis</strong>, quest&#8217;ultima presente nelle Giornate degli Autori dello scorso anno con il suo <em>May in the Summer</em>).</p>
<div id="attachment_38643" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/neardeathexperience.jpg"><img class="size-full wp-image-38643" title="neardeathexperience" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/neardeathexperience.jpg" alt="Gustave Kervern, Michel Houellebecq e Benoit Delepine " width="500" height="351" /></a><p class="wp-caption-text">Gustave Kervern, Michel Houellebecq e Benoit Delepine </p></div>
<p>Nella sezione Orizzonti invece si impone una delle pellicole più esaltanti fra tutte quelle viste finora, forse la migliore extra-Concorso: si tratta di <strong><em>Near Death Experience</em></strong>, sortita nell&#8217;avanguardia degli autori di <em>Louise-Michel</em> <strong>Benoît Delépine </strong>e <strong>Gustave Kervern</strong><strong>. </strong>L&#8217;esperimento, girato gloriosamente in un digitale di men che mediocre qualità, segue l&#8217;allucinato e in grandissima parte solitario girovagare per le montagne della Provenza di un uomo di mezza età &#8211; nientemeno che il celeberrimo scrittore <strong>Michel Houellebecq</strong>, ridotto a uno stato pietoso -, impegnato in<strong> </strong>surreali tentativi di suicidio, transfert psicologici estremi, monologhi sui massimi sistemi, gare di biglie con vagabondi e raptus inopinati (già di culto il ballo tarantolato a ritmo di<strong> </strong><em>War Pigs</em><strong> </strong>dei Black Sabbath). Insopportabile o irresistibile a seconda delle disposizioni, è un <em>All is Lost</em> in versione concettuale, folle e sconclusionata che azzecca un tono a metà fra l&#8217;elegia e la parodia di quest&#8217;ultima, rapendo, ammaliando, sfidando e persino divertendo lo spettatore dall&#8217;inizio alla fine.</p>
<div id="attachment_38644" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/nobi.jpg"><img class="size-full wp-image-38644" title="nobi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/nobi.jpg" alt="Nobi" width="500" height="275" /></a><p class="wp-caption-text">Nobi</p></div>
<p>Il concorso si riapre con l&#8217;unico ospite nipponico della selezione, il febbrile war-movie <em>Nobi</em>, che riporta nel circuito maggiore il cineasta di culto <strong>Shinya Tsukamoto</strong> dopo la vittoria in Orizzonti con il precedente <em>Kotoko</em>: il film non è solo la versione per lo schermo del più acclamato libro di Sh?hei ?oka, ma il remake, anzi, la copia pedissequa del celebre adattamento del 1959 a opera di Kon Ichikawa da noi distribuito col titolo <em>Fuochi nella pianura</em> e si fatica ad immaginare la necessità di un rifacimento così inutile e intempestivo (allora Nagasaki e Hiroshima erano ancora ferite apertissime e la rappresentazione della guerra da parte dell&#8217;autore de <em>L&#8217;arpa birmana </em>era in anticipo di decenni sul resto), perdipiù di un antecedente già di per sé estremamente affine alle tematiche e al linguaggio tsukamotiano &#8211; e infatti la mano del creatore di <em>Tetsuo</em> sembra paradossalmente scorgersi più nell&#8217;originale.</p>
<p>Alla fine Tsukamoto sembra aver capito ben poco della materia, puntando tutto sugli usuali compiacimenti a base di ultraviolenza, dettagli splatter e sarcasmo e non riuscendo a trasmettere neanche per un attimo il sincero messaggio pacifista di Ichikawa o la sua atmosfera autenticamente malsana. <em>Nobi </em>è quindi un compitino superfluo e svolto pigramente, che conquisterà soltanto schiere di fan irriducibili dell&#8217;alfiere cyberpunk che della pietra miliare di oltre mezzo secolo fa non hanno evidentemente neanche sentito parlare.</p>
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