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	<title>Movielicious &#187; Luca Zingaretti</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Alla ricerca di Dory</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 06:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alla Ricerca di Dory]]></category>
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		<description><![CDATA[Non chiamatelo sequel di Nemo, perché è molto ma molto di più. La nostra recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Finding Dory, USA 2016)<br />
Uscita: 15 settembre 2016<br />
Regia: Andrew Stanton, Angus MacLane<br />
Con: Carla Signoris, Luca Zingaretti, Gabriele Meoni<br />
Durata: 1 ora e 43 minuti<br />
Distribuito da: Walt Disney Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Finding_Dory.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53967" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Finding_Dory.jpg" alt="Finding_Dory" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Raro esempio di sequel che è però anche uno spin-off, <em><strong>Alla ricerca di Dory</strong></em> si svolge tre anni dopo i fatti narrati in <em>Alla ricerca di Nemo</em> e si concentra su un personaggio che, in quel film, assolveva la funzione di puro elemento comico.<br />
Quel pesce chirurgo affetto da continui vuoti di memoria &#8211; Dory per l’appunto &#8211; che un vago quanto improvviso flashback della propria infanzia spinge a intraprendere una nuova avventura nei fondali oceanici alla ricerca dei genitori perduti (e dimenticati) tanti anni prima.<br />
Ad accompagnarla &#8211; in una coraggiosa inversione del rapporto fra protagonisti &#8211; ci sono sempre Merlin e suo figlio <strong>Nemo</strong>, spalla che ha qui il sapore di un adorabile contrappasso emotivo, anche se, questa volta, la disabilità da superare non è più di natura fisica (la pinna atrofica del piccolo Nemo) ma addirittura neurologica.<br />
È assai arduo infatti anche solo pensare di poter cercare qualcuno mentre una serie continua di amnesie ti portano a dimenticare persino chi stai cercando.<br />
Ecco dunque che il viaggio, da ricerca di qualcuno, si trasforma ben presto in una tenera e rocambolesca ricerca di sé e del proprio tempo perduto di cui è sinceramente difficile non innamorarsi all’istante.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Finding_Dory_2.jpeg"><img class="alignnone size-large wp-image-53968" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/09/Finding_Dory_2-1024x576.jpeg" alt="Finding_Dory_2" width="1024" height="576" /></a></p>
<p><em><strong>Alla ricerca di Dory</strong></em> rappresenta così il terzo centro pieno in poco meno di un anno per la Disney (dopo due capolavori come <em><a href="http://www.movielicious.it/2015/09/14/inside-out/" target="_blank">Inside Out</a></em> e <em><a href="http://www.movielicious.it/2016/02/16/zootropolis-recensione/" target="_blank">Zootropolis</a></em>) oltre a essere un autentico colpo al cuore per chiunque.<br />
Un film <strong>tecnicamente magnifico</strong>, che finge di adagiarsi su uno dei maggiori successi commerciali della casa madre per spingersi in realtà ben oltre. Laddove infatti <em><strong>Alla ricerca di Nemo</strong></em> rappresentava l’ennesima, sebbene riuscitissima, declinazione di un coming of age di cui ormai alla Disney sono maestri indiscussi, con questo sequel si ha la netta impressione di trovarsi al cospetto di un’opera ben più complessa e concettuale, in cui il discorso sull’accettazione e il conseguente superamento dei propri limiti cede ben presto il passo a una riflessione nient’affatto scontata sull’importanza della <strong>memoria</strong>.<br />
L’impianto drammaturgico è quasi sperimentale, con la storia che procede per ellissi e i personaggi di contorno (occhio allo scorbutico polpo Hank e al beluga con problemi di geolocalizzazione, due classici istantanei) a fungere da stampella mnemonica per la protagonista e, al contempo, da asse temporale all’intero film.</p>
<p>Un film che punta dritto al cuore, dispensando in maniera chirurgica risate e commozione fin dalla sua primissima e toccante scena. Pur mancando dell’elemento di novità del primo film, <em><strong>Alla ricerca di Dory</strong></em> gli risulta alla fine addirittura superiore, e non solo grazie alle  innumerevoli innovazioni tecnologiche intercorse negli ultimi tredici anni, ma soprattutto perché figlio della maggiore e più sottile sofisticazione con cui ormai da anni la <strong>Disney</strong> costruisce meccanismi a più livelli, perfettamente fruibili sia da un pubblico adulto che bambino. Perché, sotto la superficie dichiaratamente pedagogica di un’opera che è comunque un gioioso inno all’accettazione di sé e dei propri difetti, c’è anche un chiaro invito a perdersi (onde poi ritrovarsi, è ovvio) che non può lasciare indifferenti e che fa il paio con la nascita della malinconia così mirabilmente descritta in <em>Inside Out</em>.<br />
A quel punto l’oceano coi suoi abissi smette la sua funzione di mero fondale per diventare  un vero e proprio luogo dell’anima, in cui il mostro peggiore in cui ci si possa imbattere non è neanche fisico ma ben più subdolo e immateriale e più o meno coincide con l’incapacità di mettersi in gioco, di uscire dall’acquario in cui si è immersi e provare un senso di appartenenza che vada oltre il colore delle proprie squame.<br />
Ecco, forse il torto maggiore che si potrebbe fare a questo film non è nemmeno il non andare a vederlo, quanto il valutarlo come semplice sequel di un blockbuster.<br />
Perché <em><strong>Alla ricerca di Dory</strong> </em>è senza alcun dubbio molto di più.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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		<title>Le vacanze del piccolo Nicolas</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2015 10:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dominique Lavanant]]></category>
		<category><![CDATA[Kad Merad]]></category>
		<category><![CDATA[Laurent Tirard]]></category>
		<category><![CDATA[Le vacanze del piccolo Nicolas]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Zingaretti]]></category>
		<category><![CDATA[Valérie Lemercier]]></category>

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		<description><![CDATA[Seconda pellicola tratta dai racconti di René Goscinny che riprende quel mondo a tinte sature, ironico]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Les vacances du petit Nicolas, Francia 2013)<br />
Uscita: 16 aprile 2015<br />
Regia: Laurent Tirard<br />
Con: Valérie Lemercier, Kad Mérad, Dominique Lavanant, Luca Zingaretti<br />
Durata: 1 ora e 37 minuti<br />
Distribuito da: Bim</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/nicolas_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42232" title="nicolas_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/nicolas_1.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Il mondo visto ad altezza di bambino.<br />
Questa sostanzialmente la novità apportata alla letteratura per ragazzi nel 1960 da <strong>René Goscinny </strong>(indimenticato autore di <em>Lucky Luke</em> e, insieme al disegnatore Uderzo, di <em>Asterix</em>) con la serie di racconti che vedevano per protagonista il piccolo Nicolas.<br />
Le sue avventure sono raccontate infatti tutte in prima persona, adottando il punto di vista e gli strumenti stilistici di un bambino delle scuole elementari.<br />
Nonostante siano stati tradotti anche in Italia &#8211; con le petit Nicolas che diventava semplicemente Nicolino &#8211; i libri di Goscinny non hanno mai attecchito qui da noi, dove in quegli stessi anni imperversava Giamburrasca nella sua riduzione televisiva firmata Lina Wertmuller, mentre in Francia vengono considerati &#8211; così come il suo autore &#8211;  un vero e proprio caposaldo dell&#8217;editoria per l&#8217;infanzia.<br />
Stupì quindi che si fosse aspettato così tanto per vederne realizzata una trasposizione cinematografica, quando nel 2009 <em>Il piccolo Nicolas e i suoi genitori </em>fece la sua comparsa in sala, soprattutto alla luce del milione di euro incassato dal film solo nel primo giorno di programmazione.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/nicolas_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42233" title="nicolas_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/nicolas_2.jpg" alt="" width="500" height="282" /></a></p>
<p>Visto il successo in patria, l&#8217;idea di un sequel non deve essersi fatta attendere più di tanto ed eccoci dunque a parlare de <em>Le vacanze del piccolo Nicolas</em>.<br />
Il film prende le mosse dal tanto agognato ultimo giorno di scuola e dalla partenza di Nicolas e dei suoi genitori (i bravissimi <strong>Kad Mérad</strong> e <strong>Valérie Lemercier</strong>), con petulante e antipaticissima nonna al seguito, alla volta del mare, presso un albergo dove sembra essersi dato appuntamento un microcosmo di personaggi bislacchi, resi ancora più esilaranti una volta filtrati attraverso la lente immaginifica di un bambino.<br />
Il primo e più evidente scarto rispetto al primo film della serie consiste proprio in uno spostamento dell&#8217;area di attenzione dal mondo dei bimbi stricto sensu a quello degli adulti, visto però dal basso.<br />
Mentre affronta le gioie e i timori del suo primo &#8220;amorino&#8221;, Nicolas assiste infatti, incuriosito più che turbato, ai continui battibecchi tra il padre e la nonna e alla avance che un sedicente produttore cinematografico italiano (un divertente e divertito <strong>Luca Zingaretti</strong>) riserva alla madre.<br />
Intanto, lasciata l&#8217;abituale combriccola a Parigi, il bambino si fa dei nuovi compagni di avventura: Blaise che è il figlio dei proprietari dell&#8217;albergo, l&#8217;inglese Djodjo e il piccolo Crépin che non riesce a frenare il pianto di fronte a qualsiasi possibile avvenimento.</p>
<p><em>Le vacanze del piccolo Nicolas</em> è, come il suo predecessore, un film adorabilmente classico.<br />
Un gioiellino di leggerezza infantile che fa bene sia agli occhi che al cuore e che l&#8217;ampliamento dello spettro di cui si parlava poc&#8217;anzi rende una visione piacevolissima anche per un pubblico più adulto.<br />
L&#8217;estrema leggerezza dei fatti narrati è contrappuntata da una notevole cura per le immagini e da una ricostruzione quasi maniacale dei Sixties (le riviste sfogliate in spiaggia dagli adulti sono originali) che a tratti quasi inganna, dando la sensazione di assistere a un film dell&#8217;epoca.<br />
L&#8217;ingenuità e la monodimensionalità insistita dei personaggi, evidentemente mutuate dalla matrice letteraria, lungi dall&#8217;essere un limite, rendono il film un esempio di intrattenimento delicato e privo di ammiccamenti a qualsiasi cosa sia successa negli ultimi cinquant&#8217;anni.<br />
Se a questo si aggiunge una pulizia di fondo, merce sempre più rara anche nelle produzioni per l&#8217;infanzia, non si può fare altro che voler bene questo film così poco cool e fuori dal tempo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Il comandante e la cicogna</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 06:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Binario Loco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Alba Rohrwacher]]></category>
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		<category><![CDATA[Luca Zingaretti]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Soldini]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Mastandrea]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2012)<br />
Uscita: 18 ottobre 2012<br />
Regia: Silvio Soldini<br />
Con: Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston<br />
Durata: 1 ora e 48 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/il-comandante-e-la-cicogna.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28926" title="il-comandante-e-la-cicogna" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/il-comandante-e-la-cicogna.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Le statue parlano, in particolare quella di Garibaldi, il Comandante per antonomasia. Le cicogne volano per i cieli di città italiane volutamente imprecisate, fra le quali si riconosce Torino, e fino ai rifugi delle montagne svizzere. Nonostante alcune interessanti idee di fondo ed il tentativo di caratterizzare in modo originale certi personaggi, taluni più riusciti – come quello interpretato da Giuseppe Battiston, Amanzio, ispirato ad un cugino un po’ matto della co-sceneggiatrice preferita da Soldini, Doriana Leondeff, di origine bulgara – talaltri così forzatamente eccentrici da risultare stucchevoli, l’ultimo film di Silvio Soldini, Il Comandante e la Cicogna, non apporta novità di rilievo al panorama del cinema italiano, riproducendo dispositivi e schemi già visti, punteggiati da un vago, a tratti saccente, moralismo.</p>
<p>Non che le statue non dicano la verità sul malcostume italiano, la corruzione dei politici e la disfatta nazionale dell’etica, ma tutto è troppo ‘dichiarato’; mentre Garibaldi si bisticcia col monumento di Ciarrapico (‘quante persone più autorevoli meriterebbero una statua in questo Paese…’, sentenzia il Comandante) ed il busto di Leopardi cita malinconici versi, la vita dei protagonisti è destinata ad imprevedibili/prevedibili incroci, e si snoda sotto il sole di un’affannata quotidianità, tra artisti squattrinati con affitti da pagare (Alba Rorhwacher), avvocati di specchiata immoralità (Luca Zingaretti) pronti a truffare chiunque per scagionare gli amici mafiosi, un ingenuo idraulico (Valerio Mastandrea) alle prese con figli adolescenti e con la moglie morta (Claudia Gerini, colpita dal remo di un pattino, ogni notte compare nel salotto di casa e sniffa caffè); figli adolescenti alle prese con le proprie crisi di crescita e con genitori sull’orlo di crisi di nervi; lavoratori stranieri, ormai romanizzati, ma ancora in cerca d’identità.</p>
<p>“Dopo due film più seri – afferma  il regista – ho cercato di ritrovare un po&#8217; di leggerezza ed ironia. Volevo dire qualcosa sulla situazione del momento in un modo più diretto, e l’idea delle statue mi è venuta sul treno. Invece la cicogna dà uno sguardo al film dall’alto: volevo volare al di sopra di tutto con poesia ed ironia, mentre sotto si dipana ogni tipo di vicenda. Ho scelto di non definire la città dove si svolge la storia e di utilizzare piazze e città immaginarie in cui ho posizionato le statue dove mi veniva comodo, anche per le difficoltà di girare le scene con le statue che dialogano tra loro. Fra i protagonisti ci sono sia personaggi sì equivoci, come l’avvocato, ma sia persone pure, portatrici di quei valori che si vanno perdendo”.</p>
<p>Le voci delle statue sono affidate a Pierfrancesco Favino (Garibaldi), Gigio Alberti (Cazzaniga), Neri Marcoré (Giacomo Leopardi e Leonardo Da Vinci) e tutto il cast merita da solo, per impegno, professionalità ed abilità nell’apprendere un mélange di lingue e dialetti italiani attestanti le diverse provenienze dei protagonisti, che il film venga visto, senza nutrire però le aspettative di commedia ispirata come altre firmate da Soldini nel recente passato.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
<p>Recensione a cura di Elisabetta Colla<br />
(<a href="http://www.binarioloco.it/">www.binarioloco.it</a>)</p>
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		<title>La kryptonite nella borsa</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 22:33:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Ivan Cotroneo]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti pazzi per Ivan Cotroneo, che ricomincia dalla sua Napoli e confeziona un esordio alla regia col]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id., Italia 2011)<br />
Uscita: 4 novembre 2011<br />
Regia: Ivan Cotroneo<br />
Con: Luigi Catani, Valeria Golino, Luca Zingaretti<br />
Durata: 1 ora e 38 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/la-kryptonite-nella-borsa.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23392" title="la-kryptonite-nella-borsa" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/la-kryptonite-nella-borsa.jpg" alt="" width="500" height="334" /></a></p>
<p>Doveva accadere prima o poi. Doveva accadere che uno come Ivan Cotroneo, uno di quelli che la scrittura ce l&#8217;ha nel sangue, avrebbe puntato a dirigerlo un film, oltre che a scriverlo. E così l&#8217;autore di talk show di successo come<em> L&#8217;ottavo nano </em>e <em>Parla con me</em>, e di sceneggiature riuscite (da <em>Mine Vaganti</em> di Ozpetek a <em>Tutti pazzi per amore</em>, la serie TV che ha portato una ventata d&#8217;aria fresca nel mondo della fiction made in Italy) ha esordito alla regia con<em> La kryptonite nella borsa</em>, presentato In Concorso all&#8217;ultimo Festival di Roma. La pellicola, tratta dal romanzo omonimo scritto dallo stesso Cotroneo ed edito da Bompiani nel 2007, è una summa di tutti quegli elementi cari al fantasioso Ivan, che riesce nell&#8217;intento di ottimizzare gli ingredienti a sua disposizione per fare in modo di scontentare il minor numero di spettatori possibile.</p>
<p>Napoli, 1973. Peppino (Luigi Catani) ha nove anni, una famiglia traboccante e piuttosto scombinata e un cugino più grande, Gennaro, che si crede Superman, tanto da andarsene in giro con una tuta di lana blu e e una matellina rosa da parrucchiere sulle spalle. Le giornate di Peppino si dividono tra il mondo folle e strampalato dei due giovani zii fricchettoni Titina (Cristiana Capotondi) e Salvatore (Libero De Rienzo) che gli fanno conoscere la &#8220;Swinging Naples&#8221; fatta di balli di piazza, feste e collettivi femminili, e la sua casa dove la mamma (Valeria Golino) si è chiusa in un silenzio incomprensibile, mentre suo padre (Luca Zingaretti) cerca di distrarlo regalandogli dei pulcini. Quando però Gennaro muore improvvisamente, Peppino si troverà a dover affrontare la sua infanzia problematica inventandosi un amico immaginario-supereroe, ricalcato sul ricordo del cugino-Superman.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-23393" title="2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2011/11/2.jpg" alt="" width="500" height="338" /></a></p>
<p>Cotroneo è uno che sa fare il suo mestiere, e, ancora di più, conosce perfettamente le esigenze del pubblico. Sa meglio di chiunque altro che se hai un film ben scritto, il resto della strada è in discesa. Così fa quello che sa fare meglio, cioè scrivere una sceneggiatura fantasiosa e ben strutturata, condita da qualche retaggio di quando era bambino, colorata e imprevedibile, che al cinema funziona, ecccome. Un cast di attori napoletani bene assortiti, fatta eccezione per i protagonisti Luca Zingaretti, Valeria Golino, Libero De Rienzo e Cristiana Capotondi, e una colonna sonora d&#8217;eccezione (che include brani come <em>Quand’ero piccola</em> di Mina e <em>Life on Mars</em> di David Bowie) chiude la lista degli ingredienti segreti per confezionare un film di sicuro buon esito.</p>
<p>Nessuna alchimia segreta, dunque, dietro il successo di questo talentuoso sceneggiatore che ha trovato il modo di piacere lasciandosi andare più degli altri e non ponendo alcun limite alla propria fantasia. Il risultato finale è un prodotto impacchettato con cura, furbo e ben indirizzato a un pubblico il più eterogeneo possibile. In fondo i continui rimandi alla cultura pop e i personaggi che di punto in bianco prendono e si mettono a ballare, sono tutti mezzi leciti per far sorridere e divertire il pubblico che, ne siamo certi, dopo aver visto <em>La kryptonite nella borsa</em>, tornerà a casa saltellando e fischiettando, pieno di buoni propositi.</p>
<p>Voto 7</p>
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		<title>Venezia: il Risorgimento di Martone</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 08:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[E la resistenza degli spettatori sopravvissuti agli oltre duecento minuti di Noi credevamo...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/mario-martone-e-francesca-inaudi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16407" title="mario-martone-e-francesca-inaudi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/mario-martone-e-francesca-inaudi.jpg" alt="" width="500" height="326" /></a></p>
<p>La settima giornata della 67° edizione del Festival è stata letteralmente monopolizzata da <em>Noi credevamo</em>, pellicola diretta da Mario Martone (<em>Morte di un matematico napoletano, L&#8217;odore del sangue</em>) che dipinge un ponderoso affresco sul Risorgimento italiano. Divisa in quattro epidosi, la pellicola segue il destino di tre ragazzi dell&#8217;Italia del sud, unitisi alla Giovine Italia mazziniana. E&#8217; uno sguardo freddo e disilluso quello con cui Martone minimizza e ridimensiona alcuni personaggi chiave della storia di quel periodo come Giuseppe Mazzini (Toni Servillo) o Francesco Crispi (Luca Zingaretti), rileggendo in chiave di lotta di classe gli avvenimenti che hanno portato all&#8217;unità d&#8217;Italia. Durante la conferenza stampa, Martone ha descritto così il suo Mazzini: &#8220;Non c&#8217;è una sola parola che Mazzini pronuncia nel film che non derivi dai suoi scritti. Questo aspetto terroristico, perchè così veniva definito del resto Mazzini dalle polizie di tutta Europa ma anche da Marx ed Engels, non è un&#8217;invenzione mia nè di Giancarlo de Cataldo (che ha sceneggiato il film insieme con Martone), ma è qualcosa che appartiene alla storia. Naturalmente Mazzini è un personaggio immenso e quindi lungi da me l&#8217;idea di ridurlo solo a terrorista. È stato un uomo che ha saputo immaginare l&#8217;Italia unita in anni in cui era inconcepibile. Certo, la lotta così lunga, l&#8217;ostinazione per il credo repubblicano, una forma di mistica religiosa nella forma della lotta, è innegabile. Ma d&#8217;altronde fare un Paese è un processo doloroso. Abbiamo cercato di raccontarlo, anche perchè la stragrande maggioranza di noi non sa nulla su come è nata l&#8217;Italia ma sa tutto su come sono nati gli Stati Uniti grazie ai film western&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/luigi-lo-cascio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16408" title="luigi-lo-cascio" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/luigi-lo-cascio.jpg" alt="" width="264" height="396" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/francesca-inaudi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16409" title="francesca-inaudi" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/francesca-inaudi.jpg" alt="" width="263" height="396" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/luca.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-16410" title="luca" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/09/luca.jpg" alt="" width="522" height="329" /></a></p>
<p>Sul tappeto rosso, ieri sera, hanno sfilato il regista la protagonista femminile Francesca Inaudi e il resto del cast. Particolarmente applauditi Luca Zingaretti e Luigi Lo Cascio.</p>
<p>Per oggi il Concorso prevede due pellicole: il francese <em>Black Venus</em> di Abdel Kechiche e il greco <em>Attenberg </em>di Athina Rachel Tsangari. Ma c&#8217;è grande attesa per <em>Sorelle mai</em>, di Marco Bellocchio, che sarà presentato Fuori Concorso. E a mezzanotte arriva <em>Zebraman</em>, film del 2004 del visionario regista Takashi Miike, omaggio alle serie televisive giapponesi degli anni sessanta.</p>
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