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	<title>Movielicious &#187; Maccio Capatonda</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Omicidio all’Italiana, primo teaser del film di Maccio Capatonda</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2017 07:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Herbert Ballerina]]></category>
		<category><![CDATA[Ivo Avido]]></category>
		<category><![CDATA[Maccio Capatonda]]></category>
		<category><![CDATA[Marcello Macchia]]></category>
		<category><![CDATA[Omicidio all’Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Sabrina Ferilli]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel cast l'immancabile Herbert Ballerina insieme a Sabrina Ferilli. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/omicidio-all-italiana.jpg"><img class="alignnone wp-image-55123" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/01/omicidio-all-italiana-1024x511.jpg" alt="omicidio-all-italiana" width="650" height="325" /></a></p>
<p><em>Uno strano omicidio sconvolge la vita sempre uguale di Acitrullo, sperduta località dell’entroterra abruzzese.</em><br />
<em>Quale occasione migliore per il sindaco (Maccio Capatonda) e il suo vice (Herbert Ballerina) per far uscire dall’anonimato il paesino? Oltre alle forze dell’ordine infatti, accorrerà sul posto una troupe del famigerato programma televisivo “Chi l’acciso?”, condotto da Donatella Spruzzone (Sabrina Ferilli). Grazie alla trasmissione e all’astuzia del sindaco, Acitrullo diventerà famosa in men che non si dica.</em><br />
<em>Ma sarà un efferato crimine o un… omicidio a luci grosse??</em></p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/U8YnZvbH5jM" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>Arriverà nei cinema il 2 marzo <em><strong>Omicidio all’Italiana</strong></em>, il nuovo film di <strong>Marcello Macchia</strong>, meglio noto come <strong>Maccio Capatonda</strong>. Nel cast della pellicola anche <strong>Herbert Ballerina</strong> (Luigi Luciano), <strong>Ivo Avido</strong> (Enrico Venti) e <strong>Sabrina Ferilli</strong>.</p>
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		<title>Angry Birds – Il film</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/06/09/angry-birds-il-film-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2016 12:13:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Cattelan]]></category>
		<category><![CDATA[Angry Birds – Il film]]></category>
		<category><![CDATA[Clay Kaytis]]></category>
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		<category><![CDATA[Maccio Capatonda]]></category>
		<category><![CDATA[Rovio]]></category>

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		<description><![CDATA[ Dopo aver campeggiato sui nostri smartphone, Red, Chuck e Bomb arrivano anche nelle sale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Angry Birds, USA 2016)<br />
Uscita: 15 giugno 2016<br />
Regia: Clay Kaytis, Fergal Reilly<br />
Con le voci di: Maccio Capatonda, Alessandro Cattelan, Francesco Pannofino<br />
Durata: 1 ora e 37 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Angry_Birds_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53299" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Angry_Birds_1.jpg" alt="Angry_Birds_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>“<em>Un gruppo di uccelli arrabbiati vuole vendicarsi con dei maialini verdi colpevoli di aver rubato loro le uova per cibarsene. Si armano così di fionda e si lanciano contro i nemici per eliminarli.</em>”<br />
(Wikipedia)</p>
<p>Questa la meccanica alla base del giochino <strong>Angry Birds</strong>, rilasciato verso la fine del 2009 dall’azienda finlandese <strong>Rovio</strong>, e più o meno è anche la trama del film che da quello stesso giochino è tratto.<br />
Dico ‘più o meno’ perché, in realtà, parlare di trama forse è esagerato.<br />
C’è da dire che, data anche la natura estremamente basica del gioco in questione, costruirci attorno un’ora e mezza di film era impresa tutt’altro che semplice.<br />
Gli autori d’altronde, dopo essersi dibattuti tra la possibilità di costruire un universo narrativo inedito e indipendente dalla sua matrice videoludica o sposare in toto la bidimensionalità testuale del progetto originario (come del resto già fatto con la serie animata del 2013), devono aver deciso di tenersi esattamente a metà strada.<br />
Ecco quindi che a una prima parte del film che spiega come nasca l’acredine tra <strong>uccellini</strong> e <strong>maiali verdi</strong>, ne segue una seconda in cui si passa allo scontro vero e proprio, sostanzialmente una versione dotata di maggiore spessore tecnico del gioco.<br />
Questo non sarebbe neanche un male, se non fosse che a funzionare di più è proprio questa seconda parte, meno narrativa, a scapito di un prologo che invece risulta assai meno interessante.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Angry_BIrds_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53300" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Angry_BIrds_2.jpg" alt="Angry_BIrds_2" width="640" height="345" /></a></p>
<p>E se è pur vero che un progetto del genere nasce e vive esclusivamente nell’ottica di una fruizione “bambina”, c’è però da dire che la concorrenza (leggi pure Disney) ha ormai da tempo sdoganato il preconcetto che vuole che un prodotto per l’infanzia debba per forza rinunciare alla possibilità di essere, nel contempo, anche un buon film.<br />
Qui, invece, se prescindiamo da un incipit che è più o meno lo stesso dai tempi di <em>Dumbo</em>, ossia l’emarginazione del diverso,  e da una rivalutazione dell’ira come sentimento non da bandire quanto piuttosto da incanalare (concetto a cui arrivava prima e infinitamente meglio lo straordinario<a href="http://www.movielicious.it/2015/09/14/inside-out/" target="_blank"><em> Inside Out</em></a>) ciò che rimane è un’avventura oltremodo naif supportata da una qualità tecnica sì inappuntabile ma nient’affatto stupefacente.<br />
E, si badi bene, il paragone non va fatto solo con l’universo Disney &#8211; ché sarebbe ingeneroso – ma anche considerando lo scarto con film come i dittici di <a href="http://www.movielicious.it/2014/08/13/dragon-trainer-2/" target="_blank"><em>Dragon Trainer</em></a> e <em>Hotel Transylvania</em>, sintesi di gran lunga più riuscite nel bilanciare suggestioni infantili e entertainment anagraficamente trasversale.</p>
<p>L’impressione è che gli autori di <em>Angry Birds</em> avessero più urgenza di sfruttare un brand commerciale noto a chiunque che non di creare un mondo a sé, eventualmente sviluppabile in uno o più sequel.<br />
Resta il fatto che parlarne male è oggettivamente difficile. Perché, come già detto, il film è ben fatto ed è improbabile che i bambini possano non ridere della tenera goffaggine di <strong>Red</strong>, <strong>Chuck</strong> e <strong>Bomb</strong>.<br />
Il problema semmai riguarda più noi adulti, abituati troppo bene da decenni in cui la Pixar è sembrata quasi più preoccupata di impressionare le generazioni più cresciute che non quello che, di fatto, resta il pubblico di riferimento di qualsiasi film d’animazione.<br />
La curiosità adesso è capire come un piccolo spettatore sia capace di valutare <em><strong>Angry Birds</strong></em> dopo aver visto, non più di tre mesi fa, un capolavoro come <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/16/zootropolis-recensione/" target="_blank"><em>Zootropolis</em></a>.<br />
Animali antropomorfi a parte.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Italiano medio</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2015 15:25:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Herbert Ballerina]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano medio]]></category>
		<category><![CDATA[Maccio Capatonda]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo anni di sketch, ecco il filMaccio: cattivo, scorretto e demenziale. La recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 29 gennaio 2015<br />
Regia: Maccio Capatonda<br />
Con: Maccio Capatonda, Herbert Ballerina, Rupert Sciamenna<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/italiano_medio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40812" title="italiano_medio" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/italiano_medio.jpg" alt="" width="500" height="209" /></a></p>
<p>Giulio Verme (<strong>Maccio Capatonda</strong>) cresce all&#8217;ombra di due genitori teledipendenti e, una volta adulto, diventa per contrasto un idealtipo di cittadino consapevole, che rigetta qualunque forma di disimpegno per sposare le cause più disparate, dalla generica salvaguardia dell&#8217;ambiente alla tutela del babbuino.<br />
Ma più di tutto Giulio è letteralmente ossessionato dall&#8217;idea di sporcizia, reale e metaforica, che infesta la società.<br />
Il suo sdegno verso il malcostume e l&#8217;involgarimento generale ha raggiunto un tale parossismo da impedirgli di prendere alcuna iniziativa. In Giulio tutto si risolve in una logorrea disfattista che mina tutti i suoi rapporti sociali, da quelli con i vicini di casa alla relazione con Franca, costretta a guardare programmi trash di nascosto per non incorrere nelle sue ire.<br />
L&#8217;incontro casuale con l&#8217;amico d&#8217;infanzia Alfonzo (<strong>Herbert Ballerina</strong> e il nome non sembri un refuso) e l&#8217;assunzione di una pillola che riduce l&#8217;utilizzo del cervello dall&#8217;usuale 20% ad un misero 2%, trasformano Giulio in un altro idealtipo, quello dell&#8217;italiano medio più ignorante e vizioso che si possa immaginare, dedito esclusivamente al culto dell&#8217;apparenza e del tutto insensibile a qualsiasi tipo di istanza sociale.<br />
Lo scollamento comportamentale tra questi due antitetici Giulio Verme avrà conseguenze inaspettate.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/maccio-capatonda-italiano-medio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40813" title="maccio-capatonda-italiano-medio" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/maccio-capatonda-italiano-medio.jpg" alt="" width="500" height="283" /></a></p>
<p>Il rischio maggiore nel passaggio di Marcello Macchia (alias Maccio Capatonda) dal formato breve dei suoi esilaranti finti trailer (<em>L&#8217;uomo che usciva la gente</em>, per citarne solo uno) e della serie TV <em>Mario</em> all&#8217;atteso lungometraggio, era che la scatenata vis comica dell&#8217;autore potesse non adattarsi perfettamente a un minutaggio maggiore e perdere così qualcosa in termini di sia di immediatezza che di mordente.<br />
Alla luce del risultato finale, tale preoccupazione non era da considerarsi poi così peregrina.<br />
Le intuizioni di Capatonda infatti, nell&#8217;arco dei 100 minuti di durata del film, tendono a livellarsi fino a suggerire l&#8217;effetto che potrebbe dare la visione in rapida sequenza di tutto il suo materiale pregresso.<br />
Si ha come l&#8217;impressione, in altre parole, che il neo-regista abbia confidato troppo nel potere dei singoli personaggi (la maggior parte dei quali tra l&#8217;altro già noti) senza premurarsi di costruire una solida cornice filmica all&#8217;interno della quale inserirli, finendo con l&#8217;inanellare una serie di gag anche molto riuscite se prese singolarmente, ma meno performanti di quanto era lecito aspettarsi, una volta giustapposte.<br />
Questo per quanto riguarda la visione d&#8217;insieme.<br />
E per dire che, qualora ci si fosse aspettati da Maccio Capatonda, un netto upgrading rispetto ai suoi standard televisivi, ciò non accade o accade solo in parte.</p>
<p>E&#8217; però anche doveroso sottolineare come il film assolva pienamente alla sua funzione primaria riuscendo a divertire a livelli ai quali la quasi totalità delle commedie italiane non riesce nemmeno ad avvicinarsi.<br />
La lucida cattiveria con cui l&#8217;autore fustiga le derive più volgari della televisione e della società in generale non accenna ad alleggerirsi nemmeno in virtù di quello che poteva essere un facile veicolo per un ipotetico ampliamento del proprio pubblico di riferimento e questo, al di là delle critiche, è comunque una garanzia della buona fede e della genuinità che informano il progetto.<br />
Italiano medio è lontano anni luce  sia dalle stanche e reiterate macchiette di Aldo, Giovanni e Giacomo che dal cerchiobottismo populista di Checco Zalone che pur stigmatizzando, incarnandolo appieno, lo stesso stereotipo negativo di italiano medio, diventa idolo di quella stessa categoria di persone che non si accorge di essere rappresentata.<br />
Ecco, Capatonda se non altro ha il merito di essere talmente esplicito nella sua presa in giro (a tratti rasenta anche quella che molti chiamerebbero scorrettezza) che questo rischio proprio non lo corre.<br />
Almeno spero.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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