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	<title>Movielicious &#187; Mads Mikkelsen</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Rogue One: A Star Wars Story</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2016 10:39:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ben Mendelsohn]]></category>
		<category><![CDATA[Darth Vader]]></category>
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		<category><![CDATA[Mads Mikkelsen]]></category>
		<category><![CDATA[Rogue One: a Star Wars Story]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo spin-off della Star Wars Anthology, diretto da Gareth Edwards, centra il bersaglio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA, 2016)<br />
Uscita: 15 dicembre 2016<br />
Regia: Gareth Edwards<br />
Con: Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Mads Mikkelsen<br />
Durata: 2 ore e 13 minuti<br />
Distribuito da: Walt Disney</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Rogue_One.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54749" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Rogue_One.jpg" alt="Rogue_One" width="650" height="370" /></a></p>
<p>La speranza. È questo il motore del primo spin-off della saga di <strong>Star Wars</strong> tanto temuto dai fan più intransigenti, quanto riuscito.<br />
Quando nel 2012 la Disney acquistò la LucasFilm e annunciò di voler realizzare delle nuove pellicole del franchise inserendo, nell&#8217;attesa tra un episodio e l&#8217;altro, degli episodi stand-alone che ne riprendessero personaggi, navicelle e circostanze, tra i sostenitori più intransigenti si è sparso il panico. Perché mai andare a toccare un universo perfetto così com&#8217;è, già messo a dura prova dalla seconda trilogia (1999-2005) con l&#8217;intenzione di sfruttare la saga fino all&#8217;ultima possibile idea da sviluppare?</p>
<p>Una domanda che devono essersi posti sia J.J. Abrams, autore dell&#8217;ultimo capitolo ufficiale uscito lo scorso dicembre che ha polverizzato ogni record di incassi, sia <strong>Gareth Edwards</strong> (<em>Monsters</em>, <em>Godzilla</em>) regista di questo <em><strong>Rogue One</strong></em>. Ma mentre il primo ha avuto l&#8217;infausto e non semplice compito di far ripartire una saga, LA saga, e di lanciare le basi per nuove storie con i possibili sviluppi, con <em><strong>Rogue One: A Star Wars Story</strong></em>, primo dei tre spin-off della cosiddetta <strong>Star Wars Anthology</strong>, Edwards si è potuto muovere più liberamente, sfruttando appieno questa indipendenza e concentrando tutto in poco più di due ore.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Rogue_One_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54750" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/Rogue_One_2.jpg" alt="Rogue_One_2" width="609" height="290" /></a></p>
<p>L&#8217;idea che sta alla base di <em><strong>Rogue One</strong></em> arriva dal supervisore agli effetti visivi<strong> John Knoll</strong>, veterano della ILM, che nel 2005 lavorava con <strong>George Lucas</strong> a <em>La vendetta dei Sith</em> e nasce da una riga dei titoli di testa del primo film (<em>Episodio IV: Una nuova speranza</em>), quando si spiega che &#8220;<em>i piani sono stati rubati</em>&#8220;. Collocato cronologicamente appena prima della fuga della principessa Leila con i droidi e il messaggio per Obi Wan Kenobi, <em><strong>Rogue One</strong></em> riesce nell&#8217;impresa non facile di ampliare ancora di più l&#8217;universo ideato da Lucas ormai quarant&#8217;anni fa, rimanendo fedele ai temi e allo stile della prima trilogia. Nel film viene infatti raccontato come i ribelli siano entrati in possesso dei piani della <strong>Morte Nera</strong>, la più potente arma di distruzione di massa mai ideata dall’Impero e come fu possibile che questi finissero dentro R2-D2. Il gruppo di questi nuovi (vecchi) eroi è capitanato dalla bella e rabbiosa Jyn Erso (<strong>Felicity Jones</strong>), e composto da un variegato manipolo di personaggi tra cui l&#8217;ufficiale Cassian Andor (<strong>Diego Luna</strong>), due vecchi guerrieri &#8211; Chirrut, cieco e devoto alla Forza (<strong>Donnie Yen</strong>) e Baze (<strong>Jiang Wen</strong>)- un ex pilota dell&#8217;Impero, Bodhi (<strong>Riz Ahmed</strong>) e il droide K-2SO (motion capture e voce originale di <strong>Alan Tudyk</strong>) che dice tutto quello che gli passa per gli ingranaggi. Insomma, personaggi ordinari che compiono qualcosa di straordinario.</p>
<p>I temi che non possono mancare in uno Star Wars Movie ci sono tutti: l&#8217;eterno conflitto tra Impero e Alleanza, i difficili legami padre-figlio, la presenza di una guerra antica che pervade tutto. Perfetto, poi, l&#8217;incastro con il resto della saga. Ma <em><strong>Rogue One: A Star Wars Story</strong></em>, più che uno sci-fi tout court, assomiglia più a un film di guerra in costume: il look dei personaggi (molti dei quali hanno baffi e basette), la texture delle tute dei piloti, gli arredamenti, catapultano chi guarda nell&#8217;universo di Star Wars così come era negli anni Settanta, in grado di restituire quelle sensazioni e di immergere lo spettatore in quel mondo ormai ben noto e, per certi versi, rassicurante. Si combatte, e tanto in <em><strong>Rogue One</strong></em>. Ma sono combattimenti che ricordano i vecchi film western o quelli di samurai, con corpo a corpo su terreni sabbiosi e personaggi disposti a dare la vita pur di compiere un gesto eroico che possa salvare le sorti dei compagni.</p>
<p>Promosso, dunque, anche se narrativamente <em><strong>Rogue One</strong></em> si porta dietro qualche difetto: dopo un prologo coinvolgente e ben calibrato, si passa Infatti attraverso una parte centrale troppo lunga, che si trascina sulle forze con alcuni passaggi del tutto sacrificabili, fino poi a riprendere quota con la battaglia finale.</p>
<p>E <strong>Darth Vader</strong>? C&#8217;è ed è in gran forma. Il suo respiro meccanico continua a inquietare quanto e più di prima, su questo c&#8217;è da star tranquilli.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Doctor Strange</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/10/26/doctor-strange-recensione/</link>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2016 09:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Benedict Cumberbatch]]></category>
		<category><![CDATA[Chiwetel Ejiofor]]></category>
		<category><![CDATA[Doctor Strange]]></category>
		<category><![CDATA[Mads Mikkelsen]]></category>
		<category><![CDATA[Marvel]]></category>
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		<category><![CDATA[Scott Derrickson]]></category>
		<category><![CDATA[Tilda Swinton]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2016)<br />
Uscita: 26 ottobre 2016<br />
Regia: Scott Derrickson<br />
Con: Benedict Cumberbatch, Chiwetel Ejiofor, Mads Mikkelsen, Rachel McAdams, Tilda Swinton<br />
Durata: 1 ora e 55 minuti<br />
Distribuzione: Walt Disney</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/doctor-strange.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54436" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/doctor-strange.jpg" alt="doctor-strange" width="650" height="369" /></a></p>
<p>Un elemento utile a entrare nel caleidoscopico mondo del <em><strong>Doctor Strange</strong></em> potrebbe essere proprio l’immancabile cameo del deus ex machina marvelliano <strong>Stan Lee</strong>. Lo incrociamo infatti nel bel mezzo di uno scontro tra il protagonista (<strong>Benedict Cumberbatch</strong>) e il villain di turno, mentre sfoglia divertito una copia de Le porte della percezione di Aldous Huxley.<br />
Il testo sacro della controcultura psichedelica detta infatti le coordinate di uno spostamento della Marvel dal suo principale universo di riferimento &#8211; che, per intenderci resta quello degli Avengers &#8211; al multiverso di un personaggio a torto considerato minore e che invece è fondamentale nel precipitare l’estetica dei cinecomic dal materico, sebbene occasionalmente bazzicato anche da Dei pagani, al concettuale. Nasce da qui il film visivamente più sbalorditivo realizzato finora dalla casa madre.<br />
<a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Doctor_Strange_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54438" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Doctor_Strange_2.jpg" alt="Doctor_Strange_2" width="600" height="300" /></a></p>
<p>La storia è quella dell’arrogante quanto geniale neurochirurgo Dottor Stephen Strange (una sorta di Tony Stark della medicina) la cui carriera viene irreparabilmente distrutta quando un incidente d’auto gli danneggia i nervi di entrambe le mani.<br />
Dopo aver tentato invano ogni possibile tipo di intervento medico, l’uomo spende i suoi ultimi risparmi per raggiungere il Nepal, dove risiede l’Antico (<strong>Tilda Swinton</strong>), un santone capace di guarire le ferite del corpo ampliando i confini della mente.<br />
Qui Stephen inizia a studiare le arti mistiche e, aiutato dai maestri Mordo (<strong>Chiwetel Ejiofor</strong>) e Wong, impara a padroneggiare i poteri che queste gli conferiscono giusto in tempo per fronteggiare una pericolosa minaccia. Kaecilius (<strong>Mads Mikkelsen</strong>), un allievo dell’Antico passato al lato oscuro, sta infatti per sferrare un attacco alla Terra che rischia di confondere per sempre i diversi piani della realtà condannando l’umanità al caos.</p>
<p>Se, come si evince dalla sinossi, il plot rientra nei canoni della più classica genesi supereroistica, l’impianto estetico invece muta radicalmente. <strong>Scott Derrickson</strong> sfrutta al meglio le possibilità di un <strong>3D</strong> per una volta realmente funzionale allo scopo e piega i concetti di spazio e tempo fino a comporre un affresco lisergico, costruito come un gioco di scatole cinesi come non lo si vedeva dai tempi di <em>Inception</em>. Immaginate quindi un cinecomic calato in un incubo di Escher, una bizzarra esplosione di dimensioni parallele (e anche vagamente new age) piena di portali che collegano l’Everest alle distese desertiche e di grattacieli che si aprono in due e diventano scale da salire.<br />
Blockbuster sbalorditivo da un punto di vista stilistico, <em><strong>Doctor Strange</strong></em> spinge la ricerca estetica della Marvel in direzioni che non si pensavano neanche possibili, pur senza mai perdere nessuna delle sue cifre distintive, compreso il costante ricorso ad uno humour utile a smorzare le pieghe più cervellotiche del racconto.<br />
La dimostrazione che l’originalità non è per forza condannata a soccombere sotto i colpi dei visual effects e, insieme ai Guardiani della Galassia, uno dei migliori film Marvel di sempre.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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		<title>Cannes 2016: ecco i nomi dei giurati che affiancheranno George Miller</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 06:06:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra loro Donald Sutherland e la nostra Valeria Golino.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Cannes-jury.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52836" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Cannes-jury.jpg" alt="Cannes-jury" width="618" height="412" /></a></p>
<p>Si iniziano a delineare sempre meglio i contorni della 69° edizione del <strong>Festival di Cannes</strong>, che si svolgerà dall&#8217;<strong>11 al 22 maggio. </strong>Dopo<a href="http://www.movielicious.it/2016/04/14/cannes-2016-svelato-il-programma-ufficiale/" target="_blank"> i titoli dei film </a>che parteciperanno alla kermesse nelle varie categorie, ora è la volta di scoprire i nomi dei giurati che affiancheranno il <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/02/cannes-george-miller-presidente-di-giuria/" target="_blank">presidente <strong>George Miller</strong></a>.</p>
<p>Quattro uomini e quattro donne, tra cui spicca il nome della nostra <strong>Valeria Golino</strong>, insieme a qualche star di Hollywood e a esponenti del cinema di tutto il mondo. Ecco la lista dei giurati:</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong class="article__deck">Arnaud</strong> <strong>DESPLECHIN</strong> (Director, Writer – France)</li>
<li><strong>Kirsten DUNST</strong> (Actress– United States)</li>
<li><strong>Valeria</strong> <strong>GOLINO</strong> (Actress, Director, Writer, Producer – Italia)</li>
<li><strong>Mads</strong> <strong>MIKKELSEN</strong> (Actor – Denmark)</li>
<li><strong>László</strong> <strong>NEMES</strong> (Director, Writer – Hungaria)</li>
<li><strong>Vanessa</strong> <strong>PARADIS</strong> (Actress, Singer – France)</li>
<li><strong>Katayoon</strong> <strong>SHAHABI</strong> (Producer – Iran)</li>
<li><strong>Donald SUTHERLAND</strong> (Actor – Canada)</li>
</ul>
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		<title>Doctor Strange: ecco il primo trailer</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/04/13/doctor-strange-ecco-il-primo-trailer/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2016 07:42:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Chiwetel Ejiofor]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Doctor-Strange.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-52669" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/04/Doctor-Strange.jpg" alt="Doctor-Strange" width="1023" height="539" /></a></p>
<p>Come annunciato giorni fa, durante il <em>Jimmy Kimmel Live </em>di ieri sera è stato presentato il primo trailer di <strong><em>Doctor Strange</em></strong>, secondo film della Fase 3 della <strong>Marvel</strong>.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/Lt-U_t2pUHI" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><em><strong>Doctor Strange</strong></em>, diretto da<strong> </strong><strong>Scott Derrickson</strong><em>,</em> arriverà nei cinema italiani il 26 ottobre 2016. Nel cast, oltre a <strong>Benedict Cumberbatch</strong> nei panni del protagonista, anche <strong>Mads Mikkelsen</strong>, <strong>Rachel McAdams</strong>, <strong>Tilda Swinton</strong> e <strong>Chiwetel Ejiofor</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>The Salvation</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2015 07:34:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[The Salvation]]></category>

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		<description><![CDATA[Un western sui generis che arriva dritto dalla Danimarca, interpretato da Mads Mikkelsen ed Eva Green.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. Danimarca 2014)<br />
Uscita: 11 giugno 2015<br />
Regia: Kristian Levring<br />
Con: Mads Mikkelsen, Eva Green, Jeffrey Dean Morgan<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti<br />
Distribuzione: Academy2</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/the-salvation.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43024" title="the-salvation" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/the-salvation.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Nonostante sia stato più volte annunciata la sua fine, in realtà il <strong>western</strong> è un genere che ha sempre alternato momenti di stanca ad altri di forte ripresa (pensate agli Oscar vinti da <em>Balla coi lupi</em> nel 1990 e da <em>Gli spietati</em> nel 1992 dopo che a Hollywood la fiducia nel genere era in picchiata dopo flop de <em>I cancelli del cielo</em> di Cimino, 1980). Nei periodi in cui il mito della frontiera sembra ogni volta morire, pronto a rinascere chissà quando e con chi (facile prevedere come l&#8217;uscita di<a href="http://www.movielicious.it/2015/04/17/the-hateful-eight-nuovo-trailer-per-tarantino/" target="_blank"><em> The Hateful Eight</em></a> di Tarantino riporterà il genere in auge ancora una volta), è interessante notare come questo cerchi disperatamente di mantenersi in vita riaffacciandosi sulla scena in pellicole non sempre di successo, ma che continuano a rafforzarne la forte identità connotativa. Merito anche delle caratteristiche (il mettere insieme storia e leggenda, il conflitto tra l&#8217;eroe e l&#8217;ambiente ostile che lo circonda, lo scontro fra etnie diverse, il nuovo mondo che si va formando) che appartengono al western e che gli consentono di adattarsi alle esigenze dei vari momenti culturali senza dover abbandonare una certa coerenza stilistica.<br />
<em><strong>The Salvation</strong></em> assolve egregiamente questa funzione, pur arrivando nelle sale a più di un anno dalla presentazione a Cannes (era Fuori Concorso nel 2014) e in un periodo in cui l&#8217;offerta cinematografica si bilancia tra blockbuster milionari, ripescaggi di ogni sorta e pellicole di qualità &#8211; è questo il caso &#8211; che hanno trovato la via della distribuzione un po&#8217; in ritardo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/the_salvation_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43025" title="the_salvation_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/the_salvation_2.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Western danese dal sapore non eccessivamente definito,<em> The Salvation</em> ci porta nell&#8217;America del 1871 dove, tra colonizzatori e fuorilegge, Jon (<strong>Mads Mikkelsen</strong>), immigrato anni prima dalla Danimarca aspetta di riunirsi con sua moglie e il figlio, rimasti in Europa. Ma quando finalmente i due riescono a raggiungerlo, rimangono vitime di una terribile aggressione. Distrutto dal dolore, Jon uccide il responsabile, ignorando che si tratta del fratello dello spietato colonnello Delarue (<strong>Jeffrey Dean Morgan</strong>), un bandito che terrorizza il villaggio di Black Creek e che è disposto a tutto per vendicare l&#8217;assassinio del suo congiunto. Tradito e isolato dalla comunità, Jon è costretto a trasformarsi da uomo per bene, onesto e pacifico, in un fuorilegge solitario.</p>
<p>Il regista Kristian Levring (<em>Quando verrà la pioggia, Fear Me Not</em>), sceglie di tenersi piuttosto a distanza da quel provocatorio rigore stilistico che rappresentava invece  uno dei punti cardine di <em>Dogma 95</em>, manifesto del movimento cinematografico omonimo voluto da Lars von Trier e Thomas Vinterberg contro l&#8217;eccessiva &#8220;cosmetizzazione&#8221; del cinema, per raccontare sì con linearità e senza fronzoli, ma anche con un discreto uso di una CGI non proprio eccelsa, la vicenda di un uomo qualunque, protagonista involontario di una disperata storia di vendetta e sopravvivenza. Intriso di quella rassicurante retorica western che ci si aspettava di trovare già dopo aver visto il trailer, <em>The Salvation</em> dà il massimo nei primi venti minuti, in un prologo notevole, emotivamente teso e ben girato, e finisce col perdere mordente via via che il minutaggio scorre e che la componente scandinava si fa più evidente: quando l&#8217;azione dall&#8217;esterno si trasferisce nell&#8217;animo turbato del protagonista e la storia prosegue tra lunghi silenzi, insistenti primi piani e dettagli di mani che caricano Winchester a più non posso. Ciononostante il film riesce a trovare un proprio equilibrio, facendo leva su alcuni punti di forza, primo fra tutti il cast (con Mads Mikkelsen che lavora ancora una volta di cesello, poggiando la sua interpretazione su espressioni impercettibili e una <strong>Eva Green</strong> muta e sfregiata, incredibilmente magnetica) e poi il modo in cui Levring vede nel piccolo villaggio di Black Creek (nomen omen) la disfatta dell&#8217;American Dream. I suoi abitanti vorrebbero liberarsi dell&#8217;uomo che li tiene in pugno, il colonnello Delarue, cattivo a tutto tondo privo di sfumature verso cui nutrono al contempo, odio e timore reverenziale, ma sono inglobati in quel sistema. In un non luogo in via di definizione e in cui l&#8217;unica legge vigente è quella del più forte, figure come il sindaco che è anche becchino (un sempre convincente<strong> Jonathan Pryce</strong>) e il prete che è anche sceriffo, per Levring sembrano simboleggiare perfettamente la storia fallimentare di un paese le cui fondamenta poggiano sul caos e sul disordine.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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