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	<title>Movielicious &#187; Mamie Gummer</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>The End of the Tour &#8211; Un viaggio con David Foster Wallace</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 08:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
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		<category><![CDATA[David Foster Wallace]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del cinema di Roma 2015]]></category>
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		<category><![CDATA[The End of the Tour]]></category>

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		<description><![CDATA[Jason Segel è David Foster Wallace nella pellicola diretta da James Ponsoldt.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2015)<br />
Uscita: 11 febbraio 2016<br />
Regia: James Ponsoldt<br />
Con: Jesse Eisenberg, Jason Segel, Mamie Gummer, Joan Cusack<br />
Durata: 1 ora e 46 minuti<br />
Distribuzione:</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/enofthetour_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45111" title="enofthetour_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/enofthetour_1.jpg" alt="" width="500" height="285" /></a></p>
<p>Nel 1996 David Foster Wallace (<strong>Jason Segel</strong>) è il caso letterario di cui tutta l’America parla.<br />
<em>Infinite Jest</em>, il suo ultimo romanzo, è appena uscito ma già se ne parla come di un autentico capolavoro, associando il nome del suo autore a classici intoccabili come Céline o Proust.<br />
L’hype intorno allo scrittore è tale che il giovane reporter David Lipsky (<strong>Jesse Eisenberg</strong>) viene incaricato dalla rivista <em>Rolling Stone</em> di accompagnarlo durante la parte finale del tour promozionale del romanzo. I due passano insieme appena pochi giorni, fitti però di conversazioni intense sugli argomenti più disparati: si va dalla depressione alle droghe, dalla famiglia alla politica, con una particolare attenzione verso le dinamiche della scrittura e il ruolo dello scrittore nella società dei consumi. Nel 2008 <strong>David Foster Wallace</strong>, all’apice di una depressione che non lo ha mai abbandonato, si toglie la vita e Lipsky riprende in mano i nastri risalenti al loro breve incontro e li trasforma in un libro che intitola <em>Come diventare se stessi</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/end-of-the-tour_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45112" title="end-of-the-tour_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/end-of-the-tour_2.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Idea assai rischiosa quella di trasferire in immagini il libro-intervista di David Pilsky. Il richio in realtà ci sarebbe per qualsiasi film tratto da un qualsiasi libro-intervista. In questo particolare caso il risultato poteva essere una di quelle opere un po’ snob, suscettibili di diventare oggetto di culto giusto per pochi adepti per essere invece bellamente ignorata da chiunque non sia già avvezzo alla straordinaria opera di David Foster Wallace. E non è neanche la peggiore delle ipotesi.<br />
<strong>James Ponsoldt </strong>invece non solo vince la scommessa, ma firma un piccolo gioiello di delicatezza che ha, tra le altre cose, il pregio di restituire al pubblico gli stessi umori che abitano le opere di Wallace utilizzando come veicolo il loro stesso scrittore.<br />
La bontà del risultato è garantita in prima istanza dalla solida sceneggiatura di <strong>Donald Margulies </strong>(drammaturgo vincitore di un Pulitzer, quindi neanche l’ultimo degli arrivati) che, nel suo costruire un film quasi esclusivamente fondato sulla parola, decide di dare uguale risalto anche ai silenzi e alle piccole incomprensioni che si vengono a creare tra due, asciugando la materia da qualsiasi eccesso di verbosità.</p>
<p>Uno script del genere, però, ha bisogno di due attori all’altezza e, se sul talento di Jesse Eisenberg non sussistevano dubbi più o meno dai tempi di <em>The Social Network</em> (per chi scrive anche da prima), qualche perplessità poteva essere lecito nutrirla sulle possibilità di Jason Segel – attore valido ma per lo più in area comedy &#8211; di approcciare un ruolo complesso come quello dell’autore di <em>Brevi interviste con uomini schifosi</em> senza cadere nel caricaturale.<br />
Alla fine invece è proprio Segel a fare la parte del leone con un’interpretazione di rara intensità. Il suo David Foster Wallace è un giovane uomo impreparato al successo e impaurito di quello che, di lì a poco, potrebbe essere chiamato a fare pur di conservarlo. Ritratto dolente di un’America che celebra il talento ignorando il profondo senso di solitudine e inadeguatezza ai quali spesso quest&#8217;ultimo condanna, <em><strong>The End of the Tour</strong></em> è un film che, pur essendo letterario, non parla (o almeno non solo) di letteratura e ha il pregio di riavvicinare il filone mumblecore a quella letteratura post-moderna che, obiettivamente, lo ha generato. E poi è un omaggio sentito e commosso a un altro di quegli spiriti fragili (la lista sarebbe lunghissima) che il genio artistico, da solo, non è riuscito a preservare da una fine più che prematura.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Dove eravamo rimasti</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/09/08/dove-eravamo-rimasti/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 13:39:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Ricki and the Flash]]></category>

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		<description><![CDATA[Musica e dinamiche familiari nel nuovo film di Jonathan Demme con una Meryl Streep rockettara e sempre]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Ricki and the Flash, USA 2015)<br />
Uscita: 10 settembre 2015<br />
Regia: Jonathan Demme<br />
Con: Meryl Streep, Mamie Gummer, Kevin Kline<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/ricky_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44344" title="ricky_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/ricky_1.jpg" alt="" width="500" height="216" /></a></p>
<p>Ricki Randazzo (<strong>Meryl Streep</strong>) è l&#8217;ormai matura front woman dei Flash, rock and roll band di provincia con cui tira a campare, esibendosi la sera in uno scalcinato bar di provincia per un non particolarmente folto pubblico di appassionati.<br />
E&#8217; una tosta Ricki, ma si intuisce che, dietro la chitarra elettrica e il pesante make-up, nasconde ferite che il tempo ha rimarginato a fatica e solo in parte. Ferite che basta un nonnulla per riaprire.<br />
Basta la telefonata di un ricco ex-marito (<strong>Kevin Kline</strong>) che la informa della fine burrascosa del matrimonio della figlia Julia (<strong>Mamie Gummer</strong>) e Ricki è già su un aereo.<br />
Il ritorno a una dimensione familiare abbandonata anni prima per inseguire un successo di fatto mai raggiunto sarà tutt&#8217;altro che facile.</p>
<p>Il racconto di un difficile ritorno a casa coincide con un altro ritorno, quello dietro la macchina da presa di <strong>Jonathan Demme</strong> dopo sette anni dal suo ultimo film. Da quel <em>Rachel sta per sposarsi</em> che a posteriori può tranquillamente essere letto come lavoro propedeutico e, al tempo stesso, speculare di que<strong><em>sto Dove eravamo rimasti</em></strong>.  Laddove infatti nel precedente film era una figlia a fare ritorno a  casa per riappropriarsi degli affetti familiari perduti,  qui accade  l&#8217;esatto contrario e, a tentare l&#8217;arduo riavvicinamento, tocca appunto a  una madre.<br />
La natura speculare delle due opere risiede invece nella totale antitesi  dei filtri utilizzati per la narrazione: da un lato lo stile scarno e  documentaristico nel caso di <em>Rachel sta per sposarsi</em> e, dall&#8217;altro, la leggerezza agrodolce e la commedia dai toni indie di <em>Dove eravamo rimasti</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/ricki-and-the-flash.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44345" title="ricki-and-the-flash" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/ricki-and-the-flash.jpg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Lo script, d&#8217;altronde, è frutto del talento di <strong>Diablo Cody</strong>, che porta in dote la sua visione della famiglia disfunzionale e una scrittura piena di tenero cinismo che, quando temi stia andando a parare verso un finalone banalmente riconciliatorio, ti spiazza allontanandosi dalla melassa per diventare qualcosa di molto più simile alla vita vera. Demme, dal canto suo, riveste il tutto con una visione della società americana intima, quasi minimale. Lo stesso incipit del film, con Meryl Streep che suona davanti a un pubblico di attempati redneck, per poi dichiarare apertamente, tra una canzone e l&#8217;altra, le proprie simpatie repubblicane appare quasi come una dichiarazione d&#8217;intenti. E&#8217; il modo che ha il regista di dirci che quella che ci sta mostrando è un&#8217;altra faccia dell&#8217;America, quella meno glamour e che, sulla carta, non dovrebbe neanche piacerci troppo, per dimostrarci poi invece che i tempi in cui viviamo sono talmente confusi che anche questa America, alla fine, può risultarci simpatica.</p>
<p>Specchio impietoso di una società che pone il successo come elemento fondante della realizzazione personale per poi condannarne gli effetti nefasti sulle dinamiche familiari quando questo successo non viene raggiunto, Dove eravamo rimasti è dunque un lupo travestito da agnello: una commedia all&#8217;apparenza innocua che, con lo scorrere dei minuti, si libera progressivamente della sua natura più ridanciana per concentrarsi invece sul suo nucleo più amaro.<br />
Oltre a rappresentare per Jonathan Demme anche un&#8217;ottima scusa per ritornare a fare una delle cose che meglio gli riescono: filmare il rock.<br />
Dopo le riprese integrali dei concerti di Talking Heads e Neil Young &#8211; rispettivamente in <em>Stop Making Sense</em> e <em>Heart of Gold</em> &#8211; Demme prova infatti a portare il suo amore per la musica a un livello superiore, rendendola protagonista di un film di finzione al punto da rendere le canzoni stesse (e il film ne è pieno) il vero asse semantico della storia.<br />
In tal senso, non è affatto un caso che il momento emotivamente più intenso dell&#8217;intero film non sia legato ad un particolare scambio di battute tra i personaggi, bensì all&#8217;esibizione finale di Ricki sulle note di una <em>My Love Will Not Let You Down</em> di Springsteen suonata al figlio come regalo di nozze perché, come lei stessa dice, la musica è tutto ciò che può dargli.<br />
Di Meryl Streep e di quanto sia brava a calarsi nei panni di qualsiasi personaggio senza risultare mai meno che perfetta, immagino si sia già detto e scritto di tutto.<br />
Un&#8217;attrice capace, a 66 anni suonati, di essere non solo credibile ma straordinariamente in parte sia che si tratti di abitare gli austeri panni di Margaret Thatcher sia inguainata negli strettissimi pantaloni di pelle di questa rockeuse così buffa e male in arnese.</p>
<p>Voto: 7</p>
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		<title>Meryl Streep rockettara nel trailer di Ricki and the Flash</title>
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		<pubDate>Thu, 07 May 2015 07:13:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/ricki-and-the-flash.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42519" title="ricki-and-the-flash" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/05/ricki-and-the-flash.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>La <em>Sony Pictures</em> ha reso disponibile il primo trailer ufficiale di <em><strong>Ricki and the Flash</strong></em>, il nuovo film di <strong>Jonathan Demme</strong> (<em>Il silenzio degli innocenti</em>, <em>Philadelphia</em>) scritto dal premio Oscar <strong>Diablo Cody</strong>.</p>
<p>Nella pellicola, <strong>Meryl Streep </strong>interpreta una rocker in difficoltà che cerca di  riconciliarsi con i suoi figli. La storia è stata parzialmente ispirata dalla vita della suocera di Diablo Cody e madre di Dan Maurio che ha capeggiato per anni una band di un bar nel New Jersey. Tra le  varie cover che la Streep canterà nel film, anche dei pezzi di di Bruce Springsteen, Tom  Perry e Lady Gaga.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/x8PVK6Hky2A?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Al fianco della Streep, sua figlia <strong>Mamie Gummer</strong>, <strong>Kevin Kline </strong>e <strong>Sebastian Stan</strong>. <em>Ricki and the Flash </em>uscirà il 6 agosto nelle sale americane.</p>
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		<title>Meryl Streep nella prima immagine di Ricki and the Flash</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2015 18:09:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'attrice sarà una rockstar per Jonathan Demme. I dettagli.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/rickiandtheflash1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-40976" title="rickiandtheflash1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/rickiandtheflash1.jpeg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>In <em><strong>Ricki and the Flash</strong></em> <strong>Meryl Streep</strong> è Ricki, una rockstar che dopo aver dato tutto per realizzare il sogno di diventare una celebrità del rock&amp;roll, decide di ritornare a casa per recuperare il rapporto con la sua famiglia. Ad interpretare la figlia della popolare chitarrista sarà <strong>Mamie Gummer</strong>, figlia di Meryl Streep anche nella realtà. Nel cast Rick Springfield nei panni del fidanzato di Ricki e <strong>Kevin Kline</strong> nel ruolo del suo ex marito.</p>
<p>Scritto da <strong>Diablo Cody</strong> e diretto da<strong> Jonathan Demme</strong>, Ricki and the Flash sarà al cinema dal 10 settembre 2015.</p>
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