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	<title>Movielicious &#187; Massimo Ghini</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Non si ruba a casa dei ladri</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 08:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Vanzina]]></category>
		<category><![CDATA[Manuela Arcuri]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Ghini]]></category>
		<category><![CDATA[Non si ruba a casa dei ladri]]></category>
		<category><![CDATA[Stefania Rocca]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Salemme]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno dica ai fratelli Vanzina che non siamo più negli anni Novanta.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2016)<br />
Uscita: 3 novembre 2016<br />
Regia: Carlo Vanzina<br />
Con: Vincenzo Salemme, Massimo Ghini, Stefania Rocca, Manuela Arcuri<br />
Durata: 1 ora e 33 minuti<br />
Distribuzione: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/non-si-ruba-a-casa-dei-ladri.jpg"><img class="alignnone wp-image-54475" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/non-si-ruba-a-casa-dei-ladri-1024x683.jpg" alt="non-si-ruba-a-casa-dei-ladri" width="650" height="433" /></a></p>
<p>Non c’è un solo luogo comune che non venga cavalcato all’inverosimile nell’ultimo film dei <strong>fratelli Vanzina <em>Non si ruba a casa dei ladri</em></strong>. L’immaginario di riferimento è infatti quello tipico delle barzellette in cui il napoletano è sostanzialmente onesto ma, all’occorrenza, capace di industriarsi come può e il romano volgare e maneggione.<br />
Nello specifico il napoletano è Antonio (<strong>Vincenzo Salemme</strong>), titolare di un’azienda di pulizie che va in bancarotta quando un politico disonesto (<strong>Massimo Ghini</strong>) assegna, dietro lauta tangente, un grosso appalto a una ditta concorrente.<br />
Pur di sbarcare il lunario Antonio finisce quindi a fare le pulizie insieme alla moglie Daniela (<strong>Stefania Rocca</strong>) nella villa di tal Simone Santoro, ignaro che il responsabile della sua sventura sia proprio il suo nuovo datore di lavoro.<br />
Una volta scoperto il collegamento, i due decidono di vendicarsi andando a colpirlo proprio dove fa più male: in prossimità del portafogli.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/non-si-ruba-a-casa-dei-ladri-07.jpg"><img class="alignnone wp-image-54476" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/11/non-si-ruba-a-casa-dei-ladri-07-1024x668.jpg" alt="non-si-ruba-a-casa-dei-ladri-07" width="650" height="424" /></a></p>
<p>Come numerose altre volte in passato (ad esempio nel quasi omonimo <em>In questo mondo di ladri</em>) Enrico e Carlo Vanzina aspirano a una sorta di nuova commedia all’italiana che parta da un’osservazione disincantata di certe storture del quotidiano e, fin qui, non ci sarebbe neanche nulla di male. Accade però che, volendo ironizzare sui recenti fatti di Mafia Capitale, i due autori manchino del tutto il bersaglio e si limitino a giocare blandamente con gli <strong>stereotipi</strong> più ritriti della politica arraffona, andando così a confezionare un’operina insipida che proprio non punge.<br />
Sintomo evidente di una creatività che, ormai scollata dal reale, si rifugia nella sua versione cronologicamente più prossima, ovvero Tangentopoli. Di conseguenza il risultato è un film scritto, diretto e interpretato come se fossimo a metà degli anni &#8217;90, ma del tutto privo del giochino autoreferenziale del citare se stessi che forse l’avrebbe salvato dalla sua spaventosa inattualità.<br />
La verità è che i Vanzina semplicemente non si sono accorti – a parere di chi scrive più per incapacità manifesta che non per disinteresse – che, negli ultimi vent’anni, il malaffare ha cambiato sia le dinamiche che i soggetti interessati (oggi non è più il politico a dettare le regole del gioco ma personaggi ben più loschi e insospettabili) e continuano per la loro strada fatta.</p>
<p>A questo punto qualcuno potrebbe anche dissentire, sottolineando come il cinema dei fratelli Vanzina debba concentrarsi più nella costruzione di meccanismi comici che non in una corretta interpretazione del reale.<br />
Ecco,  per la verità <em><strong>Non si ruba a casa dei ladri</strong> </em>fallisce anche su questo versante.<br />
Perché non fa ridere, praticamente mai, se si prescinde dalle poche scene in cui recita <strong>Maurizio Mattioli</strong> che comunque una risata sarebbe capace di strapparla anche leggendo ad alta voce una cartella di Equitalia.<br />
Spiace piuttosto per Salemme, svilito in un ruolo che non rende in alcun modo giustizia alla sua verve da capocomico e che, anzi, spinge a chiedersi davvero cosa lo porti ad accettare di mettere la faccia in un’operazione del genere.<br />
Aggiornare i codici del film di truffa – uno dei capisaldi del cinema italiano da Totò fino a <em>Smetto quando voglio</em> – è senz’altro cosa buona e giusta e gli stessi Vanzina lo hanno fatto in modo dignitoso, neanche troppo tempo fa, con La mandrakata. Ma, in questo caso, i capostipiti del cinepanettone sembrano molto più attenti a dove piazzare l’ennesimo <strong>product placement</strong> che non alle finalità squisitamente ludiche che sembravano muoverli in passato.</p>
<p><strong>Voto</strong> 2</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Outing &#8211; Fidanzati per sbaglio</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 18:52:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[David Di Benedetti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Bosca]]></category>
		<category><![CDATA[Camilla Ferranti]]></category>
		<category><![CDATA[Claudia Potenza]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Michelini]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Ghini]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Vicino]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Vaporidis]]></category>
		<category><![CDATA[Outing - Fidanzati per sbaglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'altra commedia che tenta l'approccio al mondo gay attraverso un linguaggio nazionalpopolare e stereotipato.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda </strong><br />
(Italia 2013)<br />
Uscita: 28 marzo 2013<br />
Regia: Matteo Vicino<br />
Con: Nicolas Vaporidis, Andrea Bosca, Massimo Ghini<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti<br />
Distribuito da: AI Entertainment</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/outing.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-31366" title="outing" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/03/outing.jpg" alt="" width="500" height="279" /></a></p>
<p>Federico (Nicolas Vaporidis) è un giovane disoccupato pugliese. Riccardo (Andrea Bosca) è un giovane aspirante stilista, anche lui pugliese, ma emigrato a Milano dalla fidanzata Lucia (Claudia Potenza) per seguire il suo sogno: aprire un atelier. Entrambi sono legati da un profondo rapporto di amiciziache li unisce sin dall’infanzia e hanno poche aspettative per il futuro: Federico si guadagna da vivere con lavori umili ed elemosinando denaro per mantenere suo fratello Lorenzo mentre Riccardo fa il commesso per una famosa azienda. Quando la regione Puglia stanzia dei fondi per avviare nuove attività imprenditoriali per favorire i giovani, Federico chiede a Riccardo di tornare nella terra natia e sottoporsi all’ispezione della commissione di cui fa parte Roberto (Massimo Ghini), direttore del quotidiano “Puglia Oggi” e omosessuale non dichiarato. I due scopriranno, loro malgrado, che quei fondi sono destinati alle sole coppie di fatto: per ottenere il denaro e aprire così l’atelier di moda tanto sognato, si vedranno costretti a fingere di essere una coppia omosessuale, con rocambolesche conseguenze.</p>
<p>Reduce dal successo di <em>Young Europe</em>, vincitore del premio per la miglior regia al Milano International Film Festival del 2012, il regista (nonché fotografo di professione) Matteo Vicino tenta stavolta la strada del commerciale con una pellicola di cui è anche sceneggiatore e montatore. <em>Outing – Fidanzati per sbaglio</em> è la classica commedia degli equivoci, una storia che parte con le più nobili intenzioni ma che presenta, purtroppo, notevoli limiti. Discutibili molte scelte registiche e fotografiche, a cominciare dall’inserimento di pezzi musicali eccessivamente invadenti e luci troppo realistiche, molto naïf, che invece di donare un&#8217;aria d&#8217;ingenuità e leggerezza alla vicenda, finiscono per declassare il film da pellicola discreta a videoclip di second&#8217;ordine.</p>
<p>C&#8217;è molta ingenuità anche nella sceneggiatura, che risulta a tratti poco fluida e stanchevole, contaminata anche da numerosi (e prevedibili) cliché, come quello del gay di buon gusto che frequenta locali e gente alla moda, o che, ancora peggio, ama truccarsi e travestirsi. Anche i dialoghi lasciano il tempo che trovano, e su questo fronte il cast non aiuta; con un Vaporidis che non riesce a liberarsi di uno stile di recitazione che non regala mai nulla di nuovo e con un solo personaggio che riesce a concentrare su di sé il grosso dell&#8217;attenzione, quello interpretato da Massimo Ghini: che alla fine sia lui il vero protagonista del film? Nota positiva: l&#8217;onestà propositiva della trama, che vuole essere una critica al sistema italiano, accusato di non preoccuparsi abbastanza del futuro delle nuove generazioni, costringendole spesso a espatriare o a cercare raccomandazioni presso i potenti di turno, colpevoli di spingere anche il più onesto dei ragazzi a scendere a scomodi compromessi. La critica si estende, ovviamente, anche alla mancanza di un&#8217;adeguata legislazione che tuteli le coppie di fatto, ma invece di far evolvere la commedia in una storia dai contenuti costruttivi, tutto si tramuta in un appello dalla forza labile, eccessivamente ingenuo e piuttosto incerto, che dondola da un estremo all&#8217;altro, dall&#8217;ironia eccessiva alla critica impegnata ed esasperata. Chiude questo confuso pastiche una romantica e allegra tavolata alla Ozpetek, un finale che sa più di schizofrenia che di omaggio citazionistico.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Natale a Beverly Hills</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Dec 2009 15:44:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bernacchio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Christian De Sica]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Ghini]]></category>
		<category><![CDATA[Michelle Hunziker]]></category>
		<category><![CDATA[Sabrina Ferilli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il cinepanettone non ci piace. O meglio, quest'anno ci piace ancora meno. Vi spieghiamo perché.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2009)<br />
Uscita: 18 dicembre 2009<br />
Regia: Neri Parenti<br />
Con: Christian De Sica, Sabrina Ferilli, Massimo Ghini, Michelle Hunziker<br />
Durata: 1 ora e 39 minuti<br />
Distribuito da: Filmauro</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/wallpaper-michelle-hunziker-in-versione-sexy-bagnina-nel-film-natale-a-beverly-hills-137862.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10483" title="wallpaper-michelle-hunziker-in-versione-sexy-bagnina-nel-film-natale-a-beverly-hills-137862" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/12/wallpaper-michelle-hunziker-in-versione-sexy-bagnina-nel-film-natale-a-beverly-hills-137862.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Non abbiamo voglia di fare gli snob che denigrano i cinepanettoni tanto per, quindi motiveremo il nostro votaccio all&#8217;ennesimo <em>Natale a&#8230;</em><br />
E badate bene che siamo dei grandissimi fan del primissimo episodio, quello con Mario Brega a Cortina. Un classico. Storciamo il naso quindi ascoltando De Sica che cerca di convincerci che il cinepanettone è persino più difficile da fare rispetto a una commedia, perché si tratta di una &#8220;farsa&#8221;. La &#8220;farsa&#8221; si regge tutta sull&#8217;ironia degli autori e degli attori del film, a suo dire, ma ci chiediamo che cosa ci sia di ironico in questa specie di accozzaglia tra film romantico e volgarata anni &#8217;80.</p>
<p>Capiamoci: <em>Natale a Beverly Hills</em> è il peggiore della serie da almeno una buona decina d&#8217;anni. Questo perché tenta di offrire sia la solita sequela di battutacce e grottesco alla romana, che una love story con ambizioni americane e accento meneghino. Michelle Hunziker e Sabrina Ferilli due facce della stessa medaglia: quella della vuotezza e del film non tanto facile, quanto troppo facile.<br />
A parte De Sica e il cast secondario, però, quello che dispiace è che la maggior parte degli interpreti sfigura in cotanto piattume. Persino Michelle, il cui potenziale come attrice continua a rimanere inespresso. Ci avevamo quesi scommesso.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
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