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	<title>Movielicious &#187; Massimo Popolizio</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>L&#8217;abbiamo fatta grossa</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2016 10:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Albanese]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Verdone]]></category>
		<category><![CDATA[Filmauro]]></category>
		<category><![CDATA[L'abbiamo fatta grossa]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Popolizio]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2016)<br />
Uscita: 28 genaio 2016<br />
Regia: Carlo Verdone<br />
Con: Carlo Verdone, Antonio Albanese, Massimo Popolizio<br />
Durata: 1 ora e 42 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/LabbbiamoFattaGrossa_open.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51789" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/LabbbiamoFattaGrossa_open.jpg" alt="LabbbiamoFattaGrossa_open" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Se c&#8217;è un merito che va riconosciuto al <strong>Carlo Verdone</strong> più maturo, è sicuramente quello di sapersi mettere da parte, come attore, per lasciare spazio ai suoi co-protagonisti. Così è stato con <a href="http://www.movielicious.it/2014/02/14/sotto-una-buona-stella/" target="_blank"><em>Sotto una buona stella</em></a>, in cui il comico romano spartiva la ribalta con una strepitosa Paola Cortellesi e così accade anche in <em><strong>L&#8217;abbiamo fatta grossa</strong></em>, commedia degli equivoci in cui i limiti di uno script che si dilunga troppo nella seconda parte per approdare a un finale che vorrebbe sovvertire ma che in realtà ha ben poco di destabilizzante, vengono compensati dalla bravura di <strong>Antonio Albanese</strong>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Labbiamo_fatta_grossa_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51790" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Labbiamo_fatta_grossa_3.jpg" alt="L'abbiamo_fatta_grossa_3" width="640" height="382" /></a></p>
<p>La storia è quella di Yuri Pelagatti (Antonio Albanese), un attore di teatro che, traumatizzato dalla separazione dalla moglie, non è più in grado di ricordare le battute mentre è in scena. Per risolvere l&#8217;increscioso problema si rivolge a Arturo Merlino (Carlo Verdone), investigatore privato squattrinato che per tirare avanti si dedica al ritrovamento di cani e gatti del vicinato. Yuri chiede ad Arturo di pedinare la moglie che, nel frattempo, si è rifatta una vita con un altro uomo. Arturo, però, sbaglia obiettivo dei suoi pedinamenti e si ritrova invischiato in un affare losco e pericoloso, nel quale verrà inevitabilmente coinvolto insieme al suo cliente Pelagatti.</p>
<p>Alla sua venticinquesima regia, Carlo Verdone sembra non poter fare a meno di citarsi addosso, continuando a inserire nei personaggi che interpreta un rimando o un accenno a quelli del passato, ben più gloriosi (in un paio di momenti qui rifà, un po&#8217; forzatamente, il finto Manuel Fantoni di <em>Borotalco</em>). Ma ci sono anche delle novità: il suo Arturo Merlino sembra essere incredibilmente privo di quelle nevrosi e farmacodipendenze che rappresentavano ormai un tratto distintivo di tutti i personaggi del Verdone attore, così come sembra farsi decisamente meno ingombrante l&#8217;asfissiante presenza della famiglia (uno dei fulcri attorno al quale hanno spesso girato le sue sceneggiature, sin dai tempi di <em>Al lupo al lupo</em>, fino al più recente<em> Io, loro e Lara</em> e al già citato <em>Sotto una buona stella</em>). E poi c&#8217;è la presenza di un comico dalla fisicità e dalla presenza scenica non comuni, Antonio Albanese. Con la sua perfetta conoscenza dei tempi, delle pause e dei meccanismi consolidati dalla migliore tradizione del teatro comico e del cinema, per cui ha cesellato anche ruoli drammatici e malinconici (sin dagli esordi con Soldini, Mazzacurati e i Taviani), oltre che comici (il politico calabrese senza scrupoli Cetto La Qualunque, in grado di riunire tutto il marcio che c&#8217;è in Italia in un solo personaggio), Albanese è uno degli attori più completi in circolazione e nel far confluire il suo mondo in quello di Verdone, il comico lombardo di fatto regala nuova linfa alla comicità del suo collega. Entrambi acuti osservatori della realtà e capaci di rappresentarla attraverso mille volti venati di nevrosi, solitudine, disagio sociale e alienazione, ora che si trovano a condividere la scena lo fanno in modo equilibrato e regalano al pubblico altri due anti-eroi a cui è difficile non affezionarsi. Sodalizio riuscito, dunque, peccato che<em> L&#8217;abbiamo fatta grossa</em> si perda in passaggi non necessari e qualche lungaggine di troppo; c&#8217;è anche un accenno di di critica sociale che però non ruggisce quanto dovrebbe.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Il giovane favoloso</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/10/16/il-giovane-favoloso/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2014/10/16/il-giovane-favoloso/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2014 05:13:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Mouglalis]]></category>
		<category><![CDATA[Elio Germano]]></category>
		<category><![CDATA[Iaia Forte]]></category>
		<category><![CDATA[Il giovane favoloso]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Martone]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Popolizio]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Riondino]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia71]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il passaggio a Venezia 71, arriva nelle sale il Leopardi di Mario Martone. Con un insuperabile Elio]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2014)<br />
Uscita: 16 ottobre 2014<br />
Regia: Mario Martone<br />
Con: Elio Germano, Michele Riondino, Anna Mouglalis<br />
Durata: 2 ore e 17 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/il-giovane_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39227" title="il-giovane_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/il-giovane_slide.jpg" alt="" width="499" height="326" /></a></p>
<p>Cosa significa, cosa comporta, cosa preclude l&#8217;essere giovani in Italia?<br />
Che cosa lega il vissuto individuale del più maltrattato e vituperato protagonista delle nostre reminiscenze liceali al percorso esistenziale e alla storia collettiva dei suoi coetanei del 2014?<br />
Ma soprattutto, se Giacomo Leopardi fosse un ventenne dell&#8217;era digitale, sognerebbe di abbandonare la casa paterna e di girare l&#8217;Europa in InterRail, sbollirebbe una delusione amorosa ascoltando musica glitch su un campo immerso nella nebbia, si lancerebbe in invettive contro tutto e tutti sulla bacheca di un qualsiasi social network?</p>
<p>A quattro anni di distanza dall&#8217;affresco magniloquente di <em>Noi credevamo</em>, <strong>Mario Martone</strong> compie un ulteriore salto all&#8217;indietro nel Secolo Romantico e completa così un ideale dittico sulla preistoria italiana come specchio e prefigurazione dell&#8217;attuale, la dimostrazione amarissima e sfiduciata della coincidenza fra gli slanci del passato e le inquietudini di adesso, un viaggio nella dimensione tempo che innesca un corto circuito socio-culturale capace di rendere compassato il contemporaneo e contingente il remoto: lontano da operazioni calligrafiche à la <em>Bright Star</em> e sempre più vicino a un senso trasfigurato della tragedia di viscontiana memoria, <strong><em>Il giovane favoloso</em></strong> non è la canonica, pedissequa ed esaustiva biografia del più emblematico poeta nostrano dopo Dante Alighieri, ma uno straordinario, inesauribile campionario di evocazioni, di immagini, di spunti e, naturalmente, di poesia di abbacinante modernità, il ritratto pulsante della paralisi generazionale più o meno forzata che avvolge l&#8217;Italia del presente incarnata da un ardente rappresentante storico reso insospettabile a molti da decenni di tediosi programmi scolastici, qui impersonato con insostenibile, commovente e viscerale intensità da un <strong>Elio Germano</strong> mostruoso e definitivamente affermatosi fra i maggiori interpreti europei della sua leva.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/il_giovane_favoloso_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39229" title="il_giovane_favoloso_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/il_giovane_favoloso_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Come il suo predecessore risorgimentale, il film è trascinato da un&#8217;idea di movimento inarrestabile circondata ed estinta da un ostacolo inamovibile ed oppressivo (l&#8217;ardore dei moti rivoluzionari contro il loro inesorabile riadattamento borghese allora, il fallito superamento autocoscienziale e intellettuale dell&#8217;immobilismo dell&#8217;apparato civile e familiare oggi), ma se <em>Noi credevamo</em> esplorava nella sua coralità un sentimento di disincanto e di impotenza verso le sovrastrutture sociali e il sistema politico, <em>Il giovane favoloso</em> ne affronta la componente fragile e solipsistica, non privata in quanto legata al singolo, ma cosmica e condivisa come il pessimismo del suo soggetto (il finale con l&#8217;eruzione del Vesuvio che ispirò <em>La ginestra</em>, una minuscola Apocalisse che mette i brividi), conferendo agli episodi intimi e artistici della vita di Leopardi una valenza universale e per molti versi precorritrice.</p>
<p>Martone, inestimabile allestitore operistico gentilmente prestato al cinema, concepisce ancora una volta il mezzo cinematografico come un infinito palcoscenico (in fin dei conti, il progetto prende il via da un adattamento teatrale delle <em>Operette morali</em>) e scandisce drammaturgicamente la sua opera in cinque segmenti/atti distinti, dalla giovinezza recanatiana &#8211; dove si segnala un granitico <strong>Massimo Popolizio</strong> nel ruolo del padre Monaldo &#8211; al fermento accademico fiorentino con la passione non corrisposta per Fanny Targioni Tozzetti (<strong>Anna Mouglalis</strong>), passando per la breve stasi romana, per gli ozi tentatori napoletani (in cui trova spazio l&#8217;attrice-feticcio <strong>Iaia Forte </strong>in una memorabile macchietta) e per la morte incombente a Torre del Greco, sfoderando inusitate ambizioni e onorandole una ad una, vantando una fedeltà alla materia da filologo e una notevole sensibilità nei confronti delle licenze (l&#8217;episodio angosciante del bordello-bolgia partenopeo, dove l&#8217;oggetto del desiderio erotico di Leopardi si rivela essere un ermafrodita) e impostando, come se non bastasse, un andamento dinamico e avvincente forse insperato per chi era abituato a <em>L’amore molesto</em> o a <em>Teatro di guerra</em>.</p>
<p>Grazie anche al solito, preziosissimo contributo del fidato direttore della fotografia <strong>Renato Berta</strong>, davvero scatenato quando a sottolineare la scena sono foschie o luci naturali, e alla elegiaca colonna sonora IDM del berlinese <strong>Apparat</strong> che fornisce un contrappunto di straniante anacronismo, non si avverte mai il rischio di una deriva televisiva da sceneggiato di lusso (formato di cui Martone quasi si diverte a decostruire e confutare le convenzioni a mano a mano che ci si allontana da Recanati), ma ci si sente quasi parte integrante di un processo artistico e analitico partecipativo comune ai capolavori assodati del nostro cinema, cui una tappa epocale come <em>Il giovane favoloso</em> andrebbe senza difficoltà ad aggiungersi pur nell&#8217;ennesima circostanza di una nuova e sempre più pesante esclusione dal palmarès festivaliero.</p>
<p>Voto <strong>9</strong></p>
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