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	<title>Movielicious &#187; Matt Reeves</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Apes Revolution &#8211; Il pianeta delle scimmie</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Jul 2014 08:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Andy Serkis]]></category>
		<category><![CDATA[Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie]]></category>
		<category><![CDATA[Gary Oldman]]></category>
		<category><![CDATA[Jason Clarke]]></category>
		<category><![CDATA[Matt Reeves]]></category>

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		<description><![CDATA[Andy Serkis in tutina e marcatori torna a vestire i pixel di Cesare, lo scimpanzè evoluto, nel kolossal]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Dawn of the Planet of the Apes, USA 2014)<br />
Uscita: 30 luglio 2014<br />
Regia: Matt Reeves<br />
Con: Andy Serkis, Jason Clarke, Gary Oldman<br />
Durata: 2 ore e 10 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/apes-revolution-il-pianeta-delle-scimmie_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38139" title="apes-revolution-il-pianeta-delle-scimmie_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/apes-revolution-il-pianeta-delle-scimmie_slide.jpg" alt="" width="499" height="298" /></a></p>
<p>Lo stesso virus che ha causato la nascita di una specie di scimmie evolute, dopo dieci anni appena, ha causato l&#8217;estinzione di quasi tutto il genere umano.<br />
Una colonia di sopravvissuti, evidentemente immuni al contagio, cerca di adattarsi ai cambiamenti intercorsi in questo lasso di tempo, nella speranza che anche altri, nel mondo, siano sopravvissuti alla pandemia.<br />
Quando una spedizione di pochi uomini si avventura nella foresta alla ricerca di una diga che consenta loro il ripristino dell&#8217;energia elettrica, scopre che le scimmie, dopo la rivolta di San Francisco che chiudeva <a href="http://www.movielicious.it/2011/09/21/lalba-del-pianeta-delle-scimmie/"><em>L&#8217;alba del pianeta delle scimmie</em></a>, si sono ulteriormente sviluppate fino ad organizzarsi in una comunità sottoposta a rigide regole dove vivono in pace, sotto la guida di Cesare (<strong>Andy Serkis</strong>), nella convinzione che il genere umano sia ormai soltanto un ricordo.<br />
L&#8217;incontro/scontro è subito fonte di incomprensioni e paure tra le due specie, con il formarsi di due fazioni antitetiche all&#8217;interno della colonia umana: da un lato Malcolm (<strong>Jason Clarke</strong>), fermamente convinto che sia possibile trovare una via pacifica per la reciproca convivenza e dall&#8217;altro il bellicoso Dreyfus (<strong>Gary Oldman</strong>) che intravede nella guerra l&#8217;unica possibile soluzione.<br />
Allo stesso modo, nella comunità delle scimmie, si consuma un acceso scontro per il potere tra l&#8217;autorità consolidata di Cesare e il dissidente Koba, infastidito dall&#8217;eccessiva morbidezza del leader nei confronti degli uomini.<br />
Nonostante gli sforzi in direzione contraria, ben presto appare evidente come il conflitto sia qualcosa di inevitabile.</p>
<p><strong>Matt Reeves</strong> (<em>Cloverfield</em>, <em>Blood Story</em>) prende in mano le redini di questo sequel del pregevole film del 2011 e traghetta la saga verso quello che sarà il suo terzo e inevitabilmente prossimo capitolo.<br />
Una volta spogliata la pellicola della presenza di star &#8211; per chi scrive in realtà Gary Oldman è molto più che una star ma onestamente non credo possa avere, presso il target di riferimento, lo stesso appeal di un James Franco &#8211; il regista mette subito in chiaro che gli effettivi  protagonisti della storia non sono i sopravvissuti, bensì le scimmie. Sin dal potentissimo prologo muto della scena di caccia in cui si attesta, procedendo per accumulo di elementi successivi, del loro raggiunto livello di sviluppo e di organizzazione interna al gruppo, in totale antitesi col caos che sembra regnare all&#8217;interno della colonia umana.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/dawn-of-planet-of-apes.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38140" title="dawn-of-planet-of-apes" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/dawn-of-planet-of-apes.jpg" alt="" width="500" height="265" /></a></p>
<p>Ed è un punto di vista interessante perché permette all&#8217;autore di costruire, attorno al più classico dei canovacci western e cioè quello che vede la contrapposizione tra cowboy e indiani, la storia di una guerra tra poveri, in cui possiamo anche sapere chi vincerà (per quanto non sarei così sicuro che qualsiasi adolescente di oggi abbia visto <em>Il pianeta delle scimmie</em> originale, quello diretto da Franlklin J. Shaffner nel &#8217;68;  al limite forse il poco riuscito remake del 2001 di Tim Burton) ma non è mai perfettamente chiaro chi siano gli invasori e chi le vittime. Se infatti il virus che ha eliminato quasi ogni traccia di vita umana dalla terra scaturiva dalla sperimentazione degli uomini sulle scimmie per la ricerca di una cura dell&#8217;Alzheimer, il reale virus di cui parla il film è quello della guerra e, più in generale, della violenza. Un virus che si insidia tra le pieghe della comunità dei primati con velocità inaudita, immediatamente dopo il primo contatto tra questi e gli uomini.</p>
<p>Seppur contraddistinto da una scrittura lineare e a tratti anche troppo classica, <em><strong>Apes Revolution</strong></em> è un film godibilissimo e per nulla scontato.<br />
Senza volerci soffermare troppo sulla perfezione tecnica ormai raggiunta dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Motion_capture">motion capture</a> (la gamma espressiva che Andy Serkis riesce a regalare al suo Cesare è davvero stupefacente) che, in prodotti del genere, sarebbe anche il caso di cominciare a dare per scontata, il film è un riuscitissimo e fluido patchwork di generi (si va dal succitato western alla fantascienza postapocalittica passando per l&#8217;accorato apologo sociale) costellato da alcune scene di notevole impatto. Una su tutte quella iniziale che, giustapponendo alla ripresa di una rotazione del globo terrestre un apocalittico cut-up di notizie sulla pandemia, riesce a coprire l&#8217;arco temporale tra il primo film e questo in appena una manciata di minuti. Per chiudere poi sul bellissimo primo piano finale di Cesare/Serkis da cui traspare tutta la sua (umana) rassegnazione di fronte alla certezza di quanto sta per accadere.<br />
Come già il suo predecessore, anche Apes Revolution rappresenta dunque un riuscito tentativo di costruire un blockbuster attorno a un&#8217;idea che non contempli esclusivamente l&#8217;esplosione reiterata di grattacieli.<br />
E questo, al netto di un&#8217;idea comunque non originale, non è affatto poco.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Visti a Roma: 31 ottobre</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2010/10/31/visti-a-roma-31-ottobre/</link>
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		<pubDate>Sun, 31 Oct 2010 16:54:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lasciami Entrare]]></category>
		<category><![CDATA[Let Me In]]></category>
		<category><![CDATA[Matt Reeves]]></category>
		<category><![CDATA[The Poll Diaries]]></category>

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		<description><![CDATA[Let Me In di Matt Reeves (remake di Lasciami entrare) e The Poll Diaries di Chris Kraus, entrambi in]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Let Me In</strong><br />
(USA, 2010)<br />
Regia: Matt Reeves<br />
Categoria: In concorso</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/214.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-17226" title="214" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/214.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Ci risiamo, un altro remake&#8230; Questa volta tornano di scena i vampiri adolescenti (dopotutto è Halloween anche al Festival di Roma) che due anni fa hanno commosso e ammaliato il pubblico di mezzo mondo. Così il piccolo film svedese del 2008 <em>Lasciami entrare</em> ha colpito anche il cuore di Matt Reeves (<em>Cloverfield</em>) tanto da portarlo a dirigere un remake americano di quel sorprendente caso cinematografico. Fedele al film originale, e ancora di più al romanzo di John Ajvide Lindqvist da cui è tratto, Let Me In ci catapulta in un freddo e nevoso inverno degli anni Ottanta in New Mexico. La vicenda è vista con gli occhi di Owen, un ragazzo di dodici anni alle prese con il divorzio dei genitori, una figura paterna del tutto assente, una madre bigotta e perennemente ubriaca e un gruppo di bulli che finiscono per rovinare definitivamente le sue giornate. Senza amici e sempre in disparte, la vita di Owen ha un sobbalzo quando incontra Abby, sua coetanea, una misteriosa vicina di casa che cammina a piedi scalzi sulla neve. Tra i due nascerà un sentimento fortissimo che andrà oltre l&#8217;amicizia. Ma Abbie non è esattamente una ragazza normale&#8230;</p>
<p>E&#8217; vero, <em>Let Me In</em> è un altro remake, ma difficilmente l&#8217;operazione avrebbe potuto ottenere risultati migliori. Decisamente più gotico, splatter e violento rispetto al titolo svedese, il film di Matt Reeves non potrà non convincere chi ha apprezzato l&#8217;originale. Il giovanissimo protagonista Kodi Smit-McPhee, (già visto recentemente al fianco di Viggo Mortensen in <em>The Road</em>) riesce a tenere sulle sue esili spalle l&#8217;intero peso di una pellicola ben scritta e diretta. Accanto a lui la bella e brava Chloe Moretz (ve la ricordate in <em>The Eye</em> accanto a Jessica Alba?) un&#8217;altra giovanissima promessa di Hollywood. Allontanandosi in modo netto dall&#8217;immagine del vampiro twilightiano che ultimamente impazza al cinema e sul piccolo schermo, Reeves torna a giocare con il suono (così come aveva fatto in <em>Cloverfield</em>) come elemento fondamentale e funzionale alla suspence di cui è intrisa la storia che racconta. La sua regia scorre fluida e senza intoppi, sostenuta dalla supervisione della mitica Hammer Film Productions, che di horror in effetti sembra saperne più di qulcosa.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
<p><strong>The Poll Diaries</strong><br />
(Germania, 2010)<br />
Regia: Chris Kraus<br />
Categoria: In concorso</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/7722.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-17227" title="7722" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/10/7722.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Alla vigilia della prima guerra mondiale la quattordicenne Oda von Siering (Paula Beer) fa ritorno a casa, a Poll sulla costa del Baltico, regione dove faticosamente convivono tedeschi, russi ed estoni, ai confini tra Germania e Impero Russo durante l&#8217;oscuro declino di un&#8217;epoca. Il padre di Oda, Ebbo (Edgar Selge), è uno scienziato morboso e inquietante che predilige oscuri esperimenti sulla razza e controlla la famiglia in modo crudele, in particolare la zia Milla, aristocratica perduta tra musica e tradimenti. Curiosa e ribelle, Oda finisce per prendersi cura di un anarchico estone ferito (Tambet Tuisk), nascondendolo agli occhi di tutti. Ma quel che sembrava un romantico gioco infantile si trasforma presto in atto di sfida capace di innescare un&#8217;incontrollabile reazione a catena, l&#8217;alba di una rivoluzione che verrà.</p>
<p>L&#8217;ambientazione sulle coste del Mar Baltico è mozzafiato, con la giovane  protagonista Paula Beer, qui alla sua prima prova attoriale, assolutamente riuscita. Due ore e dieci sono un po&#8217; troppe per un storia che stenta a decollare, ma i ritmi lenti e letargici in parte sono funzionali per farsi cullare dalla vicenda (e il termine non è casuale, dato che il nostro vicino di poltrona ha dormito per oltre metà film). Una bella pellicola &#8220;da festival&#8221; in cui succede poco e solo alla fine. Che vedranno in pochi ma che formalmente è inattaccabile.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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