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	<title>Movielicious &#187; Maurizio Casagrande</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Amici come prima</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Dec 2018 08:12:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Amici come prima]]></category>
		<category><![CDATA[Christian De Sica]]></category>
		<category><![CDATA[Lunetta Savino]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Boldi]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Casagrande]]></category>
		<category><![CDATA[REgina Orioli]]></category>

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		<description><![CDATA[Christian De Sica e Massimo Boldi di nuovo insieme nella commedia natalizia che non è un cinepanettone]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2018)<br />
Uscita: 19 dicembre 2018<br />
Regia: Christian De Sica<br />
Con: Christian De Sica, Massimo Boldi, Regina Orioli, Maurizio Casagrande<br />
Durata: 1 ora e 25 minuti<br />
Distribuzione: Medusa Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/amicicomeprima_open.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57853" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/amicicomeprima_open.jpg" alt="amicicomeprima_open" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Tredici anni dopo l&#8217;ultimo film insieme (<em>Natale a Miami,</em> con un incasso di 21 milioni di euro) <strong>Christian De Sica</strong> e <strong>Massimo Boldi</strong> devono aver pensato che i tempi per un ritorno &#8220;di coppia&#8221; fossero ormai maturi e, trascorsi gli ultimi anni tra duelli al box office natalizio in cui a competere erano film con protagonisti i due attori, ma separatamente, eccoli unire di nuovo le forze, intenzionati a sbancare il botteghino durante le feste.</p>
<p>Nel periodo che li ha visti separati, intanto, il <strong>cinepanettone</strong> è diventato un vero e proprio genere cinematografico e, ora più che mai, appare chiaro quanto abbia contribuito alla costruzione di una certa mentalità italiana, che ha preso forma alla fine degli anni Ottanta, per proseguire nei Novanta e nei primi Duemila e, in un certo senso, <em><strong>Amici come prima</strong></em> continua ad andare nella stessa direzione (l&#8217;hotel in cui è ambientato quasi interamente il film è una villa di proprietà di Silvio Berlusconi). Lo ha detto benissimo Curzio Maltese quando asseriva che «Il cinepattone è stato al ventennio berlusconiano come i &#8220;telefoni bianchi&#8221; stavano al ventennio fascista». E non è infatti un caso che la parabola discendente del del genere sia iniziata subito dopo l&#8217;avvento della crisi economica, che ha parzialmente conciso con la fine del berlusconismo. <strong><em>Amici come prima</em></strong> tuttavia prende anche le distanze dal cinepanettone classico. Non ci sono le location esotiche di un tempo e nemmeno quel turbinio di mogli tradite e amanti in lingerie che spuntano fuori dall&#8217;armadio ed è comprensibile che si sia voluto prendere le distanze da un genere ormai spremuto fino all&#8217;ultima goccia.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/amicicomeprima_1.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57854" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/amicicomeprima_1-1024x536.jpg" alt="amicicomeprima_1" width="1024" height="536" /></a></p>
<p>Se dare addosso a questo genere di film è cosa da radical chic di sinistra, glorificarli può essere ancora peggio. Se infatti viene a cadere l&#8217;idea secondo la quale ci si trova davanti a un cenacolo di macchiette, in favore di una trasposizione fedele dei pensieri e delle intenzioni dell’italiano di oggi, capite bene come la cosa appaia ancora più squallida. E così se da quel <em>Vacanze di Natale </em>del 1983 che ha dato il la al filone, c&#8217;è stata una regressione qualitativa piuttosto significativa dei contenuti nei titoli che, puntualmente, hanno inondato le sale natalizie in questi trentacinque anni, vuol dire che è l&#8217;Italia la prima ad essere peggiorata e, solo indirettamente, la sua cartina al tornasole cinematografica. A conferma di questa tesi, andare a cercare una dignità artistica in <em><strong>Amici come prima</strong></em> è un&#8217;impresa assai ardua, per non dire impossibile.</p>
<p>In <em><strong>Amici come prima</strong></em> <strong>Christian De Sica</strong> è Cesare, stimato direttore del Relais Colombo, hotel di lusso alle porte di Milano. Un giorno viene licenziato da Luciana (<strong>Regina Orioli</strong>), figlia dello storico proprietario dell’albergo Massimo Colombo (<strong>Massimo Boldi</strong>). Rimasto senza lavoro e disperato, Cesare deciderà di travestirsi da donna e di candidarsi come badante proprio per Massimo Colombo data la paga allettante. Nelle vesti della seducente Lisa riuscirà a conquistarsi il posto e tra i due nascerà un’intesa perfetta. Ma tutto questo porterà a una serie di imprevisti e situazioni equivoche perché Cesare non avrà il coraggio di svelare la verità a sua moglie (<strong>Lunetta Savino</strong>) e a suo figlio &#8220;culo&#8221; (<strong>Francesco Bruni</strong>), che continuano a crederlo direttore dell’hotel.</p>
<p>La struttura è quella della pochade, l&#8217;intenzione, quella di una rimpatriata goliardica che strizza l&#8217;occhio a <em>Mrs. Doubtfire</em> e al più recente <em>Quasi amici</em>, con un Christian De Sica in grande spolvero, che il film lo ha anche diretto, e un Boldi che continua ad essere la macchietta di se stesso. Se il primo infatti riesce, seppur con scarsa originalità e dando fondo ai personaggi che lo hanno reso celebre, a costruire un Cesare/Lisa tutto sommato credibile e in alcuni momenti anche divertente, il secondo ha ben poco a cui attingere. Per il resto <em><strong>Amici come prima</strong></em>, che viene &#8220;venduto&#8221; come un film per famiglie, regala dei picchi di <strong>volgarità</strong> notevoli e, soprattutto, gratuiti. Per non parlare del modo in cui ne esce la comunità LGBT (il figlio gay di De Sica e la Savino viene chiamato &#8220;culo&#8221; dai suoi stessi genitori).</p>
<p>Una nota positiva però c&#8217;è, nella reunion di Boldi-De Sica, ed è che quest&#8217;anno non avremo due brutti film a Natale, ma uno solo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
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		<title>&#8230;E fuori nevica!</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/10/15/e-fuori-nevica/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2014 06:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[...E fuori nevica!]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Buccirosso]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Casagrande]]></category>
		<category><![CDATA[Nando Paone]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Salemme]]></category>

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		<description><![CDATA[Salemme torna alle origini e richiama la sua storica compagnia teatrale per un nuovo episodio del suo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 16 ottobre 2014<br />
Regia: Vincenzo Salemme<br />
Con: Vincenzo Salemme, Carlo Buccirosso, Nando Paone<br />
Durata: 1 ora e 34 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/e-fuori-nevica_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39199" title="e-fuori-nevica_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/e-fuori-nevica_2.jpg" alt="" width="500" height="350" /></a></p>
<p>Enzo Righi (<strong>Vincenzo Salemme</strong>) è un cinquantenne spiantato che vivacchia cantando sulle navi da crociera, perennemente in fuga dai numerosi creditori che rivendicano il saldo dei suoi debiti di gioco.<br />
Alla morte della madre l&#8217;uomo torna a Napoli, per la prima volta dopo trent&#8217;anni, per la lettura del testamento, con la speranza di appianare le proprie difficoltà economiche attraverso un&#8217;eventuale eredità.<br />
La realtà che si trova ad affrontare però è ben diversa dalle aspettative.<br />
L&#8217;unico lascito è infatti una casa in cui, su specifica volontà della madre, Enzo sarà costretto a coabitare con i suoi due fratelli, Stefano (<strong>Carlo Buccirosso</strong>) e Cico (<strong>Nando Paone</strong>), quest&#8217;ultimo affetto da una rara forma di schizofrenia che lo porta a impersonare decine di personaggi immaginari e, di fatto, ad avere bisogno di assistenza continua da parte dei fratelli.<br />
La forzata convivenza porterà, oltre ad una serie di situazioni comiche, anche l&#8217;ombra di una possibile responsabilità esterna sui reali motivi della morte della madre.</p>
<p>Doppio ritorno al passato per Vincenzo Salemme che, dopo le ultime scialbe regie (<em>SMS &#8211; Sotto mentite spoglie</em> e <em>No Problem</em> erano francamente inguardabili) e forse troppe partecipazioni a film di Vanzina, decide di portare al cinema uno dei suoi primi lavori per il teatro e, nel farlo, di riunire la compagnia di attori di un tempo, sciolta ormai da più di dieci anni.<br />
Ecco quindi tornare sullo schermo, insieme all&#8217;autore che li ha lanciati, Nando Paone, <strong>Maurizio Casagrande</strong> e quel Carlo Buccirosso che nel frattempo &#8211; complice Paolo Sorrentino &#8211; è diventato uno dei migliori caratteristi in circolazione.<br />
A questa sorta di rivendicazione delle proprie origini meno smaccatamente commerciali non corrisponde però un risultato all&#8217;altezza delle (in realtà già scarse) aspettative.<br />
Salemme infatti si limita qui a filmare il già visto, senza preoccuparsi di conferire al testo una cornice dotata di qualcosa che ricordi anche lontanamente un respiro cinematografico ma, anzi, spogliando la pièce teatrale di tutte le sue inflessioni più malinconiche per privilegiarne invece la vena più ridanciana e facilona.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/e-fuori-nevica-film.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39200" title="e-fuori-nevica-film" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/e-fuori-nevica-film.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Il risultato è una sequela piuttosto serrata di siparietti comici da avanspettacolo e calembour linguistici che i tre protagonisti sembrano reiterare pigramente nel tentativo di strappare sporadiche risate.<br />
Sono gli stessi attori a non sembrare particolarmente convinti o legati al progetto, in primis Buccirosso che in genere è esilarante anche quando costretto in ruoli di puro contorno (basti pensare ai dieci minuti iniziali di <em>Song &#8216;e Napule</em>) e che qui invece offre una delle performance più monocordi e stanche della sua carriera.<br />
C&#8217;è un solo momento poi in cui <em><strong>&#8230;E fuori nevica!</strong></em> corre il serio rischio di elevarsi in parte dalla medietà che lo contraddistingue fino a quel momento ed è il finale. Un possibile epilogo in cui il buonismo, distribuito a pioggia nell&#8217;arco di tutta la durata del film, potrebbe virare verso la commedia nera e che, con sadica puntualità, Salemme rovina giustapponendogliene un altro, molto &#8220;volemose bene&#8221;, che sembra preso da un qualsiasi film di Pieraccioni.<br />
Ed è proprio a quel punto che i conti tornano perfettamente e si realizza che Vincenzo Salemme, seppure depositario di un curriculum artistico a cui Pieraccioni non potrebbe ambire nemmeno in dieci vite, soffre della stessa stasi creativa del regista de <em>Il Ciclone</em>.<br />
Sostanzialmente l&#8217;incapacità &#8211; se non proprio la mancanza di volontà &#8211; di spostarsi anche solo di un millimetro da quanto di buono si sia stati capaci di fare, magari per provare a forzare un po&#8217; i limiti del proprio talento e, con questi, anche i gusti del proprio pubblico di riferimento.</p>
<p><strong>Voto </strong>4</p>
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