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	<title>Movielicious &#187; Max Records</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>I’m Not a Serial Killer</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2016 17:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[#RomaFF11]]></category>
		<category><![CDATA[Billy O’Brien]]></category>
		<category><![CDATA[Christopher Lloyd]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma 2016]]></category>
		<category><![CDATA[I’m Not a Serial Killer]]></category>
		<category><![CDATA[Laura Fraser]]></category>
		<category><![CDATA[Max Records]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla Festa di Roma il thriller di Billy O'Brien tratto dal romanzo young adult di Dan Wells.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2016)<br />
Regia: Billy O’Brien<br />
Con: Max Records, Christopher Lloyd, Laura Fraser<br />
Durata: 1 ora e 44 minuti</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/i_am_not_a_serial_killer.jpg"><img class="alignnone wp-image-54387" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/i_am_not_a_serial_killer-1024x577.jpg" alt="Christopher Lloyd as Bill Crowley and Max Records as John Cleaver in 'I Am Not a Serial Killer'" width="650" height="366" /></a></p>
<p>Immaginate che il protagonista de <em>La finestra sul cortile</em> non sia più il Jimmy Stewart ingessato del capolavoro di Hitchcock ma un quindicenne in piena crisi adolescenziale. E se è vero che l’idea era già stata sfruttata in parte in Suburbia , <em><strong>I’m Not a Serial Killer</strong></em> ne rappresenta una versione decisamente più indie. Tratto dall’omonimo romanzo cult di Dan Wells, il film dell’irlandese <strong>Billy O’Brien</strong> ha come protagonista John Wayne Clever (<strong>Max Records</strong>), un ragazzino con una sociopatia clinicamente diagnosticata e il terrore di diventare, nell’immediato futuro, un serial killer. Per il bene proprio – e anche per quello delle persone che ha intorno &#8211; John ha deciso di vivere la vita seguendo rigide regole che lo mantengano buono e normale.  Quando però una catena di efferati omicidi semina il panico nella piccola cittadina del Midwest in cui vive, il ragazzo inizia a investigare, rischiando di tirar fuori il proprio lato più oscuro pur di fermare l&#8217;assassino. Ma senza le regole che lo controllano, John rischia di diventare più pericoloso del mostro che terrorizza il paese.</p>
<p>C’è un’intuizione fondamentale che rende interessante questo piccolo film e cioè quella di girare un horror come se si trattasse del più classico dei coming of age. D’altronde l’adolescenza può facilmente apparire come un luogo orribile per cui ben venga una rappresentazione in cui il disagio tipico di quell’età sia mostro fisico prima ancora che mentale. La fascinazione del male, altro topos fondamentale di quasi ogni adolescenza, trova corpo in questo John Wayne Clever (già il nome, chiaro riferimento al serial killer John Wayne Gacy, è tutto un programma) che, dopo la scuola, aiuta la mamma a imbalsamare cadaveri nell’impresa di pompe funebri di famiglia. Ed è curioso che a interpretare il giovane protagonista sia proprio quel Max Roberts che avevamo lasciato bambino nel <a href="http://www.movielicious.it/2009/10/30/nel-paese-delle-creature-selvagge/" target="_blank"><em>Paese delle creature selvagge</em></a> e ritroviamo oggi cresciuto e alle prese con altre creature ben più terrene e pericolose.<br />
Per il resto <em><strong>I’m Not a Serial Killer</strong></em> non è esente da difetti, anzi, tra un ritmo che rallenta e accelera in maniera randomica, alcuni salti temporali non troppo chiari e una serie di personaggi di contorno (la sorella del protagonista ad esempio) che, se approfonditi meglio, avrebbero conferito maggiori sfumature a tutto il quadro, si poteva assolutamente fare di meglio. Ma già il solo rivedere il buon <strong>Christopher Lloyd</strong> sul grande schermo vale il prezzo del biglietto.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nel paese delle creature selvagge</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 16:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Catherine Keener]]></category>
		<category><![CDATA[Max Records]]></category>
		<category><![CDATA[Spike Jonze]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo Il ladro di orchidee, Spike Jonze torna al cinema con tutto il suo talento visionario.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Where the Wild Things Are USA, 2009)<br />
Uscita: 02 ottobre 2009<br />
Regia: Spike Jonze<br />
Con: Max Records, Catherine Keener, Mark Ruffalo<br />
Durata: 1 ora e 41 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/creature-selvagge3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9146" title="creature-selvagge3" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/10/creature-selvagge3.jpg" alt="" width="500" height="278" /></a></p>
<p>Altissima l&#8217;aspettativa per questa pellicola firmata da uno dei registi più disubbidienti di Hollywood, Spike Jonze. E non a torto, dato che Adam Spiegel (questo è il suo vero nome) ci regala forse uno dei più acuti ed empatici film a tematica infantile. Tratto da un classico illustrato per bambini (il quasi omonimo libro di Maurice Sendak: <em>Nel paese dei mostri selvaggi</em>), il film racconta la storia di Max, un bambino vivace e sensibile che si sente solo e incompreso, con una sorella maggiore che non lo considera affatto e una mamma single che cerca di rifarsi una vita con altri uomini. Dopo una lite in casa, Max scappa via e si ritrova su un&#8217;isola abitata da strane creature che vivono allo stato brado, in modo caotico e impulsivo. Max viene eletto loro re, promettendo di portare felicità in quel mondo ai margini della cività. Ma per il ragazzo non sarà così semplice mantenere la parola data.</p>
<p>Spike Jonze non ci mostra nulla di ordinario o di già visto, alternando riprese crudamente realistiche ad altre del tutto fantastiche. Sette anni di lavoro ci sono voluti per la gestazione di una pellicola così volutamente irrequieta e disordinata e che rifiuta una struttura narrativa tradizionale non certo per sbaglio. L&#8217;intero film è stato ideato e girato &#8220;a misura di bambino&#8221;. Le riprese con la camera a mano sembrano fatte da un bimbo con la videocamera dei genitori, mentre la violenza e il divertimento nei giochi che Max fa con le creature selvagge sono tanto reali da apparire disarmanti.</p>
<p>Le suggestive ambientazioni (quasi tutto il film è stato girato in Australia) conferiscono alle creature un&#8217;aria ancora più reale e &#8220;fisica&#8221;, sottolineata dal fatto che non si è voluto ricorrere all&#8217;uso del digitale per realizzarle, ma a dei pesantissimi costumi. Nel paese delle creature selvagge in ogni caso risulta una pellicola difficile, dotata di una forte complessità strutturale, in particolar modo nella seconda parte. Quando Jonze inserisce tasselli di forte impatto psicologico che, se da un lato mostrano l&#8217;intenzione di voler approfondire gli istinti dei personaggi, dall&#8217;altro appesantiscono la fruizione di un prodotto che comunque, spicca per originalità.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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