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	<title>Movielicious &#187; Michael Madsen</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>The Hateful Eight</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2016 08:29:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2015)<br />
Uscita: 4 febbraio 2016<br />
Regia: Quentin Tarantino<br />
Con: Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh<br />
Durata: 3 ore e 2 minuti (70mm) &#8211; 2 ore e 47 minuti (DCP)<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/The-Hateful-Eight-Landscape.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51870" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/The-Hateful-Eight-Landscape.jpg" alt="The-Hateful-Eight-Landscape" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Se avete fretta, ve lo diciamo subito, cambiate sala e andate a vedere un altro film, perché qui c&#8217;è da aspettare, rimanere in attesa, avere pazienza. Un concetto che viene ripetuto più volte anche dagli otto personaggi dell&#8217;ottavo film scritto e diretto da <strong>Quentin Tarantino</strong>, <em><strong><a href="http://www.movielicious.it/2016/01/28/quentin-tarantino-a-roma-per-the-hateful-eight/" target="_blank">The Hateful Eight</a></strong></em>, che inizia come un road movie in salsa western per trasformarsi poco a poco in un kammerspiel a tinte gialle che si concede più di un&#8217;incursione nel pulp. Lo si intuisce già dalla prima inquadratura, un lentissimo carrello all&#8217;indietro che dura un tempo impensabile per chiunque altro, ma non per lui.</p>
<p>Tarantino gode nel cucinare personaggi e spettatori a fuoco lento, continuando a fare quello che ama, ovvero cinema che non risponde ad alcuna codifica, che è degenere più che di genere e, nel mostrare una sorprendente maturità nel modulare la narrazione (ma questa non è una novità), dirige quella che strutturalmente e concettualmente è la sua pellicola più complessa. Ancora una volta veniamo chiamati ad assistere a un perfetto esempio di cinema della conversazione che si poggia sulla scrittura del superfluo in cui le divagazioni sono la norma e quello che ogni sceneggiatore tradizionale taglierebbe, la peculiarità dello stile unico e difficilmente imitabile di mr. T.</p>
<p>La guerra civile è finita da qualche anno. Una diligenza corre veloce nel cuore del Wyoming, in direzione della città di Red Rock, dove sono diretti i passeggeri a bordo: il cacciatore di taglie John Ruth &#8220;The Hangman&#8221; (<strong>Kurt Russell</strong>) e la sua prigioniera Daisy Domergue (<strong>Jennifer Jason Leigh</strong>), che sta per essere portata al cospetto della giustizia. Durante il viaggio incontrano due sconosciuti: il maggiore Marquis Warren (<strong>Samuel L. Jackson</strong>), ex Soldato nero dell&#8217;Unione, e il rinnegato del Sud, Chris Mannix (<strong>Walton Goggins</strong>), nuovo sceriffo di Red Rock non ancora in carica. A causa di una tempesta di neve la diligenza è costretta a fermarsi. I quattro cercano rifugio nell&#8217;emporio di Minnie, dove le loro vite si icroceranno con quelle di quattro sconosciuti: Joe Gage (<strong>Michael Madsen</strong>), Sanford Smithers (<strong>Bruce Dern</strong>), Bob (<strong>Demian Bichir</strong>) e Oswaldo Mobray (<strong>Tim Roth</strong>). Bloccati dalla bufera di neve, questi otto personaggi si ritroveranno ad essere protagonisti di un gioco al massacro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Tha_Hateful_Eight_3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51872" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Tha_Hateful_Eight_3.jpg" alt="Tha_Hateful_Eight_3" width="604" height="260" /></a></p>
<p>Tarantino continua con la tradizione della divisione in capitoli, questa volta sono sei, spalmati su una durata ai limiti dell&#8217;accettabile, nei quali tira le fila di una storia con protagonisti un branco di rinnegati, ognuno dei quali ha davvero poco da perdere, soprattutto in un momento storico di transizione in cui una nazione ha ancora difficoltà a definire se stessa e ad accettare il proprio status, deciso da eventi storici che hanno portato a far convivere forzatamente più realtà all&#8217;interno dello stesso territorio. Personaggi che vantano una caratterizzazione eccessiva fuori dal comune (Jennifer Jason Leigh ridotta uno straccio, prima con un occhio nero e poi con la faccia ricoperta di sangue in modalità <em>Carrie &#8211; Lo sguardo di Satana</em> per buona parte del film è in assoluto la migliore), ognuno dei quali perfettamente consapevole del proprio ruolo all&#8217;interno del racconto, pedine sottomesse alla sadica volontà di un regista-autore demiurgo (anche voce fuori campo) in una pièce teatrale in cui ogni aspetto è portato all’eccesso, persino nell&#8217;alternanza della partitura di <strong>Ennio Morricone</strong>, cupa, infernale e ipnotica, con gli White Stripes, Roy Orbison e David Hess.</p>
<p>Se in <em>The Hateful Eight</em> gli omaggi a registi quali Carpenter e Corbucci, Leone, Ford e Peckinpah non mancano, è il teatro del Novecento questa volta la realtà saccheggiata e rielaborata da Tarantino. Il suo è il linguaggio di un Samuel Beckett virato al pulp, di un Harold Pinter in cui la tensione, il mistero e il senso di pericolo fagocitano tutto e tutti. E in cui l&#8217;elemento politico viene tenuto costantemente vivo dai dialoghi prolungati fino all&#8217;assurdo per riempire i vuoti d&#8217;azione, soprattutto nella prima parte, in cui vediamo tutto quello che accade senza alcuna ellissi temporale. Ma poi mr. T si scatena: spoglia i suoi personaggi delle maschere indossate fino a quel momento, si affida ai flashback e si diverte a stravolgere completamente il punto di vista, facendo a pezzi la storia e frammentandone la cronologia, come aveva fatto con i suoi <em>Cani da rapina</em> nel 1992.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Hateful_Eight.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51871" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/02/Hateful_Eight.jpg" alt="Hateful_Eight" width="620" height="224" /></a></p>
<p>E veniamo all&#8217;<strong>Ultra Panavision 70</strong>, esaltazione dello spazio azimutale, formato glorioso utilizzato solo per una manciata di film, tra cui <em>Ben Hur</em> e <em>L’ammutinamento del Bounty</em> e resuscitato da Quentin Tarantino, che non ha mai fatto segreto della sua necessità di continuare a girare in pellicola. Ma quella che può sembrare solo un&#8217;operazione nostalgia e una bizzarria di stile, si dimostra essere perfettamente funzionale anche a livello narrativo all&#8217;economia della storia permettendo, con una sola inquadratura, di contenere situazioni differenti e di dilatare per questo la suspense a livelli impensabili. Passato storico e passato cinematografico vengono omaggiati da questo insolito aspect ratio (il rapporto tra la larghezza e l&#8217;altezza dell&#8217;immagine) di 2.76:1, spettacolare nelle riprese in esterni ed efficiente in quelle in interni. Chi non potrà godere della visione del film in 70mm, all&#8217;Arcadia di Melzo, nello studio 5 di Cinecittà a Roma e a Bologna, qualcosa perderà: un programma dato a ogni spettatore prima della proiezione, proprio come a teatro, l&#8217;Overture musicale composta da Ennio Morricone, il finto logo vintage della Weinstein Company, i 12 minuti di intervallo tra terzo e quarto capitolo (cosa che per il pubblico italiano non sarà così insolita, dato che i nostri cinema sono tra i pochi al mondo che continuano a caldeggiare l&#8217;interruzione a metà film) e qualche taglio nelle parti più verbose.</p>
<p>Una delle caratteristiche dei western non erano i dialoghi ridotti all&#8217;osso? Applausi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8,5</p>
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		<title>Quentin Tarantino a Roma per The Hateful Eight</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 19:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con lui il maestro Ennio Morricone, Michael Madsen e Kurt Russell. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/The_Hateful_Eight_7.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51834" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/The_Hateful_Eight_7.jpg" alt="The_Hateful_Eight_7" width="650" height="370" /></a></p>
<p>La sala conferenze dell&#8217;hotel Hassler, a Trinità dei Monti, è strapiena di giornalisti mentre numerosi fan assiepati fuori dalla struttura sono in attesa di rubare anche solo uno scatto o un autografo a <strong>Quentin Tarantino</strong>, nella capitale insieme ai due attori <strong>Michael Madsen</strong>, <strong>Kurt Russell</strong> e al Maestro <strong>Ennio Morricone</strong>, autore delle musiche, per presentare la sua ultima fatica, <strong><em>The Hateful Eight</em></strong>.</p>
<p>Il film, distribuito dal 4 febbraio in oltre 600 sale e visibile per tutto il mese anche nel teatro 5 di Cinecittà nella versione in <strong>70mm</strong>, racconta una storia che inizia dopo la Guerra di secessione americana. Una diligenza passa veloce nei freddi paesaggi del Wyoming. I passeggeri – il cacciatore di taglie John Ruth (Russel) e la sua “taglia” Daisy Domergue (Leigh) sono diretti a Red Rock, il paese in cui Ruth – conosciuto come “Il Boia” – deve consegnare Domergue alla giustizia. Lungo la strada i due incontrano due stranieri: il maggiore Marquis Warren (Jackson) e Chris Mannix (Goggins). Warren è un ex soldato unionista diventato cacciatore di taglie dopo la fine della guerra, Mannix è un fuorilegge arrivato dagli stati del sud che dice di essere il nuovo sceriffo della città. Una bufera di neve costringerà la carovana a una sosta lungo la strada, nell&#8217;emporio di Minnie e di Sweet Dave dove accadrà di tutto e di più.</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/WVPhgkMn190" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>&nbsp;<br />
Tarantino è di una disponibilità rara, risponde con ironia alle domande che gli vengono poste e ha gli occhi che gli brillano quando parla di cinema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_51835" style="width: 665px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Michael_Madsen.jpg"><img class="size-full wp-image-51835" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Michael_Madsen.jpg" alt="Michael Madsen" width="655" height="430" /></a><p class="wp-caption-text">Michael Madsen</p></div>
<p><em><strong>Nei suoi film c&#8217;è sempre almeno un personaggio che finge di essere qualcun altro per salvarsi la vita. Si è mai chiesto il perché?</strong></em><br />
<strong>Quentin Tarantino</strong>.: &#8220;<em>E&#8217; vero, accade molto spesso nei miei film, anzi è sempre cresciuto di film in film. Forse con l’unica eccezione di Pulp Fiction. Mi piace l’idea che la differenza tra la vita e la morte sia spesso delegata alla performance del momento: pensate a Bastardi senza gloria. Il personaggio di Shoshanna è un’ottima attrice perché deve esserlo per forza, per tentare di salvarsi e portare a termine il suo piano. Ma anche Landa è un ottimo attore che sa benissimo ciò che vuole. Aldo Raine invece è un pessimo attore, eppure a fine film è l’unico che si salva. Però, se mi chiedete perché continui a farlo, non lo so. Ma mi piace</em>&#8220;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_51836" style="width: 665px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Kurt_Russell.jpg"><img class="wp-image-51836 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Kurt_Russell.jpg" alt="Kurt_Russell" width="655" height="389" /></a><p class="wp-caption-text">Kurt Russell</p></div>
<p><em><strong>Lei ha girato The Hateful Eight in un meraviglioso 70mm, volevo chiederle se metaforicamente la battaglia tra pellicola e digitale può essere paragonata a quella tra indiani e cowboy?</strong></em><br />
<em><strong>Quentin Tarantino</strong>: &#8220;In un certo senso sì, ma spero che la pellicola sopravviva più degli indiani&#8221;.</em></p>
<p><em><strong>Difficile non fare paragoni con La Cosa, visto che alcuni brani contenuti in The Hateful Eight sono stati composti da Morricone proprio per la pellicola diretta da Carpenter nel 1982, e che poi non sono stati uilizzati.</strong> </em></p>
<p>Un alterato <strong>Ennio Morricone</strong> risponde sostenendo che: <em>“Non ci sono similitudini evidenti tra i brani che ho scritto per Quentin oggi e quelli per Carpenter nel 1982. Sono stato molto attento a scrivere la musica giusta per questo film e devo dire che sia Carpenter all’epoca che Tarantino oggi mi hanno lasciato totale libertà nella scrittura&#8221;.</em></p>
<p>Ci pensa Tarantino a completare e ad approfondire la risposta: &#8220;<em>Mah, se c&#8217;è una similitudine tra i due film non andrei a cercarla nella musica, ma in elementi narrativi come la tempesta di neve, il luogo isolato dove un gruppo di persone sono costrette a rimanere senza potersi fidare l’una dell’altra. Insomma la paranoia che si crea, quello sì, è un aspetto comune alle due pellicole. Anche se The Hateful Eight è forse il mio film più vicino a Le Iene, lavoro che più degli altri aveva un debito enorme con La Cosa di John Carpenter. Sotto certi aspetti <strong>The Hateful Eight</strong> è un La Cosa in salsa western”.</em></p>
<p><em><strong>Kurt Russell</strong>: &#8220;Che dire? Nella mia carriera ho fatto due film musicati dal maestro Morricone, due film sceneggiati e diretti da Quentin Tarantino e cinque film diretti da John Carpenter. Sono un ragazzo molto, molto fortunato! Quello che mi è sempre piaciuto dei film di Quentin è la tela che riesce a tessere intorno ai personaggi che scrive. In questo caso il punto più interessante è questa città dove la legge dà a tutti la possibilità di avere un regolare processo, anche agli assassini più spietati. Il personaggio che interpreto è un cacciatore di taglie, ma è anche un idealista perché non uccide mai i banditi che cattura, preferendo portarli vivi davanti a un giudice.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_51837" style="width: 665px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Quentin_Tarantino_2.jpg"><img class="size-full wp-image-51837" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Quentin_Tarantino_2.jpg" alt="Quentin Tarantino" width="655" height="422" /></a><p class="wp-caption-text">Quentin Tarantino</p></div>
<p><strong><em>Come si pone riguardo alla polemica sulle mancate candidature di attori o registi di colore agli Oscar 2016 e in particolare alla mancata nomination per Samuel L. Jackson?</em></strong><br />
<em>Mi dispiace molto che Sam Jackson non abbia avuto la candidatura a Miglior Attore. Perché secondo me la meritava. Ma per quanto riguarda il boicottaggio, beh&#8230; Io non sono stato candidato, ma se lo fossi stato, sarei andato!&#8221;.</em></p>
<p><em><strong>Come è accduto per gli altri suoi film, anche qui parte da un genere per poi lasciarsi contaminare da molti altri.</strong></em><br />
<em>E&#8217; vero. Diciamo che parto spesso da un genere preciso, che questa volta è il western. Poi però mi dirigo verso altri mondi e questo nasce essenzialmente dal mio profondo amore per il cinema. Tendo a voler condensare più generi all&#8217;interno dello stesso film perché da spettatore mi piace vedere un film che possa darmi diverse prospettive, e credo di avere anche un talento naturale che mi consente di farlo. Quando ho iniziato a lavorare a <strong>The Hateful Eight</strong> volevo realizzare un western che avesse le sfumature dei gialli di Agatha Christie, poi ci ho messo dentro mille altre cose, tra cui l&#8217;horror, e la cosa mi è piaciuta non poco. Non credo che questo aspetto del mio modo di fare cinema rappresenti un problema, anzi. Significha anche fare un bel regalo al pubblico che con un solo biglietto paga per vedere tanti film.</em></p>
<div id="attachment_51838" style="width: 664px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Quentin_Tarantino_3.jpg"><img class="wp-image-51838 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/01/Quentin_Tarantino_3.jpg" alt="Quentin_Tarantino_3" width="654" height="419" /></a><p class="wp-caption-text">Quentin Tarantino</p></div>
<p><strong><em>The Hateful Eight è un film in cui i riferimenti alla storia e alla politica hanno un ruolo fondamentale.</em></strong></p>
<p><em><strong>Quentin Tarantino</strong>: In realtà non era una cosa voluta, mi ci sono ritrovato. Quando ho iniziato a scrivere questa storia (una carrozza persa in una paesaggio innevato, ecc&#8230;) non mi era minimamente venuto in mente il lato politico della faccenda. Solo dopo, quando i personaggi hanno preso parola, quando li ho fatti interagire, mi son reso conto che i riferimenti all’oggi e all&#8217;attuale situazione politica tra democratici e conservatori non erano affatto pochi&#8221;.</em></p>
<p><em><strong>Michael Madsen</strong>: &#8220;Certamente rispetto ai tempi de Le Iene o Kill Bill i film di Quentin tendono di più ad aver riferimenti alla storia o al presente, sono più connessi alla realtà. Ma è sempre lo spettatore alla fine che decide cosa prendere e cosa no. Io per esempio ho sempre pensato che i film di Quentin ci dicano che le soluzioni ai problemi sono molto più semplici di come noi tutti pensiamo&#8221;.</em></p>
<p><em><strong>Ci sono notevoli similitudini anche con Wild Rovers (Uomini selvaggi, di Blake Edwards, 1971).</strong></em><br />
<em>Quentin Tarantino: Non ho amato molto Wild Rovers, anche se la scena del poker mi è piaciuta molto, perché potrebbe tranquillamente stare in uno dei miei film. Una partita a poker che si trasforma in un a sorta di conflitto quasi mortale. E ho sentito dire che anche a Blake Edwards piaceva molto quella scena, che era una delle sue preferite&#8221;&#8230; &#8220;La tempesta di neve e il freddo si fanno sempre più minacciose nel film. La tempesta è il mostro che obbliga i personaggi a interagire e loro sono pedine in mano alla tempesta che sono costretti a interpretare un personaggio. Mettendo in campo queste premesse mi potevo permettere di dare tutto il tempo alla suspence per crescere. E qui entra in gioco il 70 mm, che ti consente poi di avere più azioni in un&#8217;unica scena, perché è un formato così largo da poter inquadrare più personaggi che interagiscono. Lo spettatore guarda un personaggio ma può spaziare su un’altro e sulle sue azioni, siamo sempre nel film, questo accresce di molto la suspence e l’attesa. Perché lo spettatore da un certo punto in poi della storia, sa benissimo che qualcosa accadrà, anche se non sa bene quando, ma quando succederà scatenerà l&#8217;inferno&#8221;.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
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		<title>The Hateful Eight: il full trailer del film di Quentin Tarantino</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2015 07:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuovo assaggio della pellicola che sarà nelle nostre sale a febbraio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/hateful-eight_h.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45342" title="hateful-eight_h" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/hateful-eight_h.jpg" alt="" width="500" height="282" /></a></p>
<p>Ce la stanno mettendo proprio tutta per alzare l&#8217;hype verso quella che è indiscutibilmente una delle pellicole più attese della prossima stagione, <em><strong>The Hateful Eight</strong></em> di <strong>Quentin Tarantino</strong>, in arrivo a Natale negli States e a febbraio in Italia. Ed ecco che infatti è stato rilasciato un nuovo full trailer del film.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/6_UI1GzaWv0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ambientato nel nevoso Wyoming qualche anno dopo la fine della Guerra  Civile, il film ruota attorno alle tensioni che si creano in un gruppo  di persone rimaste intrappolate in un saloon dopo che una tempesta di  neve ha divelto la loro diligenza. Il gruppo include due cacciatori di  taglie, un soldato Confederato rinnegato, uno sceriffo, una prigioniera  (Leigh), l’autista.</p>
<p>Nel cast <strong>Samuel L. Jackson, Kurt  Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Demian Bichir, Tim Roth,  Michael Madsen, Bruce Dern, Channing Tatum.</strong></p>
<p><em>The Hateful Eight</em> uscirà a Natale nei cinema americani in pellicola 70mm, l’8 gennaio negli altri formati e da noi solo a febbraio 2016.</p>
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		<title>The Hateful Eight di Quentin Tarantino: finalmente il trailer!</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2015 21:18:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Primissime immagini del western del regista americano con Samuel L. Jackson e Kurt Russell.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/the-hateful-eight.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43933" title="the-hateful-eight" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/the-hateful-eight.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>La<em> </em>Weinstein Company ha diffuso online il nuovo trailer di <em><strong>The Hateful Eight</strong></em>, nuovo attesissimo film diretto da <strong>Quentin Tarantino</strong> in uscita nelle sale americane l&#8217;<strong>8 gennaio</strong> (e a Natale in formato 70 mm in alcune sale selezionate). Si tratta dell&#8217;ottavo lungometraggio del regista e sarà mbientato nel nevoso Wyoming qualche anno dopo la fine della Guerra  Civile. La storia ruota attorno alle tensioni che si creano in un gruppo  di persone rimaste intrappolate in un saloon dopo che una tempesta di  neve ha divelto la loro diligenza. Il gruppo include due cacciatori di  taglie, un soldato Confederato rinnegato, uno sceriffo, una prigioniera e l’autista.</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/gnRbXn4-Yis" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Nel cast del film <strong>Samuel L. Jackson</strong>, <strong>Kurt  Russell</strong>, <strong>Jennifer Jason Leigh</strong>, <strong>Walton Goggins</strong>, <strong>Demian Bichir</strong>,<strong> Tim Roth</strong>, <strong> Michael Madsen</strong>,<strong> Bruce Dern</strong> e <strong>Channing Tatum</strong>.</p>
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		<title>37° Festival di Mosca &#8211; Giorno 6</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 15:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[37° Festival Cinematografico Internazionale di Mosca 2015]]></category>
		<category><![CDATA[Dorogoy Petr]]></category>
		<category><![CDATA[Jafar Panahi]]></category>
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		<category><![CDATA[Taxi Teheran]]></category>
		<category><![CDATA[The Visit]]></category>

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		<description><![CDATA[Jafar Panahi, regista iraniano inviso al regime, dopo l'Orso d'oro a Berlino conquista anche il pubblico]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_43388" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/the_visit.jpg"><img class="size-full wp-image-43388" title="the_visit" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/the_visit.jpg" alt="" width="500" height="285" /></a><p class="wp-caption-text">The Visit</p></div>
<p>Anche la sezione competitiva riservata alla non-fiction, incapace fino a ieri di andare al di là della sua antidiluviana concezione divulgativa, tira fuori gli artigli e presenta il suo primo campione: <em><strong>The Visit</strong></em> del danese <strong>Michael Madsen</strong> &#8211; no, non l&#8217;omonimo beone tarantiniano &#8211; orchestra un seducente ibrido che contamina l&#8217;affabulazione del mockumentary con il linguaggio sublime dell&#8217;elegia, ribaltando i presupposti dell&#8217;<em>ignoto spazio profondo</em> herzogiano e immaginando il primo contatto fra l&#8217;Uomo e l&#8217;extraplanetario non in qualche remoto meandro della galassia, ma sul suolo terrestre.</p>
<p>Madsen, descrivendo con l&#8217;aiuto di alcuni professionisti del campo tanto gli aspetti più metafisici (&#8220;conosci la differenza fra bene e male?&#8221;, &#8220;siamo pronti ad accoglierti?&#8221;), quanto quelli più marcatamente pratici della questione (chi dovrebbe essere il rappresentante del genere umano? come tutelare l&#8217;ordine pubblico?), conduce il suo esperimento con un magico esercizio di prospettiva, ponendo lo spettatore stesso nei panni dell&#8217;alieno e trasformando così il film da semplice speculazione fantascientifica in una riflessione sulla nostra autocoscienza e sul nostro implacabile senso di solitudine, e, non ultimo, in un elogio delle proprietà disorientanti del cinema.</p>
<div id="attachment_43389" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/taxi-teheran-081.jpg"><img class="size-full wp-image-43389" title="taxi-teheran-081" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/taxi-teheran-081.jpg" alt="" width="500" height="280" /></a><p class="wp-caption-text">Taxi Teheran</p></div>
<p>A seguire, il pezzo forte della vetrina sulla Berlinale, nientemeno che l&#8217;Orso d&#8217;Oro <em><strong>Taxi</strong></em> <strong><em>Teheran</em></strong>: sempre alle prese con le odiose restrizioni impostegli dal regime, il cineasta clandestino <strong>Jafar Panahi</strong> rompe ancora una volta il silenzio riducendo al minimo l&#8217;allestimento e, sfruttando il tema ricorrente della coincidenza e della confusione fra verità e racconto così fondativo nella cinematografia locale, si riprende al volante a girovagare per Teheran, ospitando di volta in volta sconosciuti, amici e familiari, tutti a modo loro condizionati dal clima di censura e di oppressione della società che li circonda, ma al di là dell&#8217;inconfutabile coraggio e della acclarata capacità di dire tutto con niente, il film sembra la risposta &#8220;di pancia&#8221; alle conclusioni devastanti ed estreme del suo di gran lunga superiore <em>This Is Not a Film</em>, punto di non ritorno dell&#8217;autore de <em>Il cerchio</em>, e una versione più sfuocata del <em>Dieci</em> di Kiarostami (anch&#8217;esso ripreso tutto dall&#8217;abitacolo di un&#8217;automobile): molti momenti memorabili, certo, dagli intrallazzi dello spacciatore di dvd agli esperimenti della vivacissima nipotina, fino a un finale laconico e potentissimo nella sua semplicità a riportare violentemente alla realtà, ma il film, questa volta, sembra lasciarsi vampirizzare troppo dalla propria missione per ambire alla statura dei capolavori passati.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/the-sea-the-flying-fish.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-43390" title="the-sea-the-flying-fish" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/the-sea-the-flying-fish.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Tornando al Concorso si resta comunque in Iran ma ci si immette sui binari rassicuranti della produzione istituzionale e allineata con il pessimo <em><strong>The Sea and the Flying Fish</strong></em>, generico dramma riformatoriale che sogna lo <em>Zero in condotta</em> di Vigo e insegue improponibili citazioni dall&#8217;ultimo atto de <em>I quattrocento colpi</em> &#8211; con tanto di oscena nuotata finale in CGI &#8211; ma che preferisce un tono declamatorio, ultraeffettistico ed edulcorato che suona insincero e pedante, fra musicacce pseudo-morriconiane, dialoghi sentenziosi, psicologie elementari e personaggi monodimensionali (ovviamente ripresi supergrandangolati, se cattivi), con blando messaggio escapista un tanto al chilo che con le problematiche autentiche delle vere pellicole antagoniste del Paese non ha assolutamente nulla a che fare.</p>
<div id="attachment_43391" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/hans.jpg"><img class="size-full wp-image-43391" title="My Good Hans" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/06/hans.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a><p class="wp-caption-text">My Good Hans</p></div>
<p>Si ritorna in patria, invece, con il virulento <em><strong>My Good Hans</strong></em> <em>(Dolce Hans, Caro Pjotr)</em>, velenosa tragedia di ambientazione nazisovietica che ricorda i soprusi messi in atto, ai tempi del patto Molotov-Ribbentropp, dai datori di lavoro tedeschi sulla manodopera russa: il tutto è nobilitato da una virulenta direzione di attori di stampo fassbinderiano e da una messinscena ipnotica e contemplativa a base di inquadrature dilatatissime (il regista <strong>Aleksandr Mindadze</strong> è stato collaboratore di fiducia degli autori allegorici più noti dell&#8217;URSS, a partire da Adbrashitov), ma sorge il dubbio, visto che si parla pur sempre di sanzioni e di rapporti inconciliabili fra Russia e superpotenza occidentale di turno, che il film sia principalmente al servizio di una soffocante propaganda anti-europea (i dissoluti ingegneri protagonisti vorrebbero forse ricalcare i vertici UE?) i e che la professionalità dell&#8217;insieme sia guidata soprattutto da mero spirito patriottardo.</p>
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