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	<title>Movielicious &#187; Milla Jovovich</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Resident Evil: The Final Chapter</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Feb 2017 08:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ali Larter]]></category>
		<category><![CDATA[Milla Jovovich]]></category>
		<category><![CDATA[Paul W.S. Anderson]]></category>
		<category><![CDATA[Resident Evil: The Final Chapter]]></category>
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		<category><![CDATA[Shawn Roberts]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle sale l'ultimo capitolo del franchise con Milla Jovovich ispirato al noto videogioco Capcom.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2017)<br />
Uscita: 16 febbraio 2017<br />
Regia: Paul W.S. Anderson<br />
Con: Milla Jovovich, Ali Larter, Shawn Roberts, Ruby Rose<br />
Durata: 1 ora e 46 minuti<br />
Distribuzione: Warner Bros Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/resident-evil-the-final-chapter.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55340" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/resident-evil-the-final-chapter.jpg" alt="resident-evil-the-final-chapter" width="752" height="440" /></a></p>
<p>Iniziamo col fare due conti.<br />
<em><strong>Resident Evil: The Final Chapter</strong></em> è il sesto e – se il titolo dice il vero – ultimo capitolo della saga iniziata nel 2002 e ispirata al famoso <strong>videogioco della Capcom</strong>.<br />
E, nonostante in 15 anni ne siano successe di cose, sia sul versante più distopico del genere sci-fi che in campo videoludico, il franchise è andato avanti, scollandosi progressivamente dalla sua matrice originaria per andare a costruire un corpus filmico sempre più a uso e consumo di una nicchia di amanti di un universo semantico che, nel frattempo, è diventato quasi vintage. Di fronte a un arco temporale e narrativo così ampio, chiudere la storia rappresentava un compito tutt’altro che facile, ma <strong>Paul W.S. Anderson</strong>, sceneggiatore e regista di quattro dei film che compongono la serie, riesce in qualche modo a riprendere le fila del discorso e dargli un epilogo che, sebbene tirato un po’ per i capelli, un senso (e un minimo di coerenza interna) ce l’ha.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Resident_Evil_Final_Chapter_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55341" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Resident_Evil_Final_Chapter_2.jpg" alt="Resident_Evil_Final_Chapter_2" width="620" height="400" /></a></p>
<p>Dopo un (neanche tanto) breve recap dei primi cinque capitoli, la pellicola ha inizio con Alice (<strong>Milla Jovovich</strong>) che, tradita da quelli che riteneva essere suoi alleati, combatte ormai da sola contro interi eserciti di non morti. Fino a quando non viene a sapere dell’esistenza di un antidoto al virus propagato anni prima dalla Umbrella Corporation suscettibile di salvare gli ultimi avamposti di umani sparpagliati sul pianeta dalla definitiva e prossima estinzione. Ma per portare a termine questa missione quasi impossibile Alice dovrà tornare proprio lì dove tutto è cominciato, a Racoon City.<br />
<em><strong>Resident Evil: The Final Chapter</strong> </em>inizia dunque come un western post-apocalittico, una sorta di <em>Mad Max</em> in cui l’eroina combatte quasi più per una forma di riflesso incondizionato che non per perseguire uno scopo. Poi, tra vari déjà vu e colpi di scena, tutti caratterizzati dal loro essere ampiamente telefonati, il film si perde in una ridda di spiegoni e fughe a rotta di collo. Ed è curioso come quello di Anderson nei confronti di Resident Evil rappresenti una sorta di percorso circolare che lo ha portato a prendere un videogame di enorme successo e trasferirlo sul grande schermo per poi, alla fine, traghettarlo di nuovo verso la console.</p>
<p>La sensazione che si ha durante la visione è infatti quella dell’ultimo livello di un videogioco ripreso in mano dopo molti anni dall’ultima volta.<br />
Uno di quelli con cui si era giocato fino allo sfinimento e si era messo da parte ripromettendosi, prima o poi, di portare a termine.<br />
Il percorso narrativo appare quindi segnato da un forte senso di predeterminazione mista a urgenza che, fin da subito, assume i connotati di una sfrenata corsa attraverso ambienti successivi – la velocità del montaggio a tratti si fa quasi insostenibile – fino a una scena finale che, seppur foriera di uno switch significativo, arriva quasi fuori tempo massimo.<br />
Ma il problema principale, quello che spinge a guardare l’orologio quando la storia è ancora ben lungi dall’avviarsi verso la fine, sono alcuni tra i peggiori dialoghi mai ascoltati al cinema. Scambi di battute che vorrebbero essere ironiche ma il più delle volte si perdono nell’oceano del ridicolo involontario. Sia ben inteso,  nessuno si aspetta da un’opera come <em><strong>Resident Evil: The Final Chapter</strong></em> chissà quali forme di profondità o di introspezione (i personaggi sono giustamente tagliati con l’accetta) ma, anche adottando un parametro di valutazione settato sul cinema d’intrattenimento di grana più grossa, il film di Anderson risulta oltremodo pigro nel suo ipotizzare che certo pubblico possa accontentarsi proprio del minimo sindacale.<br />
Un lussuoso giocattolo quindi, utile solo come quadratura di un cerchio già di suo non perfettamente tondo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 9</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Sep 2014 13:25:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Willem Dafoe]]></category>

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		<description><![CDATA[Milla Jovovich ed Ethan Hawke nel Cymbeline di Almereyda, l'atteso Pasolini di Abel Ferrara e il cinese]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/millajovovichcymbeline_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38705" title="millajovovichcymbeline_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/millajovovichcymbeline_1.jpg" alt="" width="273" height="411" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/millajovovichcymbeline_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38707" title="millajovovichcymbeline_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/millajovovichcymbeline_2.jpg" alt="" width="273" height="411" /></a></p>
<p>Avrà anche vivacizzato la passerella e spostato il baricentro della Mostra nuovamente verso territori più mainstream, ma il <strong><em>Cymbeline</em></strong> di <strong>Michael Almereyda</strong>, che torna a confrontarsi con Shakespeare e ad aggiornarlo con gli stessi discutibili esiti di <em>Hamlet 2000</em>, è stato accolto da fischi finora rimasti relativamente contenuti nelle sale del Lido.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/ethanhawke.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38708" title="ethanhawke" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/ethanhawke.jpg" alt="" width="328" height="494" /></a></p>
<p>Vuoi per un testo di partenza debole &#8211; e infatti raramente rappresentato, vuoi per una coltre di attori male assortiti (i giovani, <strong>Anton Yelchin</strong> e <strong>Dakota Johnson</strong>, sono a dir poco pietosi, <strong>Ethan Hawke</strong> rispolvera tormenti amletici senza impegnarsi troppo e <strong>Milla Jovovich</strong> come regina cattiva è di rara cagneria), vuoi per le solite attualizzazioni gratuite, il risultato è un autentico disastro e pianta il chiodo definitivo sulla bara della già poco brillante sezione Orizzonti.</p>
<div id="attachment_38709" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/retour-a-ithaque.jpg"><img class="size-full wp-image-38709" title="retour-a-ithaque" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/retour-a-ithaque.jpg" alt="" width="500" height="265" /></a><p class="wp-caption-text">Retour à Ithaque</p></div>
<p>Non va meglio nelle Giornate degli Autori, nella quale la Palma d&#8217;Oro <strong>Laurent Cantet </strong>conferma il suo momento di stanca con le ciarle piagnucolose e para-generazionali di <em><strong>Retour à Ithaque</strong></em> (di imminente uscita in sala in Italia): che il prodigio in grado di regalarci capolavori come <em>Risorse umane </em>o <em>La classe</em> fosse anche capace di trascendere tristemente in territori à la Salvatores e di dare vita a un <em>Grande freddo </em>lagnoso, stereotipato e putrefatto &#8211; sembra a tratti di assistere al film fasullo visto da Nanni Moretti in <em>Caro diario </em>(&#8220;<em>Siamo invecchiati, siamo inaciditi, siamo disonesti nel nostro lavoro&#8230;</em>&#8220;) &#8211; era al di là di ogni concepibile immaginazione. Fra i cinque insostenibili cinquantenni a rimuginare a ruota libera su una terrazza de L&#8217;Avana, interpretati nonostante tutto da attori professionisti, è davvero difficile scorgere un lampo di autenticità o qualcosa di più di un sistema ammuffito di archetipi da ABC dell&#8217;aspirante sceneggiatore (il cafone arricchito, l&#8217;alcolizzato redento, la bella sfiorita e via discorrendo). Nell&#8217;apparato dell&#8217;operazione, che si svolge praticamente in tempo reale in due soli ambienti, si intuisce ancora il mestiere registico del Cantet che fu, ma tutto il resto fa cadere le braccia e spegne ogni voglia di appassionarsi e di partecipare.</p>
<div id="attachment_38710" style="width: 472px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/red-amnesia.jpg"><img class="size-full wp-image-38710" title="red-amnesia" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/red-amnesia.jpg" alt="" width="462" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Qin Hao, Wang Xiaoshuai e Lu Zhong per Red Amnesia</p></div>
<p>Decisamente meglio fa l&#8217;unico partecipante cinese del Concorso, l&#8217;impegnativo <em>Red Amnesia</em>: dopo il più metaforico <em>11 Flowers</em>, il quarantottenne <strong>Wang Xiaoshuai</strong> torna a riflettere sulle scomodissime eredità della Rivoluzione Culturale virando addirittura in insospettabili territori mystery con tanto di telefonate anonime, episodi di stalking e persecuzioni assortite. La storia scorre con qualche evitabile lungaggine &#8211; le quasi due ore di durata si sentono tutte &#8211; e con cambi di registro a volte stonati (le apparizioni fantasmatiche, i tentativi di jump scare, le scene oniriche), ma quando si arriva gradualmente allo scioglimento più tragicamente reale e plausibile possibile, si capisce che l&#8217;intento di Xiaoshuai è ancora una volta di natura coraggiosamente storico-politica. Una bella sorpresa, dunque, che peraltro trascina una protagonista straordinaria come la rivelazione settantaquattrenne Lü Zhong verso una Coppa Volpi ormai scontata.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/pasolini.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38711" title="pasolini" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/pasolini.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Atteso quanto temuto, approda in Sala Darsena la mattina seguente il <strong><em>Pasolini</em></strong> di <strong>Abel Ferrara</strong>, che fa sprofondare nuovamente il Concorso negli abissi raggiunti solo dal terribile <em>The Cut</em> di Fatih Akin. Il maestro di <em>Fratelli</em>, i cui apici di carriera a questo punto viene lecito accreditare al contributo fondamentale del compianto Nicholas St. John, si rivela essere la scelta più sbagliata e pretenziosa per tentare l&#8217;impresa sciagurata di tradurre in immagini gli ultimi sogni e progetti dell&#8217;intellettuale romagnolo (soprattutto il romanzo <em>Petrolio </em>e il film <em>Porno-Teo-Kolossal</em>, con un metacinematografico <strong>Ninetto Davoli</strong> nei panni del protagonista destinato a Eduardo de Filippo) e ciò che ne esce è un pasticcio indegno minato da idee registiche biasimevoli.</p>
<div id="attachment_38712" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/pasolini-cast.jpg"><img class="size-full wp-image-38712" title="pasolini-cast" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/pasolini-cast.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Willem Dafoe, Adriana Asti, Ninetto Davoli, Abel Ferrara e Riccardo Scamarcio </p></div>
<p>Come i dialoghi introdotti timidamente in italiano e condotti poi interamente in inglese con risultati ridicoli (tanto valeva puntare all&#8217;artificio puro con la lingua di Albione dall&#8217;inizio alla fine o scegliere interpreti esclusivamente nostrani), da scelte di casting scellerate (<strong>Willem Dafoe</strong>, assolutamente inadeguato e cane come al solito, è solo un tizio truccato da PPP con una voce inaccettabilmente cavernosa, la Laura Betti di <strong>Maria de Medeiros</strong> è pura macchietta e il Ninetto Davoli di uno spaesatissimo <strong>Riccardo Scamarcio</strong> fa venire i conati), da una pressoché totale mancanza di rispetto per la materia (le sventagliate presunte certezze di Ferrara sull&#8217;omicidio all&#8217;Idroscalo si traducono in puri vaneggiamenti e in un cinico massacro) e dall&#8217;arroganza senza pari di un autore che si sente onnipotente nel suo concretizzare l&#8217;incompiuto e che invece ha da tempo perso ogni lucidità.<br />
Un obbrobrio indecente, insomma, reso ancora più insopportabile dalle sue fallite intenzioni celebrative.</p>
<div id="attachment_38713" style="width: 415px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/basementphotocall.jpg"><img class="size-full wp-image-38713" title="basementphotocall" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/basementphotocall.jpg" alt="Martin Gschlacht, Veronika Franz e Ulrich Seidl " width="405" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Martin Gschlacht, Veronika Franz e Ulrich Seidl </p></div>
<p>Si recupera in Palabiennale uno dei protagonisti Fuori Concorso della rassegna, il documentario <strong><em>Im Keller</em> </strong>del provocatore viennese <strong>Ulrich Seidl </strong>(già Premio Speciale della Giuria a Venezia69 con lo scandaloso <em>Paradiso: Fede</em>): con il suo usuale stile distaccato e sardonico caratterizzato da ineludibili long take fissi e frontali, l&#8217;autore di <em>Canicola</em> si aggira fra i territori inesplorati e insospettabili delle cantine austriache, sguazzando come un monello nelle pozzanghere in un microcosmo di schifo quotidiano a base di melomani beoni neo-nazi, feticisti di piogge dorate e di tazze del water, dominatrix semi-frigide, attiviste masochiste, ciccioni, vecchiacce inquietanti, derelitti e altri casi umani. La chiave di tutto è un senso di grottesco spinto ancora una volta verso un punto di non ritorno sempre più avanti del capitolo filmografico che lo precede, consapevolmente aberrante e compiaciuto ma con l&#8217;indubbia capacità di mostrare l&#8217;impresentabile e di dare un nome inquietantemente simile al nostro il passo successivo (e inevitabile?) della degradazione antropologica.<br />
<em>Im Keller</em>, oggetto alieno e assolutamente ingiudicabile, chiude la mattinata come un mattone in piena bocca e ci permette di continuare la Mostra con la certezza di esserci lasciati il peggio &#8211; non dal punto di vista artistico, si intenda &#8211; alle spalle.</p>
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		<title>Il quarto tipo</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 12:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bernacchio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Milla Jovovich]]></category>

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		<description><![CDATA[Milla Jovovich psicologa ipnotizzatrice a caccia di alieni. Un mockumentary fin troppo finto per i nostri]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(The Fourth Kind, USA 2009)<br />
Uscita: 22 gennaio 2010<br />
Regia: Olatunde Osunsanmi<br />
Con: Milla Jovovich, Will Patton, Hakeem Kae-Kazim, Corey Johnson<br />
Durata: 1 ora e 38 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/phmd9uoq29hbpu_1_l.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11414" title="phmd9uoq29hbpu_1_l" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/phmd9uoq29hbpu_1_l.jpg" alt="" width="500" height="363" /></a></p>
<p>&#8220;Alla fine sarete voi a decidere che cosa credere&#8221;, ci dice una Milla Jovovich attrice che si presenta come tale all&#8217;inizio del film, guardando in macchina. La segue Olatunde Osunsanmi, regista che decide di apparire nel proprio film come presentatore e intervistatore, in un finto semidocumentario che coniuga malamente un filone ormai abusato dell&#8217;horror in salsa aliena. l pretesto è quello di raccontare la storia (vera?) di una psicologa che vive in Alaska, e che dopo la misteriosa morte del marito (un ricercatore che stava indagando sulle abduzioni aliene) scopre che molti suoi pazienti sono perseguitati durante il sonno da qualcosa che al mattino non possono ricordare, ma che ha inquietanti punti di contatto tra tutti loro. Utilizzando l&#8217;ipnosi, arriverà a un passo dalla verità e anche oltre: ma qualcuno che non è terrestre non vuole che lei sappia, e farà di tutto per fermare le sue indagini.</p>
<p>Il film mescola finti spezzoni di interviste e testimonianze, presentate come reali, con sequenze filmiche da horror a buon mercato. Si tenta di puntare sullo psicologico, si tenta di forzare l&#8217;immedesimazione e la sospensione di incredulità, ma il risultato è solo quello di amplificare la pochezza dello script. La storia di fondo potrà anche essere basata su fatti reali, ma cercare di convincercene raccontandola addirittura su più piani narrativi e stilistici è fin troppo, soprattutto se viene fatto con un&#8217;insistenza ben poco coinvolgente. Pessima scelta di copione per Milla Jovovich, che sa essere brava.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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		<title>Milla Jovovich sposa il suo regista</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 03:36:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Bernacchio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
		<category><![CDATA[Milla Jovovich]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Anderson]]></category>

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		<description><![CDATA[L'amore tra l'attrice e Paul Anderson è nato tra gli zombie, ma è più vivo che mai.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/milla-jovovich-wedding-picture-04.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7544" title="milla-jovovich-wedding-picture-04" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/milla-jovovich-wedding-picture-04.jpg" alt="" width="500" height="467" /></a></p>
<p>Fiori d&#8217;arancio per Milla Jovovich, che ha finalmente sposato il suo Paul Anderson. I due hanno già una bimba, Ever, di 20 mesi. Paul e Milla si sono conosciuti nel 2002 sul set di <em>Resident Evil</em>, del quale lui era regista. La cerimonia, molto intima e con appena cinquanta invitati, si è tenuta ieri a Beverly Hills.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/milla-jovovich-wedding-picture-12.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7545" title="milla-jovovich-wedding-picture-12" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/milla-jovovich-wedding-picture-12.jpg" alt="" width="500" height="776" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/milla-jovovich-wedding-picture-19.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-7546" title="milla-jovovich-wedding-picture-19" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/08/milla-jovovich-wedding-picture-19.jpg" alt="" width="500" height="582" /></a></p>
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		<title>Milla Jovovich e i suoi mille impegni</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2009/03/10/milla-jovovich-e-i-suoi-mille-impegni/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 12:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Milla Jovovich]]></category>

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		<description><![CDATA[La star di Resident Evil torna prepotentemente sulla scena hollywoodiana con ben quattro film.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/milla-jovovich-wallpapers_4022_1024.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2554" title="milla-jovovich-wallpapers_4022_1024" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/03/milla-jovovich-wallpapers_4022_1024.jpg" alt="" width="390" height="292" /></a></p>
<p>L&#8217;attrice ucraina, a due anni dalla nascita della sua bimba Ever (poteva andare peggio!), rientra nel magico mondo del cinema. La sua agenda è fitta di impegni. La vedremo presto in <em>A Perfect Getaway </em>di David Twohy e in <em>The 4th Kind</em>, thriller ambientato in Alaska.</p>
<p>In questi giorni è sul set di <em>The Winter Queen </em>di Paul Verhoeven ed è in cima alla lista per essere la protagonista di <em>Mile Zero</em>, altro thriller (che strano, anche questo ambientato in Alaska) di Marcus Langenegger (Sex List). Bentornata, Milla.</p>
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