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	<title>Movielicious &#187; Noi siamo infinito</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Noi siamo infinito</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2013 08:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Stephen Chbosky e il suo splendido cast raccontano con piglio intenso e nostalgico il passaggio all'età]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Perks of Being a Wallflower , USA 2012)<br />
Uscita: 14 febbraio 2013<br />
Regia: Stephen Chbosky<br />
Con: Logan Lerman, Emma Watson, Ezra Miller<br />
Durata: 1 ora e 42 minuti<br />
Distribuito da: M2 Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/noi-siamo-infinito.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30655" title="noi-siamo-infinito" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/noi-siamo-infinito.jpg" alt="" width="500" height="254" /></a></p>
<p>Ovvero “I vantaggi di essere timido”.<br />
Anche se “uno che fa da tappezzeria”, come traduzione di Wallflower, rende meglio l&#8217;idea.<br />
Il protagonista, Charlie, è appunto uno che fa da tappezzeria.<br />
Ha sedici anni, legge più di quanto non viva e ascolta gli Smiths.<br />
E soprattutto non ha mai avuto una ragazza.<br />
Fare da tappezzeria però, soprattutto se associato a una sensibilità superiore alla media, può anche significare la possibilità di sviluppare un punto di vista privilegiato su ciò che si osserva.<br />
E Charlie, mentre osserva i suoi due nuovi amici Sam e Patrick vivere una vita sui generis rispetto ai rigidi standard di una qualsiasi high school americana – spregiudicata e sentimentalmente instabile lei e omosessuale lui &#8211; comincia (o ricomincia) a vivere.<br />
Tra i tre si crea immediatamente una forte alchimia, complice anche il riconoscersi reciprocamente lo status di outsider e inizia quello che per Charlie sarà un anno speciale, pieno di prime volte.<br />
Strutturato come una serie di lettere scritte da Charlie al migliore amico perso da poco, Noi siamo infinito racconta in maniera dolce-amara della perdita dell&#8217;innocenza, del primo bacio e delle prime droghe, dell&#8217;elaborazione del lutto e delle generali difficoltà che un adolescente può trovarsi ad affrontare affacciandosi al confine con l&#8217;età adulta.</p>
<p>E&#8217; bene che prima di entrare in sala a vedere questo film si abbia piena consapevolezza del fatto che ciò che ci verrà mostrato si avvicina maledettamente alla vita.<br />
Perché a volte uno non se lo ricorda più cosa vuol dire avere sedici anni.<br />
La sensazione che la scuola sia tutto il tuo mondo e che, in quel mondo, tu sia chiamato ogni giorno a giocare un ruolo fondamentale.<br />
La drammaticità con cui viene vissuta ogni piccola forma di cambiamento e l&#8217;epicità di ogni slancio, anche il più piccolo, come il decidere, nel bel mezzo di una festa, di smettere di fare da tappezzeria e di guadagnare, timidamente, un posto sulla pista da ballo.<br />
<em>Noi siamo infinito</em> ci aiuta a ricordare quel mood. E lo fa benissimo.<br />
Con una leggerezza di sguardo che per molti aspetti rimanda al cinema di John Hughes (<em>Breakfast Club</em> soprattutto) pur trattando tematiche non sempre allegre.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/noi-siamo-infinito_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30656" title="noi-siamo-infinito_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/noi-siamo-infinito_2.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Stephen Chbosky trasferisce su pellicola il suo romanzo d&#8217;esordio del 1999 (edito in Italia da Sperling &amp; Kupfer con il titolo <em>Ragazzo da parete</em>) e, responsabile sia della sceneggiatura che della regia, firma un piccolo capolavoro. La matrice letteraria del film è evidente sin dalle sue prime sequenze.<br />
Il modo stesso in cui l&#8217;autore introduce i tre splendidi personaggi principali – come anche la famiglia del protagonista, tratteggiata con poche ma sapienti pennellate – ha il respiro e la precisione della pagina scritta. La sua bravura, ai fini della perfetta riuscita del risultato finale, è anche nell&#8217;aver saputo scegliere un cast di attori in stato di grazia; quanto di meglio le ultime generazioni abbiano saputo mostrare sullo schermo.<br />
Logan Lerman, in particolare, è un giovane attore da tenere assolutamente d&#8217;occhio.<br />
Un piccolo De Niro che abita e percorre il film con un senso di inadeguatezza dolce che a tratti tramortisce. In alcune scene i suoi occhi sembrano quasi chiedere scusa per il semplice fatto di trovarsi lì.<br />
E una parola la merita anche il bravissimo Ezra Miller.<br />
Chi ha visto il disturbante <em>E ora parliamo di Kevin</em> provi a immaginarlo recitare in un ruolo “simpatico”. Non è mica facile, eh?<br />
Menzione a parte per la musica, per una volta non semplice sottofondo trendy alle immagini, ma reale protagonista del film.  Le canzoni che sentiamo infatti (due su tutte, <em>Asleep</em> degli Smiths e <em>Teenage Riot</em> dei Sonic Youth)  oltre ad avere il compito di immergere la storia in un preciso contesto storico &#8211; il passaggio cruciale tra gli anni Ottanta e i Novanta &#8211; hanno il compito di suggerire quel mood tipicamente adolescenziale a cui accennavo poc&#8217;anzi.<br />
Del resto riuscite a immaginare cosa voglia dire ascoltare per la prima volta David Bowie che canta che “tutti possiamo essere eroi, anche solo per un giorno” quando hai solo sedici anni e la sensazione che quella canzone possa, in qualche modo, parlare proprio di te?</p>
<p><strong>Voto </strong>8</p>
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