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	<title>Movielicious &#187; Olivia Cook</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Ouija</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jan 2015 07:50:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Ana Coto]]></category>
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		<category><![CDATA[Ouija]]></category>
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		<description><![CDATA[L'horror sulla tavoletta invoca-spiriti diretto da Stiles White, ennesima vittima degli stereotipi di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id, USA 2014)<br />
Uscita: 8 gennaio 2015<br />
Regia: Stiles White<br />
Con: Douglas Smith, Olivia Cook, Ana Coto<br />
Durata: 1 ora e 29 minuti<br />
Distribuito da: Universal Pictures International Italy</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/ouija_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40427" title="ouija_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/ouija_1.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Si parla da tempo della crisi del <strong>cinema horror</strong>. Nonostante qualche titolo incoraggiante uscito di recente come<a href="http://www.movielicious.it/2012/06/18/sinister-il-trailer/"> <em>Sinister</em></a>, o particolarmente fortunato al box office come <a href="http://www.movielicious.it/2014/10/01/annabelle/"><em>Annabelle</em></a>, il punto è che quando si parla di questo genere di film, sempre più spesso abbiamo a che fare con il già visto. Pensandoci bene, però, il già visto è una di quelle caratteristiche che non può e non deve mancare in un horror: gli spettatori che decidono di trascorrere la serata a guardare storie di case stregate e di spietati serial killer lo fanno perché sanno di trovare porte che scricchiolano, soffitte che nascondono chissà quali segreti e la corrente che salta nel momento clou. Tutti elementi che, in qualche modo, fortificano la loro scelta . E allora a un regista alle prese con un film horror si pone un compito davvero ingrato: da una parte dovrà infatti spaventare il pubblico cercando di proporre dinamiche differenti da quelle già utilizzate dai suoi colleghi, dall&#8217;altra garantirgli la presenza di tutti quegli elementi che pretende di trovare in una storia di paura.</p>
<p>Una riflessione che non deve aver minimamente sfiorato l&#8217;esordiente <strong>Stiles White</strong> che scarta ogni traccia di novità in favore di clichè già ampiamente spremuti e abusati. Pur essendo alla sua prima regia, White non è esattamente un novellino e si è fatto le ossa nel genere: troviamo il suo nome tra quelli degli sceneggiatori di <em>Boogeyman &#8211; L&#8217;uomo Nero</em> e <em>The Possession</em> e si è occupato degli effetti speciali di pellicole quali <em>Intervista col vampiro </em>e <em>Il sesto senso</em>. Dietro le sue spalle, tre giganti: la <strong>Blumhouse Production</strong>, di quel <strong>Jason Blum</strong> produttore dei più fortunati film horror americani degli ultimi anni (<em>Paranormal Activity</em>, <em>Oculus</em>,<em> Insidious</em>, <em>Sinister</em>, <em>Le streghe di Salem</em>, <em>The Bay</em>, <em>The Purge</em>, i due capitoli de <em>La notte del giudizio</em>), la <strong>Platinum Dunes </strong>di <strong>Michael Bay</strong> e la <strong>Hasbro</strong>, società americana di giochi che dal 1991 detiene il marchio registrato delle tavolette ouija e ne è uno dei maggiori produttori.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/ouija-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40429" title="ouija-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/ouija-2.jpg" alt="" width="500" height="258" /></a></p>
<p>Con questi nomi a sostenere il progetto, le aspettative erano piuttosto alte. Invece <em><strong>Ouija</strong></em> si rivela un filmetto prevedibile e insapore, costruito su una storia che definire banale è poco e con interpreti apatici che il più delle volte sembrano essere capitati nell&#8217;inquadratura per sbaglio. Un altro horror vittima degli stereotipi di genere, stanco e trascinato, segnato da un dilettantismo registico quasi fastidioso e da effetti speciali, sulla carta la specializzazione di White, rozzi e grossolani.</p>
<p>Nonostante dal punto di vista cinematografico Ouija risulti quindi essere un disastro, da quello prettamente commerciale si è rivelato invece un grande successo. Negli States il film è uscito nel weekend di Halloween, incassando oltre cinquanta milioni di dollari e le tavolette della Hasbro sono state uno dei regali di Natale più richiesti da adolescenti e non. Vedremo se il pubblico italiano risponderà con altrettanto entusiasmo.</p>
<p><strong>Voto </strong>4</p>
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		<title>Le origini del male</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jul 2014 08:36:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Hammer Productions]]></category>
		<category><![CDATA[Jared Harris]]></category>
		<category><![CDATA[John Pogue]]></category>
		<category><![CDATA[Le origini del male]]></category>
		<category><![CDATA[mockumentary]]></category>
		<category><![CDATA[Olivia Cook]]></category>
		<category><![CDATA[The Quiet Ones]]></category>
		<category><![CDATA[Tom De Ville]]></category>

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		<description><![CDATA[La gloriosa Hammer veste l'horror demoniaco diretto da John Pogue che contrappone scienza e occulto con]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Quiet Ones, USA, 2014)<br />
Uscita: 2 luglio 2014<br />
Regia: John Pogue<br />
Con: Jared Harris, Sam Claflin, Olivia Cooke<br />
Durata: 1 ora e 38 minuti<br />
Distribuito da: Key Films</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/the_quiet_ones.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-37824" title="the_quiet_ones" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/the_quiet_ones.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Quando si parla di esorcismi al cinema, il primo titolo a cui si pensa è senza dubbio <em>L&#8217;esorcista</em> di William Friedkin, adattamento dell&#8217;omonimo romanzo di William Peter Blatty che nel 1973 segnò profondamente la storia del cinema e rese insonni le notti di molti spettatori. Indiscusso capofila (insieme, forse a <em>Rosemary&#8217;s Baby</em>), del sottogenere demoniaco, il film di Friedkin influenzò in modo profodo tutte le pellicole che di lì in avanti avrebbero raccontato storie di possessioni ed esorcismi, segnando l’avvento di una nuova generazione di prodotti horror in cui il male non risiede altrove, bensì alberga nell’umano. Al lavoro di Friedkin, ispirato a fatti realmente accaduti, ne seguirono infiniti altri che dal capostipite non presero solo spunto per trame incentrate su possessioni di corpi straziati da demoni in essi reincarnati, ma ne imitarono (o meglio, provarono a farlo) lo stile, al fine di rappresentare eventi inspiegabili attraverso una messa in scena che fosse il più realistica possibile, come era riuscito a fare il regista di Chicago, forte di aver mosso i suoi primi passi nel cinema in ambito documentaristico. E&#8217; impossibile tenere il conto di tutte le pellicole che dal &#8217;73 ad oggi si sono ispirate a fatti realmente accaduti, alla ricerca di un’autenticità sempre più cruda e ostentando possessioni veritiere grazie allo stile simil-reale ottenuto con il mockumentary (il falso documentario), tecnica utilizzata in film quali <em>The Blair Witch Project</em>,<em> L&#8217;esorcismo di Emily Rose</em>, <em>Paranormal Activity</em>, <em>L’ultimo esorcismo</em> o <em>L&#8217;altra faccia del diavolo</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/the_quiet_ones_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-37825" title="the_quiet_ones_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/the_quiet_ones_2.jpg" alt="" width="500" height="298" /></a></p>
<p>Ad infoltire il filone &#8220;esci da questo corpo&#8221;, i cui ultimi due rappresentanti di una certa levatura sono stati <em><a href="http://www.movielicious.it/2011/11/01/insidious/">Insidious</a></em> e <a href="http://www.movielicious.it/2012/06/18/sinister-il-trailer/">Sinister</a>, è arrivato anche <em><strong>Le origini del male</strong></em>, ambientato nei primi anni Settanta e incentrato sullo studio di un professore universitario (<strong>Jared Harris</strong>) e tre suoi allievi intenti ad osservare ed analizzare il caso di Jane Harper (<strong>Olivia Cook</strong>, una simil Christina Ricci), diciannovenne schizofrenica che sostiene di essere posseduta da una presenza demoniaca. Così dopo aver prodotto <em>Blood Story</em> e <em>The Woman in Black</em>, la gloriosa <strong>Hammer Productions</strong> torna nel mondo dell’occulto e del paranormale con un film che però non le rende del tutto onore.<br />
L’ispirazione per lo sceneggiatore <strong>Tom De Ville</strong> è arrivata da &#8220;un esperimento condotto a Toronto alla metà degli anni Settanta: i ricercatori stavano lavorando all&#8217;idea che i poltergeist potessero essere originati da un&#8217;energia emotiva particolarmente intensa e, per dimostrarlo, si erano decisi a tentare di creare un essere soprannaturale sfruttando la loro stessa energia emotiva&#8221;. Meglio conosciuto come Esperimento Phillip, il test era stato condotto sotto la guida del dottor A.R.G. Owen, un professore inglese, matematico e genetista, che aveva scritto diversi articoli sui fenomeni paranormali e sulla telecinesi. Un ruolo che sarebbe stato perfetto per un Vincent Price o per un Christopher Lee dei tempi d&#8217;oro  nonché unico personaggio che nel film di<strong> John Pogue</strong> (autore del mediocre zombie movie <em>Quarantena 2</em>) possiede una certa complssità emotiva, dato che gli altri interpreti (fatta eccezione per Olivia Cook, sufficientemente inquietante nel ruolo della posseduta) sono poco più che figurine monodimensionali con poca verve e ancor meno espressività.</p>
<p>Buona la confezione, in cui si ritrova l&#8217;accuratezza nella costruzione delle scenografie, dei costumi e dei dettagli in genere, permeati di quella certa atmosfera polverosa da horror classico, peccato che <em>Le origini del male</em> non sia né particolarmente originale e nemmeno effettivamente spaventoso. I salti sulla poltrona sono prevedibili e spesso chiaramente annunciati dalla telecamera che indugia su un dettaglio, con tanto di commento musicale crescente a suggerire che lo spavento è dietro l&#8217;angolo. Con uno script così telefonato e un finale sin troppo prevedibile è davvero difficile arrivare lontano.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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