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	<title>Movielicious &#187; One on One</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 1 &#8211; Video</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Aug 2014 16:43:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alejandro González Iñárritu]]></category>
		<category><![CDATA[Birdman (o Le imprevedibili virtù dell’ignoranza)]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Stone]]></category>
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		<category><![CDATA[Mostra Internazionale d'Arte CInematografica  di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[One on One]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia71]]></category>

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		<description><![CDATA[Birdman di Iñárritu, ma anche One on One di Kim Ki-duk e l'iraniano The President.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/birdman_photocall_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38437" title="birdman_photocall_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/birdman_photocall_1.jpg" alt="" width="500" height="316" /></a></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/SVno6DpOMlg?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/SVno6DpOMlg?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Dopo una pre-apertura a tinte forti interamente dominata dalle Giornate degli Autori,  scandita dalle fughe adolescenziali dello scandinavo <strong><em>He ovat paenneet</em></strong> (atroce) e del britannico <strong><em>The Goob</em></strong> (salvabile, ma canonico e scritto col pilota automatico), dalle consuete, inconsapevolmente autocaricaturali provocazioni di un <strong>Kim Ki-Duk</strong> ormai relegato al circuito minore insieme al suo immondo <strong><em>One on One</em></strong> e dall&#8217;ormai collaudata formula da romanzo young adult sbrigliato ed estremizzato di <strong>Christophe Honoré</strong>, calatosi per l&#8217;occasione nella mitologia ovidiana con il suo <strong><em>Métamorphoses</em></strong>, è il turno di una nuova  inaugurazione lidense in grande stile affacciata su Hollywood e, potenzialmente, sulla  prossima edizione degli Oscar. A un anno di distanza dal giorno che diede il via alla  inarrestabile marcia trionfale di <em>Gravity</em>, è un altro titolo a stelle e strisce, questa volta in Concorso, ad aprire ufficialmente la Mostra e a garantire alla manifestazione qualche fascio di riflettori.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/edward_norton.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38438" title="edward_norton" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/edward_norton.jpg" alt="" width="274" height="479" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/michael_keaton.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38439" title="michael_keaton" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/michael_keaton.jpg" alt="" width="274" height="479" /></a></p>
<p>L&#8217;attesissimo <strong><em>Birdman </em></strong>è un&#8217;overture festivaliera scanzonata e atipica che riporta idealmente al Venezia65 del <em>Burn after Reading</em> coeniano e un appuntamento di irresistibile richiamo per chi, affezionato al grave e solenne microcosmo tragico di <strong>Alejandro González Iñárritu</strong>, ha fino ad oggi faticato ad immaginarne un potenziale contraltare comico: definitivamente affrancatosi dal canone hyperlink dell&#8217;ex-collaboratore Guillermo Arriaga e  rialzatosi dopo la brutta, cristologica caduta di <em>Biutiful</em>, il regista di <em>Babel </em>ritrova i co-sceneggiatori Nicolás Giacobone e Armando Bo ma assesta un colpo deciso e spiazzante alle certezze del suo cinema aprendo per la prima volta all&#8217;ironia e alla satira, se non addirittura alla parodia, tanto del proprio universo autoriale quanto di molta produzione mainstream contemporanea.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/emma_stone_birdman_photocall.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38441" title="emma_stone_birdman_photocall" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/emma_stone_birdman_photocall.jpg" alt="" width="352" height="487" /></a></p>
<p>E&#8217; facile vedere nell&#8217;ordinaria via crucis dell&#8217;attore in declino Riggan Thomson (<strong>Michael Keaton</strong>, indovinatissimo e commovente nel ruolo della sua vita) una sorta di versione demistificata della sequela esagerata di sfighe del protagonista del film precedente, ma Iñárritu, lungo l&#8217;impietoso ritratto di una crisi di mezza età, coinvolge nel gioco tanto la grammatica della messinscena, con lo sciamano del long take <strong>Emmanuel Lubezki</strong> a farsi beffe della tecnica che gli assicurò la statuetta per <em>Gravity </em>con un lavoro di ripresa e di montaggio che dà l&#8217;impressione di un unico, fasullissimo pianosequenza, quanto la mitologia dei generi, con il filone supereroistico dominatore del box office a rappresentare la più ineludibile delle gabbie dorate: non è un caso che, attorniato da un cast di comprimari che annovera <strong>Edward Norton</strong>,<strong> Naomi Watts</strong>, <strong>Emma Stone</strong> e <strong>Andrea Riseborough</strong> (vista in <em>W.E. </em>al Lido tre anni fa), a dominare quasi autobiograficamente la pellicola sia il pioniere degli uomini mascherati dell&#8217;era moderna, l&#8217;uomo sotto il mantello dei <em>Batman</em> di Tim Burton, che azzecca un tardivo rilancio dopo quasi un ventennio di oblio.</p>
<p>La mattinata prosegue nella sezione Orizzonti con un altro insperato ritorno, quello dell&#8217;iraniano <strong>Mohsen Makhmalbaf</strong>, che si riaffaccia alla fiction dopo un lustro abbondante con la produzione georgiana <strong><em>The President</em></strong>.  Con l&#8217;arresto di Jafar Panahi, per i cineasti di Teheran si è aperta  definitivamente una fase diasporica alla ricerca di un&#8217;espressione più  libera e di un bacino culturale più ampio &#8211; si pensi al Giappone di <em>Qualcuno da amare</em> o di <em>Cut</em>, alla Francia de <em>Il passato</em>, alla Turchia di <em>Rhino Season</em> o all&#8217;Italia di <em>Copia Conforme</em> e dell&#8217;imminente <em>Monte</em> -: non fa eccezione, oggi, il Caucaso del maestro di <em>Pane e fiore</em>,  che con il suo immaginario dittatore ad aggirarsi sotto mentite spoglie  e con la sola compagnia del nipotino fra il popolo di lui liberatosi  dopo un golpe sembra per certi versi la prosecuzione naturale di quel <em>Pentimento</em> di Tengiz Abuladze che esattamente trent&#8217;anni fa fece conoscere al mondo il nuovo cinema di Tbilisi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_president.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38442" title="the_president" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the_president.jpg" alt="" width="500" height="257" /></a></p>
<p>Makhmalbaf va controcorrente, non rinuncia alla prospettiva sociale e cerca di ritrovare la sua dimensione nonostante l&#8217;agguerritissima leva dei Farhadi, dei Ghobadi e dei Pitts gli abbia di fatto rubato la scena: ne risulta un film orgogliosamente fuori dal tempo e dalle mode, un&#8217;opera aggrappata a metafore e simbologie radicate nel suo passato da attivista, una parabola che si allontana dalle traversie della madrepatria solo geograficamente &#8211; ma neanche più di tanto &#8211; e che sa comunicare quella volontà instancabile e disperata di non perdere mai di vista la realtà del proprio Paese.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/before-i-disappear-3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38443" title="before-i-disappear-3" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/before-i-disappear-3.jpg" alt="" width="500" height="303" /></a></p>
<p>Ritornano le Giornate degli Autori per il primo ospite del pomeriggio, il newyorkese<strong><em> </em></strong><strong><em>Before</em></strong><strong><em> I Disappear</em></strong>, remake in forma di lungometraggio di quel <em>Curfew</em> che, dopo un&#8217;incetta internazionale di premi del pubblico, polverizzò la concorrenza alla penultima edizione degli Oscar nella categoria riservata ai corti: quello che poteva essere il <em>Locke</em> della situazione deve fare i conti con uno dei vecchi e spietati adagi della creazione filmica &#8211; confermatoci l&#8217;anno scorso, fra l&#8217;altro, dall&#8217;insignificante <em>L&#8217;Arbitro</em> di Paolo Zucca &#8211; e cioè che un&#8217;ottima idea compressa in meno di venti minuti difficilmente conserverà la medesima efficacia se dilatata a novanta. Il factotum <strong>Shawn Christensen</strong> si cala nuovamente nei panni del depresso baby-sitter suo malgrado Richie, ritrova, appena un po&#8217; cresciuta, la protagonista pre-adolescente del progetto originale (la rivelazione <strong>Fatima Ptacek</strong>) e tenta di rafforzare il cast di contorno con nomi di peso, dalla <strong>Emmy Rossum</strong> de <em>Il fantasma dell&#8217;opera</em> al televisivo <strong>Paul Wesley</strong> &#8211; che i patiti del piccolo schermo ricorderanno in <em>The Vampire Diaries</em> -, senza dimenticare il mai abbastanza apprezzato <strong>Ron Perlman</strong> (aka Hellboy), ma lo scarto fra il materiale di partenza e gli obbligatori sviluppi ex novo è troppo a vantaggio del primo e viene l&#8217;amaro in bocca al pensiero che il talentuoso regista abbia preferito rimanere pigramente sul sicuro invece di investire tutto su un&#8217;idea nuova e originale.</p>
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