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	<title>Movielicious &#187; Pablo Trapero</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il Clan</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Aug 2016 09:40:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Guillermo Francella]]></category>
		<category><![CDATA[Il Clan]]></category>
		<category><![CDATA[Lili Popovich]]></category>
		<category><![CDATA[Pablo Trapero]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Lanzani]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(El clan, Argentina, Spagna 2015)<br />
Uscita: 25 agosto 2016<br />
Regia: Pablo Trapero<br />
Con: Guillermo Francella, Peter Lanzani, Lili Popovich<br />
Durata: 1 ora e 48 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Il_Clan.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53771" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Il_Clan.jpg" alt="Il_Clan" width="800" height="400" /></a></p>
<p>Un anno esatto. Tanto c’è voluto per vedere anche da noi uno dei film-rivelazione della scorsa Mostra del Cinema di Venezia (oltre che Leone d’Argento alla Miglior Regia) e, malgrado <em><strong>Il Clan</strong></em> arrivi in sala in un periodo dell’anno in cui, se si va al cinema, lo si fa giusto per vedere il blockbuster di turno, sarebbe comunque il caso di non perderlo.<br />
L’argentino <strong>Pablo Trapero</strong> racconta una delle pagine più buie della storia del proprio Paese e lo fa utilizzando, come filtro narrativo, i codici del thriller di chiara estrazione statunitense.<br />
Siamo a Buenos Aires nei primi anni Ottanta. Qui Arquìmedes Puccio (<strong>Guillermo Francella</strong>), all’apparenza irreprensibile padre di famiglia, è a capo di un’organizzazione dedita al rapimento degli esponenti più ricchi della città e alla loro eliminazione subito dopo aver incassato il riscatto. Tutto ciò avviene in una stanza della casa dell’uomo, con il consenso tacito di tutti i membri della sua numerosa famiglia. Il figlio Alejandro (<strong>Peter Lanzani</strong>), in particolare, è complice di quasi tutti i sequestri, pur vivendo un montante senso di colpa per la crudeltà delle proprie azioni. L’attività del clan dei Puccio si è svolta per anni sotto l’egida di un regime votato già di suo alla pratica del far sparire persone innocenti, ma ora che politicamente le cose sono cambiate Arquìmedes si trova privo delle difese garantitegli dalla dittatura ma, al tempo stesso, incapace di abbandonare quella vita.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Il_Clan_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53772" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/08/Il_Clan_2.jpg" alt="Il_Clan_2" width="644" height="360" /></a></p>
<p>La storia narrata è agghiacciante ma Trapero, più che dalla cronaca in senso stretto, sembra affascinato dalle insidiose dinamiche interne che regolano e scandiscono la vita di questo singolare e inquietante clan.<br />
Per descriverle, l’autore assume il punto di vista del figlio Alejandro, rugbista in erba combattuto tra il senso di appartenenza, la lealtà verso un padre padrone e il rumore via via sempre più forte della propria coscienza.<br />
In questo modo il patriarca<strong> Arquìmedes Puccio</strong> diventa il simbolo di una Nazione che per sette anni (dal 1976 al 1983) si è macchiata del sangue dei propri cittadini chiedendo loro in cambio null’altro che cieca obbedienza, senza però mai perdere di vista la sua natura cinematografica di <strong>villain</strong> di rara infamia, reso ancor più crudele dalla facciata di insospettabile uomo medio e dal fatto che a interpretarlo (in maniera magistrale) sia un attore generalmente impegnato in ruoli più leggeri come Guillermo Francella.</p>
<p><em><strong>Il Clan</strong></em> è dunque un mirabile esempio di come oggi il cinema di denuncia possa (e, per molti versi, debba) sposare l’epica criminale e diventare qualcosa di ben più strutturato, evitando anche certe derive documentaristiche che spesso rischiano di allontanare il pubblico. Trapero invece gira con un occhio a Scorsese (soprattutto per l’uso di canzoni pop giustapposte a immagini particolarmente efferate) e un altro al magnifico <em>Il segreto dei suoi occhi</em> del connazionale Juan José Campanella, riempiendo il film di complicatissimi movimenti di macchina e di una disturbante scena finale di rara potenza visiva.<br />
A voler proprio spaccare il capello, l’unica pecca del film è nell’eccessiva lentezza che contraddistingue certi passaggi narrativi, soprattutto nella parte centrale, e che diluisce il ritmo con cui, fino ad allora, si alternano con estrema perizia registri linguistici diversi.<br />
Ma del resto <em><strong>Il Clan</strong></em>, il cui successo in Argentina, dove la nera vicenda della <strong>famiglia Puccio</strong> è ancora ben vivida nella memoria collettiva, è stato immediato, non è e soprattutto non ambisce ad essere né il <em>Romanzo criminale</em> di quella terra né tanto meno una declinazione sudamericana de <em>Il Padrino</em>. È principalmente una riflessione assai lucida (e tecnicamente impeccabile) sull’uso distorto del potere e su come certi regimi tendano a deresponsabilizzare &#8211; e in alcuni casi addirittura a legittimare – il ricorso alla violenza.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Venezia 72 &#8211; Giorno 5</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 18:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[A Bigger Splash]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Vincent]]></category>
		<category><![CDATA[Dakota Johnson]]></category>
		<category><![CDATA[El clan]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrice Luchini]]></category>
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		<category><![CDATA[Matthias Schoenaerts]]></category>
		<category><![CDATA[Pablo Trapero]]></category>
		<category><![CDATA[Ralph Fiennes]]></category>
		<category><![CDATA[Tilda Swinton]]></category>

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		<description><![CDATA[Ralph Fiennes e Tilda Swinton mattatori per A Bigger Splash di Guadagnino e un sorprendente Fabrice Luchini]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/fabrice_luchini_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44296" title="fabrice_luchini_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/fabrice_luchini_2.jpg" alt="" width="242" height="363" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/fabrice_luchini_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44295" title="fabrice_luchini_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/fabrice_luchini_1.jpg" alt="" width="255" height="363" /></a></p>
<p>Si esaurisce nell&#8217;arco di nemmeno 48 ore la rappresentanza transalpina a <strong>Venezia 72,</strong> perlomeno nella sezione principale, una selezione esigua e senza pretese capace non solo, per una volta, di venire risparmiata dagli abituali e spesso immeritati fischi di noi rancorosi cugini d&#8217;Oltralpe ma, anzi, di rappresentare in questa finora sfuocata edizione l&#8217;unica di mettere positivamente d&#8217;accordo tutti, critica e pubblico, spettatori smaliziati e occasionali.</p>
<p>Dopo gli applausi sinceri e per molti versi inaspettati ricevuti da Xavier Giannoli e dal suo <em>Marguerite</em>, a passare indenne al giudizio della Sala Darsena è il compatriota <strong>Christian Vincent</strong>, che con il suo <em><strong>L&#8217;hermine</strong></em> supera brillantemente quella fase d&#8217;impasse &#8211; ma di notevole rendimento commerciale &#8211; culminata con i deboli <em>Amore a cinque stelle </em>e <em>La cuoca del presidente</em>, non riacquistando a tutti gli effetti quella piena forma autoriale che, con il notevole esordio de <em>La timida</em>, aveva fatto parlare di un possibile secondo Rohmer, ma girando comunque un inattaccabile, delizioso esempio di cinema medio nobilitato tanto da una scrittura serrata e brillante quanto dall&#8217;umiltà di mettersi al servizio delle interpretazioni del proprio cast. Insostituibile fulcro di questo curioso e discreto melange di <em>courtroom drama </em>e di commedia romantica di carattere è infatti il veterano <strong>Fabrice Luchini</strong>, già protagonista del debutto e preziosissimo elemento ricorrente di tanti Racconti Morali, che qui, più sornione che mai, si produce in una travolgente performance da papabile Coppa Volpi alle prese con le idiosincrasie, i tic e l&#8217;insanabile senso di solitudine di un severo Presidente di Corte d&#8217;Assise, fotografato tanto nel suo ambito pubblico &#8211; un processo per infanticidio &#8211; quanto in quello privato &#8211; la sua impacciata infatuazione per una vecchia conoscenza capitatagli casualmente come giurata. Il risultato è un lieve e agrodolce ritratto sottilmente impertinente nei confronti dei generi di riferimento (tant&#8217;è che sia il chiaro scioglimento procedurale quanto quello sentimentale ci sono negati) la cui inclusione In Concorso sarà stata forse un po&#8217; eccessiva, ma che brilla come garbato meta-esercizio sulla coincidenza Arte-Vita (si suggerisce che il Giudice stia al suo tribunale come un regista stia al palcoscenico) e come saggio di bravura per una delle più inestimabili e sottostimate figure della cinematografia francese.</p>
<div id="attachment_44297" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/luca-guadagnino-tilda-swinton-ralph-fiennes1.jpg"><img class="size-full wp-image-44297" title="luca-guadagnino-tilda-swinton-ralph-fiennes1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/luca-guadagnino-tilda-swinton-ralph-fiennes1.jpg" alt="Luca Guadagnino,Tilda Swinton e Ralph Fiennes - A Bigger Splash" width="500" height="331" /></a><p class="wp-caption-text">Luca Guadagnino,Tilda Swinton e Ralph Fiennes - A Bigger Splash</p></div>
<p>In tutt&#8217;altra direzione si muove il primo concorrente della mattinata e il secondo emissario italiano della comitiva, ma tutto sommato, in nome di una consacrazione internazionale ricevuta a dispetto degli spernacchiamenti di casa, non si direbbe. <strong><em>A Bigger Splash</em></strong> è per l&#8217;appunto il progetto con cui <strong>Luca Guadagnino</strong>, inguaribile <em>&#8220;</em>chiagni e fotti&#8221; della produzione nostrana, tenta il grande lancio internazionale dopo l&#8217;acclamazione tutta d&#8217;Oltreoceano del precedente <em>Io sono l&#8217;amore</em>: rispetto alla patina pseudoviscontiana del precedente, Guadagnino sembra voler adottare la struttura caotica e indisciplinata del film conviviale girato fra amici (quello, con risultati ben diversi, di <em>Io ballo da sola</em> di Bertolucci, per citare il modello più prossimo) e usa come pretesto l&#8217;idea di riadattare il già non eccelso <em>La piscina </em>di Jacques Deray per stendere un fatuo, cadaverico e altezzoso intreccio di morbosità, di seduzioni e di gelosie dalle finalità prettamente commerciali che suona più che altro come un presuntuoso atto di vanità e di autoaffermazione.</p>
<div id="attachment_44298" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/matthias-schoenaerts-luca-guadagnino-dakota-johnson-tilda-swinton-and-ralph-fiennes.jpg"><img class="size-full wp-image-44298" title="matthias-schoenaerts-luca-guadagnino-dakota-johnson-tilda-swinton-and-ralph-fiennes" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/matthias-schoenaerts-luca-guadagnino-dakota-johnson-tilda-swinton-and-ralph-fiennes.jpg" alt="Matthias Schoenaerts, Luca Guadagnino, Dakota Johnson, Tilda Swinton e Ralph Fiennes" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Matthias Schoenaerts, Luca Guadagnino, Dakota Johnson, Tilda Swinton e Ralph Fiennes</p></div>
<p>Pur con qualche alleggerimento autoironico e con un cast a targhe alterne (ottimi <strong>Tilda Swinton</strong> e, soprattutto, un irrefrenabile <strong>Ralph Fiennes</strong>, decisamente più modesti <strong>Matthias Schoenaerts</strong> e, manco a dirlo, <strong>Dakota Johnson</strong>), il cinema di Guadagnino resta in ogni caso ostinatamente irricevibile e a beneficio di una platea (soprattutto estera) accuratamente selezionata, e nel suo tentativo di mitigarsi e di dimostrare un&#8217;anima meno rigida scivola su una resa estetica piena di sbavature (i goffi movimenti di macchina a schiaffo, in particolare), di analisi sociologiche appiccicate con lo sputo (la questione dei migranti come capri espiatori di tutto) e di sguaiatezze assortite.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/ralph_fiennes_5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44299" title="ralph_fiennes_5" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/ralph_fiennes_5.jpg" alt="" width="400" height="600" /></a></p>
<p>Insomma, se lo scopo di Guadagnino era, ancora una volta e con maggiore preterintenzione, indisporre i suoi detrattori e coccolare i suoi estimatori, c&#8217;è da dire che in questo senso <em><strong>A Bigger Splash</strong> </em>sia un&#8217;operazione perfettamente riuscita.</p>
<div id="attachment_44312" style="width: 410px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/peter-lanzani-pablo-trapero-and-guillermo-francella.jpg"><img class="size-full wp-image-44312" title="peter-lanzani-pablo-trapero-and-guillermo-francella" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/peter-lanzani-pablo-trapero-and-guillermo-francella.jpg" alt="Peter Lanzani, Pablo Trapero and Guillermo Francella - El clan" width="400" height="600" /></a><p class="wp-caption-text">Peter Lanzani, Pablo Trapero and Guillermo Francella - El clan</p></div>
<p><span class="_5yl5"><span>A soddisfare pienamente è invece il primo membro dell&#8217;agguerrito bastimento sudamericano,   un&#8217;iniezione di adrenalina assimilata nella quiete generale: <em><strong>El clan</strong></em> di <strong>Pablo Trapero</strong> è un   solidissimo studio del mostro che si annida nel quotidiano e nella normalità dei valori   fondativi (lo Stato, la Giustizia, ma soprattutto la Famiglia), una storia di violenza e di   omertà che trova nell&#8217;apparente risveglio dell&#8217;Argentina post-peronista un&#8217;ambientazione da inferno e il teatro di un&#8217;ascesa sociale e politica che nasconde in realtà lo stesso irrespirabile clima di barbarie. I sequestri e gli omicidi compiuti &#8211; davvero &#8211; da Arquimedes Puccio (il comico televisivo   Guillermo Francella, qui in un&#8217;inedita, travolgente performance glaciale e luciferina degna del Palmares) e dai suoi congiunti diventano così l&#8217;occasione per riflettere sulla deformazione dei meccanismi familiari &#8211; il punto di vista è quello del figlio Alejandro (<strong>Peter Lanzani</strong>) &#8211; e istituzionali (a giustificare e a tutelare l&#8217;operato dei Puccio sta la necessità da parte del governo centrale di mantenere la strategia della tensione), e Trapero, pur conducendo il gioco con occhio a tratti compiaciuto (i rapimenti accompagnati da hit più o meno dell&#8217;epoca, l&#8217;indugiare piuttosto gratuito sulle torture inflitte alle vittime), riesce a ottenere l&#8217;effetto di un romanzo criminale malsano di grande potenza, spietato e senza sbocchi, gettando nel baratro indistintamente chiunque, dai carnefici alle prede, dai committenti agli gnorri.</span></span></p>
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