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	<title>Movielicious &#187; Partisan</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Partisan</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Aug 2015 05:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ariel Kleiman]]></category>
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		<category><![CDATA[Vincent Cassel]]></category>

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		<description><![CDATA[ L'opera prima del regista australiano Ariel Kleiman è un toccante dramma sociale con un gigantesco]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. Australia 2015)<br />
Uscita: 27 agosto 2015<br />
Regia: Ariel Kleiman<br />
Con: Vincent Cassel, Nigel Barber, Jeremy Chabriel<br />
Durata: 1 ora e 38 minuti<br />
Distribuzione: I Wonder Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/vincent-cassel-in-partisan.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44005" title="vincent-cassel-in-partisan" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/vincent-cassel-in-partisan.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>A Gregori (<strong>Vincent Cassel</strong>) il mondo e le persone che lo popolano non piacciono affatto.<br />
Per questo motivo, nel corso degli anni, ha costruito un ambiente protetto dove donne e bambini maltrattati dalla vita possano vivere al sicuro dai pericoli esterni.<br />
Di questa comunità Gregori è, oltre che unico maschio adulto, leader carismatico, protettore e mèntore.<br />
Ma non sarebbe corretto pensare a Gregori come a una sorta di filantropo. Tra le attività ordinarie e quotidiane che l&#8217;uomo insegna ai bambini ci sono sì il giardinaggio e il karaoke (vissuto in realtà come cerimonia di premiazione per chi si sia particolarmente distinto durante la settimana) ma anche l&#8217;omicidio su commissione.<br />
In tal modo Gregori riesce a sostenere economicamente la struttura e, allo stesso tempo, a trasformare i suoi figliocci in piccoli e inconsapevoli sicari.<br />
I problemi sorgono quando Alexander (<strong>Jeremy Chabriel</strong>), figlio adottivo prediletto di Gregori, inizia a metterne in discussione l&#8217;autorità e gli insegnamenti. Ben presto la tensione tra i due cresce fino a un&#8217;inevitabile resa dei conti che porterà a conseguenze inaspettate.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/partisan_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44006" title="partisan_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/08/partisan_2.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p><strong>Ariel Kleiman</strong> debutta nel lungometraggio dopo una serie di  pluripremiati corti (<em>Deeper Than Yesterday</em>, in particolare, nel 2011 ha vinto il Premio della Giuria al Sundance) con questo racconto di formazione claustrofobico e nero che trae spunto da un fatto di cronaca (la compravendita di bambini killer in Colombia) ma, di fatto, finisce col parlare soprattutto d&#8217;altro. In primis del potere che gli adulti hanno sui bambini e sulle pesanti responsabilità che questo comporta. In un&#8217;ottica più ampia, invece, si parla di come qualunque forma di dittatura trovi il suo terreno più fertile nel disagio sociale.<br />
L&#8217;autore australiano immerge quindi lo spettatore nell&#8217;isolamento angusto di un cortile che, per la piccola tribù di diseredati che abita il film, rappresenta il mondo intero e vi pone a capo un despota dai toni minacciosamente paterni &#8211; qualcosa a metà strada tra il Kurtz di conradiana memoria e Fitzcarraldo &#8211;  interpretato in maniera maiuscola da un Vincent Cassel che dosa bastone e carota con una gamma di mezzi toni che la natura &#8216;estrema&#8217; dei suoi ruoli abituali spesso non gli consente di utilizzare.<br />
Il monito alla base dell&#8217;opera è piuttosto chiaro ed è che ogni regime, per quanto possa anche apparire come un luogo confortevole e ospitale, lo è solo fin quando le sue regole vengono rispettate alla lettera e qualsiasi devianza suscettibile di intaccare l&#8217;autorità del despota rappresenta un problema simile a un male da estirpare.</p>
<p>Le intuizioni più felici di Kleiman (anche sceneggiatore del film, insieme alla fidanzata Sarah Cyngler) sono sostanzialmente due. La prima mostra l&#8217;assurdità di questo piccolo mondo attraverso un filtro stilistico di scarno realismo che, attraverso la rappresentazione reiterata dei riti quotidiani che ne scandiscono i ritmi, lo spoglia, per quanto è possibile, di ogni elemento che ne suggerisca o amplifichi la straordinarietà. Tutto ciò senza ricorrere mai a facili scene madri né tanto meno all&#8217;utilizzo di materiale scioccante un tanto al chilo.<br />
La seconda, che poi è quella che porta Partisan ad essere qualcosa di più di un semplice apologo contro i fascismi, sta invece nella costruzione del personaggio di Gregori, descritto inizialmente non come un cattivo tout court, bensì come un contraddittorio mix di tenerezza virile e mania di controllo che, in virtù della sua calma apparente, una volta messo in discussione, deflagra  incutendo ancora più timore.<br />
Lo stile registico è, come si accennava poc&#8217;anzi, secco e per nulla incline al fronzolo, in piena ottemperanza ai dettami di quel Sundance di cui il film è quasi dichiaratamente figlio, ma paga indubitabilmente pegno anche alla scuola australiana del primo Peter Weir.<br />
Lo statuto indie è garantito inoltre dalla Warp (casa discografica di area elettronica attiva ormai da anni anche in ambito cinematografico) che, oltre a produrre il film, porta in dote il notevole contributo musicale venato di ambient di Oneohtrix Point Never.<br />
Un&#8217;inaspettata sorpresa di inizio stagione quindi e l&#8217;ennesima conferma che il 2015, cinematograficamente parlando, si avvia ad essere ricordato come l&#8217;anno dell&#8217;Australia.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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