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	<title>Movielicious &#187; Paul Verhoeven</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Elle</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Mar 2017 14:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
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		<category><![CDATA[Elle]]></category>
		<category><![CDATA[Isabelle Huppert]]></category>
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		<category><![CDATA[Paul Verhoeven]]></category>

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		<description><![CDATA[Paul Verhoeven dirige una storia in perfetto equilibrio fra thriller e commedia, con una mastodontica]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Francia 2016)<br />
Uscita: 23 marzo 2017<br />
Regia: Paul Verhoeven<br />
Con: Isabelle Huppert, Laurent Lafitte, Anne Consigny<br />
Durata: 2 ore e 10 minuti<br />
Distribuzione: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Elle_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55691" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Elle_1.jpg" alt="Elle_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Primo piano di un gatto (nero) che fissa il punto da cui sentiamo arrivare alcuni gemiti di piacere violento per nulla fraintendibili.<br />
Poi il rumore di oggetti che cadono infrangendosi a terra e, a seguire, quello di due schiaffi, forti, a suggerire allo spettatore il sospetto che, quanto si sta consumando fuori campo, non sia l’amplesso tra due amanti particolarmente focosi, bensì un stupro. Poi la macchina da presa si sposta sul corpo di una donna stesa per terra. Malgrado sia evidentemente provata e dolorante, questa si ricompone e, quasi senza battere ciglio, inizia a rimettere tutto in ordine.<br />
Comincia così <em><strong>Elle</strong></em>, inaspettato capolavoro di un redivivo <strong>Paul Verhoeven</strong> e summa teorica ed estetica di tutto il suo cinema.<br />
Da <em>Il quarto uomo</em> fino a <em>Black Book</em> il regista olandese ha sempre scandagliato, adattandosi a finalità produttive e commerciali di volta in volta differenti, i vari punti in cui erotismo e violenza finiscono per incrociarsi.<br />
La costante è il cinismo, qui ostentato da una<strong> Isabelle Huppert</strong> che definire meravigliosa è un’approssimazione per difetto.<br />
L’attrice porta in dote al film un corpo in qualche modo già violato da anni di Haneke e Chabrol che, oltre ad essere un valore aggiunto inestimabile, è elemento imprescindibile per l’effetto, fortemente voluto dall’autore, di allontanare lo spettatore da qualsivoglia processo empatico.<br />
La freddezza della protagonista – produttrice di videogame, ça va sans dire, proprio incentrati sulla violenza – è infatti la chiave principale per entrare in questo labirinto di erotismo disturbante.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Elle_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-55692" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Elle_2.jpg" alt="Elle_2" width="650" height="436" /></a></p>
<p>Un finto giallo in cui il whodunit si esaurisce più o meno a metà film e, una volta reso noto il colpevole, ciò che conta è solo questo splendido ritratto di donna e il suo complesso percorso circolare che, da un passato di indicibile violenza mai davvero metabolizzato del tutto, arriva al desiderio di altra violenza nel tentativo, per lo più sterile, di riuscire a esercitarvi una forma di controllo.<br />
Chi, sulla scorta della location francese e di un utilizzo a tratti almodovariano dell’ironia finora sconosciuto a Verhoeven, fosse tentato di considerare <em><strong>Elle</strong></em> un corpo estraneo nella filmografia del regista, commetterebbe però un errore di valutazione.<br />
L’opera idealmente più vicina a questa corrisponde infatti con il più famoso tra i suoi precedenti film, quel <em>Basic Instinct</em> che, proprio un quarto di secolo fa, dissimulava dietro allo scalpore veicolato ad arte per l’accavallamento di gambe più sexy della storia del cinema, uno dei più riusciti tentativo di rileggere il cinema di Hitchcock in un’ottica moderna.<br />
Se la sola colonna sonora di <strong>Anne Dudley</strong> (Oscar nel 1998 per <em>Full Monty</em>) non fosse già abbastanza chiara nell’omaggiare il maestro della suspense, ci pensa lo stesso regista, quando indugia con la macchina da presa su innocui utensili domestici che, proprio come il rompighiaccio con cui Sharon Stone freddava le sue vittime, una volta inquadrati disvelano per forza di cose la loro natura di armi improprie, neanche fossimo in un remake de Il delitto perfetto.</p>
<p>Ma, potere delle citazioni a parte, ciò che più avvicina <em><strong>Elle</strong></em> a <em>Basic Instinct</em> è la sua rappresentazione del sesso, visto prima di tutto come qualcosa di potenzialmente pericoloso, così come l’attenzione al lato più voyeuristico dell’universo erotico, concetto sintetizzato nelle troppe porte finestre che delimitano la lussuosa abitazione della protagonista e ne amplificando la sensazione di profonda vulnerabilità annullando, di fatto, qualsiasi auspicabile delimitazione tra “dentro” e “fuori”.<br />
Ma laddove, in passato, Verhoeven ha sposato il genere pur aggiornandone i canoni in chiave glamour, qui si spinge ben oltre, fino a trascenderne i confini. Così <em><strong>Elle</strong></em> non è il revenge movie che all’inizio potrebbe sembrare e non è neanche un thriller, almeno non in senso stretto.<br />
Potremmo semmai definirlo un thriller dell’anima, se non fosse in qualche modo anche una commedia grottesca capace di strappare più di una risata durante scene che tutto suggeriscono tranne un’idea di leggerezza. Basti pensare al modo goffo che ha Isabelle Huppert/Michelle di confessare a parenti e amici del suo recente stupro o alla scena in cui, durante una cena, la donna racconta con estrema nonchalance, a un uomo con cui fino ad allora ha flirtato, di cosa voglia dire essere la figlia di un serial killer.<br />
Faro indiscusso di tutta l’opera è in ogni caso la sua attrice protagonista, una Huppert non a caso candidata all’Oscar, perfetta nell’alternare autorità e acquiescenza in giuste dosi. Una lezione di puro erotismo la sua (a dispetto di un’età in cui spesso il cinema relega le donne a ruoli di contorno, in genere la mamma del protagonista) senza la quale il film non sarebbe lo stesso o, in ogni caso, non così bello.<br />
E pensare che lo stesso Verhoeven ha ammesso di aver deciso di ambientare il film in Francia perché consapevole di come a Hollywood non glielo avrebbero mai lasciato fare.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>César 2017, premiati Isabelle Huppert e Xavier Dolan. Ma il discorso più bello lo ha fatto George Clooney</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2017 13:25:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Amal Alamuddin]]></category>
		<category><![CDATA[Cesar 2017]]></category>
		<category><![CDATA[Elle]]></category>
		<category><![CDATA[Gaspard Ulliel]]></category>
		<category><![CDATA[George Clooney]]></category>
		<category><![CDATA[Isabelle Huppert]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Verhoeven]]></category>
		<category><![CDATA[Xavier Dolan]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi ha vinto cosa agli Oscar francesi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Cesar_2017.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55426" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Cesar_2017.jpg" alt="Cesar_2017" width="737" height="415" /></a></p>
<p>E&#8217; il film <strong><em>Elle</em></strong> dell&#8217;olandese <strong>Paul Verhoeven</strong> il trionfatore della <strong>42esima edizione dei Premi César</strong>, gli oscar francesi del cinema che sono stati assegnati ieri sera al Théâtre du Châtelet di Parigi.</p>
<div id="attachment_55427" style="width: 815px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Isabelle_Huppert_Paul_Verhoeven.jpg"><img class="wp-image-55427 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Isabelle_Huppert_Paul_Verhoeven.jpg" alt="Isabelle_Huppert_Paul_Verhoeven" width="805" height="453" /></a><p class="wp-caption-text">Isabelle Huppert e Paul Verhoeven</p></div>
<p>La pellicola ha visto trionfare anche <strong>Isabelle Huppert</strong> come miglior attrice mentre il miglior regista è il giovane canadese <strong>Xavier Dolan</strong> per <em>È solo la fine del mondo</em>. Film premiato anche per il miglior montaggio e per il miglior protagonista, <strong>Gaspard Ulliel</strong>.</p>
<div id="attachment_55428" style="width: 660px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Cesar_2017_Xavier_Dolan.jpg"><img class="wp-image-55428" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Cesar_2017_Xavier_Dolan-1024x768.jpg" alt="Cesar_2017_Xavier_Dolan" width="650" height="488" /></a><p class="wp-caption-text">Xavier Dolan</p></div>
<p>Il premio al miglior attore non protagonista lo ha vinto James Thierrée per <em>Mister Chocolat</em> mentre Déborah Lukumena ha portato via quello alla Migliore attrice non protagonista per <em>Divines</em>. <em><strong>Io, Daniel Blake</strong></em> di Ken Loach si è imposto nella categoria Miglior film straniero mentre l&#8217;italiano <em>Fuocoammare</em>, di Francesco Rosi, è stato battuto da Merci Patron!, del regista François Ruffin, nella categoria Miglior documentario.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/amal-clooney-6.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-55429" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/amal-clooney-6-630x1024.jpg" alt="FRANCE-CINEMA-CESAR-ARRIVAL" width="630" height="1024" /></a></p>
<p>Il Premio <strong>César onorario</strong>, quest&#8217;anno, è andato a <strong>George Clooney</strong>, accompagnato dalla moglie <strong>Amal</strong>, <a href="http://www.movielicious.it/2017/01/04/due-gemelli-per-george-e-amal/" target="_blank">in dolce attesa di due gemelli </a>e in splendida forma con un abito molto chic firmato Versace. Da buon <strong>democratico</strong>, Clooney, che ha ricevuto il premio dal suo collega e amico <span class="st">Jean Dujardin,</span> ha colto l&#8217;occasione per pronunciare un <strong>discorso</strong> anti Trump senza mai nominare il nome del Presidente USA.</p>
<p><iframe src="//www.dailymotion.com/embed/video/x5d3c60" width="480" height="270" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe><br />
<a href="http://www.dailymotion.com/video/x5d3c60_george-clooney-recoit-le-cesar-d-honneur-et-il-doit-tout-a-jean-dujardin_tv" target="_blank">George Clooney reçoit le César d&#8217;honneur, et il&#8230;</a> <i>di <a href="http://www.dailymotion.com/CinemaCanalPlus" target="_blank">CinemaCanalPlus</a></i></p>
<p>&nbsp;</p>
<div>
<p><b>«</b><em>Mentre siamo qui, il mondo va incontro a cambiamenti epocali, non tutti per il meglio. Come cittadini del mondo, dobbiamo lavorare con sempre maggior impegno perché l&#8217;odio non abbia la meglio</em><b>»</b>&#8230;</p>
<div>
<p><b>«</b><em>Non dobbiamo confondere il dissenso verso il potere con il tradimento, non dobbiamo avere paura gli uni degli altri, non dobbiamo essere guidati dalla paura in un&#8217;epoca che ha perso la ragione</em><b>»</b>. E poi ancora:</p>
<div><b>«</b><em>Le azioni di questo presidente hanno suscitato allarme e sgomento tra i nostri alleati all&#8217;estero e dato un notevole sostegno ai nostri nemici. E di chi è la colpa? Non esattamente sua. Non è lui ad aver creato questa situazione di paura, lui l&#8217;ha semplicemente sfruttata, e con successo. Cassio aveva ragione:</em> l<em>a colpa, caro Bruto, non è nelle stelle, ma in noi stessi</em> (citando Shakespeare, ndr.)<b>»</b>.</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div><span style="text-decoration: underline;"><strong>Ecco tutti i vincitori della serata dei César 2017</strong></span></div>
</div>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Miglior Film</strong><br />
Elle</p>
<p><strong>Migliore Attore</strong><br />
Gaspard Ulliel, E&#8217; solo la fine del mondo</p>
<p><strong>Miglior Regista</strong><br />
Xavier Dolan, E&#8217; solo la fine del mondo</p>
<p><strong>Migliore Attrice</strong><br />
Isabelle Huppert, Elle</p>
<p><strong>Miglior Sceneggiatura Originale</strong><br />
Solveig Anspach, Jean-Luc Gaget, L&#8217;Effet Aquatique</p>
<p><strong>Miglior Film Straniero</strong><br />
I, Daniel Blake, regista: Ken Loach</p>
<p><strong>Migliore Attrice Non Protagonista</strong><br />
Deborah Lukumuena, Divines</p>
<p><strong>Miglior Sceneggiatura Non Originale</strong><br />
Céline Sciamma, La mia vita da Zucchina</p>
<p><strong>Migliore Attore Non Protagonista</strong><br />
James Thierrée, Chocolat</p>
<p><strong>Miglior Cortometraggio</strong><br />
Maman(s), regista: Maïmouna Duocouré<br />
Vers La Tendresse, regista: Alice Diop</p>
<p><strong>Miglior Fotografia</strong><br />
Pascal Marti, Frantz</p>
<p><strong>Miglior Film Animato</strong><br />
La mia vita da zucchina, regista: Claude Barras</p>
<p><strong>Miglior Cortometraggio animato</strong><br />
Celui Qui A Deux Ames, regista: Fabrice Luang-Vija</p>
<p><strong>Miglior Montaggio</strong><br />
Xavier Dolan, E&#8217; solo la fine del mondo</p>
<p><strong>Migliore Opera Prima</strong><br />
Divines, regista: Houda Benyamina</p>
<p><strong>Miglior Colonna Sonora</strong><br />
Ibrahim Maalouf, Dans Les Forêts De Sibérie</p>
<p><strong>Miglior Documentario</strong><br />
Merci Patron!, regista: François Ruffin</p>
<p><strong>Miglior Scenografia</strong><br />
Jérémie D Lignol, Chocolat</p>
<p><strong>Migliore Attore Esordiente</strong><br />
Niels Schneider, Diamant Noir</p>
<p><strong>Miglior Sonoro</strong><br />
Marc Engels, Fred Demolder, Sylvain Réty, Jean-Paul Hurier, L&#8217;Odyssée</p>
<p><strong>Migliori Costumi</strong><br />
Anaïs Romand, The Dancer</p>
<p><strong>Migliore Attrice Esordiente</strong><br />
Oulaya Amamra, Divines</p>
</div>
<div></div>
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		<title>Berlinale 2017: svelati i primi titoli</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/12/19/berlinale-2017-svelati-i-primi-titoli/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2016/12/19/berlinale-2017-svelati-i-primi-titoli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Dec 2016 07:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[67° edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino. Berlino67]]></category>
		<category><![CDATA[Aki Kaurismäki]]></category>
		<category><![CDATA[Oren Moverman]]></category>
		<category><![CDATA[Paul Verhoeven]]></category>
		<category><![CDATA[Sally Potter]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra i selezionati, The Other Side of Hope di Aki Kaurismäki e The Party di Sally Potter.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_54795" style="width: 710px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/The_Party.jpg"><img class="wp-image-54795 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/12/The_Party.jpg" alt="The_Party" width="700" height="474" /></a><p class="wp-caption-text">The Party di Sally Potter</p></div>
<p>Sono stati annunciati i primi 14 film selezionati per la C<strong>ompetizione ufficiale</strong> e la sezione <strong>Berlinale Special</strong> della <strong>67° edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino</strong> che si svolgerà nella capitale tedesca dal 9 al 19 febbraio.</p>
<p>Nelle prossime settimane verranno comunicate le altre pellicole che faranno parte della line-up.</p>
<p><em><strong>Competizione</strong></em></p>
<p><em><strong>A teströl és a lélekröl (On Body and Soul)</strong></em><br />
Ungheria<br />
Di <strong>Ildiko Enyedi</strong> (My 20th Century, Simon the Magician) Con Géza Morcsányi, Alexandra Borbély, Zoltán Schneider<br />
Premiere mondiale</p>
<div id="ri_adv_middle_content_teads&quot;"></div>
<p><em><strong>Ana, mon amour</strong></em><br />
Romania / Germania / Francia<br />
Di <strong>C?lin Peter Netzer</strong> (Child‘s Pose, Maria) Con Mircea Postelnicu, Diana Cavallioti, Carmen T?nase, Adrian Titieni, Vlad Ivanov<br />
Premiere mondiale</p>
<p><em><strong>Beuys</strong></em> – Documentario<br />
Germania<br />
Di Andres Veiel (Black Box Germania, Addicted To Acting, If not us, Who)<br />
Premiere mondiale</p>
<p><em><strong>Colo</strong></em><br />
Portogallo / Francia<br />
Di <strong>Teresa Villaverde</strong> (The Major Age, The Mutants, Trance) Con João Pedro Vaz, Alice Albergaria Borges, Beatriz Batarda, Clara Jost<br />
Premiere mondiale</p>
<p><em><strong>The Dinner</strong></em><br />
USA<br />
Di <strong>Oren Moverman</strong> (The Messenger, Rampart) Con Richard Gere, Laura Linney, Steve Coogan, Rebecca Hall, Chloë Sevigny<br />
Premiere mondiale</p>
<p><em><strong>Félicité</strong></em><br />
Francia / Senegal / Belgio / Germania / Libano<br />
Di <strong>Alain Gomis</strong> (L’AFrancia, Andalucia, Tey) Con Véro Tshanda Beya, Gaetan Claudia, Papi Mpaka<br />
Premiere mondiale</p>
<p><em><strong>The Party</strong></em><br />
Gran Bretagna<br />
Di <strong>Sally Potter</strong> (Orlando, Yes, Ginger &amp; Rosa) Con Patricia Clarkson, Bruno Ganz, Cherry Jones, Emily Mortimer, Cillian Murphy, Kristin Scott Thomas, Timothy Spall<br />
Premiere mondiale</p>
<p><em><strong>Pokot</strong></em> (<em><strong>Spoor</strong></em>)<br />
Polonia / Germania / Repubblica Ceca / Svezia / Repubblica Slovacca<br />
Di <strong>Agnieszka Holland</strong> (Europa Europa, Bitter Harvest, In Darkness) Con Agnieszka Mandat, Wiktor Zborowski, Miroslav Krobot, Jakub Giersza?, Patricia Volny, Borys Szyc<br />
Premiere mondiale</p>
<p><em><strong>Toivon tuolla puolen</strong></em> (<em><strong>The Other Side of Hope</strong></em>)<br />
Finlandia<br />
Di <strong>Aki Kaurismäki</strong> (The Match Factory Girl, I Hired A Contract Killer, Juha, Le Havre) Con Sakari Kuosmanen, Sherwan Haji<br />
Premiere internazionale</p>
<p><em><strong>Una Mujer Fantástica</strong></em> (<em><strong>A Fantastic Woman</strong></em>)<br />
Cile / Germania / USA / Spagna<br />
Di <strong>Sebastián Lelio</strong> (El Año del Tigre, Gloria) Con Daniela Vega, Francisco Reyes, Luis Gnecco, Aline Küppenheim, Amparo Noguera<br />
Premiere mondiale</p>
<p><em><strong>Berlinale Special</strong></em></p>
<p><strong>Berlinale Special Gala al Friedrichstadt-Palast</strong><br />
<em><strong> La Reina de España</strong></em> (<em><strong>The Queen of Spagna</strong></em>)<br />
Spagna<br />
Di <strong>Fernando Trueba</strong> (The Year of Awakening, Belle Époque, The Girl of Your Dreams) Con Penélope Cruz, Antonio Resines, Chino Darín, Cary Elwes, Mandy Patinkin, Neus Asensi, Ana Belén<br />
Premiere internazionale</p>
<p><em><strong>Le jeune Karl Marx</strong></em> (<em><strong>The Young Karl Marx</strong></em>)<br />
Francia / Germania / Belgio<br />
Di <strong>Raoul Peck</strong> (Sometimes In April, Moloch Tropical, Fatal Assistance) Con August Diehl, Stefan Konarske, Vicky Krieps, Hannah Steele, Olivier Gourmet<br />
Premiere mondiale</p>
<p><strong>Berlinale Special al Kino International</strong><br />
<em><strong>Últimos días en La Habana</strong></em> (<em><strong>Last Days in Havana</strong></em>)<br />
Cuba / Spagna<br />
Di <strong>Fernando Pérez</strong> (Life Is to Whistle, Madrigal) Con Jorge Martínez, Patricio Wood, Gabriela Ramos<br />
Premiere europea</p>
<p><strong>Berlinale Special al Volksbühne</strong><br />
<em><strong>Acht Stunden sind kein Tag</strong></em> (<em><strong>Eight Hours Don’t Make a Day</strong></em>)<br />
Repubblica federale della Germania 1972 – serie tv di 5 episodi<br />
Di <strong>Rainer Werner Fassbinder</strong> Con Hanna Schygulla, Gottfried John, Luise Ullrich, Werner Finck, Irm Hermann<br />
Premiere mondiale della versione restaurata</p>
<p>&nbsp;</p>
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