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	<title>Movielicious &#187; Peter Bogdanovich</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Netflix porterà a termine il film incompiuto di Orson Welles: The Other Side of the Wind</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Mar 2017 15:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[1.083 bobine di girato da montare, come lo avrebbe fatto lui. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_55654" style="width: 700px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Welles-Huston.jpeg"><img class="wp-image-55654 size-full" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Welles-Huston.jpeg" alt="Welles+Huston" width="690" height="460" /></a><p class="wp-caption-text">Orson Welles e John Huston</p></div>
<p><strong>Netflix</strong> ha annunciato di aver acquistato i diritti globali di <em><strong>The Other Side of the Wind</strong></em>, film mai terminato da <strong>Orson Welles</strong> (che morì nel 1985 lasciandolo incompiuto a causa di problemi economici). Questo vuol dire che la società finanzierà non solo il completamento della pellicola, ma anche il restauro del girato di Welles. L’opera sarà poi rilasciata sulla piattaforma streaming.</p>
<p><em><strong>The Other Side of the Wind</strong></em> (il cui protagonista doveva essere<strong> John Huston</strong>) racconta la storia di un anziano regista di <strong>Hollywood</strong>, Jake Hannaford, che cerca di tornare sulla breccia con un&#8217;ultima opera, intitolata appunto The Other Side of the Wind, ma muore la notte dopo la festa di compleanno per i suoi 70 anni. Il film è stato girato con uno stile molto personale, che alterna fiction e documentario, oltre a vari stili di ripresa, in vari formati (da 8 a 16, fino a 35mm), a colori  e in bianco e nero.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/The_Other_Side_of_the_Wind.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55656" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/The_Other_Side_of_the_Wind.jpg" alt="The_Other_Side_of_the_Wind" width="675" height="450" /></a></p>
<p>1.083 bobine sono state portate da Parigi a Los Angeles: si tratta dell&#8217;intero film, già tutto girato da Welles ma non montato (e non è cosa da poco), quindi si tratta di decidere cosa mettere dentro e cosa lasciar fuori e, soprattutto, dare un ordine a tutto il materiale, meglio se come lo avrebbe fatto lo stesso regista. Un&#8217;impresa che definire titanica è poco, anche se sicuramente le numerose note lasciate da Welles, insieme al contributo di <strong>Peter Bogdanovich</strong> (regista e attore, amico di Welles e profondo conoscitore della sua opera) si riveleranno più che utili per portare a termine il progetto.</p>
<div id="attachment_55655" style="width: 700px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Welles-Bogdanovich.jpg"><img class="size-full wp-image-55655" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/03/Welles-Bogdanovich.jpg" alt="Welles e Bogdanovich nell'agosto del 1970, durante il primo giorno di riprese di The Other Side of the Wind" width="690" height="480" /></a><p class="wp-caption-text">Welles e Bogdanovich nell&#8217;agosto del 1970, durante il primo giorno di riprese di The Other Side of the Wind</p></div>
<p>&#8220;<em>Un giorno, dopo una pausa dalle riprese</em>&#8221; &#8211; ha raccontato Bogdanovich &#8211; &#8220;<em>Welles mi disse sibillino: Se mi dovesse succedere qualcosa, voglio che sia tu a finirlo. Gli promisi che lo avrei finito e dieci anni dopo, quando Welles morì, il film finì in una cassaforte a Parigi, per una questione non risolta di diritti di proprietà della pellicola. Un film finito, per quanto riguarda il girato, Welles riuscì a montare solo 45 minuti di tutto il materiale e io recentemente ho potuto visionare questo montaggio</em>&#8220;.</p>
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		<title>Tutto può accadere a Broadway</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2015 14:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(She&#8217;s Funny That Way, USA 2014)<br />
Uscita: 29 ottobre 2015<br />
Regia: Peter Bogdanovich<br />
Con: Owen Wilson, Imogen Potts, Rhys Ifans, Jennifer Aniston<br />
Durata: 1 ora e 33 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/tutto_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45193" title="tutto_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/tutto_1.jpg" alt="" width="500" height="278" /></a></p>
<p>Albert Albertson (<strong>Owen Wilson</strong>), un regista teatrale e televisivo di successo, arriva a Broadway per mettere in scena la sua ultima produzione. La protagonista dello spettacolo sarà sua moglie Delta Simmons (<strong>Kathryn Hahn</strong>). Accanto a lei il divo del cinema Seth Gilbert (<strong>Rhys Ifans</strong>).<br />
La prima sera a New York, Arnold chiede la compagnia di una escort e l&#8217;agenzia gli manda una giovane e affascinante ragazza, Izzy (<strong>Imogen Potts</strong>).<br />
Nel corso della serata Arnold le regala 30mila dollari; in cambio però Isabella dovrà lasciare il suo lavoro e intraprendere la carriera dei suoi sogni, quella di attrice. Poco dopo, senza che né Izzy né il suo benefattore potessero prevederlo, eccola al suo primo provino, a concorrere per la parte di una squillo nella nuova pièce teatrale dello stesso Albert.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/foto-tutto-puo-accadere-a-broadway-14-low.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-45194" title="foto-tutto-puo-accadere-a-broadway-14-low" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/foto-tutto-puo-accadere-a-broadway-14-low.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>A un anno esatto dalla sua presentazione al Festival di Venezia, arriva finalmente nelle sale italiane il film con cui un maestro della commedia (e non solo) come <strong>Peter Bogdanovich</strong> fa il suo ritorno dietro la macchina da presa.<br />
Quella che a prima vista potrebbe sembrare la più innocua delle commedie romantiche si rivela in realtà un irresistibile compendio di dotta cinefilia d&#8217;antan che scalda letteralmente il cuore.<br />
Aperto da un omaggio all&#8217;ottimismo spensierato dei classici del genere e interamente costruito attorno a una citazione  di Ernst Lubitsch (lo &#8220;Squirrels to the Nuts&#8221; ripetuto più volte da Wilson e che, in un primo momento, doveva dare il titolo al film) <strong><em>Tutto può accadere a Broadway</em></strong> rappresenta il migliore dei possibili film di Woody Allen.<br />
Paragonabile, per leggerezza e garbo, a quel <em>Midnight in Paris</em> da cui prende in prestito anche il protagonista, un trasognato Owen Wilson qui impegnato in una delle sue migliori performance in carriera.<br />
Ma è principalmente a Billy Wilder che sembra guardare Bogdanovich.<br />
Difficile infatti non pensare a Shirley MacLaine in<em> Irma la dolce</em> di fronte alla naïveté veicolata dalla romantica squillo interpretata da Imogen Potts.<br />
L&#8217;intervento, nel ruolo di produttori, di <strong>Wes Anderson </strong>e <strong>Noah Baumbach</strong> completa il quadro di un atto d&#8217;amore totale verso il cinema, leggibile su più di un livello.</p>
<p>Mentre infatti Bogdanovich omaggia la screwball comedy dell&#8217;età dell&#8217;oro di Hollywood, i suoi discepoli post-moderni riconoscono all&#8217;autore di<em> Ma papà ti manda sola?</em> e <em>Paper Moon</em> il ruolo che gli spetta di diritto nell&#8217;alveo dei classici.<br />
Quella di <em>Tutto può accadere a Broadway</em> era infatti una sceneggiatura (scritta da Bogdanovich insieme all&#8217;ex-moglie Louise Stratten) che giaceva sulla scrivania del regista dalla fine degli anni &#8217;90, congelata anche a causa dell&#8217;improvvisa morte dell&#8217;attore John Ritter che, in origine, avrebbe dovuto interpretare il film e immaginiamo che l&#8217;hype legato ai nomi di Anderson e Baumbach possa essere stato determinante nello sbloccarne l&#8217;empasse produttiva.<br />
Per il resto il film scorre che è un amore, in un susseguirsi rocambolesco di ellissi narrative, scambi di persona, tresche clandestine e personaggi secondari esilaranti (c&#8217;è perfino un attempato investigatore privato che tenta di camuffarsi con  travestimenti improbabili) che entrano ed escono di scena di continuo.<br />
Oltre a essere il più che gradito ritorno di un regista che mancava da troppo tempo ormai dal cinema che conta, <em>Tutto può accadere a Broadway</em> rappresenta un vero e proprio antidoto a tutto il brutto che c&#8217;è fuori. Da vedere e rivedere.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>In arrivo il film incompiuto di Orson Welles</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Nov 2014 14:16:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo quarant'anni, uscirà l'ultimo lavoro del regista: The Other Side of the Wind. I dettagli.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/orson_welles.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-39488" title="orson_welles" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/orson_welles.jpeg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Lieto fine hollywoodiano per <strong><em>The Other Side of the Wind</em></strong>: l&#8217;ultimo film di <strong>Orson Welles</strong>, rimasto incompiuto nel 1985 alla morte del suo autore e considerato da molti cinefili la pellicola più importante che non è mai uscita nelle sale, potrebbe veder presto la luce in coincidenza con i 100 anni dalla nascita del regista.<br />
Oltre mille pizze di negativi sono chiusi da anni un un magazzino di Parigi, contesi tra i titolari dei diritti di autore che includono l&#8217;unica figlia di Welles, Beatrice, un cognato dello scià di Persia e la compagna e collaboratrice di Citizen Kane Oja Kodar. Ispirato liberamente a <strong>Ernest Hemingway </strong>e alla carismatica e tormentata figura dello stesso Welles, <em>The Other Side of the Wind</em> è un film in un film che racconta il tentativo di un vecchio regista indipendente interpretato da<strong> John Huston</strong> di resuscitare la sua carriera battagliando contro l&#8217;establishment di Hollywood per finire un&#8217;opera iconoclastica. Nel cast anche <strong>Susan Strasberg</strong>, <strong>Lilli Palmer</strong>, <strong>Dennis Hopper</strong> e <strong>Peter Bogdanovich</strong> che interpreta se stesso nelle parti di un giovane regista emergente.</p>
<p>L&#8217;obiettivo adesso è di avere il film pronto per lo screening il 6 maggio, i 100 anni dalla nascita di Welles. Nel frattempo in novembre Royal Road ne promuoverà la distribuzione all&#8217;<strong>American Film Market </strong>di Santa Monica mentre sta per approdare in liberia il libro di Josh Karp sulla realizzazione della pellicola. Welles aveva lavorato ossessivamente a <em>The Other Side of the Wind</em> per 15 anni fino alla morte, nel 1985.<br />
Girato a colori e in bianco e nero e in vari formati (35 e 16 mm e super 8), ha un copione le cui origini sono in un incontro ad alta tensione del 1937 tra Welles e Hemingway in cui lo scrittore diede al giovane regista del &#8220;ragazzo effeminato di teatro&#8221;. C&#8217;è molto Hemingway nel personaggio di Huston, dal suicidio del padre all&#8217;amore per la Spagna. Ora è compito di Bogdanovich riportare i negativi in vita: &#8220;Me lo chiese lui nel 1970&#8243;, ha detto il regista: &#8220;Promettimi che lo finirai, qualsiasi cosa mi succeda&#8221;.</p>
<p><em>(ANSA)</em></p>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 3 &#8211; Video</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2014 17:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Protagonisti Ramin Bahrani con 99 Homes e Francesco Munzi, primo italiano in gara con il toccante Anime]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_38496" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/99homes.jpg"><img class="size-full wp-image-38496" title="99homes" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/99homes.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Andrew Garfield, Ramin Bahrani, Michael Shannon e il produttore Ashok Amritraj</p></div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/iJZWi2QWu1I?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/iJZWi2QWu1I?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Per la terza volta consecutiva al Lido dopo il Premio Fipresci per <em>Goodbye Solo</em> e la promozione in sordina in competizione con il melodramma minnelliano <em>At Any Price</em>, con <strong><em>99 Homes</em></strong> <strong>Ramin Bahrani</strong> continua il suo discorso sulle ambiguità del Sogno Americano, sul lato torbido del self-made man e sulla corruttibilità dell&#8217;individuo comune posto di fronte all&#8217;avanzamento sociale. Il regista di Winston-Salem si serve ancora una volta di un viso comunemente associato alla cultura teen &#8211; due anni fa fu il turno dell&#8217;ex-efebo Zac Efron, ora tocca invece al nuovo Spider-Man <strong>Andrew Garfield</strong> &#8211; per raccontare l&#8217;incombenza della crisi presso una generazione di ventenni d&#8217;Oltreoceano rimasta troppo sotto la campana di vetro della famiglia borghese, il vecchio adagio hobbesiano dell&#8217;uomo come lupo per l&#8217;altro uomo &#8211; si parla della realtà più spietata dell&#8217;imprenditoria edile, fra sfratti, pignoramenti e pratiche bancarie senza scrupoli &#8211; e l&#8217;impotenza e la crudeltà dei padri (veri o putativi, come il Dennis Quaid della precedente fatica o il ripugnante e, come al solito, straordinario <strong>Michael Shannon</strong> di oggi).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/andrewgarfield.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38497" title="andrewgarfield" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/andrewgarfield.jpg" alt="" width="255" height="383" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/michaelshannon.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38498" title="michaelshannon" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/michaelshannon.jpg" alt="" width="254" height="383" /></a></p>
<p>Bahrani tenta ancora di coniugare le basi indipendenti e periferiche del suo mestiere &#8211; collabora in veste di cosceneggiatore il maestro <strong>Amir Naderi</strong>, forse il più necessario cineasta iraniano in attività, presente a Venezia con un fluviale documentario su Arthur Penn &#8211; con le esigenze di Hollywood, però il risultato è nuovamente un ibrido sospeso a metà, nobile sulla carta ma privo di un&#8217;identità forte e programmatico nel suo percorso di degenerazione, di tormento e di riscatto.</p>
<div id="attachment_38499" style="width: 406px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/animenere.jpg"><img class="size-full wp-image-38499" title="animenere" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/animenere.jpg" alt="" width="396" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Barbora Bobulova e Peppino Mazzotta per Anime nere</p></div>
<p>Dopo una veloce sortita in Orizzonti con <strong><em>Heaven Knows What</em></strong> dei fratelli <strong>Joshua e Ben Safdie</strong>, ambizioso e ammorbante amour fou tossico dei bassifondi newyorkesi che pare seguire la scia tanto del realismo sordido del celebre <em>Panico a Needle Park</em> di Schatzberg quanto quello della metafora vampirica del <em>The Addiction</em> ferrariano, si passa finalmente al primo dei tre concorrenti tutti letterari di casa nostra: <strong>Anime nere</strong>. Tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, la pellicola diretta da <strong>Francesco Munzi</strong> è una mini-epopea familiare ombrosa, ruvida e priva di compromessi che porta a un livello ancor più evoluto, complesso e universale quel cinema della violenza e del buio &#8211; declinato nel disperato riscatto sottoproletario di <em>Saimir </em>e nella vacua desolazione alto-borghese de <em>Il resto della notte</em> &#8211; che è ormai parte fondativa e caratterizzante della poetica del<strong> </strong>regista<strong> </strong>romano, mai compiaciuta né estetizzante, ma solo cupa e profondamente reale.</p>
<p>Per dare un volto alle tre possibili scelte di tre fratelli calabresi di fronte al sistema malavitoso organizzato &#8211; la partecipazione attiva di Luigi, l&#8217;accettazione ipocrita di Rocco e l&#8217;estraneità eremitica di Luciano -, Munzi pesca tanto dal piccolo schermo (<strong>Marco Leonardi</strong>, decisamente a suo agio nel personaggio dopo miniserie come <em>Il capo dei capi</em> e <em>Il generale dei briganti</em>, e <strong>Peppino Mazzotta</strong>, l&#8217;ispettore Fazio de Il commissario Montalbano) quanto dal palcoscenico (il volto severo di <strong>Fabrizio Ferracane</strong>, forse il migliore del trio) e avvolge il tutto nella nerissima, notturna fotografia del fedele Vladan Radovic: ne esce un film coraggioso e per certi versi grandioso, lontanissimo dai parametri abituali della cinematografia nostrana, capace di confrontarsi con l&#8217;esempio dei grandi ritrattisti criminali europei (Audiard, in primis), di permettersi paralleli con la saga coppoliana del <em>Padrino</em> (nei fratelli minori quasi si scorgono i profili di Sonny e di Michael Corleone) e, nella migliore delle ipotesi, pronto ad aggiudicarsi uno dei riconoscimenti maggiori, lanciando finalmente anche in ambito extrafestivaliero uno dei nostri autori più peculiari e, nonostante il Nastro d&#8217;Argento per l&#8217;opera prima del 2006, mai abbastanza apprezzati.</p>
<div id="attachment_38500" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/shesfunnythatway.jpg"><img class="size-full wp-image-38500" title="shesfunnythatway" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/shesfunnythatway.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Kathryn Hahn, Peter Bogdanovich e Owen Wilson</p></div>
<p>A calmare le acque e a garantire un minimo di distensione è il successivo ospite Fuori Concorso, l&#8217;insperato ritorno sulla scena del settantacinquenne <strong>Peter Bogdanovich</strong>, che contribuì in maniera fondamentale alla nascita della Nuova Hollywood con classici di rottura come <em>Bersagli</em> e <em>Paper Moon</em>, ma ancor più con il capolavoro crepuscolare L&#8217;ultimo spettacolo: il veterano statunitense tenta con il suo <strong><em>She&#8217;s Funny That Way</em></strong> di intessere insieme all&#8217;ex-moglie co-sceneggiatrice Louise Stratten una commedia sofisticata, maliziosa e orgogliosamente fuori moda &#8211; il titolo cita pur sempre uno standard reso celebre da Frank Sinatra &#8211; su modello del suo esilarante <em>Ma papà ti manda sola?</em>, fra poligoni amorosi che coinvolgono frustrati registi di Broadway, puttane col pallino della recitazione e psichiatre ridotte peggio dei loro pazienti. Ma i tempi sono inevitabilmente cambiati e, nonostante l&#8217;impegno profuso, il glamour di stelline emergenti come <strong>Imogen Poots</strong> e di divi come <strong>Owen Wilson</strong> e <strong>Jennifer Aniston</strong> non può reggere il confronto rispettivamente con le Streisand, gli O&#8217;Neal e le Kahn di allora. In quanto al tentativo di svecchiare la formula con il contributo in veste di produttori delle garanzie indie <strong>Wes Anderson</strong> e <strong>Noah Baumbach</strong>, è tutta invisibile fatica sprecata.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38501" title="owenwilson_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson_2.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a></p>
<p>Si ritrovano le atmosfere cruente di inizio mattinata, invece, con l&#8217;asiatico <strong><em>Binguan</em></strong>, che apre la vetrina della Settimana della Critica e che porta l&#8217;esordiente regista <strong>Xin Yukun</strong> nei territori delle sortite neo-noir della produzione cinese contemporanea, dall&#8217;inedito <em> </em><a href="http://www.movielicious.it/2014/06/21/festival-di-mosca-giorno-3/"><em>Black Coal, Thin</em><em> Ice</em> </a>di Diao Yinan (Orso d&#8217;Oro a Berlino64 e da noi recensito in occasione di Mosca36) a, soprattutto nel comune delinearsi di storie intrecciate a base di omicidi ed efferate crudeltà, <em>Il tocco del peccato</em> di Jia Zhangke (Prix du scénario a Cannes66) confermando la svolta &#8220;trasparente&#8221; e occidentalista del recente cinema d&#8217;autore di Pechino con un&#8217;opera tanto elaborata e complessa quanto gratificante, puntellata da colpi di scena continui à la Agatha Christie e trainata da una narrazione per ellissi, analessi e salti in avanti che mantiene una tensione insostenibile per le sue importanti due ore nette di durata.</p>
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		<title>Venezia 71, le star più attese</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2014 15:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Festival aprirà ufficialmente i battenti domani: ecco chi ci sarà.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/luisa_ranieri_venezia.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38402" title="luisa_ranieri_venezia" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/luisa_ranieri_venezia.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Domani, 27 agosto, prende ufficialmente il via la <strong><em>71° Edizione della Mostra Internazionale d&#8217;Arte Cinematografica di Venezia</em></strong>, diretta anche quest’anno da<strong> Alberto Barbera</strong>. La kermesse sarà aperta dalla madrina di questa edizione, <strong><em>Luisa Ranieri</em></strong>, appena sbarcata al Lido, ma i riflettori sono puntati soprattutto sulle star internazionali. Ci sarano <strong>Emma Stone</strong>, <strong>Edward Norton</strong> e <strong>Michael Keaton</strong> per presentare <em><strong>Birdman</strong></em>, film di apertura diretto da <strong><em>Alejandro González Iñárritu</em></strong>, e ci sarà anche <strong>Andrew Garfield</strong>, ultimo Spider-Man cinematografico e fidanzato della Stone, che sarà al Lido con <strong><em>99 Homes</em></strong>, pellicola drammatica diretta da <strong>Ramin Bahrani</strong>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/dafoe_pasolini.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38406" title="dafoe_pasolini" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/dafoe_pasolini.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Attesa anche per <strong>Willem Dafoe</strong>, protagonista del<strong><em> Pasolini</em></strong> di <strong>Abel Ferrara</strong>, e per <strong>Al Pacino</strong>, che sarà presente a Venezia con ben due film, <strong><em>Manglehorn</em></strong> di <strong>David Gordon Green</strong> e <em><strong>The Humbling</strong></em> diretto da <strong>Barry Levinson</strong>. Poi ci sarà <strong>Owen Wilson</strong> protagonista della commedia di <strong>Peter Bogdanovich</strong> She’s Funny that way (al fianco di Jennifer Aniston e Imogen Poots). Sfilerà sul tappeto rosso anche <strong>Ethan Hawke</strong>, anche lui presente al Festival con due pellicole (<em><strong>Good Kill</strong></em> di <strong>Andrew Niccol</strong> nella quale interpreta un pilota di droni e <strong><em>Cymbelin</em></strong>, di <em><strong>Michael Almereyda</strong></em>, rivisitazione in chiave moderna del testo teatrale di William Shakespeare. Al suo fianco, almeno nel film, Ed Harris, Dakota Johnson e Milla Jovovich.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the-sound-and-the-fury-james-franco.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38403" title="the-sound-and-the-fury-james-franco" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/the-sound-and-the-fury-james-franco.jpg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Confermata anche la presenza di <strong>James</strong> &#8220;prezzemolino&#8221; <strong>Franco</strong>, per la quarta volta di fila al Lido, anche quest’anno in qualità di regista con <strong><em>The Sound and the Fury</em></strong>, pellicola ambientata nei primi del Novecento in Missisippi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/il_giovane_favoloso.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38404" title="il_giovane_favoloso" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/il_giovane_favoloso.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Tra gli italiani più attesi c&#8217;è sicuramente <strong>Elio Germano</strong>, protagonista del film di <strong>Mario Martone</strong> <strong><em>Il giovane favoloso</em></strong>, in cui interpreta Giacomo Leopardi. Ma le fan aspettano anche <strong>Riccardo Scamarcio</strong> e <strong>Valerio Mastandrea</strong> entrambi in <em>Pasolini</em> accanto a Willem Dafoe.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/hungry_hearts.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38405" title="hungry_hearts" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/hungry_hearts.jpg" alt="" width="500" height="235" /></a></p>
<p>A tenere alta la bandiera del gentil sesso, ci penserà <strong>Alba Rohrwacher</strong>, reduce dal successo di Cannes con il film <em>Le meraviglie</em>, diretto da sua sorella Alice. A Venezia la giovane attrice presenterà <em><strong>Hungry Hearts</strong></em>, film di<strong> Saverio Costanzo</strong> girato a New York con un cast internazionale, nel quale interpreta una giovane madre che mette a rischio la vita di suo figlio. <strong>Pierfrancesco Favino</strong> invece sarà presente al Lido con <strong><em>Senza nessuna pietà</em></strong>, opera prima di <strong>Michele Alhaique</strong>, dove lo vedremo nei panni di Mimmo, un manovale coinvolto in uno sporco giro di recupero crediti.</p>
<p>Come ogni anno <strong>Movielicious</strong> sarà a Venezia per raccontarvi tutto, ma proprio tutto, sul Festival. Potete seguire i nostri aggiornamenti quotidiani in diretta dal Lido qui sul sito, sulla nostra <strong><a href="https://www.facebook.com/pages/Movielicious/231530223688752">pagina Facebook</a></strong> e su <strong><a href="https://twitter.com/Movielicious">Twitter</a></strong>.</p>
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