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	<title>Movielicious &#187; Philip Roth</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Ewan McGregor presenta Pastorale americana</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 06:25:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[American Pastoral]]></category>
		<category><![CDATA[Dakota Fanning]]></category>
		<category><![CDATA[Ewan McGregor]]></category>
		<category><![CDATA[Pastorale americana]]></category>
		<category><![CDATA[Philip Roth]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attore a Roma per  il suo primo film da regista. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/american-pastoral.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54174" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/american-pastoral.jpg" alt="american-pastoral" width="650" height="370" /></a></p>
<p><strong>Ewan McGregor</strong> è di passaggio in Italia per presentare <em><strong>Pastorale americana</strong></em> un <strong>film</strong> importante per vari motivi.<br />
Innanzitutto perché è tratto da uno dei romanzi più difficilmente traducibili in immagini che si possa immaginare, quel <em>Pastorale Americana</em> con cui <strong>Philip Roth</strong> vinse il Premio Pulitzer per la narrativa nel 1998.<br />
E poi perché segna l’esordio di McGregor alla regia dopo un quarto di secolo in cui l’attore è passato agilmente dai primi film di Danny Boyle (per chi scrive è e rimane il Renton di <em>Trainspotting</em>) a Hollywood.<br />
E per quanto possa apparire strano che un attore scozzese approcci, per la sua prima prova da regista, il capolavoro del più americano degli scrittori viventi, si rimane conquistati dall’entusiasmo con cui McGregor parla di questa rischiosissima scommessa.</p>
<p><strong>Allora Ewan, come è andata questa tua prima volta dietro la macchina da presa?</strong></p>
<p>Non poteva andar meglio.<br />
È stata un’esperienza che mi ha radicalmente cambiato e mi ha fatto crescere come essere umano.<br />
Un’esperienza che, tra l’altro, sognavo di fare da molti anni.<br />
Mi interessava tutto il processo che sta dietro la realizzazione di un film, dalle prime discussioni con lo sceneggiatore fino alla post-produzione.<br />
Ovviamente, essendo io prima di tutto un attore, ero anche curioso di capire come avrei costruito le scene insieme agli altri interpreti.<br />
Inoltre ho scoperto tutti quegli aspetti da cui gli attori vengono in genere tutelati durante le riprese di un film, come i possibili dissidi all’interno della troupe o l’attività più propriamente manageriale che c’è dietro.<br />
Ho scoperto infatti che buona parte del lavoro del regista è di tipo gestionale.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/american_pastoral.jpg"><img class="alignnone wp-image-54175" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/american_pastoral-1024x576.jpg" alt="american_pastoral" width="650" height="366" /></a></p>
<p><strong>E non avevi paura di affrontare un romanzo così complesso?</strong></p>
<p><em>American Pastoral</em> è senza dubbio un romanzo straordinario ma, nel momento in cui sono stato coinvolto nel progetto io non lo avevo ancora letto.<br />
Ho letto infatti prima lo script di John Romano. Una sceneggiatura che mi ha toccato nel profondo e commosso, cosa non comune quando si legge una sceneggiatura.<br />
Immagino che c’entri anche il fatto che io sia padre di quattro figlie e questa sia la storia di una famiglia che perde una figlia in modo così estremo.</p>
<p><strong>Quindi il tuo essere genitore ti ha aiutato nell’interpretare questa figura così complessa di padre?</strong></p>
<p>Nel lavoro di attore devi attingere in egual modo sia dalla tua esperienza che dalla tua immaginazione.<br />
Ovvio che se interpreti il ruolo di un serial killer devi affidarti più alla tua immaginazione.</p>
<p><strong>Come hai scelto la straordinaria bambina che interpreta tua figlia da piccola nel film?</strong></p>
<p>Avevamo bisogno di tre attrici che coprissero lo stesso ruolo all’età di sette anni, tredici e poi dai sedici anni in su.<br />
Sapevamo già che <strong>Dakota Fanning</strong> avrebbe ricoperto questa terza fase anagrafica, per cui il principale criterio di scelta riguardava il fatto che le altre due dovessero essere credibili come bambine che poi sarebbero diventate Dakota.<br />
Ho visionato tantissimi provini &#8211; alcuni di bimbe “adulti” anche vagamente inquietanti &#8211; e, alla fine, ne ho selezionate cinque con cui fare delle letture.<br />
Tra queste ho scelto poi quella maggiormente capace di allontanarsi dalla traccia che si era preparata.</p>
<p><strong>C’è una connessione tra le vicende raccontate nel film e l’attualità statunitense?</strong></p>
<p><em><strong>American Pastoral</strong></em> &#8211; sia il libro che il film &#8211; esplora un momento ben specifico della storia americana, quello in cui la generazione del dopoguerra, quella dell’American Dream, entra in rotta di collisione con la generazione successiva, politicizzata in termini sempre più radicali.<br />
Il film si concentra molto su questo scontro generazionale.<br />
Gli scontri tra polizia e afroamericani che si vedono nel film possono poi, in qualche modo, ricordare vicende più attuali, così come i riferimenti al terrorismo ma non era mia intenzione parlare di attualità</p>
<p><strong>Da Danny Boyle a Polanski passando per Woody Allen, nella tua carriera hai lavorato con alcuni dei registi più importanti al mondo. A chi ti sei ispirato maggiormente per questo tuo primo film da regista?</strong></p>
<p>Nei miei 25 anni di carriera ho avuto la fortuna di venire a contatto con un’ampia gamma di registi, dai più grandi ad alcuni meno bravi e credo di aver preso qualcosa da tutti.<br />
L’attore, in questo senso, si trova in una posizione privilegiata perché può osservare il lavoro del regista svolto da persone diverse.<br />
Quello che capisci, alla fine, è che non c’è un modo giusto e uno sbagliato di dirigere un film, piuttosto ci sono cose che funzionano e altre che funzionano meno in determinate circostanze.<br />
Danny Boyle è stato senz’altro il regista con cui ho iniziato e che mi ha definito in quanto attore nel passaggio da <em>Piccoli omicidi tra amici</em> a <em>Trainspotting</em> e poi a <em>Una vita esagerata</em>.<br />
La cosa più importante di Danny era che ti guardava, coglieva quello che stavi facendo e questa, per un attore, credo sia la soddisfazione più grande.<br />
Altri registi si limitano a darti delle indicazioni e tu realizzi ben presto che non c’è la minima sintonia tra di voi.<br />
Ecco, quello che più spero è di non essermi rivelato di un regista di questo tipo.</p>
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		<title>Il trailer di Pastorale Americana, diretto e interpretato da Ewan McGregor</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 13:21:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Dakota Fanning]]></category>
		<category><![CDATA[David Strathairn]]></category>
		<category><![CDATA[Ewan McGregor]]></category>
		<category><![CDATA[Jennifer Connelly]]></category>
		<category><![CDATA[Pastorale americana]]></category>
		<category><![CDATA[Philip Roth]]></category>

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		<description><![CDATA[Tratto dal romanzo di Philip Roth.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Pastorale_Americana_Trailer.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-53369" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Pastorale_Americana_Trailer.jpg" alt="Pastorale_Americana_Trailer" width="650" height="318" /></a></p>
<p>È stato diffuso online il trailer di <em><strong>Pastorale Americana</strong></em>, primo film da regista di <strong>Ewan McGregor </strong>tratto dall&#8217;omonimo romanzo di<strong> Philip Roth</strong> con il quale lo scrittore vinse il premio Pulitzer nel 1988. Nel cast, oltre a McGregor, <strong>Jennifer Connelly</strong>, <strong>Dakota Fanning </strong>e <strong>David Strathairn</strong> (<em>Godzilla</em>).</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/079zFCh81L4" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p>La sinossi del romanzo: <em>Ambientato nel secondo dopoguerra, <strong>Pastorale americana</strong> narra la storia Seymour Levov, giovane ebreo sportivo e affascinante.  Dopo il matrimonio con Miss New Jersey si profila per lui una vita tranquilla, fatta di lavoro e piccole occupazioni quotidiane. I primi, veri problemi, arriveranno quando le radicali scelte politiche della figlia Merry minacceranno di distruggere la famiglia. Il clima culturale presentato è quello delle prime proteste politiche che culminarono con le eclatanti manifestazioni contro la guerra del Vietnam, ma il punto di osservazione delle vicende è, come sempre in Roth, quello privato. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 4 &#8211; Video</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2014 16:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[3 coeurs]]></category>
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		<category><![CDATA[The Humbling]]></category>

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		<description><![CDATA[E' stato il Pacino day oggi, alla Mostra con The Humbling e Manglehorn. Ma la Francia è ancora protagonista]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_38538" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/barrylevinson_alpacino_davidgordongreen.jpg"><img class="size-full wp-image-38538" title="barrylevinson_alpacino_davidgordongreen" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/barrylevinson_alpacino_davidgordongreen.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Barry Levinson, Al Pacino e David Gordon Green</p></div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/0SPFdqLYyuI?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/0SPFdqLYyuI?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Sono 24 ore da mattatore per la stella più scintillante della manifestazione, un <strong>Al Pacino</strong> riapprodato al circuito maggiore d&#8217;autore dopo un lustro di tristi partecipazioni alimentari e di notevoli concessioni al piccolo schermo (su tutti, il <em>Phil Specto</em>r di David Mamet). Tappa di partenza di questa celebrazione del mestiere di recitare tenuta dal più attivo e meno corrotto fra gli attori della Nuova Hollywood ancora in attività è il sospirato <strong><em>The Humbling</em></strong>, con cui la star si ricongiunge a quel <strong>Barry Levinson</strong> che gli garantì Emmy e Golden Globe con il televisivo <em>You Don&#8217;t Know Jack</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/alpacino_thehumbling.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38540" title="alpacino_thehumbling" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/alpacino_thehumbling.jpg" alt="" width="259" height="385" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/alpacino_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38539" title="alpacino_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/alpacino_2.jpg" alt="" width="278" height="385" /></a></p>
<p>Premio Oscar nel 1989 per <em>Rain Man</em>, Levinson porta su pellicola il penultimo, brevissimo romanzo di <strong>Philip Roth</strong>, un progetto accarezzato dal divo sin dai giorni immediatamente successivi alla pubblicazione tanto da acquistarne immediatamente i diritti. Come per <em>Birdman</em>, non si fatica a comprendere l&#8217;interesse del suo interprete per un progetto coraggiosamente autobiografico ai limiti dell&#8217;autolesionismo &#8211; si parla pur sempre di anziani istrioni in crisi e con il terrore del viale del tramonto &#8211; e il mettersi in gioco di Pacino in una serie sempre crescente di umiliazioni (traduzione letterale del titolo) a tratti commuove, ma il testo di partenza forse non era la scelta migliore per riportare in sala uno dei grandi narratori del nostro tempo, la natura ad altissimo tasso di erotismo del materiale originale è sostituita da una più triste e pavida risoluzione semi-onirica senza molto senso e i rischi presi tanto da Levinson quanto da Pacino finiscono per certi versi per ritorcerglisi contro rasentando a tratti il ridicolo involontario. Al di là di una auspicata performance monumentale e quasi testamentaria fallimentare, perdipiù azzoppata da un&#8217;alchimia pressoché nulla con la solitamente &#8211; ma non qui &#8211; adorabile <strong>Greta Gerwig</strong>, purtroppo non c&#8217;è molto altro.</p>
<div id="attachment_38541" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/3coeurs.jpg"><img class="size-full wp-image-38541" title="3coeurs" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/3coeurs.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Charlotte Gainsbourg, Chiara Mastroianni, Benoit Jacquot e Catherine Deneuve per 3 Coeurs</p></div>
<p>Concludendo la giornata con una sortita in Orizzonti, l&#8217;austriaco <strong><em>Ich seh, Ich seh</em></strong>, fiaba orrorifica ed esistenziale con cui, con evidenti rimandi all&#8217;universo sadico e dolente del marito <strong>Ulrich Seidl</strong> (al Lido, peraltro, con il documentario <em>Im Keller</em>), debutta nel lungometraggio di fiction la cinquantenne <strong>Veronika Franz</strong> (assistita dal più giovane <strong>Severin Fiala</strong>), si riprende la mattina con il secondo cugino d&#8217;Oltralpe in Concorso, il romantico <em><strong>3 coeurs</strong></em>, che ripropone in veste drammatica il <strong>Benoît Poelvoorde</strong> e la <strong>Chiara Mastroianni</strong> già incontrati ne <em>La rançon de la gloire</em> e li affianca ai due volti più caratterizzanti dell&#8217;industria filmica francese di ieri e di oggi come <strong>Catherine Deneuve</strong> e <strong>Charlotte Gainsbourg</strong>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/chiaramastroianni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38542" title="chiaramastroianni" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/chiaramastroianni.jpg" alt="" width="270" height="407" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/charlottegainsbourg.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38543" title="charlottegainsbourg" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/charlottegainsbourg.jpg" alt="" width="271" height="407" /></a></p>
<p>Il film parte da un breve incontro conclusosi prima dell&#8217;alba per mettersi con orgoglio e coraggio nei binari del mèlo più classico. Simile per certi versi all&#8217;immenso <em>Persécution</em> di Patrice Chereau (rimasto scandalosamente senza premi a Venezia67), è un rischioso e a tratti incosciente atto di fede nei confronti del cinema dei sentimenti, forse ingenuo nelle proprie implausibilità &#8211; il protagonista maschile, comunque eccezionale e credibilmente speculare rispetto al ruolo dell&#8217;altroieri, non è di certo il Gérard Depardieu degli anni&#8217;80 o il Romain Duris di oggi in quanto a prestanza -, ma sa restituire un equilibrio di ossessione e routine a tratti appassionante senza scadere negli stereotipi dell&#8217;amour fou. La platea, per la prima volta durante il Concorso, si è prodotta negli attesi e anche comprensibili fischi, ma il film di <strong>Benoît Jacquot </strong>resta l&#8217;esempio di una tradizione narrativa nobile che merita rispetto e da difendere dal cinismo di molta critica.</p>
<div id="attachment_38544" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/chrismessina_alpacino_davidgordongreen.jpg"><img class="size-full wp-image-38544" title="chrismessina_alpacino_davidgordongreen" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/chrismessina_alpacino_davidgordongreen.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Chris Messina, Al Pacino e David Gordon Green per Manglehorn</p></div>
<p>All&#8217;ora di pranzo, uscendo dalla Sala Darsena, ci si aspetterebbe quasi di trovare il buio della sera prima, vista l&#8217;affinità fra il fallimento di Barry Levinson e l&#8217;odierno <strong><em>Manglehorn</em></strong> di <strong>David Gordon Green</strong>, ma come un delizioso dessert dopo una portata principale deludente, la visione è più che rinfrancante. Il ritorno ad appena un anno di distanza al Lido del regista di <em>Undertow</em> è il ritratto crepuscolare e senile che il più complesso ed elaborato <em>The Humbling</em> non è riuscito ad essere e l&#8217;occasione per un commovente, ciclopico <strong>Al Pacino</strong> di indovinare il grande ruolo della vecchiaia. A metà fra l&#8217;Eastwood di <em>Gran Torino</em> e il Nicholson di <em>A proposito di Schmidt</em>, il film azzecca il registro patetico senza scadere nel pietoso, ritrae una provincia profonda isolata e dolce con uno sviluppo pacioso, rasserenante e quasi senza intreccio senza per questo risultare consolatorio e non pigia il pedale sulla catarsi o sulla tragedia in modo artefatto come invece accadeva in <em>Joe</em>. Contro ogni previsione, <strong><em>Manglehorn</em></strong> conquista immediatamente con la sua semplicità la simpatia di critica e pubblico.</p>
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