<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Movielicious &#187; Pieta</title>
	<atom:link href="http://www.movielicious.it/tag/pieta/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.movielicious.it</link>
	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 Jan 2025 18:56:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.39</generator>
	<item>
		<title>Pieta</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2012/09/14/pieta/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2012/09/14/pieta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 Sep 2012 13:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Binario Loco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[KIm -Ki-duk]]></category>
		<category><![CDATA[Leone d'Oro]]></category>
		<category><![CDATA[Pieta]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 69]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=28258</guid>
		<description><![CDATA[Misticismo e tragedia nella pellicola di Kim-Ki-duk vincitrice del Leone d'oro all'ultimo Festival di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Corea del Sud 2012)<br />
Uscita: 14 settembre 2012<br />
Regia: Kim-Ki-duk<br />
Con: Lee Jung-Jin, Jo Min-Su<br />
Durata: 1 ora e 44 minuti<br />
Distribuito da: Good Films</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pieta1.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-28259" title="pieta1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pieta1.jpeg" alt="" width="500" height="263" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pieta2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28260" title="pieta2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/pieta2.jpg" alt="" width="500" height="299" /></a></p>
<p>Durante le riprese di <em>Sogno</em>, quindicesimo capitolo di una nutrita filmografia, un clamoroso fuori programma sconvolge la vita dei membri della troupe e del cast: l’attrice protagonista Lee Na-Young, che interpreta la sonnambula Ran, rischia di trasformare il suicidio del suo personaggio in un reale, assurdo e mortale incidente, rimanendo impigliata nel cappio e arrivando vicinissima al soffocamento.</p>
<p>Kim Ki-duk, regista del film e reduce dalla non esaltante, se non addirittura tristemente interlocutoria tripletta de <em>L’arco</em>, <em>Time</em> e <em>Soffio</em>, non si limita ad archiviare l’accaduto come uno spiacevole inconveniente ma resta profondamente segnato nello spirito e nel corpo dalla vicenda, allontanandosi non solo dall’industria cinematografica ma anche dallo stesso mondo civilizzato. Rinchiudendosi per tre lunghi anni in una baita isolata, Ki-duk dà l’impressione di rielaborare il dramma definitivamente con il “documentario” <em>Arirang</em>, nel quale, inscenando con innegabile vanità la propria routine, il proprio bisogno di espiazione e un disprezzo di sé che paradossalmente sfocia nel narcisismo, l’autore di <em>Ferro 3 </em>pare voler invitare lo spettatore – anzi, più precisamente i seguaci che avrebbe “tradito” – a dimenticarsi di lui.</p>
<p>Però niente è come sembra, e, forse ringalluzzito dalla vittoria della scorsa edizione dell’Un Certain Regard del Festival di Cannes, Ki-duk ritorna timidamente al cinema di finzione con il breve <em>Amen</em> che segna l’evidente inizio di una terza parte di carriera, dopo la fase mainstream inaugurata da <em>Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera</em>: è però con l’ultimo <em>Pieta</em>, accolto trionfalmente a Venezia, che si comincia a considerare fattibile l’inizio di un nuovo ciclo e, di conseguenza, a dubitare della genuinità del percorso privato e autoriale del cineasta coreano.</p>
<p>Quasi a voler rimarcare il superamento permanente dal trauma del 2008, <em>Pieta</em> si apre proprio con una sequenza di impiccagione autoinflitta: non ci è dato vedere in viso il malcapitato, ma è lecito pensare che a restare strangolato dalle catene, per una malsana convergenza dei ruoli di vittima ed aguzzino, sia lo stesso autore, trinceratosi dietro un cupio dissolvi che, di minuto in minuto, si risolve in una disperata – e anche un po’ patetica – richiesta di aiuto: se <em>Arirang</em>, secondo la brillante recensione di Leslie Velperin, era a tutti gli effetti “un’esperienza paragonabile soltanto all’ascolto forzato degli sproloqui di un povero ubriacone impegnato a raccontare per filo e per segno quanto un tempo fosse ricco e famoso, a maledire gli amici che lo hanno disconosciuto e a dichiarare con orgoglio di aver finalmente compreso il vero significato dell’esistenza”, <em>Pieta</em> è il penoso – ma, ahimé, riuscito – tentativo di riallacciare coattamente i rapporti con la società con cui si erano drasticamente tagliati i ponti, l’inconsapevole gesto di resa in cui la sincerità dell’artista viene sepolta dal desiderio avido di passare all’incasso, e non (solo) in termini monetari.</p>
<p>Probabilmente a Kim Ki-duk – non tanto diversamente dal collega nipponico Takeshi Kitano – ha fatto male soprattutto il silenzio, l’assenza di quei moti d’acclamazione che ne avevano decretato lo status di autore di culto per tutto il decennio trascorso, e questo <em>Pieta</em>, in maniera decisamente meno sofferta e cinica dei due pessimi <em>Outrage</em> del regista di <em>Hana-bi</em>, finisce per rivelarsi come l’irritante presa in giro da parte di un poeta dell’immagine che del cinema pare essersi stancato una volta per sempre.</p>
<p>Al vincitore dell’ultimo Festival di Venezia sembra importare ben poco della situazione socioeconomica della sua Corea del Sud, così come della presunta critica anticapitalista tanto sottolineata dagli estimatori pare l’ultimo pensiero di un uomo rimasto con la mente nel loculo del suo rifugio di montagna e, per esteso, nella cella ancora più ristretta del suo limbo personale, nel quale fantasmi assortiti e paranoie si sono sempre aggirati, ma almeno, fino a qualche tempo fa, mediati da una concezione innovativa ed equilibrata del mezzo filmico, nonché da uno stile degno di questo nome.</p>
<p>Non c’è molto da analizzare nelle peregrinazioni punitive del cruento riscossore Lee Kang-Do, dedito a menomare e a rendere storpi, con la scusa di un debito insoluto, i pochi artigiani che resistono nelle zone più povere di Seul, ultimi ostacoli di una metropolizzazione selvaggia dove il denaro ha eliminato ogni traccia di umanità; non c’è nulla da capire nell’incontro fra il giovane e la donna di mezza età che gli si presenta come la madre che lo aveva abbandonato da bambino e che verrà ripagata dapprima con assalti psicologici, fisici e sessuali, poi con una metaforica regressione infantile che fungerà da preambolo per la sciagura finale: ciò che davvero rende repellente <em>Pieta</em> non è, in sostanza, l’apparato di mutilazioni, torture, sopraffazioni, masturbazioni, stupri e omicidi dove comunque vigono l’autocompiacimento e la discesa nel gore più vieto, oltre che l’intenzione – ormai vecchissima – di épater la bourgeoisie a qualunque costo, ma il modo in cui questi apparenti tabù vengono trattati, con il totale spregio di un punto di vista umano che alla fine riduce i personaggi a insignificanti pedine da muovere da una scena all’altra e da fare a pezzi senza troppi problemi, con il ricorso ad uno svolgimento meccanico e così sfacciatamente antirealista da cancellare ogni moto di compassione e di partecipazione alle azioni dei protagonisti, con la subordinazione di qualsiasi criterio – sia esso narrativo, morale o, in particolare, estetico, vista l’approssimatività della messinscena che lascia a bocca aperta chi, negli anni, aveva visto in opere come La samaritana un esempio di rigore – all’evidente disordine mentale in cui Kim-Ki-duk versa e che sembra essersi impossessato di lui.</p>
<p>Una volta, nei suoi film, la violenza assumeva un valore catartico in cui fulminee sequenze in netto contrasto con l’astrazione del resto – come i raptus di <em>Bad Guy</em>, il suicidio de <em>La samaritana</em>, l’omicidio involontario della donna in macchina in <em>Ferro 3</em> – finivano per rimanere impresse nel profondo, mentre qui, calati in un’atmosfera da povero emulo di Park Chan-Wook, centocinque minuti di crudeltà più o meno ghignante, oltre ad anestetizzare gli occhi e la sensibilità di chi guarda, non riescono mai a evolversi in un climax da autentica tragedia greca e svelano di volta in volta la sadica gragnuola di colpi bassi spacciata per estremizzata rete di allegorie.</p>
<p>Ignorando titoli di grande integrità etica e artistica come <em>Apres mai</em> di Assayas, L<em>a cinquieme saison</em> di Brosens &amp; Woodworth o <em>To the Wonder</em> di Terrence Malick, la giuria di Venezia69 ha commesso un grave errore di prospettiva ed è caduta con tutte le scarpe nella trappola del cineasta di Bongwa, artefice di una delle resurrezioni più bieche e scongiurabili cui sia dato assistere. Con il pretesto dell’universalità, il piccolo e distorto universo interiore di Kim Ki-duk ha preso il sopravvento sullo scopo comunicativo della settima arte – cosa imputata, erroneamente, anche al film di Malick, in cui invece il discorso si ferma alla forma – e la scellerata assegnazione del Leone d’Oro dimostra, se ce ne fosse ancora la necessità, che la cinepresa non andrebbe mai e poi mai scambiata per il lettino dello psichiatra.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
<p>Recensione a cura di Andrea Bosco<br />
(<a href="http://www.binarioloco.it/"><em>www.binarioloco.it</em></a>)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2012/09/14/pieta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Applausi per Ki-duk e Bellocchio</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2012/09/05/applausi-per-ki-duk-e-bellocchio/</link>
		<comments>http://www.movielicious.it/2012/09/05/applausi-per-ki-duk-e-bellocchio/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Sep 2012 15:11:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Alba Rohrwacher]]></category>
		<category><![CDATA[Isabelle Huppert]]></category>
		<category><![CDATA[james franco]]></category>
		<category><![CDATA[KIm -Ki-duk]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bellocchio]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Riondino]]></category>
		<category><![CDATA[Pieta]]></category>
		<category><![CDATA[Selena Gomez]]></category>
		<category><![CDATA[Spring Breakers]]></category>
		<category><![CDATA[Toni Servillo]]></category>
		<category><![CDATA[Vanessa HudgensBella addormentata]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.movielicious.it/?p=28067</guid>
		<description><![CDATA[A Venezia Pieta e Bella addormentata: la speranza malgrado tutto. Ma anche il disincanto pop di Spring]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/kim-ki-duk-pieta.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28070" title="kim-ki-duk-pieta" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/kim-ki-duk-pieta.jpg" alt="" width="394" height="594" /></a></p>
<p><em>Pieta</em> (senza accento) del regista coreano Kim Ki-duk, In Concorso ieri alla Mostra del Cinema di Venezia, è stato accolto con favore dalla stampa e alla conferenza il regista coreano e gli attori protagonisti Lee Jun Jin e Cho Min sono stati lungamente applauditi. E c&#8217;è già chi sostiene che <em>Pieta</em> avrebbe fatto breccia nel cuore dei giurati per l&#8217;estremo realismo delle scene e per le tematiche drammaticamente attuali, tanto da puntare dritto verso il Leone d&#8217;Oro.<br />
Il protagonista del film, Kang-do (Lee Jung-jin), è lo scagnozzo senza scrupoli di un usuraio: per recuperare i debiti dei poveri non usa mezze misure, mozzando una mano o infliggendo simili atrocità a operai e artigiani. Sulla sua strada, però, un giorno incontra la misteriosa Mi-sun (Cho Min-soo), la quale con insistenza lo convincerà di essere quella madre che, trent&#8217;anni fa, lo abbandonò dopo averlo messo alla luce. Straordinaria la protagonista femminile Cho Min-soo che regala un&#8217;impeccabile prova attoriale, seppur giovane per essere davvero la madre del protagonista.</p>
<p>&#8220;E&#8217; un film sulle conseguenze del capitalismo estremo &#8211; ha spiegato Ki-duk durante la conferenza stampa di presentazione del suo ultimo lavoro &#8211; e sugli effetti che questi producono sulle relazioni umane che vengono trasfigurate in senso negativo&#8221;. L&#8217;ispirazione al tema della sofferenza che il regista coreano porta sullo schermo arriva direttamente dall&#8217;espressione del volto della Madonna della Pietà di Michelangelo: &#8220;Ho visitato due volte il Vaticano dove ho potuto ammirare il capolavoro di Michelangelo. Mi riferisco all&#8217;abbraccio della Vergine Maria al proprio figlio, l&#8217;immagine di questo abbraccio, che mi sono portato dentro per tanti anni, era l&#8217;abbraccio all&#8217;umanità nella sofferenza, nella condivisione del dolore. Per questo l&#8217;ho scelto come titolo del mio film&#8221;.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qNwTnicZekM?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/qNwTnicZekM?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/slide-bella-addormentata.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28071" title="slide-bella-addormentata" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/slide-bella-addormentata.jpg" alt="" width="500" height="331" /></a></p>
<p>Ancora applausi questa mattina all&#8217;anticipata stampa di un&#8217;altra pellicola molto attesa, <em>Bella addormentata</em>, la pellicola di Marco Bellocchio in corsa per il Leone d&#8217;Oro. Tramite immagini di repertorio (provenienti dal web e dalla TV) che si alternano e si amalgamano con il racconto di finzione,  Bellocchio manifesta il proprio pensiero e si fa portatore di quello del Paese chiamato a riflettere sull’ultimo viaggio di Eluana Englaro, dalla casa di cura Talamoni di Lecco alla residenza sanitaria assistenziale La Quiete di Udine, dove è stata dichiarata la sua morte dopo diciassette anni di coma vegetativo nel febbraio 2009. Il cast, presente al Lido al gran completo, comprende una fitta schiera di attori, da Toni Servillo a Isabelle Huppert, da Alba Rohrwacher, a Michele Riondino, da Maya Sansa a Roberto Herlitzka.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/bella-addormentata2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28073" title="bella-addormentata2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/bella-addormentata2.jpg" alt="" width="260" height="356" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/michele-riondino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28074" title="michele-riondino" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/michele-riondino.jpg" alt="" width="244" height="356" /></a></p>
<p>Di tutt’altro genere invece, il provocatorio <em>Spring Breakers</em>, con James Franco, Selena Gomez, Vanessa Hudgens, Ashley Benson e Heather Morris, in cui quattro studentesse teenager, in bikini praticamente per tutto il film, finiscono per rimanere coinvolte in un losco giro di affari con un ambiguo trafficante di droga.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/spring-breakers-cast.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28075" title="spring-breakers-cast" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/spring-breakers-cast.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/selena-gomez.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28076" title="selena-gomez" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/selena-gomez.jpg" alt="" width="500" height="338" /></a></p>
<p>Il regista Harmony Korine ha così spiegato la scelta delle sue protagoniste, quattro attrici amate dalle teenagers di tutto il mondo, che vengono dal mondo disneyano e con le quali si è divertito a giocare, stravolgendone l&#8217;immagine: &#8220;Le ho scelte deliberatamente, era parte di un mio sogno. Ho voluto loro ad ogni costo&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/vanessa-hudgens.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28077" title="vanessa-hudgens" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/09/vanessa-hudgens.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p><em>Spring Breakers </em>ha letteralmente diviso la platea veneziana, tra chi lo considera un heist movie con tette e culi in bella mostra e chi, invece, è riuscito a leggervi un vibrante omaggio alla pop culture. Se volete farvi un&#8217;idea, guardate questa clip:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="560" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/6s5vI1LA5js?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/v/6s5vI1LA5js?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.movielicious.it/2012/09/05/applausi-per-ki-duk-e-bellocchio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
