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	<title>Movielicious &#187; Ramin Bahrani</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 3 &#8211; Video</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Aug 2014 17:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Protagonisti Ramin Bahrani con 99 Homes e Francesco Munzi, primo italiano in gara con il toccante Anime]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_38496" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/99homes.jpg"><img class="size-full wp-image-38496" title="99homes" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/99homes.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Andrew Garfield, Ramin Bahrani, Michael Shannon e il produttore Ashok Amritraj</p></div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/iJZWi2QWu1I?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/iJZWi2QWu1I?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Per la terza volta consecutiva al Lido dopo il Premio Fipresci per <em>Goodbye Solo</em> e la promozione in sordina in competizione con il melodramma minnelliano <em>At Any Price</em>, con <strong><em>99 Homes</em></strong> <strong>Ramin Bahrani</strong> continua il suo discorso sulle ambiguità del Sogno Americano, sul lato torbido del self-made man e sulla corruttibilità dell&#8217;individuo comune posto di fronte all&#8217;avanzamento sociale. Il regista di Winston-Salem si serve ancora una volta di un viso comunemente associato alla cultura teen &#8211; due anni fa fu il turno dell&#8217;ex-efebo Zac Efron, ora tocca invece al nuovo Spider-Man <strong>Andrew Garfield</strong> &#8211; per raccontare l&#8217;incombenza della crisi presso una generazione di ventenni d&#8217;Oltreoceano rimasta troppo sotto la campana di vetro della famiglia borghese, il vecchio adagio hobbesiano dell&#8217;uomo come lupo per l&#8217;altro uomo &#8211; si parla della realtà più spietata dell&#8217;imprenditoria edile, fra sfratti, pignoramenti e pratiche bancarie senza scrupoli &#8211; e l&#8217;impotenza e la crudeltà dei padri (veri o putativi, come il Dennis Quaid della precedente fatica o il ripugnante e, come al solito, straordinario <strong>Michael Shannon</strong> di oggi).</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/andrewgarfield.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38497" title="andrewgarfield" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/andrewgarfield.jpg" alt="" width="255" height="383" /></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/michaelshannon.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38498" title="michaelshannon" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/michaelshannon.jpg" alt="" width="254" height="383" /></a></p>
<p>Bahrani tenta ancora di coniugare le basi indipendenti e periferiche del suo mestiere &#8211; collabora in veste di cosceneggiatore il maestro <strong>Amir Naderi</strong>, forse il più necessario cineasta iraniano in attività, presente a Venezia con un fluviale documentario su Arthur Penn &#8211; con le esigenze di Hollywood, però il risultato è nuovamente un ibrido sospeso a metà, nobile sulla carta ma privo di un&#8217;identità forte e programmatico nel suo percorso di degenerazione, di tormento e di riscatto.</p>
<div id="attachment_38499" style="width: 406px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/animenere.jpg"><img class="size-full wp-image-38499" title="animenere" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/animenere.jpg" alt="" width="396" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Barbora Bobulova e Peppino Mazzotta per Anime nere</p></div>
<p>Dopo una veloce sortita in Orizzonti con <strong><em>Heaven Knows What</em></strong> dei fratelli <strong>Joshua e Ben Safdie</strong>, ambizioso e ammorbante amour fou tossico dei bassifondi newyorkesi che pare seguire la scia tanto del realismo sordido del celebre <em>Panico a Needle Park</em> di Schatzberg quanto quello della metafora vampirica del <em>The Addiction</em> ferrariano, si passa finalmente al primo dei tre concorrenti tutti letterari di casa nostra: <strong>Anime nere</strong>. Tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Gioacchino Criaco, la pellicola diretta da <strong>Francesco Munzi</strong> è una mini-epopea familiare ombrosa, ruvida e priva di compromessi che porta a un livello ancor più evoluto, complesso e universale quel cinema della violenza e del buio &#8211; declinato nel disperato riscatto sottoproletario di <em>Saimir </em>e nella vacua desolazione alto-borghese de <em>Il resto della notte</em> &#8211; che è ormai parte fondativa e caratterizzante della poetica del<strong> </strong>regista<strong> </strong>romano, mai compiaciuta né estetizzante, ma solo cupa e profondamente reale.</p>
<p>Per dare un volto alle tre possibili scelte di tre fratelli calabresi di fronte al sistema malavitoso organizzato &#8211; la partecipazione attiva di Luigi, l&#8217;accettazione ipocrita di Rocco e l&#8217;estraneità eremitica di Luciano -, Munzi pesca tanto dal piccolo schermo (<strong>Marco Leonardi</strong>, decisamente a suo agio nel personaggio dopo miniserie come <em>Il capo dei capi</em> e <em>Il generale dei briganti</em>, e <strong>Peppino Mazzotta</strong>, l&#8217;ispettore Fazio de Il commissario Montalbano) quanto dal palcoscenico (il volto severo di <strong>Fabrizio Ferracane</strong>, forse il migliore del trio) e avvolge il tutto nella nerissima, notturna fotografia del fedele Vladan Radovic: ne esce un film coraggioso e per certi versi grandioso, lontanissimo dai parametri abituali della cinematografia nostrana, capace di confrontarsi con l&#8217;esempio dei grandi ritrattisti criminali europei (Audiard, in primis), di permettersi paralleli con la saga coppoliana del <em>Padrino</em> (nei fratelli minori quasi si scorgono i profili di Sonny e di Michael Corleone) e, nella migliore delle ipotesi, pronto ad aggiudicarsi uno dei riconoscimenti maggiori, lanciando finalmente anche in ambito extrafestivaliero uno dei nostri autori più peculiari e, nonostante il Nastro d&#8217;Argento per l&#8217;opera prima del 2006, mai abbastanza apprezzati.</p>
<div id="attachment_38500" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/shesfunnythatway.jpg"><img class="size-full wp-image-38500" title="shesfunnythatway" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/shesfunnythatway.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Kathryn Hahn, Peter Bogdanovich e Owen Wilson</p></div>
<p>A calmare le acque e a garantire un minimo di distensione è il successivo ospite Fuori Concorso, l&#8217;insperato ritorno sulla scena del settantacinquenne <strong>Peter Bogdanovich</strong>, che contribuì in maniera fondamentale alla nascita della Nuova Hollywood con classici di rottura come <em>Bersagli</em> e <em>Paper Moon</em>, ma ancor più con il capolavoro crepuscolare L&#8217;ultimo spettacolo: il veterano statunitense tenta con il suo <strong><em>She&#8217;s Funny That Way</em></strong> di intessere insieme all&#8217;ex-moglie co-sceneggiatrice Louise Stratten una commedia sofisticata, maliziosa e orgogliosamente fuori moda &#8211; il titolo cita pur sempre uno standard reso celebre da Frank Sinatra &#8211; su modello del suo esilarante <em>Ma papà ti manda sola?</em>, fra poligoni amorosi che coinvolgono frustrati registi di Broadway, puttane col pallino della recitazione e psichiatre ridotte peggio dei loro pazienti. Ma i tempi sono inevitabilmente cambiati e, nonostante l&#8217;impegno profuso, il glamour di stelline emergenti come <strong>Imogen Poots</strong> e di divi come <strong>Owen Wilson</strong> e <strong>Jennifer Aniston</strong> non può reggere il confronto rispettivamente con le Streisand, gli O&#8217;Neal e le Kahn di allora. In quanto al tentativo di svecchiare la formula con il contributo in veste di produttori delle garanzie indie <strong>Wes Anderson</strong> e <strong>Noah Baumbach</strong>, è tutta invisibile fatica sprecata.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38501" title="owenwilson_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/08/owenwilson_2.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a></p>
<p>Si ritrovano le atmosfere cruente di inizio mattinata, invece, con l&#8217;asiatico <strong><em>Binguan</em></strong>, che apre la vetrina della Settimana della Critica e che porta l&#8217;esordiente regista <strong>Xin Yukun</strong> nei territori delle sortite neo-noir della produzione cinese contemporanea, dall&#8217;inedito <em> </em><a href="http://www.movielicious.it/2014/06/21/festival-di-mosca-giorno-3/"><em>Black Coal, Thin</em><em> Ice</em> </a>di Diao Yinan (Orso d&#8217;Oro a Berlino64 e da noi recensito in occasione di Mosca36) a, soprattutto nel comune delinearsi di storie intrecciate a base di omicidi ed efferate crudeltà, <em>Il tocco del peccato</em> di Jia Zhangke (Prix du scénario a Cannes66) confermando la svolta &#8220;trasparente&#8221; e occidentalista del recente cinema d&#8217;autore di Pechino con un&#8217;opera tanto elaborata e complessa quanto gratificante, puntellata da colpi di scena continui à la Agatha Christie e trainata da una narrazione per ellissi, analessi e salti in avanti che mantiene una tensione insostenibile per le sue importanti due ore nette di durata.</p>
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