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	<title>Movielicious &#187; Rebecca De Costa</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Motel</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 07:16:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[David Grovic]]></category>
		<category><![CDATA[John Cusack]]></category>
		<category><![CDATA[Motel]]></category>
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		<category><![CDATA[Robert De Niro]]></category>

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		<description><![CDATA[Robert De Niro  e John Cusack in un thriller-noir popolato da spietati boss, prostitute mozzafiato e]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Bag Man, USA 2014)<br />
Uscita: 26 febbraio 2015<br />
Regia: David Grovic<br />
Con: John Cusack, Robert De Niro, Rebecca De Costa<br />
Durata: 1 ora e 48 minuti<br />
Distribuito da: Barter Multimedia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/motel.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41428" title="motel" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/motel.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Jack (John Cusack) ha un compito apparentemente semplicissimo da svolgere.<br />
Deve solo ritirare una borsa, portarla in un Motel sperduto nel nulla e aspettare che il suo boss Dragna (<strong>Robert De Niro</strong>) venga a ritirarla.<br />
Davvero nulla di complicato, specialmente in virtù di quanto Jack verrà pagato per questo lavoro.<br />
Ci sono solo due condizioni sulle quali Dragna è piuttosto chiaro e non sembra avere alcuna intenzione di transigere.<br />
La stanza dove avverrà lo scambio deve essere la numero 13 e Jack non deve, per nessun motivo, aprire la borsa.<br />
Detto così sembra facile.<br />
Solo che tutto va male.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/motel_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41429" title="motel_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/motel_2.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>E&#8217; interessante come ci sia proprio un filone specifico di noir moderno che, da <em>Le iene</em> a <em>In Bruges</em>, prende le mosse dal meccanismo di sospensione temporale causata da un colpo andato male e dall&#8217;attesa di un boss che, almeno in teoria, dovrebbe arrivare e sistemare le cose.<br />
E&#8217; una cornice narrativa potenzialmente vincente più o meno dall&#8217;<em>Aspettando Godot</em> di beckettiana memoria, a patto che si abbia il talento &#8211; e, tornando agli esempi sopraccitati, sia Tarantino che Martin McDonagh ne hanno da vendere &#8211; di infarcire quell&#8217;arco di tempo dedicato all&#8217;attesa di dialoghi e personaggi di contorno spesso tendenti al registro grottesco e che, in qualche modo, spostino di continuo l&#8217;attenzione dello spettatore dal fine ultimo della storia, ossia l&#8217;arrivo del fantomatico boss.<br />
E poi, è chiaro, c&#8217;è bisogno di un contesto spaziale ben connotato, un &#8220;altroquando&#8221; che amplifichi questa sensazione di sospensione del tempo e, nei casi migliori, provveda addirittura a dilatarlo.<br />
<strong>David Grovic</strong> questi elementi ce li ha tutti e, in modo particolare, ha la location perfetta: quel<strong><em> Motel</em></strong> nel bel mezzo del nulla (&#8220;in the middle of nowhere&#8221; è una delle frasi più ricorrenti di sempre nella letteratura di genere e, in particolare, nel noir) che è uno dei luoghi simbolo di tutta la narrativa statunitense e che in questo caso, complice la presenza di John Cusack, ci mette davvero poco a richiamare alla mente quello, quasi uguale, del bellissimo e dimenticato <em>Identity</em> di James Mangold.<br />
Non contento però, l&#8217;autore introduce un altro topos narrativo di indubbio fascino, ossia il MacGuffin (un qualsiasi oggetto dotato di importanza cruciale per i personaggi del film) qui rappresentato da una misteriosa borsa che è il vero motore dell&#8217;azione.</p>
<p>Una volta assicuratisi tutti questi elementi, le possibilità di fare un film brutto tendono ad assottigliarsi notevolmente e Grovic (qui al suo esordio sia come scrittore che come regista) sta ben attento a gestire i molti elementi in ballo in modo assai equilibrato.<br />
Ha inoltre la felice intuizione di scegliere come protagonista John Cusack che sostanzialmente riprende lo stesso ruolo di <em>Rischiose abitudini </em>di Stephen Frears &#8211; solo incattivito e reso più cinico dagli anni passati &#8211; e la fortuna di ritrovarsi per le mani un Robert De Niro meno svogliato rispetto ai suoi standard attuali nel ruolo del pericolosissimo Dragna.<br />
Poi ci sono violenza, disillusione, una femme fatale di bellezza soprannaturale (la modella brasiliana <strong>Rebecca De Costa</strong>) e tutto quello che ci si aspetta di trovare in un noir.<br />
Questo per dire che Motel, pur non essendo un capolavoro, è abbastanza una manna per gli appassionati del genere.<br />
B-movie fiero della sua natura di B-movie, ha forse la sua unica pecca nel non far nulla per elevarsi dal livello di compitino ben svolto che gli viene assicurato già solo dall&#8217;impostazione strutturale descritta poc&#8217;anzi, al contrario, ad esempio, di quanto fatto lo scorso anno da Steven Knight che ha dimostrato, con l&#8217;eccezionale Locke, come sia possibile costruire qualcosa di nuovo attorno al concetto di unità di spazio e tempo.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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