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	<title>Movielicious &#187; Riccardo Milani</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Come un gatto in tangenziale</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Dec 2017 12:16:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Antonio Albanese]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Amendola]]></category>
		<category><![CDATA[Come un gatto in tangenziale]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 28 dicembre 2017<br />
Regia: Riccardo Milani<br />
Con: Antonio Albanese, Paola Cortellesi, Sonia Bergamasco, Claudio Amendola<br />
Durata: 1 ora e 38 minuti<br />
Distribuito da: Vision Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Come_Un_Gatto_In_Tangenziale.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-56978" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/12/Come_Un_Gatto_In_Tangenziale.jpg" alt="Come_Un_Gatto_In_Tangenziale" width="650" height="370" /></a></p>
<p><em><strong>Come un gatto in tangenziale</strong> </em>vede il ritorno, a meno di un anno dall’uscita di <em><a href="http://www.movielicious.it/2017/02/13/mamma-o-papa-recensione/" target="_blank">Mamma o papà?</a></em>, della squadra formata dalla coppia Albanese/ Cortellesi e dal marito di quest’ultima, <strong>Riccardo Milani</strong>, dietro la macchina da presa.<br />
Ora, tolta la costante della bravura dei due interpreti, la principale differenza tra i due film è che questo fa effettivamente ridere, non un particolare da poco trattandosi di prodotti finalizzati per lo più a questo scopo.<br />
La storia è quella di Giovanni (<strong>Antonio Albanese</strong>), raffinato intellettuale di sinistra dedito alla riqualificazione delle periferie e Monica (<strong>Paola Cortellesi</strong>), fiera coatta che, in una di quelle periferie, ci vive. I loro mondi, agli estremi opposti dello spettro sociale, si scontrano quando Agnese, figlia tredicenne di Giovanni si prende una cotta per il borgataro Alessio e il papà, terrorizzato, li segue fino alla casa dove il ragazzo vive con la madre – Monica, per l’appunto &#8211; e le due zie Pamela e Sue Ellen. Qui l’uomo scopre che la donna è altrettanto contraria all’idea che i due ragazzi si frequentino.</p>
<p>Detto di una delle poche commedie italiane recenti effettivamente in grado di generare risate, il problema di <em><strong>Come un gatto in tangenziale</strong></em> è, semmai, nella pretesa di poggiare le proprie basi sull’osservazione di una realtà che, sebbene Milani affermi di aver pensato al film dopo essersi trovato a vivere una situazione simile a quella di Giovanni/Albanese, non si conosce affatto.<br />
La prima parte del film è infatti un campionario di alcuni dei più triti luoghi comuni sulle differenze, ovviamente macroscopiche, tra intellighenzia borghese e naïveté di borgata. Quindi il mega-appartamento in centro contro lo squallore di un casermone che è a Bastogi, ma potrebbe tranquillamente essere quel Corviale già trattato dalla coppia Cortellesi/Milani in <em>Scusate se esisto!</em>. Allo stesso modo le spiagge radical chic di Capalbio vengono contrapposte alla ben più proletaria Coccia di Morto.</p>
<p>Solo quando abbandona la sua struttura così ostinatamente dicotomica, ipotizzando la possibilità che quei due mondi opposti possano – complice una <strong>Franca Leosini</strong> adorabilmente autoironica – non solo trovare un modo per comunicare tra loro ma addirittura cominciare a piacersi, <em><strong>Come un gatto in tangenziale</strong> </em>guadagna punti, trasformandosi in una commedia (forse) romantica senza troppe velleità sociologiche. Merito soprattutto di due protagonisti perfettamente in parte, con Albanese una spanna al di sopra rispetto a una Cortellesi sempre bravissima anche se, a tratti, anche troppo gigiona. Ma molto lo fa anche il cast dei comprimari con, in primis, la coppia di zie gemelle affette da “shopping compulsivo”, così come l’ex moglie di Albanese meravigliosamente interpretata da <strong>Sonia Bergamasco</strong>: il personaggio in cui emergono maggiormente le contraddizioni di una sinistra agiata a cui piace sciacquarsi la bocca di istanze civili per poi finire in Provenza a fare profumi. Il cameo di <strong>Claudio Amendola</strong>, nella sua funzione programmatica, è invece già meno riuscito. Ma il film nel complesso fa il suo lavoro, oltre a fungere da involontario monito un po’ a tutto il cinema italiano di area più leggera. Meno pistolotti sociali, insomma, e più risate.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mamma o papà?</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2017/02/13/mamma-o-papa-recensione/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2017 17:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Bonaiuto]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Albanese]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Buccirosso]]></category>
		<category><![CDATA[Mamma o papà?]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Cortellesi]]></category>
		<category><![CDATA[Riccardo Milani]]></category>

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		<description><![CDATA[Paola Cortellesi e Antonio Albanese genitori bizzarri nella commedia di Riccardo Milani.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2017)<br />
Uscita: 14 febbraio 2017<br />
Regia: Riccardo Milani<br />
Con: Paola Cortellesi, Antonio Albanese, Carlo Buccirosso, Anna Bonaiuto<br />
Durata: 1 ora e 38 minuti<br />
Distribuzione: Medusa</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Mamma_o-papà_1.jpg"><img class="alignnone wp-image-55309" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Mamma_o-papà_1.jpg" alt="Mamma_o-papà_1" width="650" height="387" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se c’è una cosa che maggiormente si rimprovera alle (troppe) commedie che il cinema italiano, ogni anno, si ostina a sfornare con ritmi da catena di montaggio, è senz’altro l’eccessivo ricorso ad un buonismo che non di rado sfocia nello stucchevole tout court.<br />
I principali problemi sono quindi due e riguardano da un lato un’offerta di molto superiore alla sua stessa domanda e, dall’altro, un utilizzo del genere che, al netto di un continuo riempirsi la bocca di rimandi ai propri padri fondatori, ha perso ormai da tempo ogni capacità di graffiare e di  osservare il quotidiano anche in maniera impietosa. Il motivo cardine del meritato successo di film come <em>Smetto quando voglio</em> e <em>Perfetti sconosciuti</em> è più o meno spiegabile già solo con il modo in cui riescono a svicolare da questo pattern.<br />
Spiace dunque che<strong> Riccardo Milani</strong> – regista, poco più di due anni fa, di Scusate se esisto!, una delle poche commedie che, seppur con tutti i limiti strutturali del caso, riusciva in qualche modo a conciliare sorriso e attenzione al sociale – cada rovinosamente proprio nel tentativo di invertire la tendenza di cui sopra.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Mamma-_o_papà_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-55310" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/02/Mamma-_o_papà_2.jpg" alt="Mamma _o_papà_2" width="1000" height="600" /></a></p>
<p>Perché in <em><strong>Mamma o papà?</strong></em> (remake del francese <em>Papa ou Maman</em> di Martin Bourboulon) l’autore decide di giocarsi la carta del politically incorrect e lo fa in malo modo, attraverso l’apologo di Valeria (<strong>Paola Cortellesi</strong>) e Nicola (<strong>Antonio Albanese</strong>), moglie e marito in crisi che, una volta presa la decisione consensuale di separarsi, vengono entrambi trasferiti all’estero per lavoro. Ma c’è il problema dell’affidamento dei figli.<br />
Laddove generalmente la notizia scatenerebbe infatti uno scontro da parte di entrambi per aggiudicarsene la custodia, la relativa ingestibilità della prole – nello specifico un odioso no global, una adolescente isterica e un bambino saccente – porta l’uno a spingerli tra le braccia dell’altra, attraverso una serie di comportamenti che definire da irresponsabili è poco.<br />
Ed è qui che emergono le tare maggiori del film con, in primis, questa corsa per apparire come il peggior genitore della coppia che, malgrado mostri quasi subito la corda, viene invece tirata un po’ troppo per le lunghe. Ma, più in generale, è la cattiveria (elemento imprescindibile per un film che si rifà, quasi dichiaratamente, a La guerra dei Roses) ad essere gestita in modo goffo e, soprattutto, a non integrarsi in un contesto che è, al contrario, il più classico si possa immaginare, fino a creare nello spettatore un fastidioso cortocircuito che lo porta non solo a non immedesimarsi affatto con quanto vede sullo schermo, ma addirittura a dubitare fortemente che stia davvero accadendo.</p>
<p>Per dire che una scena in cui una madre, al fine di dimostrare la propria incapacità genitoriale, condisce della pastasciutta con il detersivo dei piatti, rischiando di fatto di uccidere la propria famiglia, può risultare spassosa in una puntata de<em> I Griffin</em> ma non in un’opera che pretenda di avere almeno un piede ancorato al piano della realtà.<br />
I problemi iniziano però ben prima, con alcune scelte di casting per lo meno discutibili, a partire proprio da una Cortellesi inspiegabilmente impegnata a simulare una forzata cadenza veneta.<br />
Solo che l’attrice, oltre ad essere coautrice della sceneggiatura, è la moglie del regista, mentre diverso è il discorso per quanto riguarda Albanese, la cui fisicità docile semplicemente mal si sposa alla sottile cattiveria che il suo personaggio è chiamato a veicolare.<br />
Come spesso accade, ad alzare un po’ l’asticella provvede il reparto dei comprimari, con un <strong>Carlo Buccirosso</strong> mai meno che ottimo e l’accademica autoironia di <strong>Anna Bonaiuto</strong>.<br />
Il resto è un affannoso e assai poco riuscito tentativo di strappare risate giocando con il concetto di famiglia disfunzionale fino a un epilogo che – inutile a dirsi –  cerca di riportare il tutto su binari più riconciliatori risultando, proprio per questo, ancor più inverosimile.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4,5</p>
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		<title>Scusate se esisto!</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/11/19/scusate-se-esisto/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Nov 2014 07:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Cortellesi]]></category>
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		<category><![CDATA[Riccardo Milani]]></category>
		<category><![CDATA[Scusate se esisto]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 20 novembre 2014<br />
Regia: Riccardo Milani<br />
Con: Paola Cortellesi, Raoul Bova, Corrado Fortuna<br />
Durata: 1 ora e 46 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/scusate-se-esisto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39734" title="scusate-se-esisto" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/scusate-se-esisto.jpg" alt="" width="500" height="261" /></a></p>
<p>Serena Bruno (<strong>Paola Cortellesi</strong>) è un architetto di talento proveniente da un paesino abruzzese di poche anime.<br />
Laureatasi con il massimo dei voti, ha intrapreso una carriera ricca di soddisfazioni in giro per il mondo per poi stabilirsi con successo a Londra.<br />
Andrebbe tutto a gonfie vele per Serena, se non fosse per una montante nostalgia che la porta, tra lo sgomento di colleghi e superiori, a meditare un ritorno in Italia.<br />
Una volta tornata in patria, la ragazza è costretta ad arrabattarsi come può, tra lavori precari (arredatrice nel Paradiso della Cameretta e progettista della cappella funeraria di un ricco cafone) e un posto da cameriera in un ristorante di lusso di proprietà di Francesco (<strong>Raoul Bova</strong>).<br />
Quest&#8217;ultimo rappresenta per Serena lo stereotipo del compagno ideale: bello, sensibile e affascinante. Peccato solo sia gay.<br />
Se però tra i due non nasce l&#8217;amore, si crea da subito una forte complicità che li porterà ad aiutarsi reciprocamente per risolvere i due principali problemi che li affliggono.<br />
Lui deve riuscire quanto prima a fare outing col figlioletto di otto anni e lei a vincere un concorso da architetto per un progetto di riqualificazione del Corviale, quartiere popolare alla periferia di Roma.</p>
<p>Film diviso in due, questo <em><strong>Scusate se esisto!</strong></em>. O meglio, è un film che in realtà ne contiene due.<br />
Uno parte benissimo, con la voce off della protagonista (che fa tanto Paolo Virzì, da <em>Ovosodo</em> fino a <em>Tutta la vita davanti</em>) a ripercorrere le tappe fondamentali che l&#8217;hanno portana prima a cercare fortuna all&#8217;estero e poi a tornare in Italia e un&#8217;ironia travolgente e anche abbastanza cattiva. Si avverte subito che dietro al soggetto &#8211; oltre a <strong>Riccardo Milani</strong> e alla stessa Paola Cortellesi, compagna del regista &#8211; c&#8217;è l&#8217;umorismo stravagante e mai banale di <strong>Ivan Cotroneo</strong> (in alcuni momenti si respira la stessa leggerezza che animava la serie TV <em>Tutti pazzi per l&#8217;amore</em>) e Paola Cortellesi è bravissima in un ruolo che le consente di mettere in mostra gran parte delle sue doti istrioniche ricoprendo un ampio range espressivo, dal farsesco fino a toni un po&#8217; più amari.<br />
Garbata commedia degli equivoci piena di trovate comiche, il primo dei due film che compongono Scusate se esisto! è una delle cose più fresche che si siano viste in Italia ultimamente, sia in termini di scrittura che di recitazione.<br />
Attorno alla Cortellesi, infatti, si muove un cast che, quasi contagiato dalla bravura della &#8220;capocomica&#8221;, dà il meglio di sé, a partire da un Raoul Bova più convincente del solito fino alla coppia (di Ozpetekiana memoria) Fantastichini/Savino, passando per <strong>Corrado Fortuna</strong>, reale trait d&#8217;union tra questo film, il succitato <em>Tutti pazzi per l&#8217;amore</em> e Virzì, con il quale esordì ai tempi di <em>My Name Is Tanino</em>.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/scusate-se-esisto-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39735" title="scusate-se-esisto-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/11/scusate-se-esisto-2.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>Promosso quindi?<br />
Sì e no, perché, come dicevamo poc&#8217;anzi, <em>Scusate  se esisto!</em> non è solo l&#8217;ottima commedia di cui si è scritto finora, ma  anche un film che, a un certo punto, sembra ricordarsi di essere  italiano e decide quindi di non far nulla per ribellarsi alla regola che  vuole che una commedia italiana debba per forza avere una morale  univoca e tagliata con l&#8217;accetta (come se <em>Smetto quando voglio </em>non fosse  mai uscito nelle sale) e non possa prendersi il lusso di deragliare  volutamente dai binari del consueto.<br />
Ecco allora che il film diventa  una critica assai scontata &#8211; e, diciamola tutta, anche un po&#8217; vecchia &#8211;  su quanto le donne siano ancora poco valorizzate (quando non addirittura  sfruttate da superiori inetti) nel mondo del lavoro e su come il  talento, anche quando indubbio, trovi quasi sempre un ostacolo  nell&#8217;ottusità del potere.<br />
E&#8217; tale il cambio di registro tra la prima e  la seconda parte che anche il tema dell&#8217;omosessualità, gestito fino ad  allora con estrema eleganza, diventa più stereotipato e corre il rischio  di cadere nella macchietta involontaria.<br />
Se solo Milani avesse  giocato tutto il film con le carte mostrate nella sua prima mezz&#8217;ora,  probabilmente staremmo parlando di una delle commedie più riuscite di  questo 2014.<br />
Purtroppo non è così e il voto, come del resto la stessa  recensione, finisce per forza di cose a essere qualcosa che somiglia un  po&#8217; a una media aritmetica tra i voti di due differenti film.<br />
Peccato a metà quindi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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