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	<title>Movielicious &#187; Rob Marshall</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il ritorno di Mary Poppins</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 08:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'enigmatica bambinaia senza età che arriva con il vento dell'Est torna a casa Banks, in Viale dei Ciliegi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(USA, 2018)<br />
Uscita: 20 dicembre 2018<br />
Regia: Rob Marshall<br />
Con: Emily Blunt, Lin-Manuel Miranda, Ben Whishaw, Emily Mortimer Julie Walters, Meryl Streep, Colin Firth<br />
Durata: 2 ore e 10 minuti<br />
Distribuzione: Walt Disney Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Il_ritorno_di_mary_poppins_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57862" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Il_ritorno_di_mary_poppins_slide.jpg" alt="Il_ritorno_di_mary_poppins_slide" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Neanche <strong>Mary Poppins</strong> è riuscita a evitare di cadere nel turbinio della frenesia da remake di cui sembra essere vittima la<strong> Disney</strong> nell&#8217;ultimo periodo. Così, a oltre cinquant&#8217;anni dall&#8217;uscita del film che ha fatto conoscere il personaggio nato dalla fantasia di <strong>Pamela J. Travers</strong> in tutto il mondo, arriva nelle sale un remake temuto dai più, anche da chi scrive. Un timore che però è svanito dopo aver visto le prime scene di questo <em><strong>Il ritorno di Mary Poppins</strong> </em>diretto da <strong>Rob Marshall</strong>. Il film con <strong>Emily Blunt</strong> nei panni dell&#8217;enigmatica bambinaia senza età che arriva con il vento dell&#8217;Est è infatti un <strong>musical</strong> incantevole, che riesce a essere allo stesso tempo sia un omaggio che una rivisitazione in chiave moderna del classico Disney del 1964.</p>
<p>Ambientato venticinque anni dopo gli eventi di <em>Mary Poppins</em>, nel 1930 durante la Grande Depressione, <em><strong>Il ritorno di Mary Poppins</strong></em> vede la nanny ritornare dai figli dei Banks, ormai cresciuti, in Viale dei Ciliegi numero 17. L&#8217;esuberante Jane (<strong>Emily Mortimer</strong>) sta seguendo le orme di sua madre ed è diventata una fervente attivista  attivista mentre il cupo Michael (<strong>Ben Whishaw</strong>) prova a tirare avanti dopo la morte della moglie, cercando allo stesso tempo di prendersi cura dei suoi tre figli — Annabel (<strong>Pixie Davies</strong>), John (<strong>Nathanael Saleh</strong>) e Georgie (<strong>Joel Dawson</strong>) — e di risolvere una preoccupante situazione finanziaria. Inutile dire che la presenza di Mary Poppins riporterà la serenità e i giusti equilibri in casa Banks.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Il_ritorno_di_mary_poppins_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57866" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Il_ritorno_di_mary_poppins_2.jpg" alt="Il_ritorno_di_mary_poppins_2" width="650" height="370" /></a></p>
<p>La difficoltà, quando si decide di realizzare il remake di un film entrato nella storia e nell&#8217;immaginario collettivo come <em>Mary Poppins</em>, sta soprattutto nel decidere la strada da intraprendere, ossia se si ha intenzione di puntare a un omaggio o se, invece, si preferisce prendere le distanze dall&#8217;originale per reinterpretare temi e situazioni con occhio nuovo. Rob Marshall sceglie di non scegliere e ripropone situazioni analoghe alla pellicola di Robert Stevenson (lì c&#8217;era una gita nel quadro dipinto da Bert, qui un&#8217;escursione all&#8217;interno di un vaso; lì la ninna nanna &#8220;<em>State svegli ad aspettar.</em>..&#8221;, qui la notevole ballata &#8220;<em>The Place Where Lost Things Go</em>&#8220;. E ancora, lì c&#8217;era il ballo degli spazzacamini sui tetti di Londra, qui quello dei lampionai) alternandole ad altre inedite e più al passo con i tempi.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Il_ritorno_di_mary§_poppins_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57867" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/12/Il_ritorno_di_mary§_poppins_1.jpg" alt="Il_ritorno_di_mary§_poppins_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Più che un sequel, allora, <em><strong>Il ritorno di Mary Poppins</strong></em> è un omaggio appassionato e sincero al film del &#8217;64, una sorta di remake (almeno nella struttura), in cui sono stati introdotti temi e personaggi nuovi al fianco di quelli ormai leggendari, e un contesto storico-sociale difficile che investe i protagonisti e che potrebbe benissimo riflettere quello attuale. Nostalgia e novità, inserite in una cornice impeccabile. A partire dalle scenografie di<strong> John Myhre</strong> e dai costumi di <strong>Sandy Powell</strong> (la Mary Poppins di Emily Blunt è meno austera e più vezzosa di quanto non lo fosse quella di <strong>Julie Andrews</strong>, e gli abiti che indossa lo dimostrano), fino ad arrivare ai disegni animati, alle coreografie e al comparto attoriale (applausi per la Blunt, che riesce nella difficile impresa di non essere schiacciata dal personaggio, per l&#8217;impeccabile <strong>Ben Whishaw</strong> nei panni di un Michael cresciuto, divorato dal passato e per due camei in particolare, quello di una <strong>Angela Lansbury</strong> 93enne, deliziosa venditrice di palloncini e del coetaneo, indimenticabile spazzacamino Bert <strong>Dick Van Dyke</strong>, che qui veste i panni del banchiere ballerino Mr. Dawes Jr.). Peccato però che il doppiaggio non consenta di ascoltare le voci degli attori e i brani cantati in lingua originale.</p>
<p>Ci voleva più audacia? Forse. Difficile dire se <em><strong>Il ritorno di Mary Poppins</strong> </em>saprà accontentare chi è cresciuto con l&#8217;originale, ma la strizzatina d&#8217;occhio alle nuove generazioni era doverosa e l&#8217;essere riusciti a mantenere intatti lo spirito d&#8217;antan della poetica di Mary Poppins e la formula Disney per eccellenza che combina da sempre spensieratezza e immaginazione a una buona dose di malinconia, non è cosa da poco.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Into the Woods</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 13:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rob Marshall]]></category>

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		<description><![CDATA[Rob Marshall e il suo cast di stelle nella trasposizione del musical di Stephen Sondheim che ha incantato]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. USA 2015)<br />
Uscita: 2 aprile 2015<br />
Regia: Rob Marshall<br />
Con:  Meryl Streep, Emily Blunt, James Corden, Anna Kendrick<br />
Durata: 2 ore e 5 minuti<br />
Distribuito da: Walt Disney Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/into_the_woods_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42034" title="into_the_woods_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/into_the_woods_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Se con l&#8217;approccio tradizionalista di <a href="http://www.movielicious.it/2015/03/11/cenerentola/"><em>Cenerentola</em></a> ha preso definitivamente il via una fase di autoreferenziale restaurazione del canone che abbiamo battezzato Neoclassicismo Disneyano, restava solamente da capire quale capitolo della produzione degli studi di Burbank avesse decretato la conclusione di quella stagione sperimentale e innovatrice che, dal recupero del 2D de <em>La principessa e il ranocchio</em> alla crisi di identità di oggi, poteva rappresentare dopo i fasti degli anni Novanta il suo secondo periodo rinascimentale.</p>
<p>Con la trasposizione del colosso broadwayiano <em><strong>Into the Woods</strong></em> si concretizza quindi la transizione fra l&#8217;ottica postmoderna degli ultimi lungometraggi d&#8217;animazione e il ritorno alle origini sancito dai recentissimi o imminenti progetti live-action, un momento di passaggio sospeso fra il revival e la sua radicale rielaborazione, una sorta di contraltare tombale dei gioiosi, vitali aggiornamenti che costituivano quel piccolo manifesto che fu l&#8217;ibrido dimenticato <em>Come d&#8217;incanto</em>.<br />
La Disney si guarda di nuovo allo specchio, dunque, ma con un&#8217;autocoscienza e uno scavo nella sua iconografia che nella pellicola di Kenneth Branagh si vedevano sostituiti da un indolente e rassicurante calco della convenzione fine soltanto a se stesso. Se la tendenza dominante era quella di preferire l&#8217;anima morbida e conciliante della componente perraultiana, in <em>Into the Woods</em> trionfa piuttosto il timbro cruento e spietato dell&#8217;universo dei fratelli Grimm, trascinando in una condizione umana condivisa a base di egoismo e di rassegnazione tanto i buoni quanto i cattivi, partendo dall&#8217;idea di svelare l&#8217;ipocrisia alla radice dell&#8217;happy ending e rimarcando che al sicuro dalla dolorosa via di mezzo della felicità non possono sfuggire neanche gli eroi delle fiabe.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/into-the-woods-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42035" title="into-the-woods-1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/into-the-woods-1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>L&#8217;integrità dell&#8217;immaginario fantastico e del suo clima idilliaco adotta così connotati fortemente ambigui e perturbanti che rendono tutti i personaggi in qualche modo vittime di un desiderio innocente che, perso il senso della misura, trascende nella tragedia della hybris, coinvolgendo ugualmente una coppia di umili fornai (<strong>James Corden </strong>ed <strong>Emily Blunt</strong>) resi sterili da una maledizione, una Cenerentola (<strong>Anna Kendrick</strong>) lontana dalla naïveté e dal candore del prototipo, un principe azzurro (<strong>Chris Pine</strong>) vanesio e fedifrago, una Cappuccetto Rosso (<strong>Lilla Crawford</strong>) sensibile al fascino della tentazione e altri protagonisti del patrimonio fiabesco trasfigurati e impreziositi dalle sfaccettature, dalle imperfezioni e dai difetti delle persone comuni.</p>
<p>L&#8217;adattamento ad opera di <strong>Rob Marshall</strong>, al suo terzo musical per il grande schermo dopo <em>Chicago</em> e <em>Nine</em>, si sforza di mantenere l&#8217;impronta tetra e adulta della fonte, ma è tenuto a freno dall&#8217;esigenza di allestire uno spettacolo per famiglie e di glissare sugli elementi più controversi con evidenti ripercussioni sull&#8217;equilibrio della narrazione, attenuandone tanto la violenza, con figure di primo piano liquidate incerimoniosamente e con una pudicizia che ridimensiona la portata drammatica delle scene madri, quanto l&#8217;esplicito sottotesto erotico, compreso un Lupo Cattivo (<strong>Johnny Depp</strong>, in una comparsata di non più di 5 minuti) ridotto a pretestuoso excursus cartoonesco che invece sul palcoscenico assumeva sconcertanti sfumature pedofile.</p>
<p>Al di là del registro fattosi incerto, i tagli operati e le appropriate traslazioni da teatro a cinema conferiscono all&#8217;insieme una natura indefinita, smorzando la chiave parodica di molte caratterizzazioni, adeguando certe irrappresentabili soluzioni a compromessi fracassoni (in primis, la brutta accelerazione del finale resa con un massiccio e inopportuno accumulo di CGI sulla falsariga de <em>Il cacciatore di giganti</em>) e soprattutto esasperando la già traumatica cesura fra il primo e il secondo atto, che con la soppressione &#8211; obbligatoria &#8211; dell&#8217;intervallo e &#8211; decisamente controproducente &#8211; di due brani decisivi, collocati rispettivamente subito prima e immediatamente dopo il suddetto, si risolve in un brusco cambio di tono da cui il film non sa più ripartire, riducendo ogni tentativo di riflessione sulle responsabilità e sulle delusioni della crescita, che sono poi i significati reconditi del bosco del titolo, in cui le varie sottotrame si attorcigliano e si complicano, in un sommario, sbilanciato affresco distopico.</p>
<p>Come già per <em>Chicago</em>, Marshall sa riprodurre fedelmente i suggestivi trucchetti da diligente architetto della scena, come nel caso dell&#8217;eccezionale overture a strofe intrecciate o delle repentine, fantasmatiche apparizioni da <em>dea ex machina</em> della Strega (la solita, divertita <strong>Meryl Streep</strong>), ma stenta ancora a concepire un linguaggio filmico originale in grado di emanciparsi dal modello e di rendere davvero necessaria una versione cinematografica senza scadere in un artefatto baracconismo.</p>
<p>Un esperimento interessante, certo, ma in buona sostanza un&#8217;occasione mancata, sorretta da un repertorio ormai assodato (in particolare <em>On the Steps of the Palace</em>, pezzo di bravura per la Kendrick, e la struggente chiusura di <em>No One Is Alone</em>) e dall&#8217;affiatamento del cast, in parte penalizzato da un Corden troppo poco carismatico per reggere un ruolo tanto prominente, ma arricchito da interpreti di contorno libero di scatenarsi in un contesto sfacciatamente e irresistibilmente <em>camp</em> (specie l&#8217;insospettabile Pine nell&#8217;esilarante lamento di <em>Agony</em>), insolito scenario di quel canto del cigno che la Disney si meritava ma che, per orgoglio, non è riuscita fino in fondo ad emettere.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5,5</p>
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		<title>Into the Woods: primo trailer per il musical di Rob Marshall</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jul 2014 18:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/into-the-woods.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38192" title="into-the-woods" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/07/into-the-woods.jpg" alt="" width="500" height="250" /></a></p>
<p>La <strong>Walt Disney Pictures</strong> ha rilasciato online il primo trailer ufficiale del film <a href="http://www.movielicious.it/2013/09/27/into-the-woods-foto-e-video-dal-set-e-prima-immagine-ufficiale/"><em><strong>Into the Woods</strong></em></a>, che uscirà nei cinema a Natale.<br />
La pellicola prende spunto da alcune fiabe dei dei fratelli Grimm, le cui trame sono state intrecciate e legate insieme in una storia inedita, quella di un pasticcere e di sua moglie, alle prese con il loro desiderio di formare una famiglia e con una strega che gli ha inflitto un maleficio.<br />
La regia è stata affidata a <strong>Rob Marshall</strong> (<em>Memorie di una Geisha</em>, <em>Nine</em> e il quarto capitolo della saga dei Pirati dei Caraibi).</p>
<p>Ma è il cast di <em>Into The Woods</em> ad essere davvero stellare, composto da <strong>Meryl Streep</strong>, <strong>Emily Blunt</strong>, <strong>James Corden</strong>, <strong>Anna Kendrick</strong>, <strong>Chris Pine</strong>, <strong>Johnny Depp</strong>,  Lilla Crawford, Daniel Huttlestone, Tracey Ullman, Christine Baranski,  MacKenzie Mauzy, Billy Magnussen, Tammy Blanchard, Lucy Punch e Richard  Glover. Alcuni attori possiamo vederli nel trailer ufficiale appena  rilasciato. Eccolo!</p>
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		<title>Nine</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 08:57:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Usa, 2009)<br />
Uscita: 22 gennaio 2010<br />
Regia: Rob Marshall<br />
Con: Daniel Day-Lewis, Marion Cotillard, Penélope Cruz<br />
Durata: 2 ore e 1 minuto<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/nine1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11354" title="nine1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/nine1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Il problema di noi italiani è che forse conosciamo troppo bene l&#8217;<em>8½</em> originale, fa parte della nostra cultura, ne percepiamo l&#8217;odore, l&#8217;essenza. Quello degli americani è che non lo conoscono affatto. Resta comunque da capire perché e per chi Rob Marshall abbia fatto questo film. Durante l&#8217;incontro con la stampa italiana, ha dichiarato di aver realizzato <em>Nine</em> perché &#8220;in America le nuove generazioni non conoscono Fellini e il suo cinema&#8221;. Ottimo proposito, Grazie Rob, ma proprio non ci crediamo al fatto che i ragazzi che non conoscono Fellini e che vedranno il tuo film, correranno a casa subito dopo a guardarsi il vero <em>8½</em> . Anzi, conoscere Fellini attraverso <em>Nine</em> è qualcosa di tremendo a cui non riusciamo neanche a pensare, semplicemente perché non è Fellini. Insomma, questa versione in pompa magna del musical che nel 1982 spopolava a Broadway e che a sua volta si rifaceva a <em>8½</em>, non ci ha convinti.</p>
<p><em>Nine</em> racconta la storia di Guido Contini (Daniel Day-Lewis), regista italiano di fama mondiale in piena crisi creativa. Tutto è pronto per iniziare le riprese del suo nuovo film, ma lui non ha ancora scritto una sola pagina della sceneggiatura. A confortarlo, tormentarlo e amarlo, ci sono le donne della sua vita: la madre (Sophia Loren), la moglie (Marion Cotillard), la sua amante (Penélope Cruz) e la sua diva/musa ispiratrice (una Nicole Kidman sempre più imbalsamata, imprigionata nel botulino).</p>
<p>Il pezzo forte, ma non fortissimo, del film restano le coreografie, che a tratti riempiono i vuoti lasciati da una struttura narrativa esile e inconsistente. Daniel Day-Lewis fa del suo meglio per farci ricordare Mastroianni che faceva Fellini, ma nonostante sia straordinario come al solito, non riesce ad essere più italiano di un piatto di spaghetti conditi con il ketchup. Penélope Cruz è frizzante e divertente e Marion Cotillard intensa e bravissima nelle parti cantate. Sophia Loren&#8230; Dispiace doverlo dire, ma non rappresenta più il cinema italiano da tempo, e questo suo cameo in <em>Nine</em> non fa altro che ricordarcelo. Il nutrito cast italiano che ha preso parte al film rimane rigidamente sullo sfondo (Elio Germano, Valerio Mastandrea, Martina Stella, Ricky Tognazzi e tanti altri), mentre Marshall dirige la sua versione a stelle e strisce di un&#8217;opera, adesso ancora più sublime ed apprezzabile, della storia del cinema italiano.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Rob Marshall come Fellini?</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2010/01/13/rob-marshall-come-fellini/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 15:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/due.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-11060" title="SPL150460_006" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/01/due.jpg" alt="" width="443" height="709" /></a></p>
<p>Conferenza stampa gremita, questa mattina a Roma, per la presentazione dell&#8217;atteso musical di Rob Marshall, <em>Nine</em>. Grande assente, Daniel Day-Lewis, costretto a casa da una brutta influenza, il che ci è dispiaciuto davvero molto. Non solo perché è a tutti gli effetti il protagonista del film, ma perché è uno di quegli attori che difficilmente presenzia alle conferenze stampa e ancora più raramente concede interviste. Presenti, e a gran voce, Penélope Cruz, Marion Cottillard e la nostra Sophia Loren, che Rob Marshall, anche lui a Roma, ha fortemente voluto nel suo film per incarnare la figura della madre del protagonista.</p>
<p><em>Nine</em>, liberamente ispirato al musical omonimo di Arthur L. Kopit e Maury Yeston, a sua volta ispirato al film <em>Otto e mezzo</em> di Federico Fellini, è la storia del regista Guido Contini (Day-Lewis) che attraversa un periodo di crisi creativa, sentimentale e spirituale. Da lui ci si aspetta che inizi le riprese del suo nuovo film, ma lui non ha ancora scritto una sola pagina della sceneggiatura. Inoltre non riesce a gestire le numerose donne presenti nella sua vita: la moglie Luisa (Marion Cotillard), la sua amante Carla (Penélope Cruz), la sua musa ispiratrice Claudia (Nicole Kidman).</p>
<p>Marshall, entusiasta di essere finalmente giunto alla tappa romana di promozione del film, ha tenuto a sottolineare quanto Nine sia differente da <em>Chicago</em> (il musical che gli è valso sei premi Oscar nel 2002), perché ha più sostanza, in quanto si parla del fare cinema. &#8220;E in ogni caso non siamo davanti a un remake di <em>Otto e mezzo</em>&#8220;, ha continuato il regista, &#8220;perché non è possibile rifare un capolavoro di quella portata, ma piuttosto ho calcato le orme del musical di Broadway&#8221;. Accanto a lui, illuminate dallo stesso entusiasmo, Penélope Cruz e Sophia Loren. Ecco come hanno commentato questa loro insolita performance canterina.</p>
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