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	<title>Movielicious &#187; Roma FF11</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Lion – La strada verso casa</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Oct 2016 12:56:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[David Wenham]]></category>
		<category><![CDATA[Dev Patel]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Garth Davis]]></category>
		<category><![CDATA[Lion – La strada verso casa]]></category>
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		<category><![CDATA[Rooney Mara]]></category>

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		<description><![CDATA[L'esordiente Garth Davis pronto a emozionare con un film tratto da una toccante storia vera.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Scheda<br />
(Id., USA, Australia, Gran Bretagna 2016)<br />
Uscita: 22 dicembre 2016<br />
Regia: Garth Davis<br />
Con: Dev Patel, Rooney Mara, Nicole Kidman, David Wenham<br />
Durata: 2 ore e 9 minuti<br />
Distribuzione: Eagle Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Lion_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54418" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Lion_2.jpg" alt="Lion_2" width="650" height="369" /></a></p>
<p>Ci sono storie che, per quanto prevedibili dall’inizio alla fine, sembrano fatte apposta per il grande schermo. Lion, tratto dal libro autobiografico di Saroo Brierley <em>A Long Way Home</em>, è evidentemente una di quelle storie. È anche edificante fino allo sfinimento e fin troppo lacrimevole in alcuni snodi ma in fondo si tratta pur sempre di un apologo su come con la sola forza di volontà (e, nel caso del protagonista, un notebook) si possano superare ostacoli apparentemente insormontabili.<br />
La storia è quella di Saroo (<strong>Dev Patel</strong>), un bambino di cinque anni che vive nell’entroterra più povero dell’India e che un giorno, per seguire il fratello maggiore, perde la strada di casa. Si ritrova confuso e senza speranza, dopo un lungo viaggio in treno, nella grandissima Calcutta, lontano un migliaio di miglia da casa.  Fa di tutto per sopravvivere in strada e finisce per essere adottato da una coppia di australiani che lo cresce con amore in Tasmania. Non volendo ferire i sentimenti dei genitori adottivi, Saroo seppellisce il suo passato e, con esso, il desiderio di ritrovare la madre e il fratello biologici. L&#8217;incontro con una persona fa però rinascere in lui il desiderio di cercarli.<br />
Ci riuscirà grazie ai pochi e vaghi ricordi che emergono dalla nebbia del passato e all’aiuto ben più consistente di Google Earth.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Lion.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54419" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Lion.jpg" alt="Lion" width="720" height="449" /></a></p>
<p>Una storia così forte viene chiaramente trasferita in immagini nel modo più classico che si possa immaginare.<br />
L’esordiente australiano <strong>Garth Davi</strong>s ha il solo compito di non indulgere troppo sul pedale dello stucchevole e, per buona parte del film, l’impresa gli riesce pure. Tutta la prima parte, quella in cui assistiamo alle peripezie del piccolo Saroo a Calcutta, è particolarmente tesa ed efficace. Il punto di vista è appunto quello di un bambino talmente piccolo da non avere ancora sviluppato dei punti di rifermento geografici che gli consentano di indicare il suo paese d’origine e così si perde letteralmente nell’enorme metropoli indiana.<br />
Dove invece <em><strong>Lion</strong></em> mostra maggiormente la corda è in una parte centrale in cui la ricerca delle proprie origini acquista i connotato della vera e propria ossessione.</p>
<p>È in quel punto che la natura mainstream del progetto (e soprattutto la produzione Weinstein) prende il sopravvento sulla narrazione pura e ci si dilunga in maniera eccessiva sui tormenti di un Saroo adulto che, dall’aver quasi rimosso il proprio passato più remoto, ne diventa poi talmente soggiogato da lasciare in un sol colpo studi e fidanzata (<strong>Rooney Mara</strong>) incrinando il rapporto con i genitori adottivi.<br />
Ma, seppure appesantito da una componente emotiva che a tratti si fa gravosa, il film assolve al compito preposto, che fondamentalmente è quella di emozionare lo spettatore e, al limite, fargli fare anche un pianterello.<br />
Buono anche il cast, con Dev Patel che da <em>The Millionaire</em> in poi sembra essere diventato l’unico giovane attore indiano a Hollywood, Rooney Mara che fa Rooney Mara e <strong>Nicole Kidman</strong> nella prima interpretazione azzeccata in un decennio, sebbene si tratti ormai solo di ruoli di contorno.</p>
<p>Voto: 6,5</p>
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		<title>Goldstone</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2016 14:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[Aaron Pedersen]]></category>
		<category><![CDATA[Alex Russell]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma 2016]]></category>
		<category><![CDATA[Goldstone]]></category>
		<category><![CDATA[Ivan Sen]]></category>
		<category><![CDATA[Jacki Weaver]]></category>
		<category><![CDATA[Roma FF11]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. Australia 2016)<br />
Regia: Ivan Sen<br />
Cast: Aaron Pedersen, Alex Russell, Jacki Weaver<br />
Durata: 1 ora e 50 minuti</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Goldstone.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54327" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Goldstone.jpg" alt="Goldstone" width="650" height="370" /></a></p>
<p>Se c&#8217;è una peculiarità che ha dimostrato di avere <strong>Ivan Sen</strong> in questo suo ultimo lavoro, è quella di essere riuscito a unire due generi che difficilmente convivono in un unico film, western e noir. Ambientato tra le desolate pianure del Queensland, in Australia, <em><strong>Goldstone</strong></em> racconta la storia del detective Jay Swan (<strong>Aaron Pedersen</strong>) che, sulle tracce di una ragazza scomparsa, si ritrova nella piccola città mineraria che dà il titolo alla pellicola, dove viene arrestato per guida in stato di ebbrezza da un giovane poliziotto locale, Josh (<strong>Alex Russell</strong>). Ma l&#8217;iniziale antipatia reciproca tra i due uomini finisce per portarli invece su un&#8217;unica strada per scoprire una verità tutt’altro che gradevole. Quella che sembrava infatti una comune indagine, porterà alla luce una rete di crimine e corruzione profondamente radicata nelle istituzioni che controllano la cittadina e la miniera locale.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Goldstone_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54329" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/Goldstone_2.jpg" alt="Goldstone_2" width="620" height="400" /></a></p>
<p>Definibile in un certo senso come il sequel ideale di <em>Mistery Road</em>, l&#8217;ottimo crime movie diretto da Sen nel 2013, <em><strong>Goldstone</strong></em> ha una spiritualità e un lirismo epico che lo rendono forse meno avvincente ma sicuramente più completo e definito rispetto alla pellicola precedente. Il tema del mito della frontiera poi, nonostante la vicenda sia ambientata ai giorni d&#8217;oggi, viene sviluppato in modo piuttosto classico: esattamente come accadde negli States, anche l&#8217;Australia fu terra di conquista che offriva il miraggio di una vita migliore alle popolazioni europee e asiatiche. Non ci sono gli indiani, ma ci sono gli aborigeni, costretti a vivere in una società ibrida che non è più la loro, ma alla quale hanno dovuto adeguarsi. Questa colonizzazione ha portato alcuni membri della comunità locale ad adattarsi alle regole dell'&#8221;invasore&#8221;, mentre altri (rappresentati nel film da <strong>David Gulpilil</strong>, nei panni di un uomo d&#8217;altri tempi, dalla forte spiritualità e per questo incorruttibile) non ce l&#8217;hanno fatta.Proprio come i due (anti)eroi protagonisti, molto diversi tra loro, ma uniti da una solidità di spirito che li rende &#8220;diversi&#8221;.</p>
<p>Il mito dell&#8217;appartenenza alla terra di origine viene portato avanti come in ogni western che si rispetti, di pari passo con lo sviluppo della storia. Tutto è polveroso in <em><strong>Goldstone</strong></em> come la terra arida che ricopre quelle terre, lande desolate rossicce e silenziose che farebbero perdere le tracce di ogni crimine, tra agglomerati sperduti di case-container in un&#8217;ambiente ostile eppure insostituibile per chi ci è nato e cresciuto. Un altro esempio di cinema australiano che, consapevole della sua eterogeneità, ne fa il proprio punto di forza, in un simbolico abbraccio tra vecchio e nuovo mondo.</p>
<p>Voto 7,5</p>
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