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	<title>Movielicious &#187; Sebastian Koch</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il ponte delle spie</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Dec 2015 09:02:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Alan Alda]]></category>
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		<category><![CDATA[Tom Hanks]]></category>

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		<description><![CDATA[La Guerra Fredda secondo Steven Spielberg è un'intensa spy-story di stampo classico.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Bridge of Spies, USA 2015)<br />
Uscita: 16 dicembre 2015<br />
Regia: Steven Spielberg<br />
Con: Tom Hanks, Mark Rylance, Sebastian Koch, Alan Alda<br />
Durata: 2 ore e 20 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Il_Ponte_Delle_Spie_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51171" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Il_Ponte_Delle_Spie_1.jpg" alt="Il_Ponte_Delle_Spie_1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Che differenza c&#8217;è tra abbandonare di quando in quando</em><br />
<em>la morale e non averne affatto? E dove corre la linea sottile che separa lealtà e tradimento? E quanto lontano possiamo andare nella giusta difesa dei nostri valori occidentali senza perderli lungo la strada?</em></p>
<p>John le Carré</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo <em>Salvate il soldato Ryan</em>, <em>Prova a prendermi</em> e <em>The Terminal</em>, <strong>Steven Spielberg</strong> e <strong>Tom Hanks</strong> rinnovano il loro sodalizio artistico in una spy story di stampo classico basata su una vicenda realmente accaduta in piena Guerra Fredda. Il ponte del titolo fa riferimento a una struttura realmente esistente a Berlino il Glienicker Brücke sopra il fiume Havel, che ai tempi della costruzione del muro fu soprannominato Il ponte delle spie per aver fatto spesso da teatro per lo scambio di prigionieri tra i servizi segreti americani e quelli della Germania Est. Nel febbraio del 1962 su quel ponte a fare da moneta tra i due blocchi, sarebbero saliti l&#8217;agente segreto russo Rudolf Iwanowitsch Abel (<strong>Mark Rylance</strong>) e l’aviatore statunitense Francis Gary Powers (<strong>Austin Stowell</strong>), abbattuto dai sovietici durante un volo non autorizzato sul territorio nemico. Per ultimare la negoziazione, la CIA si sarebbe poi rivolta a James Donovan (Tom Hanks), uomo &#8220;tutto d&#8217;un pezzo&#8221; e avvocato esperto in diritto assicurativo del tutto estraneo a questo genere di trattative.</p>
<p>Sullo sfondo di un&#8217;America atrofizzata dall&#8217;ossessione del complotto e della paura rossa, con lo spettro della distruzione nucleare a scandire i pensieri quotidiani dei cittadini comuni e una Berlino divenuta per metà avamposto contro il nemico sovietico e per metà territorio asservito al giogo di Stalin, Steven Spielberg confeziona un film pressoché perfetto, privo di sbavature, elegantemente tradizionale e solidissimo, capace di esaltare il coraggio dell&#8217;americano medio (un altro uomo della porta accanto magistralmente interpretato da Tom Hanks), senza svilire il valore e la dignità degli avversari. Come ne <a href="http://www.movielicious.it/2012/01/15/la-talpa/" target="_blank"><em>La talpa</em></a> di Tomas Alfredson (quello sì, tratto da un romanzo di le Carré), anche qui l&#8217;idea della spia-macho sembra essere stata definitivamente accantonata in favore di agenti caratterizzati da visi qualunque, esseri assolutamente medi con una spiccata propensione alla fragilità e alla solitudine.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Il_Ponte_Delle_Spie_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-51172" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/Il_Ponte_Delle_Spie_2.jpg" alt="BRIDGE OF SPIES" width="640" height="350" /></a></p>
<p>Conosciamo l&#8217;informatore Rudolf Abel (un Mark Rylance da Oscar) a inizio pellicola: lo seguiamo mentre dipinge se stesso guardandosi allo specchio, in uno degli incipit migliori del cinema degli ultimi anni. Il fatto che in quel momento il suo volto esista anche nello specchio e sulla tela su cui lo sta dipingendo è una perfetta metafora della doppiezza che caratterizza quelli come lui. Ma Rudolf non è come gli altri, è un antieroe prigioniero di un mondo a parte, dove il tradimento è sempre la regola e gli ideali si confondono sulla scacchiera del potere. Sembra un omuncolo sconfitto dagli eventi, costretto ad agire in una terra di nessuno, senza regole né ideologia: il suo rapporto con l&#8217;avvocato Donovan si costruisce con poche parole e molti fatti e tra i due si instaura una sorta di complicità e reciproco rispetto.</p>
<p>Con un ritmo tutto suo, <strong><em>Il ponte delle spie</em></strong> acquista intensità attraverso una serie di mosse e contromosse tipiche delle spy-story più riflessive che non fanno rimpiangere l&#8217;assenza di azione. Aiutato da una sceneggiatura a prova di bomba scritta a sei mani da <strong>Matt Charman</strong> e da <strong>Joel ed Ethan Coen</strong> e dalla fotografia di<strong> Janusz Kaminski</strong> (già Premio Oscar per <em>Schindler&#8217;s List</em> e <em>Salvate il soldato Ryan</em>), Spielberg è riuscito nel non facile intento di mostrare i rapporti di forza tra i due blocchi che hanno ridefinito i confini del mondo moderno attraverso gli occhi dell&#8217;uomo comune, in un&#8217;opera in cui il manicheismo è solo apparente e appartiene a chi detta le regole, mentre le sfumature restano appannaggio della gente comune. In una storia che rivaluta il valore del singolo individuo rispetto agli interessi di Stato, la logica dei due schieramenti con tutte le paure irrazionali e la cecità politica che si porta dietro, arriva quasi a dissolversi e a perdere di senso, lasciando spazio al ritorno alla quotidianità del &#8220;middle-class hero&#8221; senza macchia.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7,5</p>
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		<title>Tom Hanks nella prima immagine di Bridge of Spies</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 10:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Alda]]></category>
		<category><![CDATA[Bridges of Spies]]></category>
		<category><![CDATA[htAmy Ryan]]></category>
		<category><![CDATA[Matt Charman]]></category>
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		<category><![CDATA[Steven Spielberg]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Hanks]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attore nella spy story ambientata durante la Guerra Fredda firmata da Steven Spielberg.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo <em>Salvate il soldato Ryan</em>, <em>Prova A Prendermi</em> e <em>The Terminal</em> <strong>Steven Spielberg</strong> e <strong>Tom Hanks</strong> tornano a lavorare insieme in <em><strong>Bridges of Spies</strong></em> di cui vi mostriamo la prima immagine ufficiale.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/bridge-of-spies-tom-hanks.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41792" title="ST. JAMES PLACE" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/bridge-of-spies-tom-hanks.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>L&#8217;attore due volte premio Oscar questa volta interpreterà James Donovan, un avvocato che lavorò per conto della CIA nella negoziazione segreta per il rilascio di un pilota Americano durante la Guerra Fredda negli anni Sessanta.<br />
Con una sceneggiatura scritta da <strong>Matt Charman</strong> (<a href="http://www.movielicious.it/2015/03/12/suite-francese/"><em>Suite Francese</em></a>) e rivista da Joel ed Ethan Coen il film uscirà nei cinema americani il prossimo 16 Ottobre.<br />
Nel cast ci sono anche <strong>Mark Rylance</strong>, <strong>Amy Ryan</strong>, <strong>Sebastian Koch</strong>, e<strong> Alan Alda</strong>.</p>
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		<title>Die Hard &#8211; Un buon giorno per morire</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2013/02/14/die-hard-un-buon-giorno-per-morire/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 13:15:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[A Good Day to Die Hard]]></category>
		<category><![CDATA[Bruce Willis]]></category>
		<category><![CDATA[Die Hard: Un buon giorno per morire]]></category>
		<category><![CDATA[Jai Courtney]]></category>
		<category><![CDATA[John Moore]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastian Koch]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(A Good Day To Die Hard, USA 2013)<br />
Uscita: 14 febbraio 2013<br />
Regia: John Moore<br />
Con: Bruce Willis, Jai Courtney, Sebastian Koch<br />
Durata: 1 ora e 37 minuti<br />
Distribuito da: 20th Century Fox</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/die-hard-un-buon-giorno-per-morire.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-30729" title="die-hard-un-buon-giorno-per-morire" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/02/die-hard-un-buon-giorno-per-morire.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Ovvero come buttare dalla finestra cento milioni di dollari. A venticinque anni dal primo episodio della fortunata saga, l’inossidabile Bruce Willis torna a vestire i panni di John McClane, il poliziotto &#8220;che non fa prigionieri&#8221; e che questa volta avrà come compagno di (dis)avventure nientemeno che suo figlio  Jack (quel Jai Courtney già visto accanto a Tom Cruise in Jack Reacher &#8211; La prova decisiva, e nella serie TV Spartacus). Dopo aver attraversato mezzo mondo per arrivare fino a Mosca per aiutare Jack, incarcerato dalle autorità locali con gravi accuse, John si ritroverà nel bel mezzo di un intrigo internazionale alle prese con criminali di prim&#8217;ordine. La cosa che dispiace di più, nel vedere <em>Un buon giorno per morire</em>, è che dell&#8217;elemento vincente del franchise, di quel mix perfetto di ironia e accattivante insolenza che lo aveva distinto dagli altri mille fioriti a Hollywood tra la fine degli anni Ottanta e i Novanta, non v&#8217;è traccia.</p>
<p>Diretto da John Moore (<em>Max Payne</em>), il quito <em>Die Hard</em> si riduce a una sequenza di scene d&#8217;azione, alcune anche spettacolari, ma è completamente privo di una trama e di qualunque coup de théâtre che non fosse più che intuibile già dai titoli di testa. Non si va oltre qualche scambio di battute a tema generazionale tra Jack, il nuovo che avanza e John, il vecchio che ritorna.<br />
Tra inseguimenti incredibili (nel senso che si pongono ben al di là del verosimile), scene in cui i nostri eroi si trovano a dover combattere in maglietta all&#8217;interno di quel che resta di Chernobyl, mentre tutti gli altri indossano degli scafandri antiradiazioni, e la bella (e cattiva) di turno che pilota un elicottero militare in autoreggenti e tacco dodici, rimane ben poco da salvare. Forse giusto una manciata di espressioni di Sebastian Koch, attore tedesco tra i più prolifici, accanto a qualche consapevole smorfia del veterano Willis, certi che il suo faccione iconico meriti ben altri plot con cui potersi confrontare. Senza dubbio siamo davanti al <em>Die Hard</em> meno riuscito dei cinque, complice anche l&#8217;impietoso doppiaggio italiano che contribuisce a dare al film il colpo di grazia. A questo punto non rimane che sperare nel sesto, la cui realizzazione è stata confermata in questi giorni, mentre ci accingiamo ad uscire dalla sala ancora frastornati e con un fastidioso ronzio nelle orecchie.</p>
<p><strong>Voto</strong> 4</p>
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