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	<title>Movielicious &#187; Segreti di famiglia</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Segreti di famiglia</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2016/06/21/segreti-di-famiglia-2-recensione/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jun 2016 14:05:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Gabriel Byrne]]></category>
		<category><![CDATA[Isabelle Huppert]]></category>
		<category><![CDATA[Jesse Eisenberg]]></category>
		<category><![CDATA[Joaquim Trier]]></category>
		<category><![CDATA[Segreti di famiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Isabelle Huppert, Gabriel Byrne e Jesse Eisenberg nel freddo dramma di Joachim Trier.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Louder Than Bombs, Norvegia, Francia, Danimarca 2015)<br />
Uscita: 23 giugno 2016<br />
Regia: Joachim Trier<br />
Con: Isabelle Huppert, Gabriel Byrne, Jesse Eisenberg<br />
Durata: 1 ora e 45 minuti<br />
Distribuito da: Teodora Film</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Segreti_Di_Famiglia_1.png"><img class="alignnone size-full wp-image-53339" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Segreti_Di_Famiglia_1.png" alt="Segreti_Di_Famiglia_1" width="638" height="425" /></a></p>
<p>La visione di <em><strong>Segreti di famiglia</strong></em>, primo film in lingua inglese del norvegese <strong>Joaquim Trier</strong>, spinge a riflettere su come nessun medium al pari del cinema sia adatto a rappresentare la morte o, meglio ancora, l’<strong>elaborazione del lutto</strong> da parte di quelli che restano.<br />
Anzi, spingendosi oltre, si potrebbe dire che è il cinema stesso a nascere come un tentativo di vincere la morte attraverso il suo processo di riproducibilità potenzialmente infinita delle immagini.<br />
Specificare come tale forma di narrazione, comprensiva di tutte le possibili declinazioni di senso di colpa, sia alla base di buona parte di tutto il cinema americano è addirittura pleonastico.<br />
E’ interessante semmai che un autore scandinavo si serva dei meccanismi tipici di certo racconto familiare americano (siamo, per intenderci, dalle parti di <em>Gente comune</em> di Redford) per costruire un’opera che, a dispetto dei volti e dell’idioma scelto, appare indiscutibilmente “nordica” sia per struttura che per gelo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Segreti-di-famiglia_2.jpg"><img class="alignnone wp-image-53340" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/Segreti-di-famiglia_2.jpg" alt="Segreti-di-famiglia_2" width="650" height="433" /></a></p>
<p>La scommessa è quella di dare forma ai vuoti e, attraverso i numerosi silenzi di cui tutto il film è abitato, far sì che lo spettatore percepisca il peso dell’<strong>assenza</strong>.<br />
Ecco allora che Trier abbandona fin da subito l’idea di colpire la pancia del pubblico per concentrarsi invece unicamente sulla testa, attraverso un racconto che, a una scansione diacronica degli eventi, preferisce di gran lunga l’ellissi e il continuo spostarsi tra un prima e un dopo in cui il “prima” non è per forza di cose sinonimo di gioia.  La vigilia di una retrospettiva fotografica in onore della reporter di guerra Isabelle Reed (<strong>Isabelle Huppert</strong>), scomparsa tre anni prima in un incidente d’auto, diventa quindi l’occasione, per il marito (<strong>Gabriel Byrne</strong>) e i due figli, di cui uno adolescente e l’altro (<strong>Jesse Eisenberg</strong>) da poco padre, di fare i conti con un dolore che non hanno mai avuto modo di metabolizzare e, soprattutto, di comunicarsi l’un l’altro. A rendere il tutto più difficile un articolo di giornale che svela come, dietro la morte della donna, si celi l’ombra del suicidio.</p>
<p>La storia è tutta qui, in una casa troppo grande che sembra disabitata anche in presenza dei tre protagonisti e in cui i piani del passato e del presente si fondono, senza soluzione di continuità, con quello del sogno.<br />
Come dicevamo, l’emotività manifesta è qui ridotta al minimo sindacale (basti pensare che nessuno piange mai) e tutto il dolore è relegato a margine, negli sguardi colmi di delicata apprensione del padre verso i suoi figli o nella rabbia repressa a fatica dal più piccolo dei due. C’è un estremo pudore nel modo che ha Trier di mostrare i suoi personaggi che non lambisce mai la cosiddetta “<strong>pornografia del dolore</strong>” ma che, allo stesso tempo, finisce immancabilmente per annoiare man mano che il film si avvicina alla fine.<br />
Se da un lato, infatti, la scelta di prediligere i toni freddi per suggerire l’idea di un lutto conservato, perfettamente intatto, sotto il ghiaccio del tempo conferisce a Segreti di famiglia una dimensione autoriale immediatamente riconoscibile, la totale mancanza di qualcosa che assomigli a un colpo di scena (nemmeno in occasione della scoperta del suicidio della donna, di fatto l’unico twist del racconto) ne rende assai poco agevole la fruizione e, cosa ancor più grave per un film del genere, il processo di empatia verso uno o più personaggi.<br />
Peccato le dinamiche raccontate in <strong>Segreti di <em>famiglia</em></strong> (ma quanto è più bello il titolo originale <em>Louder Than Bombs</em>) si avvicinano, a tratti,  pericolosamente alla realtà.<br />
Una realtà fatta anche di tempi morti che, però, al cinema andrebbero evitati.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
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		<title>Segreti di famiglia</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2009/11/19/segreti-di-famiglia/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 15:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Francis Ford Coppola]]></category>
		<category><![CDATA[Segreti di famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Tetro]]></category>
		<category><![CDATA[Vincent Gallo]]></category>

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		<description><![CDATA[Francis Ford Coppola scrive e dirige una storia a tinte forti sulla famiglia e i suoi contrasti. Buenos]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Tetro, USA 2009)<br />
Uscita: 20 novembre 2009<br />
Regia: Francis Ford Coppola<br />
Con: Vincent Gallo, Maribel Verdú, Alden Ehrenreich<br />
Durata: 2 ore e 7 minuti<br />
Distribuito da: Bim</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/tetro2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-9647" title="tetro2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/11/tetro2.jpg" alt="" width="493" height="328" /></a></p>
<p>Benjamin (un sorprendente Alden Ehrenreich al suo primo lungometraggio) sta per compiere 18 anni. Va a cercare a Buenos Aires il fratello Angelo, che ormai tutti conoscono come Tetro. Quest&#8217;ultimo (Vincent Gallo) ha rotto da tempo i ponti con la famiglia e in particolare con il padre, musicista di fama mondiale. Ora  vive con Miranda (Maribel Verdù) facendo il tecnico delle luci in un piccolo teatro del quartiere. L&#8217;incontro tra i due si rivelerà conflittuale: Tetro non vuole più avere rapporti con i familiari anche se in passato, nel momento in cui era fuggito di casa, aveva lasciato una lettera a Benjamin in cui prometteva che sarebbe tornato per portarlo via con sé.</p>
<p>Con <em>Segreti di famiglia</em> Coppola ci mette davanti al suo terzo film curato interamente in prima persona (sua la sceneggiatura, oltre che la regia), dopo <em>Rain People</em> e <em>La conversazione</em>. Il regista torna a parlare del tema che gli è più caro, quello della famiglia, con il rapporto genitori figli che si fa sempre più drammatico e conflittuale. Il suo è un cinema anti Hollywood, anti supereroi, e anti &#8220;successo sicuro al botteghino&#8221;. Il vecchio Francis del successo se ne infischia, e il suo dramma in bianco e nero lo dimostra. Con una fotografia che sprizza romanticismo da ogni fotogramma, e si mescola con la nostalgia e ricordi dei personaggi, il regista de<em> Il padrino </em>offre agli occhi di chi guarda inquadrature perfette che sembrano quadri. Tutto è curato nel minimo dettaglio, la scelta di alcune scene girate con i colori sbiaditi (come i momenti che i protagonisti ricordano mentre non riescono a staccarsi da un passato incombente), i riferimenti al teatro e al melodramma classico e soprattutto la scelta degli attori. Tutti adattissimi.</p>
<p><em>Segreti di famiglia</em> è sicuramente il film più intimo di Coppola, e anche quello più rétro. Ambientato a La Boca, il quartiere artistico di Buenos Aires, tutta la pellicola è illuminata da un taglio di luce netto, quasi espressionista, che si alterna al barocco dominante nelle messe in scene teatrali sparse qua e là nella narrazione. I forti contrasti che animano la storia e le oltre due ore di durata non rendono Segreti di famiglia un film di facile fruizione, ma stilisticamente davvero impeccabile.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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