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	<title>Movielicious &#187; Sharlto Cooper</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>The Hollars</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2016 14:28:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[#RomaFF11]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Kendrick]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del Cinema di Roma 2016]]></category>
		<category><![CDATA[John  Krasinski]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Jenkins.]]></category>
		<category><![CDATA[Sharlto Cooper]]></category>
		<category><![CDATA[The Hollars]]></category>

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		<description><![CDATA[Sharlto Cooper, Anna Kendrick e Richard Jenkins nella commedia dolceamara diretta e interpretata da ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2016)<br />
Regia: John Krasinski<br />
Con: John Krasinski, Sharlto Cooper, Anna Kendrick, Richard Jenkins<br />
Durata: 1 ora e 30 minuti</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/The_Hollars.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-54399" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/The_Hollars.jpg" alt="The_Hollars" width="650" height="370" /></a></p>
<p>L’attore<strong> John Krasinski</strong> torna alla regia con <em><strong>The Hollars</strong></em> a quasi dieci anni dall’inedito (in Italia) <em>Brief Interviews with Hideous Men</em> tratto da David Foster Wallace.<br />
Esiste, nel cinema americano, un vero e proprio sottogenere di commedia dolce-amara di area indie che ruota inevitabilmente attorno al forzato ritorno a casa di un “trenta e qualcosa” depresso in seguito a un lutto o un dissesto economico. Tale ritorno funge da temporaneo standby della propria quotidianità utilizzato in genere per mettere in discussione le scelte fatte fino ad allora e/o fare i conti con gli errori del passato.<br />
Fortuna vuole &#8211; anche se forse c’entra un po’ anche la bravura nello scrivere i dialoghi &#8211; che ciò che, detto così, può apparire come una fastidiosa coazione a ripetere di cliché sul fatidico passaggio all’età adulta, porti invece a risultati quasi sempre meritevoli di interesse.<br />
<em>Beautiful Girls</em>, <em>Elizabethtown</em>, <em>La mia vita a Garden State</em> sono solo alcuni esempi a cui aggiungiamo, per amore di completezza, <a href="http://www.movielicious.it/2012/03/09/young-adult/" target="_blank"><em>Young Adult</em></a> di Jason Reitman come declinazione al femminile.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/The_Hollars_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-54400" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2016/10/The_Hollars_2-1024x575.jpg" alt="The_Hollars_2" width="1024" height="575" /></a></p>
<p>Ci si potrebbe interrogare semmai a un livello più profondo e cercare di capire quali siano le motivazioni che spingono così tanto cinema indipendente a stelle e strisce a insistere su questo pattern o, quanto meno, stabilire un termine universalmente condiviso per definire questo genere di film. E <strong><em>The Hollars</em></strong>, che si inserisce perfettamente in questo solco narrativo, non delude affatto.<br />
Scritto da quel James C.Strouse che, su tematiche molto simili, aveva già dato in <em>Lonesome Jim</em> di Steve Buscemi, il film di Krasinski racconta la storia di John Hollar (interpretato dallo stesso regista) che, quando a sua madre viene diagnosticato un tumore al cervello, torna a casa e ritrova la sua famiglia disfunzionale composta da un padre in bancarotta (un <strong>Richard Jenkins</strong> che è il vero cuore pulsante del film) e un fratello irrisolto (<strong>Sharlto Cooper</strong>), oltre all’immancabile ex ragazza che, nonostante si sia sposata e abbia avuto un figlio da un altro, pensa ancora a lui con nostalgia. Intanto John, la cui carriera come fumettista non è mai decollata, sta per avere un figlio insieme alla fidanzata Rebecca (<strong>Anna Kendrick</strong>) sebbene siano in crisi. Ecco, se magari si fosse lavorato un po’ più di cesello in termini di quantità di sfighe, il risultato non ne avrebbe risentito affatto, anzi.</p>
<p>I topoi del (sotto)genere ci sono più o meno tutti, dagli scambi molto mumblecore sul terrore della paternità a una fuga dall’ospedale su una sedia a rotelle con musica ad hoc in sottofondo, senza contare un finale in cui morte e nascita si avvicendano come in un’ideale staffetta della vita. Ciononostante il film è buono e Krasinski bravo a mantenersi in equilibrio costante tra riso e pianto per tutta la sua durata aiutato senz’altro, in questo, da un cast affiatato e molto ben assortito.<br />
Avrebbe aiutato semmai una cornice estetica più varia e non per forza incentrata sul solito susseguirsi di campi medi sui personaggi che parlano. Inutile dire che gli amanti delle storie di questo tipo andranno a nozze con <strong><em>The Hollars</em></strong> e probabilmente si affezioneranno pure ai suoi personaggi un po’ acciaccati dalla vita. Chiunque invece chieda al cinema indipendente lo sforzo di andare oltre certi schemi chiusi, potrebbe trovarlo a tratti pedissequo nel suo rimandare a troppi film già visti.<br />
Il voto finale tiene anche conto del fatto che chi scrive appartenga alla prima categoria.</p>
<p>Voto: 6,5</p>
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		<title>Maleficent</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2014/05/27/maleficent/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 May 2014 12:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Angelina Jolie]]></category>
		<category><![CDATA[Elle Fanning]]></category>
		<category><![CDATA[Maleficent]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Stromberg]]></category>
		<category><![CDATA[Sharlto Cooper]]></category>

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		<description><![CDATA[Le spalle alate di una Jolie particolarmente elegante e sinuosa, non riescono, da sole, a tenere su un]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2014)<br />
Uscita: 28 maggio 2014<br />
Regia: Robert Stromberg<br />
Con: Angelina Jolie, Elle Fanning, Sharlto Cooper<br />
Durata: 1 ora e 37 minuti<br />
Distribuito da: Walt Disney Italia</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/05/maleficent_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-37016" title="maleficent_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/05/maleficent_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>L&#8217;operazione sulla carta era anche interessante, non c&#8217;è che dire.<br />
Prendere uno dei capolavori dell&#8217;animazione targata Disney (<em>La bella addormentata nel bosco</em>, tratto a sua volta da una fiaba di Perrault) e realizzarne una versione live action in cui il punto di vista privilegiato venisse spostato da Aurora (la bella addormentata appunto) al personaggio che di fatto ha sempre rappresentato l&#8217;elemento di maggior fascino e carisma dell&#8217;intera storia e cioè la strega cattiva, topos irrinunciabile di qualsiasi favola che si rispetti.<br />
I presupposti per una rilettura goticheggiante e dark c&#8217;erano quindi tutti, confermati anche dai rumors che davano inizialmente Tim Burton e poi Guillermo Del Toro come possibili scelte in cabina di regia.<br />
Quando, in un secondo momento, il progetto è passato nelle mani di <strong>Robert Stromberg</strong>, scenografo di The Aviator e dell&#8217;<em>Alice in Wonderland</em> del succitato Burton, qui al suo debutto alla regia, le aspettative sono andate leggermente a scemare, ma nulla poteva far presagire il disastro che alla fine si rivela essere questo<em><strong> Maleficent</strong></em>.<br />
Nemmeno il ritorno davanti alla macchina da presa di <strong>Angelina Jolie</strong>, che porta in dote alla strega Malefica tutta la sua magnetica eleganza, può nulla di fronte a un film minato sin dalle sue fondamenta da una sceneggiatura di rara banalità e bruttezza.<br />
Neanche un 3D più riuscito della media e tutti gli effetti speciali che una produzione ricca come questa può garantire, riescono ad allontanare lo spettatore dalla triste sensazione di assistere a un vero e proprio &#8220;De Profundis&#8221; della creatività.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/05/maleficent_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-37019" title="maleficent_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/05/maleficent_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Perché non c&#8217;è davvero nulla di fecondo o anche minimamente originale in questa Bella addormentata versione 2.0 in cui Malefica (Angelina Jolie) &#8211; per molti versi più simile a una casalinga disperata che non a una strega cattiva &#8211; è resa folle dall&#8217;amore malriposto per il re Stefano (<strong>Sharlto Cooper</strong>, ormai a proprio agio quasi esclusivamente in ruoli da alienato) e scaglia contro la sua primogenita Aurora (interpretata, nella sua stucchevole declinazione adolescenziale, da <strong>Elle Fanning</strong>) la maledizione che la porterà a cadere in un sonno profondo, in occasione del giorno del suo sedicesimo compleanno.<br />
La bambina viene quindi affidata a tre fate buone che, su ordine del re, avranno il compito di crescerla fino a quel fatidico momento.<br />
Fin qui tutto (quasi) uguale al cartoon del &#8217;59.<br />
Poi il film decide di incanalarsi su una strada lastricata di buoni sentimenti e politically correct ed ecco che Malefica si redime e comincia a vegliare su Aurora, che passa le sue giornate sostanzialmente sorridendo e gironzolando felice per il mondo incantato di Brughiera, in una maniera che la rende qualcosa a metà strada tra un angelo custode e una stalker generica.<br />
Le tre fate buone, forse l&#8217;unica boccata d&#8217;aria fresca in tutto questo pasticcio, intanto vengono dimenticate per strada e ritirate fuori a tre quarti del film, giusto in tempo per il suo telefonatissimo lieto fine.</p>
<p>Chiunque, di fronte alla mediocrità dello script, fosse tentato di riporre qualche speranza nella magnificenza della cornice spettacolare potrebbe rimanere seriamente deluso anche da questo elemento.<br />
A più di dieci anni dall&#8217;ingresso di Peter Jackson nella Terra di Mezzo e ormai a un lustro dalla comparsa di Avatar sugli schermi, anche l&#8217;occhio del frequentatore solo occasionale di Fantasy è ormai del tutto assuefatto a certe mirabilie visive &#8211; che pure, va detto, qui sono presenti &#8211; e non può certo rimanerne abbagliato al punto da perdere di vista o, peggio, giustificare la povertà del testo rappresentato.<br />
Nessun green screen è capace di coprire certi buchi di sceneggiatura né tanto meno l&#8217;irritante unidimensionalità di personaggi tagliati con l&#8217;accetta e costretti a declamare battute ai limiti del demenziale.<br />
Il mondo è pieno di film brutti e questa di per sé non è mai una tragedia, ma c&#8217;è una sola cosa che un film brutto dovrebbe cercare in tutti i modi di non fare mai: divertire suo malgrado.<br />
Maleficent, in più di una scena, ci riesce.</p>
<p><strong>Voto</strong> 3</p>
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