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	<title>Movielicious &#187; Silvia D&#8217;Amico</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Non essere cattivo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2015 16:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Borghi]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Caligari]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Marinelli]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia D'Amico]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia 72]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva a Venezia 72 Fuori concorso e nelle sale, il testamento artistico di Claudio Caligari, con Luca]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2015)<br />
Uscita: 8 settembre 2015<br />
Regia: Claudio Caligari<br />
Con: Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D&#8217;Amico<br />
Durata: 1 ora e 40 minuti<br />
Distribuzione: Good Films</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/non_essere_cattivo_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44319" title="non_essere_cattivo_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/non_essere_cattivo_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>&#8220;Ma come, dovemo svortà e te te piji er gelato?&#8221;.</p>
<p>Tre film in trent&#8217;anni di carriera, e dell&#8217;ultimo è arrivato a vedere solo un premontaggio. Nonostante ci si provi in ogni modo, rimane davvero difficile non guardare <em><strong>Non essere cattivo</strong></em> alla luce degli eventi che hanno caratterizzato la storia del suo autore, quel <strong>Claudio Caligari</strong> <a href="http://www.movielicious.it/2015/05/27/addio-a-claudio-caligari/" target="_blank">scomparso prematuramente a maggio</a>, divenuto regista di culto del cinema underground italiano che ha saputo raccontare il mondo dei giovani tossicodipendenti di periferia degli anni Settanta, Ottanta e ora anche Novanta attraverso una poetica incredibilmente dura e realista. Presentato a <strong>Venezia 72</strong> Fuori Concorso, <em>Non essere cattivo</em> arriva nelle sale grazie anche a un produttore un po&#8217; speciale, quel <strong>Valerio Mastandrea</strong> che di Claudio Caligar è stato interprete (<em>L&#8217;odore della notte</em>), produttore, aiuto regista (<em>Non essere cattivo</em>), ma soprattutto amico. L&#8217;anno scorso aveva scritto nientemeno che a Martin Scorsese per cercare di smuovere l&#8217;opinione pubblica e qualche finanziatore per consentire all&#8217;autore di origini piemontesi di tornare a girare. La risposta del regista di <em>Toro scatenato</em> non è mai arrivata, ma Rai Cinema, Kimerafilm, Taodue e LeoneFilmGroup sono antrate nel progetto e ne hanno reso possibile la realizzazione.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/non_essere_cattivo_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44320" title="non_essere_cattivo_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/09/non_essere_cattivo_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Ambientato a metà degli anni Novanta nella stessa Ostia di <em>Amore tossico</em>, <em><strong>Non essere cattivo</strong> </em>è la storia di Cesare (<strong>Luca Marinelli</strong> &#8211;  <em>La solitudine dei numeri primi</em>) e Vittorio (<strong>Alessandro Borghi</strong> &#8211; <em>Roma criminale</em>), due ragazzi poco più che ventenni legati da una forte amicizia. Il loro è un rapporto che resiste anche quando i loro destini si separano, con Vittorio che cerca di salvarsi attraverso il lavoro e l&#8217;amore di una brava ragazza e Cesare che affonda nell’inferno della droga e dello spaccio.<br />
C&#8217;è Pasolini, ça va sans dire nume tutelare di Caligari sin dai tempi del suo esordio, ma c&#8217;è anche tanto polar francese in <strong><em>Non essere cattivo </em></strong>che racconta i &#8220;bravi ragazzi&#8221; di casa nostra e si connota come un testamento tanto rabbioso quanto onesto, eredità lucida e coerente di un autore da sempre cantore di storie scomode e poco inclini ai compromessi, che ha costantemente vissuto, volente o nolente, ai margini del sistema cinematografico, tra i torti subiti e i mancati riconoscimenti.</p>
<p>Idealmente e formalmente diviso in due parti ben distinte, una prima frenetica e scatenata che va a mille come i due protagonisti e l&#8217;altra più riflessiva e concreta, <strong><em>Non essere cattivo</em> </strong>è un&#8217;opera netta e tagliente che ha un grande pregio, quello di non voler piacere ad ogni costo. Ultimo baluardo di un cinema commercialmente poco veicolabile che i produttori hanno sempre rimandato indietro al suo autore-mittente e sicuramente imperfetto dal punto di vista formale, trova in Marinelli e in Borghi degli interpreti perfetti per raccontare quel mondo chiuso e piccolo da cui i personaggi che interpretano non riescono e forse non vogliono uscire. In una borgata sospesa tra il mare grigio e i palazzoni che ci si affacciano, Caligari sembra volerci suggerire che la ricerca di riscatto passa attraverso due sole vie, quella pulita e quella sporca. Ma il risultato finale non è detto che cambi.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Fino a qui tutto bene</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2015/03/19/fino-a-qui-tutto-bene/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 11:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Alessio Vassallo]]></category>
		<category><![CDATA[Fino a qui tutto bene]]></category>
		<category><![CDATA[Guglielmo Favilla]]></category>
		<category><![CDATA[Melissa Anna Bartolini]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Cioni]]></category>
		<category><![CDATA[Roan Johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia D'Amico]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la presentazione al Festival di Roma, arriva anche in sala questa delicata commedia diretta da Roan]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2015)<br />
Uscita: 19 marzo 2015<br />
Regia: Roan Johnson<br />
Con: Alessio Vassallo, Paolo Cioni, Silvia D&#8217;Amico, Guglielmo Favilla<br />
Durata: 1 ora e 20 minuti<br />
Distribuito da: Microcinema</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/finoaquituttobene_slide.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41802" title="finoaquituttobene_slide" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/finoaquituttobene_slide.jpg" alt="" width="500" height="352" /></a></p>
<p>&#8220;Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani.<br />
Mano a mano che cadendo passa da un piano all&#8217;altro, il tizio per farsi coraggio si ripete &#8216;Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene. Fino a qui tutto bene&#8217;.<br />
Il problema non è la caduta, ma l&#8217;atterraggio.&#8221;<br />
(<em>L&#8217;odio</em>)</p>
<p>L&#8217;universo idiosincratico dei trentenni, fatto di paura per l&#8217;immediato futuro e camere ammobiliate in affitto, è da sempre argomento piuttosto spinoso da trattare, se non altro in termini cinematografici.<br />
Il rischio di eccedere sul versante del luogo comune o del facile stereotipo goliardico è infatti perennemente dietro l&#8217;angolo e il ricordo dell&#8217;ultimo, irritantissimo film di Pieraccioni sta ancora lì a dimostrarcelo.<br />
Quasi interpretando alla lettera il succitato passaggio de <em>L&#8217;odio</em> di Kassovitz, <strong>Roan Johnson</strong> (già autore, un paio di anni fa, del buon <em>I primi della lista</em>) aggira abilmente il problema, evitando qualsiasi pretesa di analisi generazionale legata all&#8217;atterraggio e concentrandosi invece esclusivamente sulla caduta: l&#8217;ultimo weekend da coinquilini di cinque ragazzi alla vigilia dell&#8217;abbandono di un appartamento in cui, per anni, hanno condiviso sogni, paure, amori e anche qualche delusione.</p>
<p>C&#8217;è Cioni (<strong>Paolo Cioni</strong>) che sta per tornare a casa dei suoi, Ilaria (<strong>Silvia D&#8217;Amico</strong>) che ha scoperto da poco di essere incinta, Vincenzo (<strong>Alessio Vassallo</strong>) che ha appena ottenuto un dottorato in Islanda e non sa come dirlo alla fidanzata Francesca e infine Andrea (<strong>Guglielmo Favilla</strong>), attore frustrato più dal successo della sua ex che non dal proprio insuccesso.<br />
Ciò che li accomuna è il trovarsi tutti nella medesima posizione di chi non ha ancora toccato il suolo e, per paura o semplicemente perché sa che certi momenti non torneranno mai più, cerca di mettere in pausa la caduta esattamente un attimo prima dell&#8217;atterraggio.<br />
Tanto il mondo fuori potrà aspettare ancora qualche giorno e comunque c&#8217;è ancora un&#8217;ultima festa da organizzare, una pasta da cucinare con qualsiasi cosa ci sia in frigo o una bolletta del telefono per cui litigare.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/fino-a-qui-tutto-bene_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-41803" title="fino-a-qui-tutto-bene_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/fino-a-qui-tutto-bene_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Nato come documentario sulla vita universitaria commissionato al regista dall&#8217;Università di Pisa, <em><strong>Fino a qui tutto bene</strong></em> si è pian piano evoluto fino a trasformarsi in un&#8217;opera di finzione che però, grazie anche a un profilo tenuto sapientemente basso, riesce nella difficile impresa di avvicinarsi alla realtà fino ad assomigliarle incredibilmente.<br />
L&#8217;arma vincente, in questo senso, è una costante leggerezza di fondo per tutta la (scarsa) durata del film e l&#8217;assenza di una struttura narrativa rigida. Quest&#8217;ultimo elemento in particolare, lungi dal rendere l&#8217;opera una sequenza di situazioni divertenti ma scollate tra loro, restituisce in maniera perfetta allo spettatore la percezione &#8211; e soprattutto il ritmo &#8211; di quelle giornate passate ciondolando tra un libro che proprio non si ha voglia di aprire e le infinite chiacchiere basate sul nulla davanti a troppi caffè.<br />
Aiutano la buona riuscita del film un cast composto interamente da attori pressoché sconosciuti (se si esclude la partecipazione di <strong>Isabella Ragonese</strong>) e dotati della giusta freschezza e un copione ben scritto, ironico e poco incline all&#8217;esistenzialismo spinto e al politically correct da fiction TV, ad eccezione giusto di un paio di cadute (l&#8217;amico morto in un incidente e la ragazza incinta sono veri e propri tòpoi di questo genere di film) tutto sommato tollerabili, che non guastano la leggerezza di una visione tutt&#8217;altro che banale e scontata.</p>
<p>NdR: Per finanziare <em>Fino a qui tutto bene</em> è stata utilizzata una formula particolare: la realizzazione in partecipazione. Ossia nessuno degli attori e dei tecnici è stato pagato per il lavoro svolto, ma ad ognuno sarà assegnata una percentuale sugli incassi in sala.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6,5</p>
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