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	<title>Movielicious &#187; Silvio Soldini</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Il comandante e la cicogna</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 06:47:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Binario Loco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alba Rohrwacher]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Soldini]]></category>
		<category><![CDATA[Valerio Mastandrea]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2012)<br />
Uscita: 18 ottobre 2012<br />
Regia: Silvio Soldini<br />
Con: Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston<br />
Durata: 1 ora e 48 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/il-comandante-e-la-cicogna.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-28926" title="il-comandante-e-la-cicogna" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/10/il-comandante-e-la-cicogna.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Le statue parlano, in particolare quella di Garibaldi, il Comandante per antonomasia. Le cicogne volano per i cieli di città italiane volutamente imprecisate, fra le quali si riconosce Torino, e fino ai rifugi delle montagne svizzere. Nonostante alcune interessanti idee di fondo ed il tentativo di caratterizzare in modo originale certi personaggi, taluni più riusciti – come quello interpretato da Giuseppe Battiston, Amanzio, ispirato ad un cugino un po’ matto della co-sceneggiatrice preferita da Soldini, Doriana Leondeff, di origine bulgara – talaltri così forzatamente eccentrici da risultare stucchevoli, l’ultimo film di Silvio Soldini, Il Comandante e la Cicogna, non apporta novità di rilievo al panorama del cinema italiano, riproducendo dispositivi e schemi già visti, punteggiati da un vago, a tratti saccente, moralismo.</p>
<p>Non che le statue non dicano la verità sul malcostume italiano, la corruzione dei politici e la disfatta nazionale dell’etica, ma tutto è troppo ‘dichiarato’; mentre Garibaldi si bisticcia col monumento di Ciarrapico (‘quante persone più autorevoli meriterebbero una statua in questo Paese…’, sentenzia il Comandante) ed il busto di Leopardi cita malinconici versi, la vita dei protagonisti è destinata ad imprevedibili/prevedibili incroci, e si snoda sotto il sole di un’affannata quotidianità, tra artisti squattrinati con affitti da pagare (Alba Rorhwacher), avvocati di specchiata immoralità (Luca Zingaretti) pronti a truffare chiunque per scagionare gli amici mafiosi, un ingenuo idraulico (Valerio Mastandrea) alle prese con figli adolescenti e con la moglie morta (Claudia Gerini, colpita dal remo di un pattino, ogni notte compare nel salotto di casa e sniffa caffè); figli adolescenti alle prese con le proprie crisi di crescita e con genitori sull’orlo di crisi di nervi; lavoratori stranieri, ormai romanizzati, ma ancora in cerca d’identità.</p>
<p>“Dopo due film più seri – afferma  il regista – ho cercato di ritrovare un po&#8217; di leggerezza ed ironia. Volevo dire qualcosa sulla situazione del momento in un modo più diretto, e l’idea delle statue mi è venuta sul treno. Invece la cicogna dà uno sguardo al film dall’alto: volevo volare al di sopra di tutto con poesia ed ironia, mentre sotto si dipana ogni tipo di vicenda. Ho scelto di non definire la città dove si svolge la storia e di utilizzare piazze e città immaginarie in cui ho posizionato le statue dove mi veniva comodo, anche per le difficoltà di girare le scene con le statue che dialogano tra loro. Fra i protagonisti ci sono sia personaggi sì equivoci, come l’avvocato, ma sia persone pure, portatrici di quei valori che si vanno perdendo”.</p>
<p>Le voci delle statue sono affidate a Pierfrancesco Favino (Garibaldi), Gigio Alberti (Cazzaniga), Neri Marcoré (Giacomo Leopardi e Leonardo Da Vinci) e tutto il cast merita da solo, per impegno, professionalità ed abilità nell’apprendere un mélange di lingue e dialetti italiani attestanti le diverse provenienze dei protagonisti, che il film venga visto, senza nutrire però le aspettative di commedia ispirata come altre firmate da Soldini nel recente passato.</p>
<p><strong>Voto</strong> 6</p>
<p>Recensione a cura di Elisabetta Colla<br />
(<a href="http://www.binarioloco.it/">www.binarioloco.it</a>)</p>
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		<title>Cosa voglio di più</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2010/04/28/cosa-voglio-di-piu/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 11:26:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Foligno]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alba Rohrwacher]]></category>
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		<category><![CDATA[Pierfrancesco Favino]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Soldini]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia, 2010)<br />
Uscita: 30 aprile 2010<br />
Regia: Silvio Soldini<br />
con: Alba Rohrwacher, Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston<br />
durata: 2 ore e 1 minuto<br />
Distribuito da: Warner Bros</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/223.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13936" title="223" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/223.jpg" alt="" width="500" height="335" /></a></p>
<p>Per Anna il futuro ha il profilo sereno del suo compagno Alessio, i contorni di una Milano che si espande, i toni spenti di un treno che dalla periferia la porta in centro, di un impiego modesto ma sicuro. Quello che le manca è forse il coraggio di prendersi una responsabilità definitiva e avere un figlio. Poi nella sua vita irrompe Domenico: i contorni svaniscono e per la prima volta si trova faccia a faccia con l&#8217;amore, quello intenso, passionale, con le linee nette dei corpi nudi, con gli spigoli delle loro rispettive relazioni: Domenico è sposato e ha due figli. La loro storia con Anna nasce da un semplice incontro come tanti, che presto inizia a scavare dentro di loro, spingendoli a ribellarsi alla quotidianità. Iniziano così i loro incontri clandestini in uno squallido motel a ore, le liti al cellulare, le bugie, le carezze soffocate e i baci rubati. E poi i dubbi e le domande.</p>
<p>Il nuovo film di Silvio Soldini è una fotografia dell&#8217;amore ai tempi della crisi, un&#8217;istantanea dai colori desaturati, ma dai contrasti forti, che descrive con precisione chirurgica, ma con mano delicata e discreta l&#8217;amore che sgretola le certezze e allontana gli obiettivi di un&#8217;intera vita. Niente di originale fin qui: il valore aggiunto sta nella riflessione sottile su come il mondo circostante possa influenzare, a volte determinare, le scelte emotive e la vita interiore. La crisi economica, la precarietà, la famiglia da mantenere sono priorità ineludibili che distruggono l&#8217;amore romantico, rendendolo terribilmente reale e arido. La passione si spegne e tutto, anche i sentimenti più puri e spontanei, diventano quantificabili. Non c&#8217;è spazio per un amore da copertina in una realtà da cronaca.</p>
<p>A questa riflessione, amara quanto vera, danno vita i volti, le voci e sporattutto i corpi di Alba Rohrwacher e Pierfrancesco favino, entrambi speciali come sempre nel gioco delle sfumature, dei mezzi toni, delle pieghe dei sentimenti. Alba è spesso nuda, nel suo corpo delicato e dolente, il suo sguardo si accende d&#8217;amore e la sua voce descrive gli alti e bassi dei sentimenti. Favino, bravissimo a cambiare accento, disegna il personaggio del semplice e appassionato calabrese Domenico con verità e tenerezza. A dare profondità al quadro contribuiscono le prove degli attori secondari (Fabio Troiano, Giuseppe Battiston), e la regia minuziosa ed elegante a cui Soldini ci ha ormai abituati.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>Soldini racconta i moti del cuore</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 10:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabrizio Foligno]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Special]]></category>
		<category><![CDATA[Alba Rohrwacher]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa voglio di più]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfrancesco Favino]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Soldini]]></category>

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		<description><![CDATA[Alba Rohrwacher e Pierfrancesco Favino in Cosa voglio di più: la passione ai tempi della crisi. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/222.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13928" title="222" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/222.jpg" alt="" width="500" height="260" /></a></p>
<p>Uscirà venerdì 30 aprile nelle sale italiane, il nuovo lavoro di Silvio Soldini che questa volta racconta un amore nascosto, quello tra i due amanti Pierfrancesco Favino e Alba Rohrwacher. Una vicenda solo apparentemente già sentita, quella di <em>Cosa voglio di più</em>, che il regista di <em>Pane e tulipani</em> porta avanti in modo credibile e coerente. La pellicola racconta la storia di Domenico, sposato e con due figli e Anna, trentenne fidanzata e apparentemente felice. Dopo il primo incontro, tra i due nasce una storia fatta di passione e desiderio, scandita dagli incontri clandestini che si incastrano in modo dirompente con la quotidianità. <em>Cosa voglio di più</em> è stato presentato alla stampa durante un&#8217;affollata conferenza, durante la quale abbiamo chiesto a Soldini e ai due protagonisti di raccontarci qualcosa in più su come sia nata l&#8217;idea di realizzare un&#8217;opera sia narrativamente che visivamente tanto forte.</p>
<p><em><strong>Silvio Soldini</strong></em>: &#8220;Per la prima volta è stato un episodio di vita reale a far scattare l’idea del film. Una mia amica mi ha raccontato il momento che stava vivendo, la sua storia personale, e così mi è venuto in mente che volevo mettere in scena un innamoramento, una grande passione, ma in un contesto familiare, sociale, culturale molto specifico, con tutti i condizionamenti che ne derivano&#8221;.</p>
<p><strong>La storia di Anna e e Domenico avrebbe potuto chiamarsi tranquillamente L&#8217;amore ai tempi della crisi&#8230;</strong><br />
<em><strong>Pierfrancesco Favino</strong></em>: &#8220;Per me sarebbe più giustodefinirlo La crisi al tempo dell&#8217;amore, perchè il film vuole intercettare senza retorica un ambiente sociale visto di solito in maniera pietistica, e ha una grande delicatezza nel raccontarlo. Cosa voglio di più è una storia che si compone di differenti strati, descrive le qualità diverse dell&#8217;amore e mostra come un semplice incontro possa cambiarti la vita, come esista il pericolo che alcune condizioni pratiche possano condizionare le possibilità emotive: i personaggi vivono un amore da copertina e le scene di sesso sono patinate. Nonostante i protagonisti appartengano a una classe sociale non elevata&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/36.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-13929" title="36" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2010/04/36.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><strong>A questo proposito, come avete affrontato le scene di sesso? C&#8217;è stato imbarazzo?</strong><br />
<strong><em>Pierfrancesco Favino</em></strong>: Da parte mia non c&#8217;è stato nessun imbarazzo, ma una disponibilità ad affrontare quello che veniva richiesto. Le scene non sono fini a se stesse, ma mostrano come gli incontri costruiscano un rapporto.<br />
<strong><em>Alba Rohrwacher</em></strong>: Da parte mia c&#8217;è stata una totale fiducia nello sguardo del regista, una fiducia reciproca in un ambiente che rispetta i corpi: era uno sguardo che non mi ha fatto sentire giudicata in alcun modo.</p>
<p><strong>Come avete costruito i vostri personaggi? Più distacco o più immedesimazione?</strong><br />
<em><strong>Alba Rohrwacher</strong></em>: &#8220;È stata un&#8217;esperienza totalizzante, viscerale per tutti, ed è stato faticosa raccontare quest storia. A un certo punto per me è scoccata una totale identificazione, spesso Pierfrancesco ed io discutevamo dei nostri personaggi come se parlassimo delle nostre vite e dei nostri reali problemi, eravamo i nostri personaggi anche in quella situazione&#8221;.<br />
<strong><em>Pierfrancesco Favino</em></strong>:  &#8220;Il modo che ha Silvio di dirigere ci ha permesso di entrare con grazia e meticolosità in una storia tanto violenta dal punto di vista emotivo. Per me è stato un totale abbandono, a un certo punto non si capiva se ero io a servirmi del personaggio o il contrario&#8221;.<br />
<strong><em>Alba Rohrwacher</em></strong>: &#8220;Ma comunque c&#8217;è un distacco da mantenere: il coinvolgimento è positivo, ma è pur sempre un lavoro&#8221;.<br />
<strong><em>Pierfrancesco Favino</em></strong>: &#8220;Bisogna mantenere un filtro quando si scava nell&#8217;intimo, nell&#8217;emotività, ma noi attori siamo abituati a farlo e poi siamo guidati dalla mano del regista&#8221;.<br />
<strong><em>Silvio Soldini</em></strong>: &#8220;Si era creato un tale clima sul set che ci ha permesso di raccontare cose piccole e intime, una storia quotidiana che non fosse noiosa&#8221;.</p>
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