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	<title>Movielicious &#187; Simon Curtis</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Woman in Gold</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2015 08:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Brühl]]></category>
		<category><![CDATA[Gustav Klimt]]></category>
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		<category><![CDATA[Ryan Reynolds]]></category>
		<category><![CDATA[Simon Curtis]]></category>
		<category><![CDATA[Woman in Gold]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id. USA/U.K. 2015)<br />
Uscita: 15 ottobre 2015<br />
Regia: Simon Curtis<br />
Con: Helen Mirren, Ryan Reynolds, Daniel Brühl, Katie Holmes<br />
Durata: 1 ora e 50 minuti<br />
Distribuzione: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/woman_in_gold.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-44865" title="woman_in_gold" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/woman_in_gold.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Poco più di un anno fa George Clooney aveva dedicato il suo <a href="http://www.movielicious.it/2014/02/10/monuments-men/" target="_blank"><em>Monuments Men</em></a> al lavoro svolto da una squadra americana incaricata di ritrovare opere trafugate dai nazisti ai musei e alle famiglie nell’immediato dopoguerra. <em><strong>Woman in Gold</strong></em>, tratto dal libro <em>The Lady in Gold</em> della giornalista del Los Angeles Time Anne-Marie O’Connor, aggiunge un ulteriore tassello alla vicenda, riportandola all’attualità e declinando la vicenda in modo più intimo e personale. Ma qui si ferma. La storia, vera, è quella di Maria Altmann, giovane austriaca di origini ebraiche che si vede costretta a fuggire negli States quando il regime nazista occupa Vienna. Sessant&#8217;anni dopo, ormai cittadina americana quasi ottantenne, decide di approfittare di un’apertura del governo austriaco in fatto di restituzione di opere d’arte strappate ai privati durante il regime di Hitler e cercare di ottenere il celebre quadro di Klimt noto come Ritratto di Adele Bloch-Bauer, per il quale aveva posato sua zia e che era appartenuto alla sua famiglia. Ma sia lei che il suo legale, il giovane Randol Shoenberg (un <strong>Ryan Reynolds</strong> non pervenuto), si ritroveranno a dover fare i conti con l’ostruzionismo delle autorità competenti.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/woman_in_gold_2.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-44866" title="woman_in_gold_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/10/woman_in_gold_2.jpeg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Gli elementi per realizzare un buon film c&#8217;erano tutti: uno dei quadri più conosciuti e apprezzati al mondo, il magnifico ritratto in cui <strong>Gustav Klimt</strong>, nel 1907, immortalò la sofisticata bellezza di Adele Bloch-Bauer, regina dei salotti viennesi; una vicenda di intrighi internazionali durata sessant&#8217;anni che ha inizio durante la Shoah ed <strong>Helen Mirren</strong> nel ruolo della donna che, con la sua ostinazione, si mise contro il governo austriaco per ottenere una vittoria più etica che giuridica. Ma <em>Woman in Gold</em> non sembra decollare mai. Il connubio tra legal-thriller e buddy movie non riesce a trovare un equilibrio e il fatto che la narrazione si dipani attraverso due linee temporali che corrono parallele e separate da sessanta anni di Storia, interrompe con raccordi bruschi una fruizione altrimenti più fluida.</p>
<p>Lo schema è quello del ben più riuscito <a href="http://www.movielicious.it/2013/12/17/philomena/" target="_blank"><em>Philomena</em></a>, con una caparbia donna in età avanzata che, a distanza di anni, si rimette sulle tracce di un doloroso episodio che le ha cambiato la vita, aiutata da un giovane ma ben più pratico ed esperto aiutante. Ma Simon Curtis (<a href="http://www.movielicious.it/2012/05/31/marilyn/" target="_blank"><em>Marilyn</em></a>) non ha la profondità di Stephen Frears, Ryan Reynolds non si avvicina nemmeno lontanamente alla presenza scenica e al piglio di Steve Coogan e Helen Mirren, che per Frears è stata una memorabile Elisabetta II, qui si limita a seguire un copione già non brillante in partenza, senza particolari guizzi. Sicuramente le origini ebreo-polacche di Curtis hanno giocato un ruolo importante nella scelta della vicenda da narrare, ma proprio per questa sua vicinanza etnico-culturale ai fatti, era lecito aspettarsi un po&#8217; più di sentimento.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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		<title>Marilyn</title>
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		<pubDate>Thu, 31 May 2012 12:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Watson]]></category>
		<category><![CDATA[Kenneth Branagh]]></category>
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		<category><![CDATA[Michelle Williams]]></category>
		<category><![CDATA[My Week With Marilyn]]></category>
		<category><![CDATA[Simon Curtis]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(My Week With Marilyn, U.K. 2011)<br />
Uscita: 1 giugno 2012<br />
Regia: Simon Curtis<br />
Con: Michelle Williams, Kenneth Branagh, Judi Dench<br />
Durata: 1 ora e 39<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/26.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-26779" title="26" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/05/26.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Estate del 1956. Marilyn Monroe è all’apice del successo quando, accompagnata da suo marito Arthur Miller, si reca per la prima volta in Inghilterra per girare con Laurence Olivier <em>Il Principe e la Ballerina</em>. In quello stesso anno un giovane di nome Colin Clark realizza il suo sogno, trovando lavoro come aiuto regista su quello stesso set. Ed è proprio Clark che, attraverso la sua esperienza, racconta la magica e incredibile settimana trascorsa con Marilyn Monroe, la donna più desiderata di sempre.</p>
<p>Tratta dalla biografia di Colin Clark <em>My Week with Marilyn</em>, la pellicola diretta da Simon Curtis ci racconta la Monroe attraverso gli occhi di un ventitreenne aiuto regista (Eddie Redmayne) anch&#8217;egli rapito dal fascino che la diva emana, soprattutto nei momenti in cui è semplicemente Norma Jeane. Vediamo così Marilyn con i suoi difetti, le sue fragilità e insicurezze, passando attraverso gli stravaganti rapporti che riusciva a instaurare con le persone con le quali veniva in contatto. Un&#8217;impresa ai limiti del possibile sulla carta, soprattutto per la difficoltà di mostrare sul grande schermo un&#8217;attrice nei panni di Marilyn Monroe (dopo la poco riuscita prova di Theresa Russell ne <em>La signora in bianco</em> e quella a dir poco agghiacciante di Suzie Kennedy nel nostrano <em>Io e Marilyn</em> di Leonardo Pieraccioni). Ma Simon Curtis è riuscito a realizzarla e con buoni risultati. Il merito va principalmente a Michelle Williams: la Jen di <em>Dawson’s Creek</em> è assolutamente magnifica nell&#8217;interpretare un personaggio tanto difficile, controverso e soprattutto intoccabile come Marilyn e la sua bravura non si percepisce tanto nella mimesi, quanto nell&#8217;aver saputo rendere le sfumature e la melliflua evanescenza che contraddistingueva la Monroe.</p>
<p>Probabilmente il fatto che il film di Curtis si concentri su un singolo episodio e non su tutta la vita dell&#8217;attrice, risulta essere una scelta saggia: difficilmente un biopic avrebbe appassionato lo spettatore come invece riesce a fare questa settimana vissuta intensamente dalla diva al fianco di Lawrence Olivier (interpretato dal suo erede Kenneth Branagh). Così se da un lato <em>Marilyn</em> si conferma essere un film ben recitato (anche gli interpreti minori, da Judy Dench a Emma Watson funzionano molto bene), non si può dire che sia altrettanto ben diretto. La regia di Simon Curtis risulta rigida e troppo impettita, ma la performance della Williams è di un livello tale che non si riesce a posare l&#8217;attenzione su nient&#8217;altro.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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