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	<title>Movielicious &#187; Spike</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Lei</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Mar 2014 17:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
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		<description><![CDATA[A Spike Jonze Love Story. La recensione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Her, USA 2013)<br />
Uscita: 13 marzo 2014<br />
Regia: Spike Jonze<br />
Con: Joaquin Phoenix, Scarlett Johansson, Rooney Mara<br />
Durata: 2 ore e 6 minuti<br />
Distribuito da: Bim</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/her-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35651" title="her-1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/her-1.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>&#8220;<em>Cara Catherine,<br />
Ti amerò sempre perché insieme siamo cresciuti e perché mi hai aiutato a farmi diventare così.<br />
Voglio solo che tu sappia che dei frammenti di te resteranno per sempre  in me. E di questo te ne sono grato. Qualsiasi cosa tu sia diventata e  ovunque tu ti trovi nel mondo, ti mando il mio amore.<br />
Sarai mia amica per sempre.<br />
Con affetto, Theodore.</em>&#8221;</p>
<p>Theodore Twombly (<strong>Joaquin Phoenix</strong>) per vivere scrive lettere personali per conto di altri.<br />
Emotivamente bloccato dall&#8217;incapacità di superare la fine del suo matrimonio con Catherine (<strong>Rooney Mara</strong>),  l&#8217;uomo mette in pausa la sua vita e trova temporaneo rifugio in una  zona franca  all&#8217;interno della quale c&#8217;è posto solo per se stesso, per  un pugno di ricordi di vita insieme e per tutta la sua malinconia.<br />
Fuori dal recinto c&#8217;è il resto: il lavoro, i pochi amici e i documenti  di un divorzio che Theodore si ostina a non firmare perché, come ripete  più volte, non si sente ancora pronto a lasciare andare quel pezzo della  sua vita.<br />
Solo Samantha (nell&#8217;originale una <strong>Scarlett Johansson</strong> privata di  tutta la sua fisica sensualità, rimpiazzata, nel doppiaggio italiano, da  Micaela Ramazzotti) riesce nell&#8217;impresa di aprire una breccia in questo  mondo interiore, e il fatto che Samantha sia la suadente voce femminile  di un sistema operativo di ultima generazione la dice lunga sul livello  di solitudine raggiunto dal protagonista.</p>
<p>Questo è, senza voler raccontare troppo, il nuovo film di <strong>Spike Jonze</strong> (<em>Essere John Malkovich</em>, <em>Il ladro di orchidee</em>), presentato lo scorso ottobre <a href="http://www.movielicious.it/2013/11/10/roma-2013-giorno-3/">In Concorso al Festival di Roma</a>, ed è un capolavoro.<br />
E&#8217; un film talmente bello che parlarne risulta quasi difficile, figuriamoci analizzarlo.<br />
Sulla locandina, quasi fosse un monito, campeggia la scritta &#8220;A Spike  Jonze Love Story&#8221; e solo di questo si tratta in fin dei conti.<br />
Non c&#8217;è difatti una sola scena in<strong><em> Lei</em></strong>, o anche un singolo fotogramma, che non trasudi amore.<br />
Anzi, Spike Jonze, con un coraggio più che raro nell&#8217;industria  cinematografica di oggi, riesce nell&#8217;impresa di andare oltre il semplice  gesto del raccontare una love story e, attraverso una felice  combinazione di tecnica e poesia, trasforma l&#8217;intero film in un unico,  indimenticabile atto d&#8217;amore.<br />
Affrancatosi in via definitiva dalle macchinose strutture narrative di Charlie Kaufman (sceneggiatore sia di <em>Essere John Malkovich</em> che de <em>Il ladro di orchidee</em>), l&#8217;autore è stato finalmente libero di portare a compimento quanto iniziato nel precedente e bellissimo <a href="http://www.movielicious.it/2009/10/30/nel-paese-delle-creature-selvagge/"><em>Nel paese delle creature selvagge</em></a> e di abbandonarsi quindi a suggestioni quasi del tutto prive di tutte  le possibili reti protettive fornite da una sceneggiatura più rigida.<br />
Una volta libero da vincoli drammaturgici forti, Jonze sceglie quindi di  affidarsi in maniera pressoché totale all&#8217;attore più emancipato in  quanto<em> </em>a vincoli della recitazione classica che ci sia in  circolazione (un Joaquin Phoenix immenso, che riesce ad andare oltre il  livello già raggiunto in <em>The Master</em>) e, lavorando per  sottrazione, costruisce un flusso di coscienza in cui dolcezza e  malinconia si fondono fino a formare qualcosa di totalmente inedito.</p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/her-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-35652" title="her-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/03/her-2.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Non si commetta però l&#8217;errore di valutare <em>Lei</em>, solo sulla scorta della sua sinossi, come una semplice critica dell&#8217;alienazione prodotta da un abuso di comunicazione digitale.<br />
Non lo è per vari motivi, in primis perché la relazione che si instaura tra Theodore e Samantha non viene mai rappresentata come qualcosa di deviante o malato, ma come un&#8217;alternativa assolutamente plausibile &#8211; e questo è soltanto uno dei colpi di genio dell&#8217;opera &#8211; ai comuni rapporti tra due esseri umani.<br />
E non lo è perché risulta evidente anche ai più distratti che a Spike Jonze non interessa affatto la critica sociale. Ciò che gli preme è più ordinario e, se vogliamo banale ed ha a che fare con le piccole e grandi perdite (più di noi stessi che non degli altri) che affrontiamo nell&#8217;arco di una vita e coi modi con cui siamo soliti cristallizzare i rapporti dentro ricordi il più delle volte arbitrari, quando non addirittura mendaci.<br />
Ciò che stupisce semmai è la capacità del regista di parlare di cose tristi senza mai perdere di vista la leggerezza di fondo che accompagna lo spettatore per tutta la durata del film.<br />
In questo Lei è più vicino all&#8217;idea di romanticismo de <em>Il lato positivo</em> di David O. Russell che non a film solo apparentemente più simili per temi trattati, due su tutti <em>I Love You</em> di Marco Ferreri e <em>Lars e una ragazza tutta sua</em> di Craig Gillespie.<br />
Solo che, come in ogni suo altro film, l&#8217;autore ha bisogno di un elemento straordinario che gli consenta di mettere in moto la sua straordinaria macchina affabulatoria.<br />
In <em>Lei</em>, questa variabile è rappresentata da un sistema operativo intelligente che, rispondendo in maniera perfetta ai bisogni del protagonista, in realtà ne riflette il processo di crescita interiore.<br />
Se infatti nel film si descrive una storia d&#8217;amore non è tanto quella tra Theodore e Samantha &#8211; per quanto il loro rapporto attraversi tutte le fasi dell&#8217;innamoramento senza precludersi neanche quella relativa alla fisicità &#8211; bensì tra Theodore e l&#8217;idea stessa che ha dell&#8217;amore.<br />
Samantha piuttosto rappresenta per Theodore un filtro tra lui e il mondo, una lente attraverso la quale ricominciare a guardare una realtà che fatica a interpretare.</p>
<p>Elegia della distanza fisica e della malinconia contrappuntata in maniera sublime dalle musiche degli <strong>Arcade Fire</strong>, l&#8217;opera di Jonze trascende i confini di genere e decide, pur svolgendosi su un piano temporale futuro, di rifuggire da qualsiasi deriva sci-fi modellando un altroquando pop in cui gli uomini vestono abiti anni Cinquanta e abitano in appartamenti dai toni seventies, in una cornice &#8211; senza dubbio bellissima &#8211; che perde ben presto importanza di fronte al peso specifico della storia.<br />
Anni fa David Lynch, parlando del suo <em>Strade Perdute</em>, lo definì come un film fatto della stessa materia dei sogni e, in maniera similare, potremmo azzardarci a definire <em>Lei </em>come un film fatto della stessa materia di cui è fatto l&#8217;amore.<br />
Il consiglio quindi non è tanto di andare a vedere <em>Lei</em>, ché il semplice vederlo rappresenta più che altro un imperativo categorico.<br />
Il consiglio è di perdercisi dentro come si fa con l&#8217;amore.<br />
E poi andare a rivederlo una seconda volta.<br />
E  poi anche una terza.</p>
<p><strong>Voto</strong> 9</p>
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