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	<title>Movielicious &#187; Sylvia</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>E&#8217; morta Anita Ekberg</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2015 14:06:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gossip]]></category>
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		<category><![CDATA[Federico Fellini]]></category>
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		<description><![CDATA[L'attrice svedese che fu una delle muse di Federico Fellini, era malata da tempo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/anitaekberg_645.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-40523" title="anitaekberg_645" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2015/01/anitaekberg_645.jpg" alt="" width="500" height="255" /></a></p>
<p><strong>Anita Ekberg</strong>, la diva de <em>La Dolce Vita</em> di Federico Fellini, è morta  questa mattina nella clinica San Raffaele di Rocca di Papa, ai Castelli  romani, dove era ricoverata da tempo. L&#8217;attrice svedese aveva 83 anni e  da anni si era trasferita a Genzano.</p>
<p>Nata a Malmö in Svezia il 29 settembre del 1931, Kerstin Anita  Marianne Ekberg viene eletta Miss Svezia nel 1950 e subito dopo  si trasferisce negli Stati Uniti per partecipare a Miss Universo. Non  vince il concorso ma viene introdotta nel mondo del cinema dal  produttore Howard Hughes. Qui lavora con Jerry Lewis e Dean Martin in Artisti e modelle del 1955 e l&#8217;anno dopo, nel 1956, è protagonista  dell&#8217;ultimo film della coppia <em>Hollywood o morte!</em> diretto da Frank  Tashlin. Un ruolo che le fa vincere un Golden Globe come miglior attrice  emergente.</p>
<p>Sempre nel 1956 King Vidor le affida una parte nel kolossal <strong><em>Guerra e pace</em></strong> e, prima de<span style="font-weight: bold; font-style: normal;"> <em>La dolce vita </em></span>(1960),  recita anche in <em>Nel segno di Roma </em>(1958), diretto da Guido Brignone dove  interpreta il ruolo della regina Zenobia che si ribella all&#8217;Impero  Romano.</p>
<p>Dopo il suolo di Sylvia in <em>La dolce vita</em>, il rapporto lavorativo tra Anita Ekberg e  <strong>Federico Fellini </strong>diventa intenso. La formosa attrice svedese recita in <em>Boccaccio 70</em> (1962), ; ne I clown (1970) dove interpreta  se stessa e ne L&#8217;intervista (1987). Ma la sua carriera  cinematografica, a parte quel periodo in cui torna negli Stati Uniti (è  il 1963) e recita ne<em> I 4 del Texas</em> di Robert Aldrich accanto a Dean  Martin, Frank Sinatra, Ursula Andress, Charles Bronson e e accanto a Bob  Hope in <em>Chiamami Buana</em>, si concentra per lo più in Italia. La vediamo ad esempio in <em>Scusi, lei è favorevole o  contrario </em>di Alberto Sordi (1966), <em>La sfinge d&#8217;oro</em> di Luigi Scattini  (1967), <em>Sette volte donna</em> di Vittorio De Sica (1967). Dagli anni  Settanta recita in film che si inseriscono nel genere della commedia  sexy come <em>Casa d&#8217;appuntamento</em> (1972) con Barbara Bouchet, nello  spaghetti western <em>La lunga cavalcata della vendetta</em> (1972) con Richard  Harrison e nel thriller <em>Suor Omicidi</em> (1979) di Giulio Berruti in cui  interpreta il ruolo di suor Gertrud che, dopo un delicato intervento al  cervello viene sottoposta a una cura a base di morfina, diventa  tossicodipendente assumendo un comportamento squilibrato.</p>
<p>Negli anni Ottanta e Novanta i ruoli della Ekberg cambiano e la  ritroviamo in <em>Cicciabomba</em> (1982) con Donatella Rettore, <em>Il conte Max</em> (1991) di e con Christian De Sica, <em>Cattive ragazze</em> (1992) di Marina  Ripa di Meana, <em>Bambola</em> (1996) di Bigas Luna con Valeria  Marini. Quanto alla sua vita privata, dal 1956 al 1959 era  stata sposata con l&#8217;attore inglese Anthony Steel e dal 1963 al 1975 con  il collega statunitense Rik Van Nutter. Ma nell&#8217;arco della sua vita le  sono stati attribuiti diversi flirt, con Gianni Agnelli e Dino Risi. Nel 2011 aveva chiesto aiuto  alla Fondazione Fellini per ricevere sostegno economico, viste le sue precarie condizioni  di salute non avendo né figli né parenti in Italia. Già da anni viveva  nella casa di cura dei Castelli romani dove è morta oggi.</p>
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