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	<title>Movielicious &#187; T-Bone Burnett</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>A proposito di Davis</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Feb 2014 13:53:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Inside Llewyn Davis, USA, Francia 2013)<br />
Uscita: 6 febbraio 2014<br />
Regia: Joel Coen, Ethan Coen<br />
Con: Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake<br />
Durata: 1 ora e 45 minuti<br />
Distribuito da: Lucky Red</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/inside_llewyn_davis_1.jpeg"></a><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/inside_llewyn_davis.jpeg"><img class="alignnone size-full wp-image-34726" title="inside_llewyn_davis" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/inside_llewyn_davis.jpeg" alt="" width="500" height="351" /></a></p>
<p>Siamo nel Greenwich Village, esattamente un attimo prima che Bob Dylan salga su un palco per cantare che &#8220;i tempi stanno per cambiare&#8221;.<br />
Il folk non è ancora il fenomeno musicale che marchierà a fuoco tutta la controcultura a venire, ma solo uno stile, sia musicale che di vita, che permette a un pugno di giovani talentuosi di immaginare una vita fuori dal grigiore delle periferie e del posto fisso, semplicemente imbracciando una chitarra.<br />
Se tutto va bene può capitarti di firmare il contratto che ti cambia la vita.<br />
Se invece va male ti ritrovi a fare la spola tra i divani dei tuoi amici in mancanza di altri posti in cui dormire.<br />
A Llewyn Davis (<strong>Oscar Isaac</strong>) sta andando decisamente male.<br />
Nonostante sia dotato di indubbio talento e piena sicurezza nei propri mezzi, la sua carriera sembra girare a vuoto. Le copie del suo primo disco da solista giacciono invendute nel magazzino di una minuscola casa discografica e il numero dei divani sui quali dormire si assottiglia sempre di più.<br />
Nell&#8217;arco di una fredda settimana d&#8217;inverno Llewyn Davis si troverà ad affrontare la più difficile delle scelte: continuare a provarci o rinunciare ai sogni di gloria per trovarsi un lavoro.</p>
<p>I <strong>Coen</strong>, nel corso della loro carriera, ci hanno già abituati ad un serrato turnover tra capolavori assoluti (<em>Il grande Lebowski</em>, <em>Non è un paese per vecchi</em>), film decisamente belli (<em>L&#8217;uomo che non c&#8217;era</em>, <em>A Serious Man</em>) e progetti fuori fuoco, quando non del tutto sbagliati (<em>Prima ti sposo, poi ti rovino</em>, <em>Burn After Reading</em>).<br />
Oggi, dopo il mezzo scivolone del remake de <em>Il Grinta</em>, i due autori tornano con questo gioiellino da cui trapela la loro vena più intima, che si va a collocare in un interstizio esattamente a metà strada tra le prime due categorie succitate.<br />
Nella piccola odissea di uno squattrinato folksinger (dichiaratamente ispirata a <strong>Dave Van Ronk</strong> e al suo memoir <em>The Mayor of MacDougal Street</em>) i fratelli di Minneapolis trovano infatti nuova linfa vitale e hanno modo di costruire, attorno a questo malinconico e poeticissimo loser, un teatrino di personaggi bislacchi e dei loro folli incontri che tanto ricorda quanto già apprezzato in film come <em>Barton Fink</em> e <em>A Serious Man</em>.<br />
Cito questi due film non a caso perché, insieme a questo <em><strong>A proposito di Davis</strong></em>, vanno a formare un&#8217;ideale trilogia coeniana che racconta l&#8217;epica del fallimento con una profondità e un&#8217;ironia (reale cifra distintiva di tutto il cinema dei Coen) che non hanno eguali.<br />
Per l&#8217;occasione i due ritrovano per strada anche<strong> John Goodman</strong>, per anni loro attore feticcio, qui strabordante (in tutti i sensi) nel ruolo di un jazzista eroinomane che prova invano a disilludere le velleità artistiche del protagonista.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/inside-lllewin-davis-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-34727" title="inside-lllewin-davis-2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/02/inside-lllewin-davis-2.jpg" alt="" width="500" height="281" /></a></p>
<p>Strutturato in maniera circolare, proprio come una ballata folk in cui la prima strofa molto spesso coincide con l&#8217;ultima, A proposito di Davis è opera colta che, lungi dall&#8217;essere un mero omaggio all&#8217;estetica sixties del Greenwich Village, parla dell&#8217;arte e del perenne scontro tra questa e il sistema.<br />
Trattandosi di un film dei Coen l&#8217;epilogo di questo scontro non è in alcun modo consolatorio, anche se l&#8217;amarezza della sconfitta, qui suggerita sfruttando tutta l&#8217;eleganza di un bianco e nero mai così evocativo e il gelo, quasi percepibile fisicamente, dell&#8217;inverno newyorkese, non è mai apparsa così poetica.<br />
A suggello di tutto poi c&#8217;è la musica, vero motore trainante della storia.<br />
La bellissima colonna sonora curata da T-Bone Burnett &#8211; già collaboratore dei Coen per <em>Fratello dove sei?</em> &#8211; partecipa al film come qualsiasi altro attore fino quasi a diventarne coprotagonista insieme a Oscar Isaac che, oltre a recitare (benissimo) nel ruolo di questo imbronciato e scorbutico hobo, canta quasi tutti i brani che ascoltiamo nel film.<br />
Ora resta solo da capire se i fratelli Coen faranno seguire a questo film un capolavoro assoluto, uno decisamente bello oppure uno sbagliato.</p>
<p>Speriamo vivamente nella prima ipotesi.</p>
<p>Voto: 8</p>
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