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	<title>Movielicious &#187; Take Five</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Take Five</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 07:12:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Italia 2014)<br />
Uscita: 2 ottobre 2014<br />
Regia: Guido Lombardi<br />
Con: Peppe Lanzetta, Salvatore Striano, Gaetano di Vaio<br />
Durata: 1 ora e 35 minuti<br />
Distribuito da: Microcinema</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/take_five_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39041" title="take_five_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/take_five_1.jpg" alt="" width="500" height="285" /></a></p>
<p>Sasà (<strong>Salvatore Striano</strong>), un idraulico col vizio del gioco e debiti che nessun uomo onesto potrebbe pagare, viene chiamato a riparare una perdita fognaria all&#8217;interno di una banca, a pochi metri dal suo caveau.<br />
Da lì a pensare di rapinarla il passo è piuttosto breve.<br />
Coinvolge quindi nel colpo un ricettatore, un fotografo cardiopatico, un pugile squalificato a vita e, dulcis in fundo, un gangster depresso appena uscito di galera conosciuto da tutti come O Sciomèn (<strong>Peppe Lanzetta</strong>).<br />
I cinque non hanno nulla in comune se non la voglia di riscattare vite ai margini attraverso i soldi facili.<br />
Qualcosa però va storto e, quando uno di loro sparisce con la refurtiva, gli altri si logorano nell&#8217;attesa, lasciando che l&#8217;avidità e i reciproci sospetti portino a galla il peggio di loro.<br />
Nasce così un sottile gioco al massacro di alleanze fatte e disfatte nel giro di una notte, complicate dall&#8217;arrivo improvviso di un boss della mala locale, misteriosamente a conoscenza della rapina e desideroso di entrare in possesso del bottino.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/take_five_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-39042" title="take_five_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/10/take_five_2.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>A due anni da<em> Là-bas</em>, <strong>Guido Lombardi</strong> torna a raccontare la Napoli più cupa e criminale con questo bel noir corale, presentato in concorso lo scorso anno al Festival Internazionale del Film di Roma.<br />
Lo fa abbandonando ogni residuo di pretesa documentaristica presente nell&#8217;opera precedente per lasciarsi andare del tutto alle regole di uno dei generi più codificati del cinema classico e il risultato è questo gioiellino di stile ed equilibrio, a cominciare da una sceneggiatura (opera dello stesso Lombardo) ricchissima di colpi di scena e assai abile nell&#8217;alternare registro comico e tragico senza sceglierne mai uno in via definitiva, così costantemente in bilico tra <em>I soliti ignoti</em> e <em>Le Iene</em>.<br />
Uno dei pregi maggiori di <strong><em>Take Five</em></strong> risiede proprio nel suo dichiarare apertamente ogni suo debito, a partire già dal titolo, chiaro riferimento all&#8217;improvvisazione jazzistica (è il titolo di un disco di Dave Brubeck) che qui rivive nella libertà con cui Lombardi permette ai suoi attori di improvvisare su questi personaggi così acciaccati e diversi tra loro &#8211; un po&#8217; come navigati musicisti che salgono su un palco senza avere la piena consapevolezza di ciò che andranno a suonare &#8211; in una sorta di curioso Aspettando Godot partenopeo che scorre sinuoso per tutta la sua durata fino a un tesissimo finale che non si pone alcun problema nel rielaborare l&#8217;epilogo del succitato debutto di Tarantino.</p>
<p>La stessa sicurezza nei proprio mezzi è evidente nello stile di regia, secco per esigenze narrative ma, allo stesso tempo, capace di guizzi notevoli che conferiscono al film una raffinatezza visiva che fa da piacevole contrappunto ai i volti duri dei suoi protagonisti, così segnati e vissuti (alcuni degli attori hanno realmente un passato di vita criminale alle spalle) e regala allo spettatore una Napoli rarefatta e stilizzata, mai oleografica e raramente così inquietante e priva dei suoi più abusati cliché estetici.<br />
E&#8217; un po&#8217; l&#8217;altra faccia &#8211; quella meno leggera per intenderci &#8211; di <a href="http://www.movielicious.it/2014/04/16/songe-napule/"><em>Song &#8216;e Napule</em></a> (curioso che siano stati presentati entrambi nel corso dello stesso Festival) pur con i dovuti distinguo del caso: laddove i riferimenti dei Manetti Bros erano più legati alla tradizione poliziottesca ibridata con la commedia, Lombardi punta più in alto, guarda coraggiosamente oltreoceano e quando strappa una risata (alcune scene, complice l&#8217;uso colorito del dialetto napoletano, sono davvero esilaranti) lo fa attraverso il ricorso al registro grottesco.<br />
Ciò che piace di questo <em>Take Five</em> è il suo cercare una via italiana citando (senza mai scimmiottare) i capisaldi del genere e, cosa ancora più importante, raccontando una semplice storia senza cadere nell&#8217;insidiosissima trappola dell&#8217;analisi sociologica un tanto al chilo in cui autori parecchio più blasonati del bravo Guido Lombardi sovente cadono.</p>
<p>Voto 7</p>
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