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	<title>Movielicious &#187; Taviani</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Cesare deve morire</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 15:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Binario Loco]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare deve morire]]></category>
		<category><![CDATA[Orso d''oro]]></category>
		<category><![CDATA[Taviani]]></category>

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		<description><![CDATA[I Taviani e il perfetto esempio di come il cinema possa essere diretto e viscerale e allo stesso tempo]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., Italia 2012)<br />
Uscita: 2 marzo 2012<br />
Regia: Paolo e Vittorio Taviani<br />
Con: Cosimo Rega, Salvatore Striano, Giovanni Arcuri<br />
Durata: 1 ora e 26 minuti<br />
Distribuito da: Sacher Distribuzione</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/71.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-25560" title="71" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/03/71.jpg" alt="" width="500" height="331" /></a></p>
<p>&#8220;<em>…dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior</em>&#8220;.</p>
<p><em>&#8220;Da quando ho conosciuto l’arte, ‘sta cella è diventata ‘na prigione</em>&#8220;.</p>
<p>Molto di rado, specialmente in Italia, vengono realizzati dei film che meriterebbero un saggio di trecento pagine. L’Orso d’Oro a Berlino 2012 (l’Italia non ne portava a casa uno da ventun anni. L’ultimo fu per <em>La casa del sorriso </em>del grandissimo Marco Ferreri, nel lontano 1991) ai Fratelli Taviani è uno di questi. Con <em>Cesare deve morire</em>, infatti, siamo di fronte all’essenza di ciò che la nostra cinematografia è in grado di offrire al mondo, un’opera di cui il sommo Pier Paolo Pasolini sarebbe stato orgoglioso.</p>
<p>Pochissimi soldi, pochi mezzi (è stata la prima, riuscitissima, avventura dei Taviani in digitale) e nessuna distribuzione sino a che un “wise fool” di nome Nanni Moretti non ha deciso di rischiare, come sempre, in prima persona, facendolo uscire in 40 copie. Numero ridicolo per l’Europa, esageratamente alto per un film d’autore nell’ignorante Italia del 2012, in cui i cinepanettoni escono in 600 sale e i documentari (attenzione, Cesare…è molto di più!), all’esterno del circuito festivaliero, non vengono visti affatto.</p>
<p>Ambientato tra le mura di Rebibbia, in una sezione dal nome raggelante (Fine pena mai), è la storia di un gruppo di eccezionali detenuti teatranti che, mentre stavano facendo le prove per I sei personaggi in cerca d’autore, vengono persuasi dai Taviani ad affrontare la difficile scrittura del Bardo, dando vita al più (emotivamente) sanguinante, intenso, multidialettale Giulio Cesare che abbiate mai visto sul grande schermo.<br />
Impossibile non tributare l’onore che meritano all’intenso Bruto donatoci da “Sasà” Salvatore Striano, lui stesso ex detenuto votato all’arte che già abbiamo ammirato in <em>Gomorra</em>, <em>Gorbaciof</em>, <em>Fortapàsc</em> e <em>Napoli Napoli Napoli </em>ed al sommo Cesare incarnato mirabilmente da Giovanni Arcuri.</p>
<p>Molto, troppo, si dovrebbe scrivere. Della colonna sonora, del bianco e nero con quelle sfumature di blu più o meno intenzionali – come raccontavano i registi in conferenza stampa – del lavoro di cesello fatto dai Taviani e dal bravissimo Fabio Cavalli, regista della Compagnia ex detenuti Teatro Libero di Rebibbia, grazie alla cui lungimiranza questo ambizioso progetto ha potuto vedere la luce, del coraggio di pubblicare nei titoli di coda, accanto ai nomi, ai volti dei protagonisti, il numero di anni di carcere cui sono stati condannati. Impressionante quanto necessario.<br />
Meglio limitarsi, quindi, a consigliarvi di vederlo, rivederlo, farlo vedere a tutti. Una pellicola che nasce già come un classico intramontabile. Da non perdere.</p>
<p><strong>Voto</strong> 8</p>
<p>Recensione a cura di Massimo Frezza<br />
(<a href="http://www.binarioloco.it/">www.binarioloco.it</a>)</p>
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		<title>Il cinema italiano trionfa a Berlino</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 15:16:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Cesare deve morire]]></category>
		<category><![CDATA[Daniele Vicari]]></category>
		<category><![CDATA[Diaz]]></category>
		<category><![CDATA[Taviani]]></category>

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		<description><![CDATA[Orso d'oro ai Taviani con Cesare deve morire e premio della critica a Daniele Vicari per Diaz.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/112.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-25212" title="112" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/112.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>La 62esima edizione del Festival di Berlino si è conclusa ieri regalando notevoli soddisfazioni ai film italiani presenti alla kermesse. I fratelli Paolo e Vittorio Taviani hanno vinto l&#8217;Orso d&#8217;oro  per <em>Cesare deve morire</em>, dedicando il premio ai carcerati che sono stati i protagonisti della docufiction girata a Rebibbia, basata sul dramma scespiriano Julius Caesar. &#8220;Questo premio ci dà gioia soprattutto per chi ha lavorato con noi. Sono i detenuti di Rebibbia guidati dal regista Fabio Cavalli che li ha portati al teatro. Questi detenuti-attori hanno dato se stessi per realizzare questo film&#8221;, ha dichiarato Paolo dopo che la giuria ha annunciato il verdetto. Un premio importante, che non veniva assegnato a una pellicola italiana da ormai ventuno anni (non succedeva dal 1991, con La casa del sorriso di Marco Ferreri). Cesare non deve morire racconta la storia di una pièce teatrale, ambientata nel carcere di massima sicurezza romano, che prende forma pian piano sotto la regia di Fabio Cavalli, da anni sul campo con i detenuti in altri progetti di questo tipo.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/27.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-25213" title="27" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/02/27.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p><em>Diaz, Non pulire questo sangue</em> di Daniele Vicari con Elio Germano e Claudio Santamaria è l&#8217;altro film italiano premiato a Berlino, a cui è andato il riconoscimento del pubblico nella sezione Panorama. La pellicola racconta i fatti avvenuti durante il G8 di Genova nel 2001, soffermandosi in particolare sulla notte del 21 luglio 2001 quando, scoccata la mezzanotte, quattrocento poliziotti fecero irruzione nella scuola Diaz, massacrando i ragazzi che dormivano al suo interno. Una ricostruzione accuratissima che Vicari ha potuto realizzare vagliando centinaia di filmati amatoriali che contenevanoparte delle immagini di repertorio utilizzate nel film e studiando i documenti processuali relativi al caso. &#8220;Dedico questo premio al cinema italiano a cui sta tornando finalmente la forza di raccontare cosa davvero accade in questo paese&#8221; è stato il commento di Vicari riguardo al premio vinto.</p>
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