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	<title>Movielicious &#187; Thandie Newton</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Solo: A Star Wars Story</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2018 07:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[AldenEhrenreich]]></category>
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		<category><![CDATA[Emilia Clarke]]></category>
		<category><![CDATA[Ron Howard]]></category>
		<category><![CDATA[Solo: A Star Wars Story]]></category>
		<category><![CDATA[Thandie Newton]]></category>
		<category><![CDATA[Woody Harrelson]]></category>

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		<description><![CDATA[Nelle sale il film diretto da Ron Howard su uno dei personaggi più amati della saga, interpretato da]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., USA 2018)<br />
Uscita: 23 maggio 2018<br />
Regia: Ron Howard<br />
Con: AldenEhrenreich, Woody Harrelson, Emilia Clarke, Donald Glover, Thandie Newton<br />
Durata: 2 ore e 15 minuti<br />
Distribuito da: 01 Distribution</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/solo-a-star-wars-story-1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57629" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/solo-a-star-wars-story-1.jpg" alt="solo-a-star-wars-story-1" width="650" height="370" /></a></p>
<p>In una galassia lontana lontana… ma anche inevitabilmente un po’ logora.<br />
Potrebbe essere questo il nuovo incipit di una saga che, dopo la riuscita operazione di restyling a firma J.J.Abrams e l’ottimo spin-off <em>RogueOne</em>, con il recente <em>Star Wars: Gli ultimi Jedi</em> ha iniziato a mostrare i primi segnali di stanca, soprattutto in un pubblico in perenne bilico tra la voglia di novità e un conservatorismo assai critico quando, quelle stesse novità, si tratta di metabolizzarle all’interno di un disegno narrativo più ampio. Ecco perché, nei confronti di questo <em>Solo: A Star Wars Story</em>, capitolo indipendente dal continuum della saga interamente dedicato alla giovinezza di <strong>Han Solo</strong>, sussisteva più di una perplessità. In primis per le sue vicissitudini produttive, compreso un discusso cambio di registi – dalla coppiaPhil Lord/Christopher Miller a <strong>Ron Howard</strong>–a riprese ormai quasi ultimate. A questo si è poi aggiunta la restrizione dell’arco temporale che separa l’uscita di uno Star Wars dall’altro e che, in questo caso, si riduce solo a una manciata di mesi rispetto al più canonico – e, aggiungiamo, fisiologicamente utile – anno solare. Se il tentativo, ovvio, è quello di capitalizzare un franchise che, soprattutto in termini di puro merchandising, sembra non avere rivali, il rischio principale è, però, la perdita graduale del suo status di evento.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/Solo_2.jpg"><img class="alignnone size-large wp-image-57630" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2018/05/Solo_2-1024x589.jpg" alt="Solo_2" width="1024" height="589" /></a></p>
<p>Il risultato è che, presentato a Cannes una manciata di giorni fa, il decimo film della saga creata da George Lucas ha avuto reazioni che definire tiepide è poco. E a torto, perché <em><strong>Solo: A Star Wars Story</strong></em> è una piacevole ventata di aria fresca su un brand narrativamente sempre più involuto, anche a causa dell’eccessiva ortodossia della propria fan base. Se <a href="http://www.movielicious.it/2016/12/15/rogue-one-a-star-wars-story-recensione/" target="_blank"><em>Rogue One</em></a> era un war movie ambientato nello spazio, <em><strong>Solo: A Star Wars Story</strong></em> è un western intergalattico, fracassone e senza troppe pretese, che poi vira verso il noir fino a un finto epilogo che si (e ci) diverte riprendendo integralmente la scena finale di <em>Casablanca</em>. Ambientata undici anni prima degli eventi di Una nuova speranzae subito dopo <em>Star Wars: Episodio III</em> &#8211; <em>La vendetta dei Sith</em>, la pellicola racconta le vicende del personaggio di Han Solo (Alden Ehrenreich) dall&#8217;età di diciotto anni fino ai ventiquattro, dunque molti anni prima di incontrare Luke Skywalker e il Maestro Jedi Obi-Wan Kenobi. Largo spazio, quindi, al suo primo amore per Qi&#8217;ra (<strong>Emilia Clarke</strong>), all’incontro con Chewbecca e alla famosa partita a Sabacc con il nemico/amico Lando Calrissian (<strong>Donald Glover</strong>) dalla quale Solo uscì vincitore e con le chiavi del Millennium Falcon in tasca. Della trama non diremo altro, ché sappiamo quanto gli amanti di <em>Star Wars</em> possano essere suscettibili alle anche minime anticipazioni.</p>
<p>Ciò di cui invece possiamo parlare senza preoccuparci troppo è di come il coinvolgimento di un regista classico come <strong>Ron Howard</strong> – in realtà il più classico dei registi americani viventi – che immaginiamo del tutto impermeabile al fascino dell’Impero, faccia un gran bene a un immaginario che, una volta libero dall’ossessione di rispettare alla lettera la coerenza interna alla saga, fila via come un treno, pieno di una ritrovata naïvetéseventies che non può non essere figlia di quel Lawrence Kasdan(già autore de <em>L’impero colpisce ancora</em> e <em>Il ritorno dello Jedi</em>, oltre che di <a href="http://www.movielicious.it/2015/12/16/star-wars-il-risveglio-della-forza-recensione-senza-spoiler/" target="_blank"><em>Star Wars: Il risveglio della Forza</em></a>) tornato qui in veste di sceneggiatore. Più che lo spregiudicato Han Solo della prima trilogia, infatti, il giovane protagonista di questo spin-off ricorda un altro immortale eroe uscito dalla penna di Kasdan e, guarda caso, interpretato dallo stesso <strong>Harrison Ford</strong>, ovvero Indiana Jones. Più in generale è al cinema di Spielberg che Howard sembra guardare maggiormente, in un cortocircuito cinefilo pieno di déjà vu assolutamente in linea con il clima di riscoperta, attualmente in voga, di quell’età dell’oro a cavallo tra i decenni settanta e ottanta. La sensazione è un po’ quella di un cinema mainstream che prova – e, in buona parte, riesce anche – a ritrovare la propria innocenza cercandola nell’ultimo periodo in cui Hollywood ha realmente inventato delle storie, prima di infilarsi in un cul-de-sac fatto di continue rielaborazioni di quelle stesse storie. Un divertissement girato benissimo che regge per intero le sue due ore e passa di durata e ha forse il suo unico vero difetto nella recitazione monocorde di <strong>Alden Ehrenreich</strong> che dimostra come il ruolo dell’attore stalentato da lui interpretato in <a href="http://www.movielicious.it/2016/02/10/ave-cesare-recensione/" target="_blank"><em>Ave Cesare!</em> </a>dei Coen non fosse poi così lontano dalla realtà.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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		<title>RocknRolla</title>
		<link>http://www.movielicious.it/2009/04/23/rocknrolla/</link>
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		<pubDate>Thu, 23 Apr 2009 18:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carolina Tocci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[slideshow]]></category>
		<category><![CDATA[Gerard Butler]]></category>
		<category><![CDATA[Guy Ritchie]]></category>
		<category><![CDATA[Thandie Newton]]></category>
		<category><![CDATA[Tom Wilkinson]]></category>

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		<description><![CDATA[Guy Ritchie ritorna al suo cinema prima maniera. E porta in sala un gruppo di delinquenti pericolosi]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(Id., UK, 2008)<br />
Uscita: 24 aprile 2008<br />
Regia: Guy Ritchie<br />
Cast: Gerard Butler, Thandie Newton, Tom Wilkinson<br />
Durata: 1 ora e 54 minuti<br />
Distribuito da: Warner Bros</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/rocknrolla2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4173" title="rocknrolla2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2009/04/rocknrolla2.jpg" alt="" width="500" height="325" /></a></p>
<p>Nell&#8217;East End londinese il termine rock and roller si pronuncia così. Dopo una parentesi mal riuscita (l&#8217;infelice remake di <em>Travolti da un&#8217;insolito destino nell&#8217;azzurro mare d&#8217;agosto</em>, <em>Swept Away</em>, e <em>Revolver</em>) Guy Ritchie torna al cinema che l&#8217;ha reso celebre, quello dai ritmi sincopati e ben scanditi di <em>The Snatch</em>.</p>
<p>Londra. Un truffatore russo mette in scena la falsa vendita di un terreno, attirando investimenti milionari da parte di tutta la malavita locale coinvolta nel mercato immobiliare. I personaggi sono tutti sporchi e senza scrupoli: dal tossico aspirante rockstar Jonny Quid (Toby Kebbel), al criminale da strapazzo One Two (Gerard Butler). Dalla fascinosa commercialista Stella (Thandie Newton) al miliardario russo Uri ricalcato sulpresidente del Chelsea, Abramovich. Si ritroveranno l&#8217;uno contro l&#8217;altro in un vorticoso conflitto di interessi.</p>
<p>I film di Guy Ritchie, ormai lo sappiamo, sono puro caos in espansione. Ma le soluzioni adottate in questa pellicola sono già viste, e la storia simile alle altre già realizzate. Agli attori non sempre riesce facile entrare nel frenetico ritmo imposto dal regista e questo provoca delle rotture ben percepibili all&#8217;interno della narrazione.</p>
<p>I personaggi sono appena accennati, poco approfonditi. Tanto che all&#8217;inizio dell film ci vengono presentati da una voce fuori campo. Li vediamo impressi sullo schermo, ma non lo abitano. Il cinema di Guy Ritchie ha bisogno di una ventata di novità e ne ha bisogno subito. Il finale è semiaperto&#8230; Si mormora che <em>RocknRolla </em>sia solo il primo capitolo di una trilogia. Grazie Guy, ma se l&#8217;andazzo è questo, potrebbe anche essere sufficiente così.</p>
<p><strong>Voto</strong> 5</p>
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