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	<title>Movielicious &#187; The Riot Club Italia</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Posh</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2014 07:26:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Giusti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ora al cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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		<category><![CDATA[The Riot Club Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Al cinema i bad boys di Lone Scherfig, carismatici e ossessionati dal potere, interpretati da Max Irons,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Scheda</strong><br />
(The Riot Club, UK 2014)<br />
Uscita: 25 settembre 2014<br />
Regia: Lone Scherfig<br />
Con: Max Irons, Sam Claflin, Douglas Booth<br />
Durata: 1 ora e 46 minuti<br />
Distribuito da: Notorious Pictures</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/posh_1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38973" title="posh_1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/posh_1.jpg" alt="" width="500" height="333" /></a></p>
<p>Il Riot Club, fondato nel lontano 1776, è il circolo studentesco più esclusivo e snob dell&#8217;intera Università di Oxford.<br />
Ne fanno parte i dieci ragazzi più dotati dell&#8217;ateneo, quelli destinati a un futuro di privilegi e potere.<br />
Sono rampolli viziati appartenenti a famiglie in vista, abituati a ottenere tutto e subito senza il minimo sforzo.<br />
Miles (<strong>Max Irons</strong>, figlio di Jeremy) e Alistair (<strong>Sam Claflin</strong>) sono solo gli ultimi tra i prescelti a far parte del Riot Club.<br />
Solo che Miles, nonostante l&#8217;alto lignaggio, cerca di mantenere i piedi per terra senza fare eccessivo sfoggio delle proprie origini mentre Alistar, che vive all&#8217;ombra di un fratello maggiore ex-presidente del club, crede fermamente in una forma di superiorità delle classi più agiate su quelle meno abbienti.<br />
La cinica goliardia che in genere anima le serate del Riot Club una sera però supera il punto di non ritorno e i ragazzi si trovano a dover fare i conti con le responsabilità di un&#8217;azione che nemmeno tutte le loro conoscenze possono mettere a tacere.</p>
<p>Per comprendere appieno il valore di quanto sia riuscito questo spietato apologo sociale firmato da <strong>Lone Scherfig </strong>(<a href="http://www.movielicious.it/2010/02/05/an-education/"><em>An Education</em></a>, <em>One Day</em>) bisognerebbe cominciare dall&#8217;analizzare l&#8217;inquietante scena grondante quieta rassegnazione dinanzi all&#8217;ineluttabilità del male che lo chiude, quasi una sorta di ideale omologo britannico dell&#8217;amaro finale di <em>Mystic River</em> di Clint Eastwood.<br />
Senza dir nulla che possa rovinare il piacere della visione, è proprio alla fine che si prende atto di come l&#8217;autrice danese sia stata abile nel costruire, complice la pièce teatrale di <strong>Laura Wade </strong>da cui il film è tratto, un ritratto analitico e impietoso di certe dinamiche che, nella fattispecie, riguardano l&#8217;ambiente del college ma sono riscontrabili in qualsiasi altro contesto sociale.<br />
Lo fa procedendo per accumulo, attraverso un&#8217;abile sovrapposizione di strati di tensione sottile e montante, convincendo nel contempo lo spettatore di trovarsi di fronte a un thriller, per poi disilluderlo negandogli anche la possibilità di empatizzare con Miles, l&#8217;unico personaggio identificabile come buono almeno per buona parte del film.<br />
Questa scelta, lungi dall&#8217;essere un atto di nichilismo drammaturgico fine a se stesso, è invece utile anche per allontanare dallo script qualunque ombra di facili e stereotipate contrapposizioni &#8220;upper class VS borghesia&#8221; che appesantirebbero di retorica un prodotto di questo genere.<br />
Ecco quindi che, quand&#8217;anche l&#8217;idea di un ipotetico eroe viene a cadere, ciò che resta è il nulla. Il vuoto pneumatico dei sentimenti.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/posh_2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38974" title="posh_2" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/posh_2.jpg" alt="" width="500" height="283" /></a></p>
<p>Lo stile di regia è giustamente anòdino &#8211; indicativo di un distacco con cui la Scherfig approccia i suoi personaggi sin dai tempi di <em>An Education</em> &#8211; così come gli ambienti in cui si muovono questi odiosi figli di papà, così freddi nella loro antica eleganza che testimonia in modo incontrovertibile la persistenza secolare dell&#8217;ingiustizia sociale.<br />
Singolare inoltre la scelta di strutturare l&#8217;opera in due atti distinti in cui, a un necessario prologo introduttivo sui singoli personaggi, segue la lunghissima scena della cena (vero fulcro del film) in cui lentamente assistiamo alla trasfigurazione dei ragazzi in mostri.<br />
La Schefrig non ha alcuna fretta di scoprire le carte e gioca ad esasperare lo spettatore, lasciandogli sì intendere che ci sarà una vittima sacrificale, ma mostrandogliene diverse possibili fino ad istillargli il dubbio che, forse, potrebbe addirittura non accadere nulla.<br />
Poi invece qualcosa accade.<br />
Oltre che dalla sapienza registica, la bontà del risultato è garantita anche da un parterre di attori che, a fronte di un&#8217;età giovanissima, riescono a rendere in maniera impeccabile la noia e la protervia che contraddistingue i  personaggi che sono chiamati ad incarnare.<br />
Era dai tempi del solo in parte riuscito <em>Alpha Dog</em> di Nick Cassavates che non si assisteva a un ritratto così duro, pur essendo comunque un prodotto di chiara impronta mainstream, dell&#8217;universo giovanile e delle sue più violente derive.</p>
<p><strong>Voto</strong> 7</p>
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