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	<title>Movielicious &#187; Theeb</title>
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	<description>Cinema e gossip a portata di click</description>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 10 &#8211; Video</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2014 18:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Bosco]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Joe Dante con il divertente Burying the Ex, la delusione Good Kill di Andrew Niccol e il ritorno di Andrey]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_38756" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/theeb1.jpg"><img class="size-full wp-image-38756" title="theeb1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/theeb1.jpg" alt="Il cast di Theeb" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Theeb</p></div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/ffvXfXW1_j0?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/ffvXfXW1_j0?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Con l&#8217;approssimarsi delle battute finali della Mostra, Orizzonti affila gli artigli e presenta uno dei suoi concorrenti più indimenticabili, il film &#8211; immancabile in ogni edizione &#8211; su cui pubblico e critica si rompono la testa alla ricerca del motivo della sua esclusione dalla sezione principale. L&#8217;ottimo<strong><em> Theeb</em></strong>, opera prima dell&#8217;anglo-saudita <strong>Naji Abu Nowar</strong>, è tutto ciò che una buona manciata di titoli di Venezia71 avrebbero dovuto rappresentare, dall&#8217;esordio di eccellenti speranze promosso immediatamente fra i grandi (ciò che non è stato <em>Sivas</em>) alla reminiscenza storica con alle spalle il declino dell&#8217;Impero Ottomano (ciò che non è stato<em> The Cut</em>), ma soprattutto la metafisica traversata desertica come occasione per crescita e coscienza di sé (ciò che non è stato <em>Loin des hommes</em>).<br />
Formalmente ineccepibile e spettacolare (impensabile sia stato girato con un budget stiracchiato), fotografato con invidiabile eleganza, Theeb è un debutto già maturo e riconoscibile che, forse con la sola concorrenza dell&#8217;indiano Labour of Love, difficilmente si lascerà scappare il Premio de Laurentiis di questa edizione.</p>
<div id="attachment_38760" style="width: 418px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/postmanwhitenights1.jpg"><img class="size-full wp-image-38760" title="postmanwhitenights1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/postmanwhitenights1.jpg" alt="" width="408" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Andrej Konchalovskiy</p></div>
<p>Sarà che le aspettative erano bassine, specie se si considera il disastro stroncacarriere de Lo schiaccianoci 3D, ma il ritorno di <strong>Andrej Konchalovskiy</strong> al cinema d&#8217;autore puro, pur non collocandosi fra le vette dell&#8217;edizione, fa la sua discreta figura: <em><strong>Belye nochi pochtalona Alekseya Tryapitsyna</strong></em> (<strong><em>The Postman&#8217;s White Nights</em></strong>) interrompe un interminabile declino fatto di marchette made in USA (si pensi solo a <em>Tango &amp; Cash</em>), di fiacchi adattamenti televisivi (l&#8217;imbarazzante <em>Odissea</em> con Armand Assante) e di resurrezioni solo apparenti (il mediocre La casa dei matti, generosissimamente ricompensato con il Gran Premio della Giuria a Venezia59) con un&#8217;operina che si ricollega idealmente agli esordi in piena era sovietica girati fra paesini e campagne prima del fluviale <em>Siberiade</em>. Proprio a pellicole come Storia di Asja Kljacina che amò senza sposarsi viene da pensare assistendo a questo libero accumularsi di situazioni sulle sponde del lago Kenozero dove il tempo pare essersi fermato e a cui le vicine stazioni spaziali della regione di Arkhangelsk sembrano aver negato ogni diritto a esistere, dove ogni speranza di reinventarsi scoprendo la città è destinata al fallimento e dove non si riesce a essere padroni nemmeno dei lucci appena pescati sotto casa.</p>
<p>Konchalovskiy si prende i suoi tempi, indugia in episodi di vita quotidiana con il contributo fondamentale del suo cast di attori non professionisti imbastendo conversazioni e caratterizzazioni a tratti spassose, e anche se la tematica non è certo nuova e ogni tanto trascende nel patetico, la fattura è di prima classe e non mancano le immagini memorabili, a cominciare dai campi lunghi e lunghissimi sullo specchio d&#8217;acqua che assume forti connotati di protagonista.</p>
<div id="attachment_38763" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/alexandra-daddario-anton-yelchin-e-ashley-greene1.jpg"><img class="size-full wp-image-38763" title="alexandra-daddario-anton-yelchin-e-ashley-greene1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/alexandra-daddario-anton-yelchin-e-ashley-greene1.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Alexandra Daddario, Anton Yelchin e Ashley Greene</p></div>
<p>Se solo esistesse ancora la categoria, avremmo concluso la giornata di ieri con l&#8217;ideale film di Venezia Mezzanotte, andando in gloria al dodicesimo rintocco con una semplice e rinvigorente ora e mezza di spaventi a bilanciare il rigore dei giorni scorsi: ci volevano la cinefilia bulimica e incontrollata di quel mattacchione di <strong>Joe Dante</strong> e il suo <strong><em>Burying the Ex </em></strong>per riprendere fiato e per perderlo subito dopo con una sequenza pressoché ininterrotta di risate in un mondo orgogliosamente B fra Val Lewton, Mario Bava e papà Roger Corman &#8211; tutti, naturalmente, esplicitamente citati -, dove i canoni del teen movie e dell&#8217;horror da drive-in vengono allegramente tirati in ballo, ribaltati e presi per i fondelli. E così, fra stelline del calibro di <strong>Anton Yelchin</strong> (il Chekov del reboot di Star Trek), <strong>Ashley Greene</strong> (la Alice di Twilight) e <strong>Alexandra Daddario</strong> (la Lisa di True Detective) si manda festosamente il cervello in vacanza &#8211; anche se sottilmente si può vedere tutto come una fantasia sull&#8217;elaborazione del lutto -, con una libertà d&#8217;azione e un anticonformismo corroboranti (siamo di fronte a qualcosa di decisamente più provocante e di meno sessuofobo rispetto alla media del genere, in ambito mainstream).</p>
<p>Certo, alla fine viene il dubbio se ci sia ancora posto per nonno Dante in un&#8217;epoca dominata da eredi scatenatissimi come Edgar Wright, e il materiale non è tutto di prima mano (non manca la solita svomitazzata giallo-verde in stile L&#8217;esorcista), ma, se lo si prende per quello che è, un po&#8217; di sano divertimento cialtrone non fa mai troppo male.</p>
<div id="attachment_38765" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/good_kill_slide1.jpg"><img class="size-full wp-image-38765" title="good_kill_slide1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/good_kill_slide1.jpg" alt="" width="500" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">January Jones, Ethan Hawke, Zoe Kravitz e Andrew Niccol </p></div>
<p>Si resta negli Stati Uniti &#8211; fin troppo, direi &#8211; per il film di chiusura del Concorso, il dramma bellico <em><strong>Good Kill</strong></em>, con cui il fantasioso <strong>Andrew Niccol</strong> rinuncia per una volta agli incubi distopici che popolano il suo cinema (<em>Gattaca</em>, <em>The Truman Show </em>&#8211; solo sceneggiatore -, <em>In Time</em>) per immergersi nella realtà comunque assurda e paradossale degli aggiornamenti e dell&#8217;involuzione dell&#8217;arte della guerra. Attraverso i patemi e i rimorsi di coscienza di un esperto pilota di droni (<strong>Ethan Hawke</strong>), l&#8217;autore di <em>Lord of War </em>vuole presentare il lato deumanizzato di operazioni militari condotte con lo stesso spirito di una partita alla Playstation, ma scade nel ritratto stereotipato e nel didascalismo (i membri dell&#8217;equipe sono, nell&#8217;ordine: il protagonista veterano tormentato e alcolizzato, la recluta promettente e coscienziosa che frigna di fronte ai monitor, lo stronzetto retrogrado e il colonnello paterno e progressivo) e in una visione d&#8217;insieme ambigua e artificiosa che non si sbaglierebbe a definire parafascista (gli USA restano pur sempre i legittimi poliziotti del mondo e il fine giustifica sempre i mezzi, anche quando si tratta di bombardare dei civili innocenti fino a prova contraria).</p>
<p>Se già un&#8217;opera controversa come <em>The Hurt Locker </em>suscitava sdegno nella sua idealizzazione del conflitto come necessità intrinseca all&#8217;essere umano, <em>Good Kill </em>fa pure peggio, con un atteggiamento autoassolutorio e reazionario da vomito che forse dal regista non ci si aspettava, sacrificando le sue rinomate intuizioni visive e confermandolo ancora una volta, casomai ce ne fosse bisogno, come un soggettista straordinario, ma anche come uno sceneggiatore modesto e come un ancor peggior direttore di attori e regista.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/nicijedete1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38766" title="nicijedete1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/nicijedete1.jpg" alt="" width="499" height="241" /></a></p>
<p>Conclude con un crescendo inarrestabile la Settimana della Critica &#8211; che si impone, a questo punto, come la divisione insospettabilmente più riuscita dell&#8217;edizione &#8211; il serbo <em><strong>Ni?ije dete</strong></em>: l&#8217;esordio del trentanovenne <strong>Vuk Rsumovic</strong> è forse la vetta di quanto visto finora nella sezione, una sorta di variazione del canone de Il Ragazzo selvaggio, ma laddove il piccolo protagonista truffautiano finiva nelle mani severe e amorevoli del pedagogo Jean Itard in un lungo processo di scoperta di sé, il meno fortunato Haris vive a cavallo dell&#8217;ultimo conflitto balcanico in una Serbia sporca, corrotta e ostile, verso un finale inevitabilmente destinato al campo di battaglia. Silenzioso, rigoroso e a tratti durissimo, Ni?ije dete è il candidato ideale al massimo riconoscimento della SIC e un esempio di cinema est-europeo di grande potenza espressiva.</p>
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		<title>Venezia 71 &#8211; Giorno 10 &#8211; Video</title>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_38756" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/theeb1.jpg"><img class="size-full wp-image-38756" title="theeb1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/theeb1.jpg" alt="Il cast di Theeb" width="500" height="332" /></a><p class="wp-caption-text">Il cast di Theeb</p></div>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="//www.youtube.com/v/ffvXfXW1_j0?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="//www.youtube.com/v/ffvXfXW1_j0?hl=it_IT&amp;version=3&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Con l&#8217;approssimarsi delle battute finali della Mostra, Orizzonti affila gli artigli e presenta uno dei suoi concorrenti più indimenticabili, il film &#8211; immancabile in ogni edizione &#8211; su cui pubblico e critica si rompono la testa alla ricerca del motivo della sua esclusione dalla sezione principale. L&#8217;ottimo<strong><em> Theeb</em></strong>, opera prima dell&#8217;anglo-saudita <strong>Naji Abu Nowar</strong>, è tutto ciò che una buona manciata di titoli di Venezia71 avrebbero dovuto rappresentare, dall&#8217;esordio di eccellenti speranze promosso immediatamente fra i grandi (ciò che non è stato <em>Sivas</em>) alla reminiscenza storica con alle spalle il declino dell&#8217;Impero Ottomano (ciò che non è stato<em> The Cut</em>), ma soprattutto la metafisica traversata desertica come occasione per crescita e coscienza di sé (ciò che non è stato <em>Loin des hommes</em>).<br />
Formalmente ineccepibile e spettacolare (impensabile sia stato girato con un budget stiracchiato), fotografato con invidiabile eleganza, Theeb è un debutto già maturo e riconoscibile che, forse con la sola concorrenza dell&#8217;indiano <em>Labour of Love</em>, difficilmente si lascerà scappare il Premio de Laurentiis di questa edizione.</p>
<div id="attachment_38760" style="width: 418px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/postmanwhitenights1.jpg"><img class="size-full wp-image-38760 " title="postmanwhitenights1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/postmanwhitenights1.jpg" alt="" width="408" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Andrei Kon?alovskij</p></div>
<p>Sarà che le aspettative erano bassine, specie se si considera il disastro stroncacarriere de Lo schiaccianoci 3D, ma il ritorno di <strong>Andrei Kon?alovskij</strong> al cinema d&#8217;autore puro, pur non collocandosi fra le vette dell&#8217;edizione, fa la sua discreta figura: <em><strong>Belye nochi pochtalona Alekseya Tryapitsyna</strong></em> (<strong><em>The Postman&#8217;s White Nights</em></strong>) interrompe un interminabile declino fatto di marchette made in USA (si pensi solo a <em>Tango &amp; Cash</em>), di fiacchi adattamenti televisivi (l&#8217;imbarazzante <em>Odissea</em> con Armand Assante) e di resurrezioni solo apparenti (il mediocre La casa dei matti, generosissimamente ricompensato con il Gran Premio della Giuria a Venezia59) con un&#8217;operina che si ricollega idealmente agli esordi in piena era sovietica girati fra paesini e campagne prima del fluviale <em>Siberiade</em>. Proprio a pellicole come Storia di Asja Kljacina che amò senza sposarsi viene da pensare assistendo a questo libero accumularsi di situazioni sulle sponde del lago Kenozero dove il tempo pare essersi fermato e a cui le vicine stazioni spaziali della regione di Arkhangelsk sembrano aver negato ogni diritto a esistere, dove ogni speranza di reinventarsi scoprendo la città è destinata al fallimento e dove non si riesce a essere padroni nemmeno dei lucci appena pescati sotto casa.</p>
<p>Kon?alovskij si prende i suoi tempi, indugia in episodi di vita quotidiana con il contributo fondamentale del suo cast di attori non professionisti imbastendo conversazioni e caratterizzazioni a tratti spassose, e anche se la tematica non è certo nuova e ogni tanto trascende nel patetico, la fattura è di prima classe e non mancano le immagini memorabili, a cominciare dai campi lunghi e lunghissimi sullo specchio d&#8217;acqua che assume forti connotati di protagonista.</p>
<div id="attachment_38763" style="width: 405px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/alexandra-daddario-anton-yelchin-e-ashley-greene1.jpg"><img class="size-full wp-image-38763" title="alexandra-daddario-anton-yelchin-e-ashley-greene1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/alexandra-daddario-anton-yelchin-e-ashley-greene1.jpg" alt="" width="395" height="594" /></a><p class="wp-caption-text">Alexandra Daddario, Anton Yelchin e Ashley Greene</p></div>
<p>Se solo esistesse ancora la categoria, avremmo concluso la giornata di ieri con l&#8217;ideale film di Venezia Mezzanotte, andando in gloria al dodicesimo rintocco con una semplice e rinvigorente ora e mezza di spaventi a bilanciare il rigore dei giorni scorsi: ci volevano la cinefilia bulimica e incontrollata di quel mattacchione di <strong>Joe Dante</strong> e il suo <strong><em>Burying the Ex </em></strong>per riprendere fiato e per perderlo subito dopo con una sequenza pressoché ininterrotta di risate in un mondo orgogliosamente B fra Val Lewton, Mario Bava e papà Roger Corman &#8211; tutti, naturalmente, esplicitamente citati -, dove i canoni del teen movie e dell&#8217;horror da drive-in vengono allegramente tirati in ballo, ribaltati e presi per i fondelli. E così, fra stelline del calibro di <strong>Anton Yelchin</strong> (il Chekov del reboot di Star Trek), <strong>Ashley Greene</strong> (la Alice di Twilight) e <strong>Alexandra Daddario</strong> (la Lisa di True Detective) si manda festosamente il cervello in vacanza &#8211; anche se sottilmente si può vedere tutto come una fantasia sull&#8217;elaborazione del lutto -, con una libertà d&#8217;azione e un anticonformismo corroboranti (siamo di fronte a qualcosa di decisamente più provocante e di meno sessuofobo rispetto alla media del genere, in ambito mainstream).</p>
<p>Certo, alla fine viene il dubbio se ci sia ancora posto per nonno Dante in un&#8217;epoca dominata da eredi scatenatissimi come Edgar Wright, e il materiale non è tutto di prima mano (non manca la solita svomitazzata giallo-verde in stile L&#8217;esorcista), ma, se lo si prende per quello che è, un po&#8217; di sano divertimento cialtrone non fa mai troppo male.</p>
<div id="attachment_38765" style="width: 510px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/good_kill_slide1.jpg"><img class="size-full wp-image-38765" title="good_kill_slide1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/good_kill_slide1.jpg" alt="" width="500" height="299" /></a><p class="wp-caption-text">January Jones, Ethan Hawke, Zoe Kravitz e Andrew Niccol </p></div>
<p>Si resta negli Stati Uniti &#8211; fin troppo, direi &#8211; per il film di chiusura del Concorso, il dramma bellico <em><strong>Good Kill</strong></em>, con cui il fantasioso <strong>Andrew Niccol</strong> rinuncia per una volta agli incubi distopici che popolano il suo cinema (<em>Gattaca</em>, <em>The Truman Show </em>&#8211; solo sceneggiatore -, <em>In Time</em>) per immergersi nella realtà comunque assurda e paradossale degli aggiornamenti e dell&#8217;involuzione dell&#8217;arte della guerra. Attraverso i patemi e i rimorsi di coscienza di un esperto pilota di droni (<strong>Ethan Hawke</strong>), l&#8217;autore di <em>Lord of War </em>vuole presentare il lato deumanizzato di operazioni militari condotte con lo stesso spirito di una partita alla Playstation, ma scade nel ritratto stereotipato e nel didascalismo (i membri dell&#8217;equipe sono, nell&#8217;ordine: il protagonista veterano tormentato e alcolizzato, la recluta promettente e coscienziosa che frigna di fronte ai monitor, lo stronzetto retrogrado e il colonnello paterno e progressivo) e in una visione d&#8217;insieme ambigua e artificiosa che non si sbaglierebbe a definire parafascista (gli USA restano pur sempre i legittimi poliziotti del mondo e il fine giustifica sempre i mezzi, anche quando si tratta di bombardare dei civili innocenti fino a prova contraria).</p>
<p>Se già un&#8217;opera controversa come <em>The Hurt Locker </em>suscitava sdegno nella sua idealizzazione del conflitto come necessità intrinseca all&#8217;essere umano, <em>Good Kill </em>fa pure peggio, con un atteggiamento autoassolutorio e reazionario da vomito che forse dal regista non ci si aspettava, sacrificando le sue rinomate intuizioni visive e confermandolo ancora una volta, casomai ce ne fosse bisogno, come un soggettista straordinario, ma anche come uno sceneggiatore modesto e come un ancor peggior direttore di attori e regista.</p>
<p><a href="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/nicijedete1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-38766" title="nicijedete1" src="http://www.movielicious.it/wordpress/wp-content/uploads/2014/09/nicijedete1.jpg" alt="" width="499" height="241" /></a></p>
<p>Conclude con un crescendo inarrestabile la Settimana della Critica &#8211; che si impone, a questo punto, come la divisione insospettabilmente più riuscita dell&#8217;edizione &#8211; il serbo <em><strong>Ni?ije dete</strong></em>: l&#8217;esordio del trentanovenne <strong>Vuk Rsumovic</strong> è forse la vetta di quanto visto finora nella sezione, una sorta di variazione del canone de Il Ragazzo selvaggio, ma laddove il piccolo protagonista truffautiano finiva nelle mani severe e amorevoli del pedagogo Jean Itard in un lungo processo di scoperta di sé, il meno fortunato Haris vive a cavallo dell&#8217;ultimo conflitto balcanico in una Serbia sporca, corrotta e ostile, verso un finale inevitabilmente destinato al campo di battaglia. Silenzioso, rigoroso e a tratti durissimo, Ni?ije dete è il candidato ideale al massimo riconoscimento della SIC e un esempio di cinema est-europeo di grande potenza espressiva.</p>
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